Sono perfettamente d’accorso con Andrea Zhok  quando dice che il vero problema dell’Afd non sta tanto nel fatto che sia troppo radicale, ma che lo sia invece troppo poco. Il fatto stesso che il capo del partito Alice Weidel venga da Goldman Sachs, testimonia del fatto che i presupposti di Alternative für Deutschland, non sono poi così diversi da quelli della nemica Cdu. Le ridicole e rituali accuse di fascismo che valgono per qualsiasi cosa si opponga al globalismo, non hanno davvero senso e semmai dovrebbero essere rivolte al governo di Berlino che in tutti i modi cerca di fare la guerra alla Russia, come 85 anni fa e di militarizzare la popolazione in questa prospettiva. Anche la posizione sull’immigrazione non è particolarmente significativa, ad onta del fatto che, in mancanza di altro, lo status quo punti su questo argomento per evitare di dover mettersi a ragionare. Una cosa sono le petizioni di principio, un’altra l’ossequio ad una sconsiderata accoglienza che alla fine determina uno scontro piuttosto che un’integrazione peraltro impossibile visti i numeri.

In realtà l’Afd non è altro che una sorta di Cdu con la cancellatura di alcuni ideologismi globalisti, di quelli che non hanno funzionato e che stanno mettendo in crisi l’adesione al sistema. Anche sull’Europa è tutto da dimostrare che questo partito voglia mettere tutto in discussione, comunque non certo l’egemonia tedesca sul sud del continente, vuole semplicemente una maggiore autonomia perl la Germania da ottenersi con o senza l’euro. In questo contesto la forte opposizione al clima bellico contro la Russia va letta come l’apertura di  relazioni che possano portare di nuovo energia a basso costo per la languente industria tedesca. Insomma non si tratta di una rivoluzione, ma di un aggiustamento di prospettive rispetto a un globalismo che non esiste più nei fatti, senza tuttavia intaccarne le basi. E in molti luoghi dell’Europa si avverte questo cambiamento che tuttavia appare più come una correzione di rotta piuttosto che come un cambiamento di meta. Non a caso il travaso di voti  è avvenuto soprattutto a danno di una Cdu che è partita per la tangente e che di fatto si è ritagliata, prima con Scholz e ancora di più con Merz, un autonomia al peggio rispetto al Washington consensus.

In effetti l’Afd è un ottimo contenitore gattopardesco che promette di cambiare tutto affinché non cambi nulla e noi in Italia di tutto questo ne abbiamo già una buona esperienza. Ciò non toglie che le conseguenze di uno choc non sono in realtà del tutto prevedibili perché spalancano un universo di possibilità che prima erano negate o relegate tra quelle auspicabili, ma non possibili. Quindi dopotutto è da vedere come questa “rivoluzione tedesca” che non è affatto tale, si risolverà.