downloadForse molti lettori ricordano l’allarme sparso a piene mani nel1999 per il “millennium bug” che allo scattare della mezzanotte del 31 dicembre avrebbe bloccato i computer creando un disastro senza precedenti. Ci furono tonnellate di articoli, di trasmissioni, di appelli di esperti disponibili ad accreditare qualunque cosa, che spiegavano in senso tecnico di cosa si trattasse mentre venivano venduti a milioni di copie programmi che promettevano di superare il problema. Sembrava insomma tutto vero.  Il fatto è che l’allarme, mai realmente smentito dai produttori di software, era semplicemente inesistente e al limite poteva coinvolgere qualche vecchissima macchina che di certo non era nelle reti nazionali o internazionali e nemmeno aziendali. Insomma si trattava di un allarme del tutto inventato e  insensato come sapevano benissimo  tutti quelli che avevano una minima cognizione di informatica e  lavoravano sui computer come il sottoscritto che già agli inizi degli anni ’80 dovette vedersela con uno dei primissimi modem a 2400 bit /s  in circolazione in Italia.  E tuttavia con la prospettiva di vendere milioni di nuovi computer specie alle aziende e ai governi o di acquisire meriti presso l’opinione pubblica, la balla restò in piedi anche grazie ad ambigui personaggi come Tony Blair che andò in tv ad annunciare l’Operation Surity invitando i cittadini britannici a fare incetta di generi alimentari per prepararsi al dopo Millennium bug. Una assoluta menzogna con la quale tuttavia divenne un salvatore della patria.

Secondo alcuni si è trattato della prima sperimentazione in grande stile e a livello planetario della strategia della paura che consente al potere secondo le note considerazioni di Chomsky di inventarsi un  problema per poi offrirne la soluzione e acquisire meriti invece del meritato discredito e disprezzo. Dire sperimentazione potrebbe sembrare un po’ troppo complottista, diciamo che si tratta di meccanismi che si auto rafforzano a vicenda dentro un sistema capitalistico e di mercato nel quali gli interessi degli asset di potere si saldano con l’informazione di cui detengono direttamente o indirettamente la proprietà e determinano le carriere degli esperti e spesso dei milieu politici Una situazione che è particolarmente presente nel campo sanitario dove tutti questi elementi sono presenti al massimo grado e dove si creano stati patologici per porvi rimedio con costose medicine: la saga delle statine valga per tutte   Non è dunque un caso se le grandi paure, terrorismo a parte, nascono proprio in questo settore. Chi non ricorda la famosa sindrome della mucca pazza che secondo Neil Ferguson epidemiologo  dell’Imperial College avrebbe fatto 150 mila morti in Europa in un anno  e ne ha fatto invece 207 in  vent’anni. Da notare che Ferguson è quello a cui si devono le previsioni catastrofiche sul Covid  che hanno dato inizio alla narrazione pandemica.

Poi nel 2002 saltò fuori la Sars1 sulla quale fu fatta una campagna di terrore nonostante da allora abbia provocato 774 morti, al punto che si è deciso di chiamare il coronavirus attuale Sars 2 proprio per riallacciarsi all’aura di paura suscitata quasi vent’anni prima. Tutti questi allarmi, ancorché inconsistenti generano comunque enormi profitti e servono a Big Pharma per scalare sempre più terreno nel campo della ricerca ed evitare che quest’ultimo sia di ostacolo agli affari. E infatti qualche anno dopo nel 2009 arriva l’influenza detta suina provocata dallo stesso virus H1N1 che aveva provocato quasi un secolo prima la famosa spagnola, chiamata così già in virtù della egemonia  americana per cui non si poteva dire che l’epidemia era stata portata dai soldati a stelle e strisce che combattevano in Europa. Quella ondata influenzale durata due anni fece molte vittime proprio a causa delle condizioni delle trincee, delle privazioni imposte dalla guerra ad amplissimi strati di popolazione, della povertà endemica di molte aree. Questo rapporto virus – ambiente – corpo era già noto quando l’Oms previde che ci sarebbero stati 284 mila morti, il che tra l’altro non sarebbe stato affatto sorprendente o particolarmente inquietante visto che l’influenza, quando non era ancora stata sostituita per imperio burocratico dal covid faceva circa 600 mila morti l’anno. Comunque già nella tarda primavera del 2009 quando l’oandata influenzale della suina  si andava spegnendo, l’Oms dichiarò per la prima volta  lo stato di pandemia trasformando in obbligo di acquisto i contratti che i governi avevano abbozzato con le case farmaceutiche per i vaccini. L’Italia acquistò dalla Novartis 48 milioni di dosi per 184 milioni di euro, ma solo  700 mila italiani si vaccinarono, non ci fu alcun aumento della mortalità e i vaccini furono distrutti, cosa che accadde un po’ dappertutto in giro per il mondo.

I guadagni furono enormi, ma per così dire episodici, invece nel 2014 si cominciarono a mettere le basi  per profitti più continuativi e più allettanti: si paventò la minaccia del morbillo come passepartout  per introdurre 10 vaccinazioni obbligatorie. Racconta Francesco Santoianni che per imporre il vaccino anti morbillo la ministra della salute Beatrice Lorenzin disse che l’anno prima erano morti di morbillo in Gran Bretagna 270 bambini, poi disse 200 in un altra occasione, mentre in realtà era morta una sola persona, un 25 enne. Io non sono un no vax per partito preso, ma è impossibile non vedere che senza un inutile catastrofismo non ci sono ricche borse per i ricercatori, per le università, per gli ospedali e ovviamente meno vendite per le aziende farmaceutiche e sanitarie anche al di là dei vaccini ed è per questo che ogni tanto arriva un allarme, vuoi per l’ebola, per la legionella, per l’aviaria, per il batterio killer dei cetrioli.

La vicenda del Covid non presenta alcuna differenza con le precedenti pandemie ed epidemie narrate quanto meno nelle sue logiche di base, solo che in questo caso al livello sanitario si è saldato un forte interesse politico delle elites, spaventate dall’impossibilità di rimediare ai disastri economici che esse stesse avevano provocato e che, ben consce della teoria e della pratica dello chock, hanno pensato di rovesciare il tavolo della democrazia generando dal nulla come era accaduto nel recente passato una grande, ma questa volta  persistente paura, alla quale  hanno dato il loro contributo esperti e media coatti. La terribile differenza sta nel fatto che proprio il panico ad alto voltaggio e la sua durata hanno prodotto un certo numero di vittime necessarie alla continuazione della narrazione. Insomma come in una profezia che si auto avvera. E non sappiamo come andrà a finire, visto che il potere nella sua accezione più vasta ha sovvertito il principio base dell’epidemiologia: non si vaccina mai durante un’epidemia.