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Il militante impossibile

foto-comunicato-fgci-frosinoneForse qualcuno conosce il nome di Michel Weber, un filosofo belga non privo di qualche stravaganza, ma ampiamente noto non fosse altro che per i suoi studi su Whitehead, il quale sta suscitando un intenso dibattito a pochissimo tempo dall’uscita di un articolo su “L”impossibile militanza di sinistra nel 21° secolo” che segue come un’ombra il suo ultimo saggio ” Contro il totalitarismo transumanista”. E credo che valga la pena di imparare qualcosa da questo sguardo originale (del resto Weber odia il conformismo di qualsiasi tipo) al di là dell’accordo o meno con le singole tesi perché ci restituisce alla fine un’immagine precisa dell’oggi.

Dunque Weber distingue quattro epoche della militanza a sinistra di cui la prima che potrebbe chiamarsi età dell’oro va dal 1844 alla fine della seconda guerra mondiale ed è paradossalmente anche quella del capitalismo selvaggio in pieno sviluppo:  l’ideale e la filosofia comunisti erano al tempo stesso una potente fonte di attrazione e insieme  una griglia di lettura della realtà coerente e applicabile. La classe operaia e quelle subalterne vengono mobilitate e la differenza tra destra e sinistra è chiarissima a tutti perché la prima sta con le classi dominante, l’ altra con i dominati. In questo quadro  sia il fallimento dell internazionale che le vicissitudini del comunismo sovietico non incidono più di tanto.

Dalla fine della guerra mondiale e fino al ’72 Weber parla di età dell’argento quella dei compromessi della socialdemocrazia. Rimane vivo e operante il pregiudizio ideologico e la repressione poliziesca attorno al comunismo, ma le richieste rivoluzionarie, che per definizione sfidavano le modalità dell’esercizio del potere, vengono trasformate in richieste più infantili e tendenti alla soggettività trovando l’oligarchia capitalista pronta a sfruttare il momento. Viene denunciata  la nozione di autorità, senza la quale tuttavia l’educazione è impossibile (la celebre diagnosi di Arendt diventa così anche una prognosi ); viene adottato un femminismo più preoccupato del capitale che delle donne; l’anarchia diventa liberale libertaria, il consumo diventa libidico e giocoso e la sfida del decadimento è pronta a diventare la sfida dello sviluppo sostenibile. Sarà il capitalismo o la barbarie.

A questa trasformazione segue l’età sfrontata che va dal 1973 al 2001 che  è quella delle dimissioni della “nuova sinistra” di fronte al ritorno del capitalismo fascista e del suo discorso moralista: la società occidentale deve ora affrontare una crisi che richiede una politica di “rigore” o “austerità” che naturalmente sono chiamate a pagare le classi subalterne mentre la differenza “sinistra / destra” viene sempre più svalutata, mentre la nuova sinistra trova in questo la sua ragione di essere cominciando a staccarsi dalla sua base sociale cominciando a passare dal pubblico al privato per così dire. E infine c’è l’età del ferro che si distingue per l’impoverimento delle classi medie e il disorientamento di fronte alle macchinazioni economiche e gli imbrogli politici, del terrore di fronte a minacce fantasma. In questo contesto surrealista, manicheo e orwelliano, è diventato estremamente difficile esprimere un dissenso e ancor più manifestarlo con qualsiasi azione concreta. Le ragioni di questo neo-maccartismo non sono difficili da identificare.

Weber trova una serie di ragioni, dalla scomparsa della stampa di opinione, alla conversione delle televisioni pubbliche alle esigenze anche politiche degli inserzionisti, e alla  caduta dello spirito critico praticamente defunto nella scuola, così che i cittadini non solo hanno difficoltà nell’accesso a un’ informazione corretta e pluralista. ma anche a collegare fatti in un insieme coerente. Quando questo avviene il più delle volte diventa complottismo. Così il militante che deciderà comunque di agire, che si esprima liberamente su argomenti delicati, che organizzi qualsiasi azione o addirittura si astenga dall’agire praticando la disobbedienza civile” , dovrà affrontare alcuni ostacoli aggiuntivi, non ultimo il silenzio assoluto o un educato silenzio che nemmeno si dà la pena di argomentare portando alla luce le conseguenze estreme della disgregazione sociale. In un certo senso l’attivista di sinistra non può far avanzare i suoi ideali senza l’accesso ai mass media, ma ogni accesso ai media degrada la sua immagine visto che deve comunque entrare in un meccanismo avverso e fondamentalmente di struttura capitalista: dunque se è fuori dai media dimostra per omissione di testimonianza il fallimento ideologico della sinistra, ma se è presente facendo uno sforzo per comparire finisce per ottenere il medesimo risultato. entrando nella trappola della visibilità. 

Ecco perché, secondo Weber, la militanza a sinistra diventa di fatto impossibile: anche se questa tesi pare estrema e forse eccessiva essa è perfettamente valida per tutti i contesti maturi dell’informazione e ha qualche eccezione solo in un mezzo del tutto nuovo come la rete che non è stato possibile governare da subito, anche se adesso si sta abbondantemente rimediando o attraverso tecnologie di progressiva marginalizzazione o di tipo ufficialmente censorio: lo spazio a disposizione rimane appannaggio di un sostanziale conformismo di mercato come possiamo ben vedere proprio in questi mesi e settimane dove il luogo comune, del tutto separato dalla realtà e incoerente rispetto ad essa, corre senza limiti facendo del mondo uno specchio infranto. Questo perché andando oltre la tesi di Weber c’è qualcosa di ancora più radicale:  non è solo impossibile comunicare, sta diventando difficoltoso anche pensare.

 

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10 responses to “Il militante impossibile

  • dani2005dani

    Grazie. Ritrovo le divisioni delle epoche della sinistra nei risultati fattuali subiti dalla maggioranza dei dominati. L’uso discriminato e criminale del territorio, l’inquinamento ambientale, il maltrattamento degli animali e dei deboli come normalità.
    Un ottimo post.

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  • Anonimo

    Si può leggere:

    SPENDO, DUNQUE SONO

    su

    ComidadPuntoOrg

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  • jorge

    Fra Simplicissimus, Don Di Maio e Suor Lombrosa al falansterio paraguayano :

    Davanti alle dichiarazioni di ieri di due leader del Movimento Cinque Stelle ci si chiede la loro idea di aiuto ai poveri, come immaginino la categoria.

    Dice l’on. Laura Castelli, sottosegretario all’Economia, che se uno spende i soldi del reddito di cittadinanza da Unieuro, «magari un controllino della Guardia di Finanza si fa».

    L’italiana povera laverà i panni al torrente e mai si recherà da Unieuro ad acquistare una lavatrice. Suo figlio farà i conti con l’Abaco. Suo marito si farà la barba col rasoio a mano, affilandolo personalmente

    Dice il vicepremier Luigi di Maio che il sistema garantirà la tracciabilità delle spese dei poveri, per verificare che esse servano per lo scopo prescritto cioè «assicurare la sopravvivenza minima dell’individuo» e non saranno consentite «spese immorali» tra le quali il ministro elenca sigarette, Gratta e Vinci e «beni non di prima necessità».

    Ma questo povero immaginato dai grillini, il povero che si ritiene fortunato se agguanta un etto di caffè al mercato nero, esiste ancora? O esiste piuttosto un altro tipo di povertà, più contemporanea, non tanto una questione di pane e latte ma di istruzione, aggiornamento, possibilità, e quindi di beni voluttuari come i libri, i computer, lo sport, i viaggi, vestiti e scarpe decenti per rincuorarsi, gite al mare, relazioni sociali?

    Si osserverà che questa idea di tracciare le spese dei disoccupati o dei pensionati indigenti ricorda le beneamate Dame di San Vincenzo che allungavano cento lire allo straccione dicendo «Non lo spenda all’osteria». Con l’aggravante che le nuove Dame minacciano di seguire lo straccione, di verificare che non si beva i soldi e sfilarglieli dalle mani se chiede un litro di vino. Tra l’altro, dovendo impiegare risorse della Guardia di Finanza, forse sarebbe meglio star dietro alle spese dei ricchi e dei ricchissimi: i risultati anche economici sarebbero più sostanziosi.

    E siamo davvero sicuri che uno Stato laico possa subordinare questo mitologico reddito di cittadinanza oltreché alla ricerca di un lavoro anche all’uso probo del sussidio, alla «moralità» delle spese, come farebbe una comunità di Mennoniti?

    E questa visione si sposa bene, per istinto naturale, alla destra più conservatrice, quella che del povero diffida ritenendolo naturalmente portato all’imbroglio e all’accaparramento truffaldino

    Il seguito dei dibattito chiarirà meglio la faccenda, e ci farà capire se stiamo affrontando un problema di cui discute tutto l’Occidente – come gestire la società post-industriale – oppure replicando l’idea ottocentesca della pubblica carità, il copione del Marchese del Grillo che tira Paoli dal balcone ai miserabili.

    Parte di un articolo sel sito inckiesta

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    • jorge

      ottimo articolo,che tutti dovrebbero leggere, Tsipras non aveva mai avuto davvero posizioni di classe, mai detta una parola contro i ricchissimi armatori greci esentati dal pagamento delle tasse grazie ad una norma costituzionale

      notevole questo passaggio :

      Aria di rivolta anche tra le forze di polizia. Uno dei principali sindacati della polizia ellenica, la Poasy, con una lettera resa di pubblico dominio ha proclamato che “…..non obbedirà agli ordini del Governo ma, al contrario, che si riserva di far scattare subito il mandato d’arresto immediato per componenti della Commissione Europea e della BCE che si troveranno sul suolo greco per il reato di ricatto, istigazione multipla a reato contro lo statuto nazionale e, alla sua abrogazione legislativa, violazione ed offesa della sovranita’ popolare mirata al bene comune del popolo greco, ecc..ecc…” In pratica spira un vento di insurrezione anche tra le forze dell’ordine

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      • jorge

        altro che impossibilità di una militanza di sinistra di cui parlano il filosofo ed il simplicissimus, il problema e che vogliono fare i fighetti intellettualoidi e non fare politica, organizzare la protesta

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  • jorge

    “Questo perché andando oltre la tesi di Weber c’è qualcosa di ancora più radicale: non è solo impossibile comunicare, sta diventando difficoltoso anche pensare.”

    Sembra che il Simplicissimus si voglia giustificare rispetto alle cantonate prese rispetto al movimento pentastellato e/o leghista ( a suo tempo esaltò Hollande, poi Trump, come alfieri del rinnovamento progressivo rispetto al neoliberismo)

    L’europa e l’Euro sono la foglia di fico con la quale le borghesie di comando dei vari paesi europei hanno condotto la loro guerra di classe contro il mondo del lavoro continentale. (sacrifici perché lo vuole l’europa)

    La borghesia di comando italiana si è arricchita con l’unione europea, tutto il reddito prodotto da fine anni 80 ad oggi si è spostato dalle classi popolari italiane a tale borghesia, la quale senza la costruzione europea sarebbe oggi molto più misera, stritolata dai processi di concentrazione e centralizzazione dei capitali con cui il capitalismo supera le proprie crisi (oggi non ci riesce nemmeno). Per quanto retrospettivamente, tale elite italiana riponesse nell’ Unione Europea aspettative migliori, limitate dalla crisi mondiale del 2008

    Oggi, per quanto subordinata alle filiere della creazione di valore a guida germanica, essa resta una non indifferente borghesia produttiva, con la speranza di acquisire più spazio grazie ad un difficile ma progettato imperialismo europeo

    L’alternativa sarebbe stata passare ad una maggiore socializzazione dell’economia a fine anni 70, quando invece anche in Italia partì il neoliberismo, ma si capisce che se tale alternativa sarebbe stata megliore per l’Italia , avrebbe però ridotto la ricchezza ad il potere della nostrana borghesia di comando

    A gente come il Simplicissimus non entra in testa che il sovranismo è guidato da elites borghesi che vogliono solo ricontrattare i propri rapporti di potere con la costruzione europea e le altre borghesie continentali, non vogliono certo dismettere l’uso della costruzione europea e dello’euro quale strumento di guerra di classe contro le classi popolari

    Ad es la Casaleggio ed associati , l’ex ministro Enzo Scotti e Giorgio La Malfa, intellettuali della borghesia che hanno fondato l’università privata dove si sono formati i quadri e dirigenti dei 5 stelle, lo stesso ministro Savona liberista, Giorgetti della Lega, rappresentano una fazione borghese che non vuole certo dismettere l’uso della costruzione europea e dello’euro quale strumento di guerra di classe contro le classi popolari

    Le difficoltà di cui parla il Simplicissimus, sulla scorta del filosofo citato, si superano solo ripartendo da una impostazione di classe, che è l’unica non addomesticabile. Il blogger non riesce o non vuole capire che l’unione europea è funzionale anche alla borghesia di comando italiana,senza un’ottica di classe si rimane al seguito di questa, si critica solo la foglia di fico europea e non gli interessi di classe che ci sono dietro e che sono il punto vero
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    Oggi i giornali dicono che il governo ha fatto marcia indietro, lo sfondamento del 0.5 di punto vale solo per quest’anno, una resa totale rispetto ad un livello di partenza che non era altro che lo stesso sfondamento che ogni governo pregresso aveva comunque fatto

    Di Maio ha detto che il reddito di cittadinanza dovrà essere speso dai beneficiari “secondo moralità”, la tessera sanitaria che permetterebbe di spendere l’ammontare si bloccherà quando il beneficiario dovesse comprare altro che generi di necessità e fuori dei circuiti del made in italy,

    A parte che chiunque potrebbe fare la spesa quotidiana al conoscente con tale carta, per poi farsi ridare i soldi spesi onde comprare i generi più viziosi immaginabili, quì siamo al moralismo colpevolizzante verso chi è colpito dalla crisi, se mai e proprio questa colpevolizzazione che abbrutisce i soggetti e toglie loro l’autostima condannandoli alla passività

    Ma soprattutto esce confermata la tesi da me da lungo tempo espressa della “modernizazione sovranista”, circuiti differenziali e minimali per gli impoveriti, inferiori ad un normale stato sociale, circuiti che così’ concepiti comportano quindi risparmi fiscali per i ceti agiati ( ad es flat tax), I quali ceti agiati si distaccano dal complessivo stato sociale, con circuiti de luxe propri.

    Tali circuiti saranno tra l’altro occasione di valorizzazione per i capitali della stessa borghesia di comando., ciò non è altro che quanto ipotizato da Hayeck Mises etc, favorevoli al reddito di cittadinanza, in verità questo avrebbe senso progressivo solo se fosse realizzaro a partire da una attivizzazione di lotta popolare

    Non è che Di Maio o Salvini siano tanto intelligenti da avere programmato tutto questo, ma questa risultante è l’unica direzione possibile date le istanze di tutela sociale e di rispetto per le esigenze della borghesia di comando proprie dell’interclassismo filo mercato e moralista del movimento 5 Stelle e della Lega. Su un terreno diverso, anche Mussolini non sapeva dove voleva andare e proprio per questo fu agito del capitale, è il destino dei praticoni, anzi è il loro ruolo storico preciso

    Il Simplicissimus e la Lombroso si mettono su tale reazionario terreno dei praticoni, che porta dritto nelle fauci del capitale, restano subalterni all’ideologia borghese di Di maio e Savini ed alla fazione della borghesia italiana che vuole solo ricontrattare margini con l’Europa, ma senza dismettere l’uso di questa come paravento da dietro il quale condurre la guerra di classe contro i ceti popolari
    ———————————————-

    Sperare che lo 0,5 di sfondamento del debito, e prese in giro simili, costituiscano un primo varco nel Meinstream Europeo, è cosa del tutto contraddetta dai fatti, e da una qualche analisi minimamente seria, al contrario avviene precisamente quanto già obiettato alla Lombroso

    Purtroppo, quando citando la Lombroso, la sfida è guidata da una elite “ormai solidamente in equilibrio su meccanismi di potere (5 stelle)”, allora il popolo da tale elite irretito, inevitabilmente viene irregimentato e passivizzato, Suo malgrado finisce per fortificare i cosiddetti “poteri oligarghici”

    Il mov 5 stelle che guida la sfida di cui sopra, impedisce l’emergere di una opposizione popolare vera, è il maggior ostacolo. Se si è amici del popolo queste cose bisogna dirle, Denunciare cio che è il 5 stelle serve a che il popolo riprenda nelle sue mani le bandiere ammainate dai 5 stelle opportunisti, esiste anche questo tipo di critica, non solo quella che fa il gioco del PD

    Tanto, se non si comincia a fare questo per tempo, allora il popolo deluso domani sarà irretito da qualcosa di molto peggio, il fondo del barile non ha limiti, Facciamo parte anche noi del popolo, no? Allora dobbiamo parlare chiaro ai nostri simili, i nostri interlocutori devono essere questi, non gli odiosi macronisti. Il popolo merita fiducia, quando coloro che svolgono un lavoro intellettuale (anche dei blogger) operano bene, poi i risultati arrivano

    Rispetto alla lega, ma vale anche per i 5 stelle, l’ultima linea di difesa degli “intellettuali”corrivi ed opportunisti e immaginare una sorta di “trascrescenza”, la base popolare, o proletaria, fiutando l’inganno, dovrebbe scavalcare la dirigenza opportunista verso un progressismo vero. Ma senza una avanguardia civile nel senso detto prima, anche una eventuale trascrescenza avviene puntualmente a destra, anche rispetto all’attuale maggioranza, già lo si può vedere da ciò che si agita nelle periferie italiane

    Per la gioia di tutte le borghesie di comando.

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