Sta succedendo l’ira di Dio, anche se non sappiamo di quale dio si tratti: basi americane sono state bombardate in Giordania, una petroliera che tentava di farla franca è stata colpita, gli Houti  hanno danneggiato tre impianti di produzione petrolifera in Arabia Saudita e la raffineria Aramco di Jizan, con una capacità di 400.000 barili al giorno, è stata messa fuori gioco probabilmente per mesi. E così i prezzi del petrolio sono aumentati arrivando vicino alla soglia psicologica dei 100 dollari, oltre la quale ogni rialzo è possibile. L’utilizzo delle riserve nazionali, la riduzione delle importazioni di petrolio dalla Cina e le manovre borsistiche della Casa Bianca, avevano mantenuto il prezzo a livelli innaturalmente bassi. Tuttavia, le riserve sono ormai ridotte al lumicino e gli importatori cinesi sono tornati sul mercato. Pertanto, la perdita di produzione di greggio dovuta al blocco iraniano dello Stretto di Hormuz si sta finalmente facendo sentire.

Dal bunker della Sala ovale Trump delira e annuncia che “i prezzi del petrolio crolleranno vertiginosamente, come sta crollando tutto il resto (ma ancora di più!), quando vinceremo la guerra con l’Iran”, ma proprio mentre cercava di diffondere questa buona novella di completa fantasia, è giunta notizia che un sottomarino statunitense senza equipaggio è stato catturato dagli iraniani. Questo sommergibile vanterebbe alcune delle tecnologie per sistemi subacquei più avanzate al mondo ed è stato consegnato alla flotta a stelle e strisce nel 2025. Il Dive-LD, così è battezzato il mezzo subacqueo, può operare per un massimo di 10 giorni e, secondo le specifiche del produttore, può raggiungere profondità fino a 6.000 metri. Il suo design modulare e i componenti stampati in 3D consentono la rapida installazione di vari sensori e carichi utili per diverse missioni quali mappatura dei fondali marini, rilevamento di mine, ispezione di cavi e condotte sottomarine, supporto alla guerra antisommergibile e  trasmissione di informazioni. Certo, le vanterie americane sono da prendere con le pinze, ma a questo punto aumentano in maniera stratosferica l’entità dello smacco subito da parte dei barchini iraniani.

Forse questo sommergibile non è proprio quella meraviglia che si dice, ma la sua cattura – e sono sicuro che specialisti russi e cinesi sono già al lavoro – ha costituito uno choc non da poco perché mostra come non basti la superiorità tecnologica per spuntarla contro un nemico deciso a resistere. Il che ovviamente allontana la possibilità di azioni americane, a meno di non pensare ad attacchi nucleari che manderebbero il mondo in subbuglio e forse aprirebbero la  strada ad un immediato Armageddon. L’angoscioso tramonto dell’impero si fa sempre più complicato.