A metà marzo ha avuto una grande diffusione in quelle parti del web che ancora resistono alla normalizzazione di Big Tech un articolo di un intellettuale cinese, He Zhao nom de plume di una persona  che lavora in una università occidentale da non confondersi con i suoi omonimi più conosciuti ( Zhao è un cognome diffusissimo ancor più di Rossi da noi ) che lavorano rispettivamente nel campo della fisica al Boston College, all’ Università di York in Canada , presso l’Accademia cinese delle scienze, all’università di Oulu e men che meno col cantate oppure con il disegnatore di anime. Per la verità l’articolo è del 16 novembre del 2019, ovvero un’era fa, quando ancora ci illudevamo di essere liberi ma è stato ripreso da quando, con l’ascesa di Biden, è ripreso in grande spolvero l’attacco a Pechino sotto le spoglie di presunti diritti umani violati. Qui ripropongo i passi più significativi  di questo lungo articolo il cui titolo originale è XinJiang: Facts Vs. Fiction perché mette in luce in maniera esemplare e  l’ipocrisia occidentale e l’uso costante della menzogna e da un quadro molto preciso della situazione. 

“Negli ultimi 2 decenni, le potenze occidentali hanno massacrato 27 milioni di musulmani sotto la bandiera di “Libertà”, “Democrazia” e “Guerra al terrorismo”. L’alleanza NATO ha ridotto in macerie le città musulmane, creato milioni di rifugiati,  moltiplicato l’islamofobia  e la discriminazione razzista in Europa e negli Stati Uniti. Per queste ragioni la narrativa dell’oppressione dei musulmani in Cina è molto facile da credere per il cittadino occidentale.

Credibile, cioè, finché non consideriamo la fonte di questa storia: Radio Free Asia, braccio di propaganda della CIA, e Adrian Zenz, un cristiano fondamentalista che dichiara l’omosessualità una malattia e che la sua missione di vita è distruggere il comunismo, il cui studio è stato finanziato anche da un’organizzazione con collegamenti di intelligence statunitensi. L’accusa di oppressione, cancellazione culturale, tortura, coltivazione di organi e genocidio provengono solo dai Paesi della Nato. La narrazione emotiva si adatta perfettamente al senso di offesa e indignazione contro l’ingiustizia e mescolando il totalmente fraudolento con il legittimo, i guerrafondai riescono a tirare le corde delle brave persone

Finzioni

Rally Held Outside White House Against China Calls On US To End Trade Deal

10 dei 55 gruppi etnici minoritari ufficialmente riconosciuti in Cina sono musulmani, il più grande è il popolo Hui. Ci sono migliaia di moschee in tutto il paese e l’Islam è fiorente. Perché gli uiguri dovrebbero essere gli unici ad esse oppressi “oppressi”? Ci sono esattamente zero prove del milione di Uiguri nei “campi di concentramento”, né di “cancellazione culturale”, “violazioni dei diritti umani”, “tortura” e ancor meno – secondo le accuse più sfacciate – di “genocidio”. Ci sono 10 milioni di uiguri a Xin Jiang. 1 milione di detenuti significherebbe quasi la metà della popolazione maschile adulta. Difficilmente plausibile. L’Onu infatti non ha mai detto questo come si tende a far credere, si tratta dell’ “opinione” del rappresentate degli Usa basata sulle supposizioni di un “gruppo di controllo umanitario”chiamato “Difensori dei diritti umani cinesi” con sede a Washington. Il numero di  “1 milione” è stato estrapolato dalla percentuale di persone che frequentano le scuole professionali in un singolo villaggio  dello XinJiang. Se un’accusa simile fosse rivolta all’Inghilterra o alla Germania sarebbero ovviamente richieste prove, ma in questo caso essa viene riferita senza il beneficio del dubbio pubblicizzata senza dubbio da tutte le principali reti di informazione occidentali. Questo è il doppio standard offerto dall’egemonia globale degli Stati Uniti e dal “dominio a tutto spettro”: tutti i media occidentali pubblicheranno calunnie contro i loro nemici ideologici e contro chiunque disubbidisce al loro dominio totale.

Realtà

1_fGHh7utPTGad5zrxtVlFOgCiò che esiste, ciò che la Cina non ha mai nascosto, sono scuole professionali e centri di istruzione e formazione professionale per criminali comuni, nonché individui infettati dal fondamentalismo estremista con noti collegamenti con il separatismo turco e ISIS / DAESH. Ci sono esattamente zero prove per le storie di detenuti “costretti a bere alcolici e mangiare carne di maiale” in “condizioni difficili”. A differenza delle violazioni di routine dei diritti umani e delle torture che hanno avuto luogo a Guantanamo e in numerosi siti militari statunitensi in tutto il mondo, di cui esistono molte prove. In effetti quella cinese è una soluzione pacifica, umana, efficace e sostenibile all’estremismo fondamentalista violento, l’approccio a tre punte di educazione, inclusione e riduzione della povertà.

Gli uiguri, proprio come gli altri 9 gruppi etnici musulmani in Cina, sono completamente liberi di praticare la loro religione, con una protezione attiva statale della loro cultura e forti misure che avvantaggiano drasticamente le minoranze. La stragrande maggioranza degli uiguri è perfettamente felice di far parte della Cina, soprattutto con i recenti sensibili  aumenti del tenore di vita, dell’occupazione e dei salari. È solo una piccola percentuale di estremisti  con legami con Daesh, finanziati dalla Cia come i mujahideen e indottrinati dal jihadismo wahhabita, che si agitano per l’indipendenza e l’istituzione del “Turkistan orientale”. Barbe e burqa non hanno mai fatto parte dell’abbigliamento tradizionale uiguro e provengono interamente da elementi estremisti stranieri provenienti del Medio Oriente Il divieto di queste fogge non è discriminatorio, ma perfettamente comprensibile nel contesto di una lotta dell’estremismo violento che ha ucciso molte centinaia di persone negli ultimi decenni. La stessa cosa è accaduta In Tagikistan e Kazakistan, due Paesi che hanno avuto esperienza dell’estremismo religioso come conseguenza del diffondersi del Wahhabismo: vari islamisti si sono arruolati per combattere con lo Stato Islamico contro il legittimo governo siriano. Quelle sono nazioni che, come la Cina, hanno sofferto l’instabilità e l’insurrezione causata e fomentata dal Wahhabismo. In questi paesi, per garantire la sicurezza e proteggere la vita dei cittadini, sono state applicate misure di repressione dell’estremismo religioso imponendo il taglio delle barbe, la chiusura dei negozi che vendevano burqa e bandendo nomi dal suono arabo con misure molto più drastiche di quelle cinesi, ma che tuttavia non vengono minimamente menzionate . La realtà degli uiguri e dello Xinjiang è oscurata dalla falsa propaganda che viene lanciata sulla Cina, negando che vi sia un miglioramento sostanziale delle condizioni di vita ed economiche in tutta la regione, oltre alla garanzia della libertà di culto.

Ma che dire delle tante “testimonianze in prima persona” di “fuggitivi” uiguri sulle loro “esperienze orribili”? Qui dobbiamo ricordare le lacrime inzuppate di testimonianze in prima persona davanti all’Onu, dei soldati iracheni che tiravano fuori i bambini kuwaitiani dalle incubatrici e li schiacciavano a terra . La giovane donna anonima che ha fatto queste affermazioni in seguito si è rivelata essere la figlia dell’ambasciatore degli Stati Uniti e la sua storia, usata per giustificare la seconda invasione dell’Iraq, si è rivelata pura invenzione. 

La maggior parte delle nazioni ( 22 in totale dei quali miracolosamente non fa parte l’Italia ndr) che stanno dietro a queste accuse infondate sono gli stati della Nato, e gli amici dell’impero statunitense, la CNN lo riferisce a malincuore , fa del suo meglio per girare la storia contro la Cina, ma chiaramente fallisce perché altri 37 paesi si sono impegnati in difesa di PechinoQuasi la metà dei firmatari erano nazioni a maggioranza musulmana, tra cui Pakistan, Qatar, Siria, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.

Questo è dunque il  riassunto dell’articolo che tuttavia presenta un’infinità di collegamenti e di notizie che vale la pena esplorare perché tutta questa storia rimanda al fatto che il terrorismo islamico è stata un invenzione degli Usa quando pensarono di organizzare ed usare estremisti e integralisti per contrastare il governo socialista afgano e le truppe sovietiche che furono invitate ad aiutarlo contro l’imperialismo statunitense, nell’ultimo grande conflitto per procura della guerra fredda.