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Guerre di trucco e parrucco

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Miroslava Berdnik

Sappiamo bene quale cuoricino pietoso batta nel corpaccione dei media globalizzati e così non ci stupisce di vedere il bimbo palesemente illeso dato in pasto agli obiettivi dall’Aleppo media center secondo modalità tipiche dello studio fotografico così che il buon pubblico occidentale, alieno da ogni violenza, si indigni contro il tentativo del governo siriano di tenersi la seconda città del Paese appena riconquistata ai tagliagole mercenari. Una scena che si è ripetuta decine di volte in questi anni, con protagonisti i “caschi bianchi” che non si sa bene chi siano, se non che sono sostenuti , ma che sorpresa inaspettata, da Usa e Gran Bretagna e dalle loro organizzazioni “non governative” solo per i fessi,  e che come si può vedere e leggere qui compaiono regolarmente e in favore di telecamera a salvare bambini illesi, mentre poi scatti e riprese vengono diffuse con date a piacere. Del resto  il sapore di preparato domina in questi prodotti della cinematografia medio orientale, anche se per la verità qualche volta le comparse non resistono e se la sghignazzano.

Certo non si può pretendere la perfezione, anche se a volte bisognerebbe fare maggiore attenzione come in questo video in cui si vede un ragazzotto che dovrebbe fungere da attentatore suicida anche se la scena è interpretata da veri cani da palcoscenico,  catturato da guardie curde nei dintorni di Kirkuk. Un vero peccato che le guardie curde parlino turco, un particolare di cui pochi sono in grado di accorgersi, per cui il prodotto è stato licenziato senza problemi per il mercato occidentale.  La prossima volta fate meglio e magari, lo dico ai servi sciocchi del Corriere, evitate di raccontare dell'”ordigno segreto ” con cui Putin controlla le menti, ultima demenziale caduta di intelligenza  del quotidiano, e badate piuttosto agli ordigni che altri vi hanno messo addosso e che non sono poi così segreti, anzi arrivano in busta paga.

Però diciamo che tanta spasmodica attenzione al cinema e ai pessimi copioni di fantascienza ha purtroppo una conseguenza molto negativa perché distoglie l’attenzione da altri fatti importanti. E probabilmente solo per questo che i media occidentali abbiano bucato, anzi proprio rimosso la notizia di questo agosto, ovvero l’arresto a Kiev della giornalista Miroslava Berdnik ( qui il suo profilo su Facebook ) colpevole di aver denunciato gli abusi e le violenze del regime di marca strisciostellare, nonché  la vicinanza del governo alle falangi nazifasciste. Ma come si permette costei di ipotizzare che questo possa succedere nella gloriosa Ucraina il cui golpe è così gradito alla Nato da aver prodotto sanzioni contro la Russia, nonostante l’apparecchio per il controllo delle menti di Putin? Giornalisti in galera dunque, ma è sempre meglio non farlo sapere in giro, semplicemente censurando a priori la notizia: per quanto possano essere addormentate le opinioni pubbliche occidentali, per quanto narcotizzate dal cinema quotidiano, non si sa mai che nel dormiveglia non riescono a vedere cosa stiano facendo quelli che li difendono dai terroristi. E magari riescano ad accorgersi che la rivoluzione democratica di Kiev della democrazia non è nemmeno lontana parente. Fosse stata arrestata in Russia avremmo già da una settimana le prime pagine piene e nuove sanzioni, non bastassero quelle ridicole che l’inconsistente Obama minaccia con l’accusa peraltro non provata, se non integralmente falsa di aver sbugiardato e mostrato nella sua realtà Hillary Clinton.

 

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