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Condannati alla menzogna

7b093155caab301d46221d7b25bf402bMi piacerebbe dire come Pasolini “io so”, io so in nomi dei responsabili  di quella che viene chiamata pandemia, io so i nomi dei vertici che l’hanno manovrata e che l’hanno utilizzata  come golpe sanitario a protezione del potere. E tuttavia non posso portare le prove e nemmeno sono Pasolini, ma ugualmente so: è scritto là nelle cifre che nessuno vuole vedere come se fossero l’incubo della cattiva coscienza, è scritto nel tentativo di trasformare il denaro in scienza e la scienza in denaro, è scritta nei visi dei farabutti che ci stanno rapinando “per il nostro bene”,  risuona nelle parole imbarazzate dei chierici che devono tenere in piedi un gioco che sta distruggendo il Paese. Ma si intuisce anche che la tentazione della verità fa capolino anche tra i peggiori affaristi delle mascherine e dei vaccini obbligatori, ma essa non può essere più pronunciata perché è troppo compromettente e farebbe saltare tutto il meccanismo per cui è stata messa in piedi che  nello specifico italiano è indurre un suicidio alla greca, attraverso una crisi economica senza precedenti e soldi a prestito attraverso il Mes. Dai retroscena dell’Europa, mai messi in luce così tanta chiarezza  escono questi personaggi che negano qualunque forma di solidarietà persino formale e dicono come Mark Rutte che l’Italia  non può ricevere aiuti ma solo prestiti da rimborsare. Se lo dice il rappresentante di un Paese che vive di fumo, funghetti magici e campa di differenziale fiscale, allora dobbiamo proprio crederci, perché Mark Rutte è un uomo d’onore.

Così nonostante il virus ormai sia debolissimo da debole che è sempre stato, facendosi forte solo degli errori sanitari compiuti,  ci ritroviamo con uscieri da discoteca come Zaia,  cui dare della capra sarebbe un complimento visto che nemmeno fa il latte, il quale infierisce sul futuro degli ingenui che l’hanno votato ribadendo le misure e anzi inasprendole così come fanno i  bugiardi quando le loro balle non trovano più un saldo appoggio, basandosi su dati senza alcuna credibilità o coerenza, tamponi straparlando di positività e di altre amene cose che egli tratta come si si trattasse di invitare una qualche starlette del grande fratello in un  locale. Anche se non ci credete più dovete ubbidire, altrimenti sarete trattati come pazzi, subirete il Tso, una roba che davvero meriterebbe il manicomio e comunque  l’immediata destituzione dalla carica per evidente per attentato alla Costituzione. Ma visto che chi dovrebbe prendere in mano la situazione è altrettanto inadeguato, può dire e fare ciò che vuole. Del resto la posta è alta: se invece di attivare meccanismi di auto finanziamento si ricorre  ai prestiti il milieu politico con i suoi comitati di affari  si troverà con un Paese distrutto, ma con il denaro per operazioni clientelari che garantiranno loro la rielezione.  Ed è per questo che si procede persino alla riabilitazione dei vecchi bugiardi, ormai nuovi complici.

Dunque siamo condannati alla menzogna del Covid e dell’influenza trasformata allegoricamente in peste, nessuno verrà a strappare il sipario e a mostrare l’allestimento mediatico e i deus ex machina pronti a entrare in scena per confondere e proporre soluzioni sempre diverse che lascino nello sconcerto e nella confusione:  siamo noi che dobbiamo curare la verità e sollevarla dal letto di dolore in cui è caduta e non da ora, ma progressivamente, prima prostrata da disturbi temporanei, poi sempre più debilitata dalla guerre e dalle sanzioni, dalle varie fobie a cui ci ha portato la dipendenza dall’egemonia neoliberista che va in groppa alla subcultura americana delle sciocchezze, della violenza e della stupidità omologata. Certo se da oltre trent’anni viviamo di illusioni infantili e di rosari mediatici, mai intaccati da un barlume di intelligenza e di consapevolezza, sarà difficile strappare il velo che abbiamo sugli occhi piuttosto che sulla bocca. Non esiste più come al tempo di Pasolini un Paese pulito dentro un Paese sporco,  e se anche esistesse, se fosse sopravvissuto, esso è completamente impotente, senza rappresentanza, senza potere perché quello che può acquisire si trasforma  immediatamente nel potere degli inganni. Come abbiamo visto ormai infinite volte e come facciamo finta di non sapere.


Punto zero

hqdefaultLa pandemia non ha certo impedito a Guaidò e agli Usa di tentare una nuova operazione Baia dei porci con l’obiettivo di cacciare e di assassinare Maduro, operazione che come quella storica è finita in maniera disastrosa con la truppaglia mercenaria catturata e altri altarini scoperti. Ma il potere non crede alle favole che diffonde e difende avendo in mano gli strumenti della paura e negando quelli della conoscenza attraverso un  infernale baccano da cui è difficile sottrarsi e a cui non possono sottrarsi nemmeno quelli che lo provocano. Ho l’impressione, anzi la certezza che pochissimi italiani, specie quelli che vanno in giro con la mascherina non solo per paura, ma come segnale di adesione ideologica alla sottomissione, si stiano rendendo conto che la paura li ha fregati: si aspettavano un virus e sono stati invece colpiti nei loro diritti fondamentali, hanno svenduto la loro progenitura per un raffreddore e si trovano in un un Paese che non ha più alcun futuro. Le immense perdite economiche che sono state provocate da una scellerata gestione dell’emergenza senza riscontro nel resto del mondo, nonostante i tentativi dell’informazione di farlo credere e delle palesi manipolazioni di dati e notizie che ormai gettano un’ombra sinistra anche sui decessi di Bergamo , ha creato una paradossale situazione di punto zero o di spirale verso il basso: la situazione di emergenza, benché ormai inutile è l’unico modo di tenere ancora  chiuso il vaso di Pandora.

Dunque si continua ad agire come se le conoscenze sul virus e sui suoi deboli effetti non scalfissero minimamente i decisori centrali, le task force, governatori e i sindaci, assiduamente impegnati a trovare sempre più grotteschi e ridicoli meccanismi di segregazione, tutti peraltro illegittimi prima ancora di essere contraddittori e cretini, a perpetuare lo stato di allarme tanto per continuare a rigirare la minestra, fare affarucci repellenti con app o mascherine, e allontanare il momento del redde rationem. E con questo si appesantisce in maniera irreparabile il danno economico al quale non c’è possibilità di rimedio nell’attuale condizione di sovranità ridotta se non inesistente e di sospensione dello stato di diritto: un circolo vizioso che ci porterà all’inferno. Eppure ormai ci sono certezze incontrovertibili sul fatto che il virus circoli ormai da ottobre e che per mesi ci abbiamo convissuto senza alcun allarme, che insomma da noi, come del resto ovunque il virus è stato ben poca cosa rispetto all’occasione che si è presentata alle oligarchie di  addossare ad altro il loro fallimento e di accrescere invece  un potere che sembrava star sfuggendo dalle loro mani.

Ormai come un entomologo cerco di scrutare il momento in cui anche la massa di coloro che oggi si sentono al riparo dalle conseguenze economiche della inutile segregazione e che perciò possono più facilmente dare retta alla paura, scopriranno di essersi rovinati “con le mani sua”  che non ci saranno più soldi per mantenere gli enfatici apparati della burocrazia di ogni livello. Quello sarà il momento della svolta che tuttavia si rivelerà inutile a risollevare le sorti di un Paese che sarà ben presto saccheggiato dei suoi risparmi privati attraverso il Mes e che non potrà risorgere dal sua doppia condizione di stato di polizia e di mafia, secondo la manzoniana profezia del “servaggio della minuta gente”, incapace di riappropriarsi di una condizione di piena cittadinanza che in realtà non ha mai davvero sperimentato. La liberazione dei boss della criminalità organizzata, con motivazioni palesemente fraudolente, ci parla di un nuovo patto Stato – mafia per mantenere l’ordine nel Sud quando si scoprirà che i miliardi millantati da Conte esistono solo nella fantasia, che al loro posto c’è solo la libertà di indebitarsi, che la disoccupazione dilagherà aggredendo anche il lavoro nero, che la ripartenza è solo il momento in cui si prenderà consapevolezza della sua impossibilità. Qualche virologo, di quelli messi a guardia della narrazione ufficiale, comincia a rendersi conto che il coronavirus è un’arma a doppio taglio, che l’esagerazione lucidamente perpetuata finirà per diminuire carriere e soldi invece di aumentarli nella qualità di sacerdoti del culto pandemico, ma a questo governo, a questo stato non importa nulla se non la sopravvivenza di un nucleo di potere il cui unico istinto è di perpetuarsi ad ogni costo.


Da Stoccolma ignobel all’Italia

Persino l’adorato Oms di Fauci, di Bill Gates e della Gabi association, ossia un consorzio parallelo di Big Pharma per la diffusione dei vaccini che è il terzo contributore assoluto dell’Organizzazione mondiale della sanità, ha detto che il modello migliore di contrasto al coronavirus è stato quello svedese, ossia quello che immodestamente ( ma se si tratta dei Burioni, degli Arcuri e dei Colao, significa solo avere un’intelligenza normale),  avevo più volte indicato in questo blog come ideale già da due mesi: niente chiusure carcerarie e attenzione sanitaria verso le fasce a rischio. E fin qui non ci sarebbe nulla di speciale: solo che i media maistream italiani accanitamente bugiardi se si tratta di secondare il governo o per meglio dire le trame che vengono tessute approfittando del sua nullità, non potevano sopportare questo schiaffo morale, questo pericoloso esempio, soprattutto se si trattava di rendere plausibile la fase due che è quasi uguale alla fase uno, aggiungendovi mascherine e prese in giro. Così non soltanto hanno detto clamorose menzogne sulla ripresa dei contagi in Germania dopo la riapertura ( a fronte comunque di misure assai meno restrittive che da noi), ma hanno cominciato a dire peste e corna della Svezia dove ipotizzavano stragi.

Così il maggiore quotidiano svedese l’Expressen   è uscito con questo titolo:

Svezia

Se non sapete lo Svedese come immagino vuol dire “Segnalazione italiana sulla Svezia: oscura e falsa”. E a dimostrazione viene ripresa la pagina del quotidiano Fiat – Netanyahu  chiamato Repubblica per aggiungere nel corpo dell’articolo: “Viene descritto un paese in cui il numero di morti e infetti cresce incontrollato, governato da un governo in ritardo e con un primo ministro che confessa di aver sbagliato tutto. Nel frattempo, noi svedesi andiamo irresponsabilmente nel ristoranti neo bar e a fare sport  senza capire la serietà del momento”.

Sapete fanno proprio bene a considerarci degli idioti e non potrebbe essere diversamente se i media le provano tutte per dimostrare che la messa in mora delle libertà costituzionali  – su cui anche l’Onu ha lanciato l’allarme  – è dettato da un assoluto stato di necessità che invece non esiste affatto. Siamo di fronte a qualcosa che sempre di più rassomiglia a un falso collettivo specie che cominciano a sentirsi i catastrofici effetti di un fermo del Paese inutile, quasi metafisico  nelle sue dimensioni e protratto oltre ogni necessità, tanto più che diversamente dall’inizio di questa storia, fin da subito gonfiata all’inverosimile, disponiamo di almeno tre linee diverse strategie terapeutiche molto efficaci a seconda dello stadio della malattia e delle condizioni del paziente. Invece si vuole continuare ancora a dispetto di ogni evidenza a tenere gli italiani ai domiciliari, a riempirli di app e di mascherine  per evitare quanto più possibile la tempesta politica che si sta formando e che si abbatterà sui responsabili di questa follia. Nel frattempo i nostri giornaloni si incaricano di sputtanare il Paese con le loro narrazioni a cotè del potere. Ma se non ci credete fate una b ella cosa, rintracciate le web cam di Berlino, Tokio, Parigi, Amsterdam, Stoccolma: vi accorgerete della differenza, senza farvi menare per il naso.


Miserabile informazione: per la Cnn, Guaidò è stato eletto

donald-trump-guaido-1La Cnn è nota oltre che per avere inaugurato il cosiddetto fact checking, subito imitata dal mainstream occidentale, anche per essere il maggior produttore mondiale di bugie e cazzate in libertà, cioè per essere uno dei principali soggetti sul quale esercitare il fantomatico controllo sui fatti. Ma alle volte davvero esagera nel diffondere gli afrori imperiali: due giorni fa, il 5 maggio questa centrale dell’informazione  ha pubblicato una notizia che riguardava un elicottero delle forze armate venezuelane precipitato,  nella quale si affermava che Juan Guaidò è stato “eletto presidente del Venezuela nelle elezioni gennaio”. Inutile dire che a gennaio non ci sono state elezioni  mentre all’epoca oltre l’80 per cento dei venezuelani nemmeno sapeva chi fosse Guaidò. Evidentemente in Usa sono convinti che Trump il quale tira i fili del presidente da farsa,  possa tranquillamente surrogare gli elettori del Paese sudamericano e stabilire lui le date di elezioni fantasma. Il fatto ancor più significativo è che questa inqualificabile narrazione, appare in un contesto informativo che non manca di attaccare quotidianamente l’inquilino della Casa Bianca, ma appena si varca il cortile di casa ecco che gli interessi imperiali fanno aggio su tutto.

Si tratta di un  errore ridicolo ( qui nella versione originale), successivamente corretta alle 15 e 09 del 6 maggio, dopo che una serie di personalità pubbliche avevano segnalato quello che non può considerarsi propriamente un errore, ma che è un’esplicita falsità, senza però scusarsi del fatto che sia i due autori dell’articolo, Jeanne Bonner e Jackie Castillo, né i quattro redattori che avevano passato la notizia si siano accorti di nulla. Sarebbe interessante capire quanto in questo “incidente” abbia giocato la deliberata intenzione di mentire e quanta parte invece non derivi dall’aver introiettato tesi pazzesche e ridicole al punto da non saper più distinguere tra narrazione e realtà. In entrambi i casi ci troviamo di fronte a una macchina della menzogna che ormai agisce in stato ipnotico e riesce a farla franca salvo quando scivola sulla stessa merda che diffonde. Tra l’altro non si capisce bene a quale titolo queste due – chiamiamole giornaliste per comodità – si siano occupate della vicenda dell’elicottero caduto in Venezuela, visto che Jackie Castillo, figlia di immigrati anticastristi ( e questo fa capire molte cose in merito alla volontà di propaganda), vive a Miami mentre Jeanne Bonner insegna italiano all’università del Connecticut, stato nel quale vive e l’anno scorso ha vinto un finanziamento per la traduzione in inglese di alcuni testi della nostra letteratura dopo un certo successo nella trasposizione  di Lessico familiare di Natalia Ginzburg e di alcune cose di Tabucchi.  Cosa hanno a che vedere queste due persone con le vicende venezuelane, soprattutto quelle di cronaca? Evidentemente nulla visto che non conoscono nemmeno l’abc del Paese o forse conoscono fin troppo bene quello della propaganda.

Ad ogni modo rimane il fatto che una “svista” incredibile è stata messa nero su bianco da due giornalisti, valutata e passata da altri quattro e infine vagliata dal team editoriale senza che un errore così  marchiano saltasse agli occhi di chi ogni giorno pretende di dare lezioni di correttezza e di essere il depositario della verità. Per di più la successiva correzione dell’articolo è accompagnata da una ammissione quanto mai ambigua: ” una precedente versione dell’articolo descrive in maniera errata come Juan Guaidò  è diventato presidente autoproclamato del Venezuela”. Un ricamo di ipocrisia e di non senso per evitare di dire apertamente che nessuno ha mai eletto il burattino di Washington. Di certo il lettore che sa poco o nulla del Venezuela non riceve alcuna informazione sull’errore, anzi nemmeno può capire in concreto in che cosa consista. Che poi è lo scopo finale di questa informazione.


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