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I negrieri della seduzione

CITYNEWSANSAFOTO_20180202161916948-2Nelle settimane scorse si era parlato dei braccialetti elettronici che Buana Amazon voleva mettere al braccio dei suoi dipendenti per guidarli e controllarli nella movimentazione dei pacchi e infatti verso fine gennaio l’azienda di Jeff Bezos ha brevettato lo strumento che fa degli uomini nient’altro che una coda dei sistemi informatici, anzi un elemento di integrazione software utilizzato perché costa molto meno di un sistema automatico. In realtà è solo l’ultimo passo verso la schiavizzazione cominciata molti anni fa se si pensa che già nel 2010, Walmart introdusse il “Task Manager” un programma che dice ai lavoratori cosa devono fare, in che tempi, stabilisce  se hanno rispettato le aspettative  e se non ce la fanno come accade assai spesso, fa scattare le sanzioni.

Proprio pochi giorni fa un corriere che lavorava per un’ azienda di trasporti collegata ad Amazon, Don Lane, è morto per diabete visto che l’azienda lo multava di una cifra equivalente a 180 euro, se perdeva tempo in ospedale a curarsi. Apparentemente si tratta di un tragico fatto di cronaca, ma in realtà questo episodio di estrema disumanizzazione ci fornisce una chiave di lettura del perché non ci sia una rivolta generale e distruttiva contro i negrieri contemporanei. Lane infatti sebbene impegnato a consegnare pacchi sotto l’occhiuto e totale controllo della sua azienda era formalmente un libero professionista. E la stessa cosa, con la caduta totale dei diritti del lavoro, vale in qualche modo per tutti quelli che vengono stritolati in questi meccanismi della metastasi contemporanea: nella realtà sono schiavi, ma nell’immaginario deforme che è stato loro inoculato e che costituisce l’unico orizzonte che possiedono, si pensano come imprenditori di se stessi. Dunque incolpano se stessi per le proprie condizioni di vita o le considerano come premessa necessaria a un futuro ed eventuale riscatto che li faccia passare da un’ipotetica altra parte.

Tutto il lavoro offerto durante l’era socialdemocratica, la relativa sicurezza economica, il senso di appartenenza, la vita sociale e politica sono stati completamente rimossi portando ad uno stato di quasi completa alienazione: è questo che permette al sistema neoliberista di resistere senza sviluppare più di tanto il sistema repressivo  perché il compito è ormai affidato alla seduzione che fa scomparire il nemico di classe dalla vista e dall’azione. Così il lavoratore oppresso è stato idealmente trasformato in un libero imprenditore, in un imprenditore del sé. Oggi tutti sono dipendenti autonomi nella propria azienda tanto che vengono chiamati collaboratori o assistenti ancorché siano messi alla catena per produrre profitti enormi al padrone e miserabili briciole per la propria sopravvivenza che sempre meno contempla anche la possibilità di riproduzione della forza lavoro. Ogni individuo è padrone e schiavo nello stesso tempo così che anche la lotta di classe è quasi diventata una lotta interna con se stessi. Oggi, chiunque fnon riesca  incolpa se stesso e si vergogna perché vede solo la propria esistenza e corporeità come problema, non la società nel suo insieme che è data nelle sue forme come fosse immutabile.

Del resto cosa c’è di meglio che una sottomissione spontanea alla dominazione? Cosa di meglio che schiavizzare non attraverso la privazione, ma con la sollecitazione senza fine dell’istinto desiderante? D’altro canto le nuove tecnologie oltre a renderci appendici robotiche dotate di braccialetti permettono un controllo pervasivo e assoluto di ogni aspetto della vita che del resto viene sempre più mercificata e commercializzata. Perfino molte forme di opposizione visibile lo sono. E’ un po’ come la totale cappa di conformismo e di miserabilità della vita intellettuale nella siamo immersi che viene confusa e nascosta con uno scoppiettio petiforme di talento, innovazione e creatività che nella quasi totalità dei casi consiste nel dare sfogo all’incompetenza profonda e ontologica dell’ess.

Certo forse c’è qualche ambito che può sfuggire a questa seduzione e che è in grado di lacerare il trompe l’oeil, forse le comunità urbane, forse alcune forme di volontariato, forse movimenti che combattono là dove le contraddizioni fra dominio e seduzione emergono allo scoperto, ma secondo alcuni intellettuali coccolati da Open Society la rivoluzione non sarebbe più possibile. Tuttavia questo sarebbe vero se si arrivasse a un controllo monocratico planetario se insomma il neoliberismo non trovasse più barriere nei rapporti di potenza e soprattutto nella diversità di cultura, soprattutto di quelle in qualche modo altre rispetto alle weltanschauugen di carattere occidentale.

E’ da fuori che può venire l’impulso a una liberazione per la quale abbiamo smarrito le chiavi.

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38 responses to “I negrieri della seduzione

  • Anonimo

    Se, nel breve-medio periodo, non si farà squadra ( coesione nazionale…), nell’ambito della collettività nazionale, così come da me descritta, NON SI RIUSCIRÀ A VINCERE NESSUNA PARTITA, in senso “keynesiano-socialista” !

    Dopodiche ognuno è libero nel suo velleitarismo, di sognare grandi rivoluzioni del tutto spontanee quanto frammentarie e frammentate, fondate sulla diversità più eterogenea ( la rivoluzione dell’armata brancaleone…); così, per NON sembrare neanche lontanamente razzisti, ma sembrando più probabilmente AUTO RAZZISTI.

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    • Anonimo

      si può vedere:

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      • Anonimo

        chi ha criticato il seppure misero (!) provvedimento di riduzione dell’irpef degli 80 euro, è ed è stato in gran parte in MALA FEDE…
        forse l’unico provvedimento del governo Renzi in senso redistributivo del reddito.

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    • Anonimo

      C’è chi in malafede ha accusato, il provvedimento di riduzione dell’irpef di 80 euro, di essere un provvedimento clientelare… ma c’è clientelismo se un provvedimento è indirizzato a favore di piccole categorie privilegiate che di detti favori o privilegi certo non ne hanno bisogno .
      La riduzione irpef di cui sopra riguarda un’ampia platea di lavoratori a basso reddito (!), ha quindi effetti perequativi e di aumento del reddito disponibile: equità fiscale+politica di matrice keynesiana.

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    • Anonimo

      Trarre ispirazione da soggetti dirigenti “illuminati” NON significa esserne totalmente plagiati o … io ho più volte citato i discorsi keynesiani di Bagnai, salvo poi capire che sono in buona parte ipocriti (!), visto l’abbraccio di Bagnai e della Lega con le sue aspirazioni a politiche fiscali probabilmente .

      Il mio citare i suoi discorsi di matrice keynesiani, non ha fatto si che io sposassi in toto la persona Bagnai.

      Per un qualche cambiamento, È ESSENZIALE ( necessario ma non sufficiente…) QUANTO MENO SPIRITO CRITICO, altrimenti, lotta di classe, ADDIO.

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    • Anonimo

      E grotteschi.

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  • Anonimo

    si può vedere:

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  • Anonimo

    Nelle sue teorie sulla lotta di classe del tutto spontanea che dovrebbe auto organizzarsi non si sa bene secondo quali criteri e fondamenti, che Lei Jorge, appunto, non dice, mi sembra scorgere una buona dose di demagogia, o di aspirazioni pesantemente velleitarie ( che a ben vedere NON porteranno, ancora una volta, da nessuna parte…) …

    ma quando mai una massa si è auto organizzata per cambiamenti anche radicali,senza essere guidata o ispirata da alcuni leader ?

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  • Anonimo

    Se si lascia il monopolio dei valori nazionali alla destra, alla sinistra rimarrano solo pseudo valori tipo transgender,sgangherati femminismi moderni, e velleitarie quanto disorientate e disorganizzate aspirazioni a lotte di classe del tutto spontanee e frammentate.

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    • Anonimo

      La Nazione, deve diventare un valore di sinistra, ricondotto a chi sostanzialmente la rappresenta in maggioranza: le classi subalterne.

      Le classi subalterne con spirito nazionalista, NON dovrà abboccare alla propaganda della classi dominanti, in stile sacrifici per l a nazione alle sole spese della classi subalterne come allude Jorge, nel suo pensiero , che però è suo personale.

      Se le classi subalterne forti di una auspicabile (!!) coesione nazionale, non riusciranno a resistere a detta propaganda ( come succede ora ad una classe subordinata pesantemente divisa ed atomizzata, con il nefasto ed artificioso, mito del cosmopolitismo, soggetta alla propaganda immigrazionista incondizionata…), allora NON ci sarà alcuna speranza per la lotta di classe minimamente efficace.

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  • Anonimo

    Ogni cambiamento favorevole per le classi subalterne ha avuto i bisogno di esser “guidato” da “avanguardie” illuminate, solitamente appartenenti alla borghesi, vedi l’indipendenza dell’India e Gandhi, esponente borghese.

    La scelta di fatto è fra il farsi inspirare da personaggi quali Vladimiro Giacché, Emiliano Brancaccio, Marco Mori, Zagrebelsky o simili ,

    o farci ispirare da gente come la Boldrini , Vendola, D’Alema e smili…

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  • jorge

    Lei vuole essere guidato da una parte delle elites che definisce patriottico nazionale, ma è l’illusione di chi non sa camminare sulle proprie gambe, il terzo degli italiani che si è arricchito con neoliberismo, è unito con la quota sua omologa di tutti i paesi della globalizzazione, costoro non accetteranno mai di rompere la loro solidarietà di classe elitaria,

    Lo dimostra la storia. La francia era in guerra con la prussia,, la classe dirigente francese si rivelava molto meno capace di quella prussiana rispetto alla guerra, Quando a parigi il popolo insorse, anche per difendersi dai prussiani alle porte, la borghesia francese preferì boicottare la guerra e far perdere la propria patria, piuttosto che allearsi col popolo di parigi
    ————————————-

    Secondo il Suo ragionamento, si deve partire da una coesione nazionale, ma all’interno della singola nazione la coesione non può essere che di classe, se no farebbe parte di tale coesione anche il terzo favorito dal neoliberismo,

    Lei non lo può escludere o includere a suo piacimento è moralismo, essi si escludono quando devono esimersi da solidarietà economica, si includono quando devono chiedere ai subalterni l’unità nazionale dei sacrifici,

    Hanno soldi e potere , anche mediatico, per farlo e su questo terreno vincono loro, ed in fondo quando lei parla di nazione lei facliita questo loro inclusione interessata

    Anche io vedo quanto sia scarsa la coscienza di classe, ma la strada cui lei si affida è solo un inganno del potere e porta a sicura sconfitta
    ————————————–

    Del simplicissimus apprezzo la consapevolezza che le contraddizioni del neoliberismo (io dico del capitalismo) ci avvicinano ad una via di uscita che è la guerra, senza una ripresa di classe che fermi questa tendenza lei da Anonimo rischia di passare direttamente a Milite ignoto, se è ancora sufficientemente giovane

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    • Anonimo

      In parte la classe subordinata, allo stato attuale, in Italia, ha necessità di essere guidata da alcuni esponenti della borghesia “illuminata” ( Mao Tse Dong o Che Guevara per fare esempi molto noti, o nell’infinito più piccolo italiano , un Emiliano Brancaccio, un Marco Mori , un Zagrebelsky o simili, per farla molto breve…).

      Da detti esponenti può acquisire capacità di analisi dei problemi attuali, capacità di formulare strategie per il cambiamento.
      Nel migliore dei casi qui in Italia , le classi suabordinate ed i loro rappresentanti riescono a formulare piccole tatti che di MINIMO disturbo, o, stante la loro meschinità , passarsi il tempo a santificare l’immigrazione, a fare manifestazioni contro chi protesta per l’immigrazione eccessiva , tacciandoli, solo perciò di fascismo ( e altre amenità per nascondere la loro mancanza di vera progettualità al fine di tutelare i lavoratori, ad esempio…), oltre , a pensare pure detti rappresentati ai propri particulari interessi mascherati da “cose de sinistra”…

      Ecco, dicevo alcuni commenti addietro, che ormai i rappresentati delle classi subordinate, NON hanno più nemmeno il coraggio di definirsi socialiste o laburiste (!!) … ormai per dare una vaga idea di volontà di tutelare le classi subordinate si usa nel modo più ambiguo ed abusato il termine come già detto molto vago di “sinistra”, che in concreto significa tutto e nulla , soprattutto di questi tempi.
      Questi soggetti, spesso sinistrati, nel migliore di casi riusciranno , data la loro pochezza, a sviluppare qualche tattica di minimo disturbo… NON ci porteranno mai un apprezzabile miglioramento…anzi da quel che si può vedere ci hanno portato continui peggioramenti !

      Detti sinistrati, ben raramente negli ultimi anni hanno protestato contro la UE o la NATO … sotto elezioni il loro Jolly è l’antirazzismo o anti fascismo, veri o presunti.
      Ma le 2 prerogative sopra citate, proprio, non bastano, per ottenere buon un cambiamento ..saranno in alcuni frangenti necessarie, MA SONO AMPIAMENTE INSUFFICIENTI.

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    • Anonimo

      Guardi, se fra le classi subordinate, ci fossero state grandi capacità di contrastare lo sfascio turbo capitalista anche tramite la lotta di classe, CE NE SAREMMO GIÀ ACCORTI DA UN PEZZO… così non è.

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    • Anonimo

      Per inciso io, e mi auguro nessuno, non ho alcuna volontà DI SERVIRE L’OLIGARCHIA DOMINANTE QUALORA PROPALASSE LA SOLITA PROPAGANDA DEI SACRIFICI A DANNO DELL CLASSI SUBORDINATE PER ILO LORO ASSERITO “BENE GENERALE”.

      Non ho alcuna intenzione di appoggiare le loro “””””riforme”””” regolarmente a danno delle classi subalterne, come probabilmente la prossima flat tax… Ha visto qualcuno “de sinistra” contestare con vigore la probabile regressività di un eventuale flat tax… non vero, erano troppo impegnanti a fare la caccia al fascismo-razzismo ( anche solo, eventualmente ipotetici…)…

      Ha visto da parte dei sinistrati una decisa opposizione al Job Act ?
      No , al tempo erano troppo impegnati a promuovere matrimoni trans gender , o qualche preziosissima quanto particulare specialità femminista, o qualche oscura sofferenza femminea.

      Diritti “civili” contro diritti sociali, nel quale scontro “a sinistra” hanno avuto regolarmente la peggio i diritti sociali, quelli che in gran parte tutela l’uguaglianza sostanziale dei cittadini.

      Vendola ha potuto , dal suo status di politicante anche parlamentare affittarsi un utero all’estero per avere un figlio, e nel contempo colludeva con i dirigenti dell’Iva di Taranto a scapito di lavoratori e dei cittadini di quelle zone.

      Quello è il livello della classe dirigente che si è scelta negli ultimi decenni la classe subordinata.

      A Vendola, mi scusi, preferirei un Marco Mori, che ha il coraggio di definirsi socialista, promuovendo l’aspetto keynesiano-socialista della parte economica della Costituzione.

      La sinistra ( non il socialismo o laburismo , pressoché inesistenti in Italia…) degli ultimi decenni in Italia può essere ben rappresentata da uno come Vendola.

      Mori ( ma di più Brancaccio…) ragiona sulla struttura giuridico economica che può esistere in Italia per perseguire politiche keynesiane ed eventualmente socialiste… Vendola e suoi consimili sinistrati saranno lì a studiare il prossimo diritto dei Gay a sposarsi in chiesa…che balla rivoluzione, no ?

      Un classe dirigente, o un avanguardia per esprimersi diversamente , c’è sempre stata, a guida-ispirazione delle classi subalterne ( in senso stretto, lavoratori, proletari…)… che mai , che io ricordi hanno saputo guidarsi stabilmente, autonomamente, in un cambiamento a loro favorevole.

      Quindi Jorge , in realtà, la scelta sarà quella di frasi guidare-ispirare ( almeno inizialmente…) da gente alla Marco Mori, alla Brancaccio,
      o da gente alla Vendola, D’Alema, Bersani, Boldrini e simili.

      Da soli i proletari-lavoratori, NON riuscirebbero a coordinarsi, a livello nazionale, men che meno a livello cosmopolita.

      In Russia c’era Lenin, in Cina c’era Mo Tse Dong, a Cuba c’erano Che Guevara e Fidel Castro, e via dicendo…

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    • Anonimo

      Da sole, le classi subalterne, NON saprebbero nemmeno per chi votare , come votare,e come sono strutturate le leggi elettorali che dovrebbero (!) dare efficacia al loro voto.

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    • Anonimo

      Sicuramente, gente simile a Vendola sarà stata, anti razzista, anti omofobico, anti sessista, anti fascista a chiacchere… e ALLA FINE SI È MESSO A COLLUDERE CON I DIRIGENTI DELL’ILVA DI TARANTO A SCAPITO DI LAVORATORI E DI SUOI CORREGIONALI ( quindi era pro-collusione con rappresentati del turbo capitalismo, anche gravemente inquinante e sfruttatore…) diciamo che fra l’altro, ha DIMOSTRATO SCARSO SENSO DI NAZIONALISMO, fosse pure a livello della su patria regionale.

      Vendola NON era inizialmente un borghese rappresentante della classe dirigente, era un semplice inscritto ad un partito di sinistra, poi dirigente di questa sinistra… e da un simile soggetto si è fatta guidare la classe subalterna…lui non predicava pro Nazione o Patria, lui predicava pro transgender, predicava anti razzismo e a volte, a seconda dei comodi, anti fascismo… quello è stato il tipico rappresentate “de sinistra”.

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    • Anonimo

      La Boldrini e company , erano pro immigrazionismo, pro femminismo, anti razzisti, anti fascisti, anti sessisti.

      Avrà denunciato i recenti fatti di Macerata, probabilmente ha detto ben poco, dei fatti correlati:

      http://www.corriere.it/cronache/18_febbraio_04/fine-pamela-forse-oseghale-non-era-solo-casa-impronte-altre-persone-d2108132-092b-11e8-8b93-b872f63dbb4d.shtml

      la Boldrini è stata accondiscendente con il Job Act, con il perdurare di un parlamento illegittimo, con la politica estera pro NATO, ecc…

      Questa è la sinistra che aborre il senso della Nazione, difatti spesso rema contro gli interessi nazionali,e quindi anche contro gli interessi della classi subalterne.

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      • Anonimo

        Il pro immigrazionismo ( indiscriminato e ideologico…), avrà il solo nefasto effetto di saldare le perversioni fasciste delle classi dominati , con l’esasperazione delle classi subalterne italiane.

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    • Anonimo

      i pro immigrazionisti incondizionati (!!), allo stato attuale, sarà pure per eterogenesi dei fini, nella sostanza SONO PRO FORMAZIONE DI ESERCITI INDUSTRIALI DI RISERVA, SONO, di fatto, ulteriormente, pro dumpig salariale, in ambito nazionale … sono per l’ulteriore atomizzazione delle classi subalterne, creando altre, spesso inevitabili, barriere di natura culturale … sono per l’ulteriore impoverimento di un già malandato stato sociale che dovrebbe sobbarcarsi detto immigrazionismo indiscriminato (!), a spese soprattuto delle classi subalterne da quel che si vede.

      Bisogna guardare in faccia la realtà odierna , Non pontificare di fumose teorie sulla, certamente vincente lotta di classe, magari anche del tutto spontanea ed autonoma.

      Chi non capisce i problemi di cui sopra, andrà ad esasperare ulteriormente gran parte della classi subalterne italiane, e le spingerà fra le braccia di un nuovo VERO, quanto, in questo modo, inevitabile fascismo.

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    • dani2005dani

      Buongiorno Jorge, sono felice di rileggerla.

      Non so se serve al dibattito ma ritengo utile citare Pier Paolo Pasolini, diventato un po’ troppo icona delle citazioni e che invece dovrebbe essere letto e ascoltato attentamente, perchè tra molte cose errate che disse fino alla sua morte nel 1975 (vedeva l’URSS da lì a 15 anni come il nuovo Paese in cui sarebbe stato meravilgioso vivere, ma il 1989 disse altro) emergono moltissime cose giuste, perchè la sua poetica era giusta. I suoi principi erano giusti e buoni e umani, come lui.

      Nel 1974 Pasolini scrisse un discorso che avrebbe dovuto leggere al congresso del Partito Radicale. La sua sfiducia anche in quel partito lo fece esordire nel discorso con un tono ironico, proprio sul tema della difesa dei diritti.

      Il testo esordiva con :“A) Le persone più adorabili sono quelle che non sanno di avere dei diritti. B) Sono adorabili anche le persone che, pur sapendo di avere dei diritti, non li pretendono o addirittura ci rinunciano. C) Sono abbastanza simpatiche anche quelle persone che lottano per i diritti degli altri (soprattutto per coloro che non sanno di averli)…”

      La sinistra fighetta e conformista e filo atlantismo finanziario che ha ammorbato l’aria in tutta Europa (anche sento qualche profumo provenire proprio dal punto di origine del capitalismo, la Gran Bretagna, con il suo Jeremy Corbyn) confonde notoriamente apposta i diritti collettivi (ambiente sano, lavoro, giustizia, sanità, scuola) con i diritti individuali (sessualità e eutanasia). Il risultato è che sento gente di sinistra parlare contro l’aborto (!!!) assieme all’odio contro i migranti, lavoratori disperati soprattutto.

      Se ci sono sempre meno persone che non capiscono questo lurido gioco al massacro sui più deboli, sicuramente è la “mutazione antropologica da consumismo sfrenato” e questa è stata una scelta delle elite.

      E le elite sono furbe, spesso riagganciano i temi di moda come l’odio contro i migranti, per proporsi come salvatori della Patria. Ma poi salveranno solo loro stesse e la loro prosecuzione sul Pianeta, finchè ne avremo uno.

      La lotta di classe sarebbe l’unico miracolo che ci potrebbe liberare dalle falsità che adesso ci propinano certi partiti. Destri e sinistri.

      Ma credo ne parli solo Rizzo o Potere al Popolo (debolmente entrambi) e già il fatto che ci siano DUE partiti di sinistra vera o almeno verosimile a contendersi pochi voti mi ha messo tristezza…

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      • Anonimo

        Il pro immigrazionismo ( indiscriminato e ideologico…), avrà il solo nefasto effetto di saldare le perversioni fasciste delle classi dominati , con l’esasperazione delle classi subalterne italiane.

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  • jorge

    Misterioso Anonimo,

    Questa sua risposta la vorrei capre meglio,,, la ho vista solo ora mancando da qualche giorno dal blog…

    Learco ; Le élite finanziario-industriali sono collegate a livello europeo e mondiale da una serie di istituzioni che garantiscono omogeneità di comportamento e di azione.”

    Anonimo risponde ; È la coesione della classe dominate di cui parlavo a Jorge. Per resistere a queste pressioni anche internazionali, bisogna affidarsi ad una comunità nazionale delle classi subalterne in senso lato, NON solo alla lotta di classe, già del tutto scoordinata e frammentaria a livello nazionale.“
    —————————–

    Learco parla, molto giustamente della coesione a livello mondiale delle elites finanziario.industriali. Ma, senza voler tirare Learco sul mio binario di ragionamento, egli parla di elites coese del mondo intero,, Quindi di una coesione di classe, non di nazione (si tratta di elites di tanti paesi diversi)

    Non riesco a capire come faccia Anonimo a far discendere dal ragionamento di Learco l’esigenza di una analoga coesione delle classi subalterne, per poi definire la coesione necessaria a tali classi come la coesione di una comunità nazionale.

    Semmai, dalle parole di Learco (unità delle elites di paesi diversi) si può ricavare per analogia l’esigenza di una coesione per le classi subalterne, che sia anch’essa una coesione di classe, Come si può pensare ad una coesione di classi subalterne del mondo intero che sia una coesione di tipo nazionale ?
    ——————————-

    Fuori dalla polemica, che spesso si sviluppa tra i commentatori di questo blog, comunque mossa da passione politica profonda e disinteressata, mi viene il dubbio di non aver capito bene cosa intenda Anonimo per “coesione nazionale”

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    • jorge

      beh, precisiamo, il 99, 5 % dei commentatori di questo forum sono mossi da passione politica profonda e disinteressata, ed anche nella polemica, ma qualche eccezione c’è

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    • Anonimo

      La coesione fra 1.000.000 di persone che magari sono ricche e eventualmente poliglotte ci può essere…diverso è pretendere coesione fra 5-6.000.000.000 di persone di diversa cultura, etnia, religione e lingua.

      Sarebbe come pretendere coesione ( anche strategica, ma anche solo tattica…) ed organizzazione in una torre di babele.

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      • Anonimo

        “Learco ; Le élite finanziario-industriali sono collegate a livello europeo e mondiale da una serie di istituzioni che garantiscono omogeneità di comportamento e di azione”

        LE CLASSI SUBALTERNE NON SONO COLLEGATE, OMOGENEE E COESE, NEMMENO A LIVELLO NAZIONALE, qui in Italia, almeno.

        Prima di auspicare i voli (pindarici?) dell’internazionalismo proletario
        meglio concentrare le proprie energie per imparare a camminare correttamente, se vogliamo esprimerci a livello di metafora.

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    • Anonimo

      La classe dominante è cosmopolita, ha capacità di comunicazione di mobilità spostamento ( oltre che di propaganda, militari ed economiche…), quasi illimitate…

      le classi subalterne NON hanno i poteri delle classi dominanti; queste ultime essendo inferiori in numero , sono facilitate nel coordinarsi nell’eventuale lotta di classe.

      Le classi dominati riescono a coordinare e concentrare meglio le loro enormi forze, anche per esercitare il divide et impera, fra le classi subalterne.

      Il collante a livello mondiale, BEN DIFFICILMENTE POTRÀ ESSERE UN INTERNAZIONALISMO del tutto scollegato dall’identità Nazionale che per forza caratterizza soprattutto le classi subalterne, forzatamente ( avendo minori capacità di mobilità e comunicazione , oltre ad avere gli n del quotidiano che le classi dominanti NON hanno…)… vivendo in mondo preponderante in un contesto Nazionale, dove hanno gran parte delle loro amicizie, dei propria familiari, ecc…

      La coesione derivante da un’ ipotetico internazionalismo proletario, può essere solamente successiva ad una coesione delle classi subalterne sul piano Nazionale.

      Le classi subalterne NON posso permettersi comportamenti globalisti-cosmopoliti ( per loro troppo dispersivi delle poche e necessarie risorse ed energie, se vogliono perseguire un efficace guerra/difesa di classe…), Non ne avrebbero alcun vantaggio effettivo … sarebbe solo unno spreco di risorse, e comporterebbe un effettiva capacità di coesione-coordinamento.

      Se una classe subalterna NON riesce ad esprimere coesione di classe, PRIMA a livello Nazionale, sarà ben difficile che possa esprimere detta coesione a livello globale… sarebbe come pretendere che un bimbo di 1a elementare potesse scrivere la Divina Commedia, prima di imparare l’alfabeto.

      Prima devi essere coordinato e compatto in patria, poi potrai rapportarti con le classi subordinate dell’estero… l’alternativa NON sarebbe altro che una babele.

      Io , in realtà NON noto nemmeno il coordinamento fra le classi subalterne italiane … figuriamoci quale vantaggio può portarci l’immigrazione, o quali aspirazioni internazionaliste possano esserci realisticamente in Italia.

      Per me la Nazione coincide in massima parte ( non fosse altro per una questione matematica, di numero…) con le classi subalterne, il popolo… al quale sarà da aggiungere, una parte di classe dirigente “illuminata”, da uno spirito patriottico-nazionale.

      Le classi dominati traditrici della Nazione, ovviamente non vi fanno parte … per essere più chiari, l’oligarchia crematistico politicante, in Italia non fa parte, in primis per sua volontà, della Nazione… non dimostrando detta oligarchia alcuna solidarietà per i propri connazionali in primis … tradendo anzi il principio pressoché costantemente il principio di solidarietà che secondo la Costituzione è inderogabile, e tradendolo per mera avidità, in gran parte.

      Le mille differenziazioni ,spesso anche fittizie nelle qualifiche e relativi stipendi, al lavoro, spesso, servono a creare piccoli o grandi contrasti di interessi, a creare un ‘infinita segmentazione di classe… atomizzare la società nazionale, contrastando sul nascere qualsiasi forma di coesione-solidarietà di classe fra connazionali…

      figuriamoci poi se ci sono anche differenze di lingua cultura e religione, dove va a finire la coscienza di classe.

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    • Anonimo

      Più semplicemente… è difficile/impossibile che possa esserci una coesione internazionale delle classi subalterne, se detta coesione NON C’È NEMMENO A LIVELLO NAZIONALE !

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    • Anonimo

      Per me , nella situazione attuale italiana, parlare di internazionalismo di classe, È PURO E SCONCLUSIONATO VELLEITARISMO.

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