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Il gioco dell’Oca

maria-elena-boschi-721508_tnMaria Elena Boschi non sarebbe mai dovuta diventare ministro e se il Parlamento negli anni non si fosse trasformato in una miserabile barberia, nemmeno avrebbe dovuto fare il deputato vista la sua inesistente cultura politica e cultura in senso lato. Però se questo suona irrealistico nell’Italia cialtrona e corrotta di oggi, è certo che anche nelle condizioni degrado morale, avrebbe dovuto abbandonare la poltrona dopo lo scandalo Banca Etruria nella quale aveva un diretto coinvolgimento familiare. Invece non è accaduto, anzi l’oca non giuliva ha avuto il coraggio, l’impudenza  e l’ottusità di lamentarsi di non essere stata difesa abbastanza dal guappo ganzo di Palazzo Chigi, il che rende giustizia ai versi di “Bartali”: Le donne a volte sì sono scontrose/ O forse han voglia di far la pipì. Certo il premier, consapevole dell’enorme danno arrecato alla residua credibilità di un governo incredibile dall’affaire delle banche  le ha messo accanto un tutore il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti, perché il pensiero del governo fosse espresso da lui e non dalla balzana e zotica ministra.

C’è da chiedersi perché Renzi non le abbia imposto fin da subito un passo indietro dopo lo scandalo che la coinvolgeva , cosa che sarebbe stata un balsamo per il governo, invece di sopportare e tentare di arginare le mostruose cavolate di cui la Boschi è capace, sfociato nelle settimane scorse nel divieto di partecipare a un dibattito televisivo con Salvini, alla quale tuttavia la ministra è andata riuscendo a fare facendo una figura  da cioccolataia, tanto da essere stata diffidata dal rilasciare dichiarazioni. Forse il clan Boschi sa troppe cose sul clan Renzi perché il premier possa sbarazzarsi facilmente di un personaggio ingombrante o magari le inchieste in corso stanno scoprendo fatti ancora in ombra e ancor più compromettenti? E’ più che possibile. Ma come avevo supposto in estate, forse il guappo ha un piano diabolico: quello di sbarazzarsi con un  qualche pretesto della Boschi due o tre settimane prima del referendum, in maniera che la liberazione da un ministro opaco e aggrovigliato a Banca Etruria, faccia sentire i suoi effetti benefici per il Si nelle urne.

Non per nulla dalla difesa a spada tratta di posizioni indifendibili, Renzi  è passato a far filtrare un “con lei non so più cosa fare”. E dire che la ministra è la pasionaria della cosiddetta riforma costituzionale che appunto prende il suo nome: proprio per questo mandarla via prima del voto significa a livello psicologico depotenziare l’impatto della manipolazione della legge fondamentale della Repubblica. Significa liberare il piano oligarchico dal sospetto e dalla pena argomentativa che grava sulla sua madrina ufficiale, ammorbidire in qualche modo l’opposizione interna del Pd che proprio non poteva sopportare le dichiarazioni grottesche della boscimana e levare un ostacolo a una convergenza dell’ultimo minuto della destra.

Non sappiamo chi possa aver eventualmente elaborato un disegno di questo genere, ma la sua somiglianza con le dinamiche da grande fratello fa pensare ai consigliori ex mediaset del premier: essi sanno che un applauso – e sono pochi quelli che non lo farebbero alla cacciata della ministra etrusca – riesce a sedare una parte di ostilità. Naturalmente si tratta solo di un’ipotesi, ma il fatto che Renzi e Boschi fossero pappa e ciccia nel pieno dello scandalo bancario che investiva direttamente la ministra e siano invece pessimi ora a un mese e mezzo dal voto per via di qualche dichiarazione fuori luogo, anche ammesso e non concesso che la Boschi ne abbia mai fatta una sensata, sembra davvero strano, asimmetrico, sospetto. Certo va tenuto conto che il governo non è che una corte dei miracoli nella quale non esiste alcun senso né del bene comune, né  delle proporzioni, ma anche così o sono da ricoverare o da fucilare.

 

 

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12 responses to “Il gioco dell’Oca

  • Angelo Kinder

    Mah… secondo me ‘simul stabunt, simul cadent…’. Vedremo. Semmai mi preoccupa il fatto che a 50 gg dal referendum il NO sia ancora in vantaggio, stando ai sondaggi più accreditati (il Sì, secondo me, si cela dentro la folta schiera degli indecisi, che, sempre imho, hanno già deciso da tempo, solo che, come per tutto l’ultimo ventennio della DC, e per tutto il ventennio berlusconiano, si vergognano ad esternare la loro nefandezza, perché lo subodorano che la skiforma renz-boskiana – in realtà d’alimont-finocchiaresca – è una ciofeca immasticabile). Staremo a vedere anche questo. Dicevo sopra: mi preoccupa che il NO sia in vantaggio, e che lo possa essere a ridosso del referenzum. Spero che i sondaggi diano in vantaggio il Sì (anche se sono certo che prevederanno per quell’epoca un sostanziale fifty-fifty, 49,zero-qualcosa l’uno e 51,zero-qualcosa l’altro, così i sondaggisti più o meno filo-governativi si pareranno il di-dietro adducendo la solita manfrina della forchetta statistica e maestra-ieri-ho-avuto-la-febbre vari…). Dico spero che i sondaggi in mano a lorsignori li confortino, perché in un Paese come l’Italia, dove il Sì risuona (vedasi ultima vergognosa campagna televisiva istituzionale in onda sulle renzi… pardon… reti RAI…) non vorrei che succedesse qualche caso Joe Cox, la deputata britannica assassinata a una settimana dal referendum sulla Brexit, del cui killer non si ha più notizia, peraltro… Già si è creato un clima da ’48, con i media che soffiano sul fuoco, ci mancherebbe pure il ‘cui prodest’, di cui ahinoi la Storia della Repubblica è sempre stata prodiga.

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  • Lorenzo

    Scelgo la seconda opzione, purché sia in diretta tv…

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  • Il porto delle nuvole

    p.s. però Alberto ti rimprovero quel pizzico di sessismo di troppo…peccato

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    • ilsimplicissimus

      C ‘è una bella differenza tra la giusta condanna del sessismo e la sua forma patologica e paranoica per la quale esprimere un qualsiasi giudizio negativo su qualsiasi donna ne sarebbe un esempio. Ho scritto molte volte che Renzi è un ciuco (l’equivalente tradizionale dell’oca per le gli uomini) senza ricevere accuse di sessismo. Faccio notare che queste ossessioni sono un veleno proprio per il superamento del sessismo. Ma se non lo si capisce pazienza: non sarò la prima battaglia persa nella storia.

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      • Robe di Kafka

        Da donna dico, che mi sentirei discriminata se avvertissi la sensazione che un uomo non potrebbe darmi della stupida, o inadeguata, o incapace per non incorrere nell’accusa di sessismo. Diverso è il preconcetto su ogni donna in quanto tale. Esistono uomini intelligenti e cretini, esattamente come le donne. La Boschi, se non avesse avuto una corte dietro, non sarebbe arrivata dove si trova ora. Lo stesso posso dire di Renzi.. come antagonista a Firenze, Berlusconi gli mise Galli. Poi carriera fulminea sino all’apice, assolutamente inspiegabile. Nel giglio magico (e dietro ad esso), la differenza di genere non ha molta importanza, neppure la competenza del resto. I risultati sono questi.

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      • Robe di Kafka

        In buona parte le do ragione, per quel che vale.

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    • Anonimo

      Il sessismo, con la qualità media delle donne italiane, in itaGlia, semplicemente NON esiste.

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  • Il porto delle nuvole

    ohi..liberarsi della ministra che ha firmato la riforma non mi pare vada a vantaggio del si….sarò ottimista

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