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Salvati da Salvini?

vade-retro-salviniAnna Lombroso per il Simplicissimus

Ai tempi del fascismo non sapevo di vivere ai tempi del fascismo, di questa frase di  Enzensberger avevo fatto il mio motto perfino su Twitter, anche se io lo sapevo eccome,  insieme a pochi altri, di stare sotto il tallone di un regime, transnazionale seppure declinato in tanti piccoli cesarismi regionali e locali, intento a cancellare ogni traccia di democrazia,  perfino quelle incomplete e manomesse grazie a sistemi elettorali macchietta che avevano ridotto il voto a atto notarile di conferma delle volontà superiori, comunque rischiose per il disegno di affermazione imperialistica del nuovo totalitarismo imperiale, forte anche grazie al dominio dell’intimidazione e del ricatto, proprio come certi suoi alleati nell’ombra, le organizzazioni criminali con i quali si scambia favori e dai quali mutua abitudini, sistemi e riti.

Pare che dovremo essere grati a Salvini e ai suoi alleati stesi a tappetino di fronte alla sua indiscussa leadership del male, se adesso a me e a qui pochi altri, come per una folgorante agnizione si è aggiunto  un sacco di gente, che di fronte alle misure sull’immigrazione del buzzurro all’Interno che dicono avrebbero creato il clima favorevole a interpretazioni restrittive parte dei magistrati  delle sue disposizioni e dunque dei suoi “valori”, denuncia con il ruggito potente delle tastiere e con le petizioni,   che come per incanto tutto in una volta,  senza preavviso come il terremoto, è cominciato il nuovo fascismo.

Sembrano proprio soddisfatti: quale migliore occasione per tornare a fare una comoda opposizione dalle poltrone, per trincerarsi dietro un lodevole disubbidiente ( e perfino a Ong dalla reputazione discutibile che esercitano un potere sostitutivo lasciato loro da uno Stato latitante) per delegarlo a lavare coscienze un po’ sporchine, per chiamarsi fuori, per essere autorizzati a scegliere il meno peggio, un Martina, uno Zingaretti, perfino un Minniti che ai combattenti per l’aiuto umanitario da casa e al desk assomiglia di più, per letture, passato, abbigliamento.

E guai se ricordi loro che non è successo per caso, come lo scoppio improvviso di una bombola tossica seppellita malamente dopo la Liberazione. È che la rappresentazione che Salvini ha saputo  dare del suo peggio che interpreta un peggio diffuso dal quale si proclamano estranei, ha avuto successo, lo ha riportato nelle geografie del folclore, maligno, incivile, cui si può guardare come a un nauseante quanto ridicolo tirannello da repubblica delle banane,  un cattivo da spaghetti western promosso a icona della barbarie, contro il quale è meglio spendere le armi della satira e pure quelle dell’indignazione, dell’invettiva invece di quelle della politica della cittadinanza e della responsabilità individuale e collettiva, che il burbanzoso e maleducato avanzo della Padania ladrona non meriterebbe. Proprio come accadde col Berlusconi puttaniere sgangherato e coattivo, contro il quale si mobilitò un milione di  sobri e compunti italiani perbene, che vollero distinguere i reati contro il buon gusto da quelli contro la Costituzione, la democrazia e l’interesse generale, tanto che mai vennero impugnate leggi ad personam e stravolgimenti della Carta.

C’è da sospettare che  una garbata opposizione di domani riterrà efficace condurre una misurata   campagna elettorale senza pronunciare il suo nome, per far vedere come siamo noi, italiani brava gente, differenti da loro maleducati, cialtroni, volgari e ignoranti.

Eh si, ringrazieremo Salvini che ci fa recuperare la diversità, non più della sinistra, per carità, quel nome è un tabù, ma dei progressisti, dei riformisti.

E che così con questo moto di riscatto, potranno rimuovere il loro silenzio complice  sul fatto che la prima riforma costituzionale votata dalla sola maggioranza parlamentare è stata quella del Titolo V della Costituzione sul finire della prima legislatura dell’Ulivo, che è stato un governo di centro sinistra a decidere una guerra illegittima sia per la Carta dell’Onu, sia per la nostra Carta, che l’avvio della precarizzazione dei rapporti di lavoro la dobbiamo alla riforma Treu coronata dal jobs act, che l’abiura al ruolo dello Stato nell’economia è avvenuta con le privatizzazioni incontrollate e delle altrettanto incontrollate liberalizzazioni volute da governi di centro sinistra fino al sigillo infame del pareggio di bilancio, che la mancanza di una seria legge contro la concentrazione dei mezzi di informazione è frutto di scelte compiute durante la prima legislatura dell’Ulivo, autore tra l’altro deI colpo finale inferto alla progressività fiscale, che l’incipit della progressiva  distruzione della scuola pubblica e della conversione in “azienda” dell’università porta la firma di Luigi Berlinguer, che si deve a Franco Bassanini la “federalizzazione” dei diritti, che sancisce le differenze tra italiani, perfino malati, sul territorio  nazionale e che il massacro di ambiente e patrimonio culturale con il tradimento dell’articolo 9 della Costituzione  è opera dei governi Renzi e Gentiloni, con lo Sblocca Italia e la riforma Franceschini.

E così si può dimenticare che in anni e anni i partiti di opposizione non cancellarono la vergogna dei conflitti di interesse, educatamente dimenticati in modo da poterne approfittare, e meno che mai quella delle leggi sull’immigrazione, che non si pensò, per carità, di eliminare l’infamia della Bossi Fini, che ha introdotto il reato di disperazione, ma anzi di introdurne garbati aggiustamenti, in attesa che dopo Maroni arrivasse il castigamatti più amato dagli italiani oggi in corsa come rianimatore del partito morto, con quel codice in contrasto sia con il diritto internazionale del mare sia con ciò che il diritto di asilo impone all’Italia, molto gradito perché autorizzava la paura come virtù, purché suscitata da neri e gialli, poveracci e accattoni, deplorata se effetto di banche criminali o esattori implacabili.

Eh si ci toccherà dire grazie a Salvini che ci permette di essere civili, di restare umani, di essere compassionevoli, di solidarizzare col disubbidiente che interpreta da solo e a suo rischio  i buoni sentimenti dei perbenisti che ne approfittano per fare gli indisciplinati con le leggi, dimenticando che lo fanno da un bel po’ magari non facendo o esigendo fatture, approfittando di quel po’ di necessaria corruzione, di indispensabile clientelismo e autorizzato  familismo per tirar su un piccolo abuso, saltare una fila, non mettere in regola la badante.

E che ci permette anche di mettere nel dimenticatoio come un orpello arcaico al responsabilità, quella personale ma pure quella collettiva che tanto a quella ci hanno pensato e pensano i Perlasca, gli Schlinder e Lucano.

Quando invece altre sono le strade dei cittadini che non vogliono confondere giustizia e legalità e nemmeno legittimità e legalità per lo più rivendicata a colpi di milioni di voto in elezioni truccate da conflitti di interesse e informazione assoggettata.

Che perfino oggi si può fare “giustizia”, si può opporsi  proprio come fece Dimitar Josifov Pešev,  politico  poco influente del Parlamento bulgaro che aveva accettato senza obiezioni le leggi antisemite  e non aveva firmato proteste o manifesti. Ma che quando, il 7 marzo 1943, apprese che stava per essere avviata la deportazione di 48 000 ebrei, quell’uomo grigio riuscì a ottenere la firma di altri 43 parlamentari scatenando un protesta che costrinse lo zar di Bulgaria a resistere alle pressioni dei nazisti.

Si può essere uomini senza essere eroi e diventare vittime ricordando che per esempio che la incostituzionalità del Porcellum è stata avviata da un singolo cittadino incazzato, che abbiamo promosso referendum per molto meno dello stravolgimento di dei principi etici fondamentali, che bastava non votarli, scegliere qualche velleitario voto inutile che se diventava “tanti”  poteva salvarci dal disonore collettivo.

 

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14 responses to “Salvati da Salvini?

  • Lode a Lodi | Il simplicissimus

    […] il tanghero all’Interno, ( ne ho scritto mille volte, anche qui: https://ilsimplicissimus2.com/2018/10/04/salvati-da-salvini/) per il quale provo un disgusto pari a quello che mi suscita la sottomissione degli alleati, ha […]

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  • jorge

    @ tonino b, che scrive :

    “sarebbe oramai tempo di non illuderci nel voler cambiare il mondo per rendere liberi esseri viventi che non vogliono esserlo forse solo perché vogliono errere protetti e rassicurati da capi… (non so se ha visto, in televisione, il capo leghista in visita a a viterbo e il popolo servo che, servilmente, si prostrava ai suoi piedi…) ”

    Bisogna prenderli nel momento della delusione, ma per fare questo bisogna costruire per tempo una avanguardia civile che dia pane al pane e vini al vino descrivendo le cose per come esse davvero sono, Se al momento della delusione mancherà tale avanguardia civile i delusi saranno preda di demagoghi ancora peggiori

    Con riferimento non solo ai fans del peggior Salvini, ma anche a tutti quelli che ripongono la propria fiducia nei partiti del nuovo governo, bisogna prenderli nel momento della loro delusione, ma non è consentendo alle loro illusioni che si costruisce una avanguardia civile capace di questo

    Non si può costruire per tempo la suddetta avanguardia civile consentendo alle loro illusioni, magari perché sono un popolo espropriato e vituperato, errore che puntualmente viene fatto dalla Lombroso , Bisogna essere amici del popolo, di cui facciamo parte, e non amici delle illusioni del popolo

    Bisogna costruire una avanguardia civile che al momento della delusione sappia essere un punto di riferimento per quanti progressivamente si sentono delusi, Se al pari della Lombroso, ci affianchiamo paralleli e comprensivi alle illusioni del povero popolo , pensando che basti dare del troglodita a Salvini, l’avanguardia civile di cui si parla non verrà mai costruita. Ripeto, bisogna essere amici del popolo, non delle sue illusioni

    In fondo, per quanto su un terreno sbagliato, costruire per tempo una tale avanguardia (in)civile è ciò che hanno fatto i 5 stelle, ed i risultati non sono mancati. Anche un blog di cui non conosco la reale incidenza opera in uno spazio pubblico, e non ci si può nascondere dietro un dito, più che incomprensione delle cose diventa opportunismo e complicità. Spero di aver chiarito il mio punto di vista, e ricambio i graditi saluti

    PS, secondo me potrà trovare interessante la lettura del post di Anonimo sulla Grecia

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  • Anonimo

    Si può leggere:

    SPENDO, DUNQUE SONO

    su

    ComidadPuntoOrg

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  • Anne La Rouge Lombroso

    @Jorge E concludo che mi apre che lei voglia fare la rivoluzione con al benedizione di Europa, Draghi, Nato, Merkel, Macron e ci metto pure Tsipras e Varoufakis che ci rimprovera di essere capricciosi

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  • Anonimo

    “A parte che chiunque potrebbe fare la spesa quotidiana al conoscente con tale carta, per poi farsi ridare i soldi spesi onde comprare i generi più viziosi immaginabili, quì siamo al moralismo colpevolizzante verso chi è colpito dalla crisi, se mai e proprio questa colpevolizzazione che abbrutisce i soggetti e toglie loro l’autostima condannandoli alla passività”

    È una forma di colpevolizzazione-criminalizzazione-penalizzazione della povertà, o della condizione subalterna !

    A sto punto, erano meglio gli 80 euro di Renzi.

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  • Anonimo

    “Forse grazie lo 0,5 di sfondamento del debito, e prese in giro simili.”

    Concordo pienamente che tutta sta sceneggiata sul 2,4% di disavanzo, sia una colossale presa per i fondelli !

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  • Anonimo

    “forte anche grazie al dominio dell’intimidazione e del ricatto, proprio come certi suoi alleati nell’ombra, le organizzazioni criminali con i quali si scambia favori e dai quali mutua abitudini, sistemi e riti.”

    Lei ha centrato la liason, che collega fascismo e mafia fino dal 2à dopo guerra ( come fu evidente particolarmente in sud italia…).

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  • jorge

    E allora poichè l’area piddina ha aperto le porte a Salvini, dobbiamo accettare Salvini in odio all’area piddina.

    Salvini apre la strada al peggio che verrà poi, e noi dovremo accettare questo peggio in odio a Salvini che ad esso ha aperto la strada

    La Lombroso sembra la retroguardia codista , passiva ed incline ad inseguire il peggiò che verrà, E’ un ruolo reazionario perchè rinuncia ad immaginare ed a prospettareuna alternativa vera

    La Lombroso vorrebbe sostenere che con tutti i suoi limiti l’attuale governo, ponga almeno il problema, apra una sia pur minima contraddizione nel meinstream e nel potere dell’ Unione Europea, in cui magari altri si insinueranno

    Forse grazie lo 0,5 di sfondamento del debito, e prese in giro simili. Era quanto facevano i governi precedenti, inoltre circa i i prossimi anni il governo si è già allineato, la montagna ha partorito il topolino ,

    Per cui, che l’operato del nuovo governo sia un primo varco nel Meinstream Europeo, è cosa del tutto contraddetta dai fatti, e da qualsiasi analisi minimamente seria, a livello concreto dove lo vede la Lombroso questo varco ? Al contrario si vede pericolosamente il contrario, come già obiettato alla Lombroso
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    In termini generali la Lombroso riconosce che la sfida all’assetto economico neo e/o ordoliberista è guidata dal un governo legastellato “ormai solidamente in equilibrio su meccanismi di potere”” (parole della Lombroso),

    Ma proprio per questo, un popolo che a tale elite si affida, inevitabilmente viene deluso, il che in politica significa passivizzato ed irregimentato. E’ quanto abbiamo visto nei decenni precedenti rispetto al popolo di sinistra deluso dalle sue dirigenze, l’esperienza dimostra questo ma la Lombroso scegie di avere ha la faccia tosta della bella addormentata (e quel popolo di sinistra davvero aspirava a trasformare la società)

    In altre parole, il governo legastellato che porterebbe comunque la sfida all’assetto economico attuale, impedisce l’emergere di una opposizione popolare vera, è il maggior ostacolo. Se si è amici del popolo queste cose bisogna dirle. Denunciare ciò che è il governo attuale serve a che il popolo riprenda nelle sue mani le bandiere fatte balenare ma poi ammainate dai legastellati opportunisti, esiste anche questo tipo di critica, non solo quella che fa il gioco del PD

    Se non si comincia a fare questo per tempo, allora il popolo deluso domani sarà irretito da qualcosa di molto peggio, il fondo del barile non ha limiti. Facciamo parte anche noi del popolo, no?. Il popolo merita fiducia, quando coloro che svolgono un lavoro intellettuale (anche dei blogger) operano bene, poi i risultati arrivano

    Rispetto alla lega, ma vale anche per i 5 stelle, l’ultima linea di difesa degli “intellettuali”corrivi ed opportunisti a cui sempre di più sceglie di somigliare la Lombroso, e immaginare una sorta di “trascrescenza”, la base popolare, o proletaria, fiutando l’inganno, dovrebbe scavalcare la dirigenza opportunista verso un progressismo vero. Ma senza una avanguardia civile nel senso detto prima, anche una eventuale trascrescenza avviene puntualmente a destra, anche rispetto all’attuale maggioranza, già lo si può vedere da ciò che si agita nelle periferie italiane“.”

    Con la sua mancata volontà di leggere la realtà e di proporre qualcosa di costruttivo, la Lombroso sceglie di stare dalla parte dei mallevadori dei disastri futuri
    —————————————–

    L’europa e l’Euro sono la foglia di fico con la quale le borghesie di comando dei vari paesi europei hanno condotto la loro guerra di classe contro il mondo del lavoro continentale. (sacrifici perché lo vuole l’europa)

    La borghesia di comando italiana si è arricchita con l’unione europea, tutto il reddito prodotto da fine anni 80 ad oggi si è spostato dalle classi popolari italiane a tale borghesia, la quale senza la costruzione europea sarebbe oggi molto più misera, stritolata dai processi di concentrazione e centralizzazione dei capitali con cui il capitalismo supera le proprie crisi (oggi non ci riesce nemmeno). Per quanto retrospettivamente, tale elite italiana riponesse nell’ Unione Europea aspettative migliori, limitate dalla crisi mondiale del 2008

    Oggi, per quanto subordinata alle filiere della creazione di valore a guida germanica, essa resta una non indifferente borghesia produttiva, con la speranza di acquisire più spazio grazie ad un difficile ma progettato imperialismo europeo

    L’alternativa sarebbe stata passare ad una maggiore socializzazione dell’economia a fine anni 70, quando invece anche in Italia partì il neoliberismo, ma si capisce che se tale alternativa sarebbe stata megliore per l’Italia , avrebbe però ridotto la ricchezza ad il potere della nostrana borghesia di comando

    Alla Lombroso non entra in testa che il sovranismo è guidato da elites borghesi che vogliono solo ricontrattare i propri rapporti di potere con la costruzione europea e le altre borghesie continentali, non vogliono certo dismettere l’uso della costruzione europea e dello’euro quale strumento di guerra di classe contro le classi popolari

    Ad es la Casaleggio ed associati , l’ex ministro Enzo Scotti e Giorgio La Malfa, intellettuali della borghesia che hanno fondato l’università privata dove si sono formati i quadri e dirigenti dei 5 stelle, lo stesso ministro Savona liberista, Giorgetti della Lega, rappresentano nello spazio politico quella fazione borghese che non vuole certo dismettere l’uso della costruzione europea e dello’euro quale strumento di guerra di classe contro le classi popolari

    Il rovinoso immiserimento delle classi popolari si supera solo ripartendo da una impostazione di classe, che è l’unica non addomesticabile. La blogger non riesce o non vuole capire che l’unione europea è funzionale anche alla borghesia di comando italiana, senza un’ottica di classe si rimane al seguito di questa, si critica solo la foglia di fico europea e non gli interessi di classe che ci sono dietro e che sono il punto vero
    —————————————–

    Oggi i giornali dicono che il governo ha fatto marcia indietro, lo sfondamento del 0.5 di punto vale solo per quest’anno, una resa totale rispetto ad un livello di partenza che non era altro che lo stesso sfondamento che ogni governo pregresso aveva comunque fatto

    Di Maio ha detto che il reddito di cittadinanza dovrà essere speso dai beneficiari “secondo moralità”, la tessera sanitaria che permetterebbe di spendere l’ammontare si bloccherà quando il beneficiario dovesse comprare altro che generi di necessità e fuori dei circuiti del made in italy,

    A parte che chiunque potrebbe fare la spesa quotidiana al conoscente con tale carta, per poi farsi ridare i soldi spesi onde comprare i generi più viziosi immaginabili, quì siamo al moralismo colpevolizzante verso chi è colpito dalla crisi, se mai e proprio questa colpevolizzazione che abbrutisce i soggetti e toglie loro l’autostima condannandoli alla passività

    Ma soprattutto esce confermata la tesi da me da lungo tempo espressa della “modernizazione sovranista”, circuiti differenziali e minimali per gli impoveriti, inferiori ad un normale stato sociale, circuiti che così’ concepiti comportano quindi risparmi fiscali per i ceti agiati ( ad es flat tax), I quali ceti agiati si distaccano dal complessivo stato sociale, con circuiti de luxe propri.

    Tali circuiti saranno tra l’altro occasione di valorizzazione per i capitali della stessa borghesia di comando., ciò non è altro che quanto ipotizato da Hayeck Mises etc, favorevoli al reddito di cittadinanza, in verità questo avrebbe senso progressivo solo se fosse realizzaro a partire da una attivizzazione di lotta popolare

    Non è che Di Maio o Salvini siano tanto intelligenti da avere programmato tutto questo, ma questa risultante è l’unica direzione possibile date le istanze di tutela sociale e di rispetto per le esigenze della borghesia di comando proprie dell’interclassismo filo mercato e moralista del movimento 5 Stelle e della Lega. Su un terreno diverso, anche Mussolini non sapeva dove voleva andare e proprio per questo fu agito del capitale, è il destino dei praticoni, anzi è il loro ruolo storico preciso

    La Lombroso, volendo sognare che col governo legastellato comunque qualcosa si muova, e che ciò sarebbe sempre meglio che niente, si mette su tale reazionario terreno dei praticoni, che porta dritto nelle fauci del capitale, resta subalterna all’ideologia borghese di Di maio e Savini ed alla fazione della borghesia italiana che vuole solo ricontrattare margini con l’Europa, ma senza dismettere l’uso di questa come paravento da dietro il quale condurre la guerra di classe contro i ceti popolari

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    • tonino b

      hia ragione. ma come organizzare un popolo che viene tenuto, artificialmente, “quasi alla fame” in modo tale che non abbia la capacità di ribellarsi al neo nazifascismo.
      che io ricordi,da che mondo e mondo, il popolo si ribellano alla tirannia solo quando é ridotto alla fame… quella vera!
      e, allora, viene da chiedersi, poiché la specie umana, come tutte le speci animali (e direi vegetali), é “naturalmente aggregata per classi e scale gerarchiche”, sarebbe oramai tempo di non illuderci nel voler cambiare il mondo per rendere liberi esseri viventi che non vogliono esserlo forse solo perché vogliono errere protetti e rassicurati da capi… (non so se ha visto, in televisione, il capo leghista in visita a a viterbo e il popolo servo che, servilmente, si prostrava ai suoi piedi…)
      saluti rossi

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      • Anne La Rouge Lombroso

        aggiungo anche a beneficio di Jorge, che come Hannah Arendt non amo un popolo, una nazione, una razza, semmai alcune persone con prefernza per chi subisce torti e affronti. E non ho paura delle parole comprese quelle che finiscono in ismi, come mi è capitato di scrivere. Meno che mai degli stereotipi che invece cominciano a possederla. Lei purtroppo inclina verso quella tendenza a schierarsi per tifoserie, quindi rammentare perchè si è giunti a questo buzzurro sciagurato, a questi dilettanti allo sbaraglio, significa appoggiarne le gesta, dar loro attenuanti, sopportarne la crudezza segno di quella vicinanza alla massa, così invidiata da partiti esanimi. Io invece cerco di ricostruire i perché in modo anche da attribuire le necessarie responsabilità collettive oltre che individuali, a carico perfino di qualche vittima: insegnanti, precari, risparmiatori. Ai quali non dedico pietismo nè compassione, ma un invito a svegliarsi

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      • Anne La Rouge Lombroso

        caro@tonino, hai ragione, la potenza intimidatoria e ricattatoria della cupola imperiale ha ridotto alla subalternità quasi totale il popolo, complice una informazione assoggettata e anche quella ricattata. Ogni tanto un po’ di speranza viene da aggregati locali intorno alla difesa di beni comuni e risorse e penso andrebbero sostenuti con più forza. Qualcuno dice che le battaglie per il pane verranno, che un incremento della perdita che pare secondo i sociologi, sia peggio del non avere mai avuto niente, produrrà stravolgimenti epocali, Altri contano sulla indole al suicidio del capitalismo.. Zizek dice che aspettiamo la salvezza dai marziani. E’ un momento che ha la bellezza della tragedia. Il commentatore che mi accusa di avere simpatie poco segrete per i 5stelle dice una sciocchezza perchè non si tratta di empatie e comunanze che in politica non devono esistere. Il fatto è che un piccolo primo passo sarebbe comunque liberarsi dei vincoli europei cosa che lui come i troppi orfani di un dispotismo teme come la peste. Confermandi che anche èlite acculturate sono ormai infantilizzate e cercano padri e padroni

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    • Anonimo

      “ma senza dismettere l’uso di questa come paravento da dietro il quale condurre la guerra di classe contro i ceti popolari”

      Non si vuole uscire dall’euro zona, a sinistra !

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    • Anne La Rouge Lombroso

      caro Jorge lei oggi ha deciso di offendermi..Ma non me la prendo ho bisogno della mia collera per ben altro. Il suo è un tipico caso di decodificazione aberrante… e purtroppo senza il bene prezioso dell’ironia. Non ha capito che me la prendo appunto con quelli dle meno peggio, dei fan del Minniti che ha avviato questo processo benchè con linguaggio più forbito e in sostanza con chi per non reagire sui temi dello sfruttamento, della speculazione, della corruzione, della dissipazione delle risorse, della svendita dei beni comuni, si slava la coscienza “restando umano”, anche se poi non regolarizza la badante, sbuffa per il nero che gli lava il vetro, va alla manifestazione a Piazza del Duomo, che tanto gli stranieri stanno in periferia. Sono stanca di ripetermi: non c’è via di uscita senza intervenire sul modello di sviluppo, senza rovesciare davvero il tavolo del casinò, senza sottrarsi al tallone dell’impero. In attesa ci sono delle piccole conquiste che darebbero il segno, addomesticamenti, certo, ma non le sottovaluto. Almeno metterebbero un po’ del pepe della paura a chi conta su acquiescenza e sudditanza. E parlo della tendenza all’ubbidienza e a non considerare che possa mai esserci altro, che ispira tutti gli attori in campo, in alto e in basso

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