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Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco

19873Lo so di essere noioso e stucchevole quando insisto a parlare  di informazione bugiarda e deviata, ma il mio scopo è quello di far intendere come sia proprio questa l’arma segreta delle oligarchie per teleguidare le persone e le opinioni pubbliche, per rubare loro verità in cambio di alienazione dal mondo reale. C’è però anche un altro obiettivo in questa ostinazione: quello di denudare il potere di quell’aura di invincibilità e di capacità leviataniche che istintivamente gli si attribuiscono, mostrando che senza una diffusa narrazione encomiastica non ci si trova di fronte che a ometti di straordinaria mediocrità la cui abilità è solo una favola: il potere è crudele e cinico, ma alla lunga è anche fragile perché non può essere costituito che sulla debolezza degli uomini che lo compongono e se lo spartiscono.

Basta pensare all’affare Skripal, al modo grottesco, infantile, dilettantesco con cui è stato costruito per rendersi conto che senza il fracasso di fondo di un’informazione che giurava su incoerenti sciocchezze come se si trattasse di un salmo biblico, non sarebbe durato mezza giornata. Adesso si scopre persino che la casa di Skripal è stata così attentamente perquisita che quelle volpi di investigatori non si sono nemmeno accorti che c’erano due porcellini d’India e un gatto i quali sono stati stati lasciati morire di fame e di sete dentro l’appartamento sigillato. O meglio ancora più probabilmente la casa non è mai stata veramente perquisita ben sapendo che non si sarebbe trovato nulla e gli autori di questa installazione globale russofobica, non hanno nemmeno avuto la precauzione di informarsi sulla presenza di animali domestici. Veri dilettanti allo sbaraglio, ci vorrebbe un x factor anche per gli spioni..

Però come succedeva nell’avanspettacolo se un numero non riesce come si deve e il prestigiatore viene scoperto con in mano le carte segnate, si passa al successivo. Quindi man mano che il caso Skripal che comunque ha ottenuto il suo scopo affonda nel ridicolo, ecco che viene fuori il corpo di ballo ceceno per risollevare l’umore degli spettatori depressi: com’è tradizione primaverile consolidata rispuntano le prigioni segrete a Grozny in cui pare giacciano non meno di 36 persone di probabile tendenza omosessuale, qualcosa che equivale a meno di un’ora di stragi in Yemen, forse appena un mese di fucilazioni e torture in Ucraina.  Solo che il “pare” dovrebbe essere scritto in grassetto perché non vi è alcuna prova di questa cosa, né testimonianze dirette, né foto, né gole profonde. Ne parla la Novaja Gazeta, giornale interamente sostenuto  “da organizzazioni non governative” ( leggi Soros) le quali medesime – come scrive l’Indipendent comandato a riferirne, ma evidentemente obtorto collo –  sarebbero giunte a tavolino a queste conclusioni. Certo visto che i sudditi occidentali non sanno nemmeno dove si trovi la Cecenia, che il collegamento di questo nome con le stragi dell’estremismo islamico è ancora relativamente fresco, che l’esiguità dei numeri in gioco non fa più sobbalzare le persone scosse ormai solo dai tre zeri, questa vicenda non fa certo da contraltare all’incidente Skripal.

E’ piuttosto un diversivo da accompagnare con altri dolcetti avvelenati. “Contropiano” riferisce la rinascita primaverile in Canada del caso Freeland, messo in piedi dal nulla visto che Ottawa era a corto di argomenti con i quali giustificare l’espulsione di diplomatici russi: è saltato fuori che la misura era stata adottata come risposta alla campagna calunniatoria lanciata da Mosca contro la ministra degli esteri canadese Chrystia Freeland, nipote di uno degli eminenti filonazisti ucraini, Mikhajlo Khomjak al tempo della seconda guerra mondiale. Ma in che cosa consisterebbe la calunnia? Forse nel fatto che la cosa non è vera? Niente affatto è verissima tanto che nel lontano 1996 la stessa nipote aveva rivelato questa sua ascendenza, barando però sui termini della questione e facendo del nonno un combattente della libertà contro l’oppressione sovietica e dimenticando Hitler. Solo che una giornalista ucraina aveva messo il dito sulla piaga, ovvero sullo spicco che nonno Khomjak aveva avuto nell’ambito del nazismo: fu lo stesso governatore della Polonia, il famigerato Hans Frank, ad affidargli la direzione della Gazzetta di Cracovia, principale organo del regime hitleriano nell’est europa. Certo sui nipoti non dovrebbero ricadere le colpe dei nonni, ma una cosa è ricordarne le gesta come facenti parte di un passato ormai lontano edulcorandone gli spigoli, un’altra è metterle in luce quando si appoggia un golpe di sapore nazista proprio in quell’Ucraina martoriata.

Anche qui possiamo notare le stigmate inconfondibili  del dilettantismo e dell’incompetenza mischiate a un cinismo senza limiti, che sarebbero immediatamente scoperte e inchiodate al muro del disonore se solo chi dovrebbe riferirne senza infingimenti e senza narrazioni tendenziose, non fosse a sua volta a libro paga.

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Alla canna del gas

vQFSO8KQ6Bd7ifxmioCO_qDCCfxwDbKRWDZwK0oeP29ZuvYtfeY0W3fB6uRI8ScWemM02wQ8dPXF1ZRjV7RALWMAj9k7D2obuVanBltwzikE02Y_9c5g3M7YKHanvaiyIn Italia le scuole rimarranno chiuse uno o due giorni a cause delle elezioni, ma in Ucraina sono chiuse da settimane così come pure le università per mancanza di riscaldamento e riapriranno solo col disgelo. La colpa ovviamente è del regime fantoccio di Kiev, ma soprattutto dei suoi burattinai occidentali, anzi in questo caso diciamo pure americani allo stato puro perché cercano di fare guerra alla Russia ( e molto anche all’Europa) servendosi anche dei disgraziati ucraini come scudi umani da sanzioni. Il fatto è che la Nazprom ucraina ha preso enormi quantità di gas dalla Gazprom russa senza pagarli, ma un arbitrato internazionale, ha stabiulito che la Gazprom dovrà dare due miliardi di euroi alla contendente semplicemente perché l’Ucraina versa in pessime acque.

Vorrei proprio guardali in faccia questo “arbitri” con le mani unte di hamburger, che fra l’altro hanno trovato il modo di decidere sulla questione, in campo da parecchio tempo, proprio due settimane prima del voto presidenziale russo, suscitando ancora di più le ire di Mosca e in primis della Gazprom la quale ha annunciato la risoluzione di tutti i contratti con l’Ucraina sul cui territorio passerà solo il gas destinato ai Paesi europei e alla pressione necessaria per rifornire unicamente quest’ultima: eventuali tentativi di appropriazione indebita saranno dunque considerati furto e soprattutto si riverbereranno sull’Europa che vedrà calare la quantità di gas disponibile. E del resto gli Usta stanno facendo di tutto, ufficialmente, ufficiosamente e  opacamente per impedire il raddoppio del gasdotto Nord stream che porterebbe tutto il combustibile necessario dalla Russia alla Germania senza passare per l’Ucraina.

Poroshenko non ha perso occasione per farne una battaglia nazionalistica e ha messo in piedi una grottesca campagna stampa facendo chiedere a vecchietti scelti ad hoc quanto freddo sono disposti a sopportare per sconfiggere gli invasori russi, ma la realtà è stata più forte perché il Paese è immediatamente entrato in crisi energetica, il direttore di Naftogaz si è dimesso  mentre la compagnia energetica ucraina dichiara di essere già costretta a effettuare una “selezione non autorizzata di gas”, ovvero a rubare il gas destinato ad altri paesi europei. Del resto già da anni Kiev compra il gar russo compra le eccedenze di gas russo destinato adl altri Paesi europei o prelevandolo direttamente o facendolo tornare indietro attraverso la Polonia e questo con il denaro prestato dalla Banca mondiale e dall’Fmi che ormai hanno chiuso i rubinetti. Ma non sempre bastano le briciole altrui: da due mesi i condomini sono riscaldati il minimo possibile, le scuole sono chiuse in qualche città è saltata la distribuzione di acqua potabile e ci si deve arrangiare con la neve che per fortuna non manca e anche gli ospedali sono costretti ad arrangiarsi: nella foto pubblicata all’inizio del post si vede l’ospedale di Bashtan dove il riscaldamento centralizzato è stato modificato con tubi volanti per scaldare solo alcune parti dell’edificio.

Alla fin fine siccome non si può confessare di aver creato un mostro, nè ci si può ritirare dall’Ucraina devastata dal golpe, finirà che il gas per Kiev lo pagheremo noi a dimostrazione della stupidità assoluta delle elites di comando europee che non sono riuscite a impedire e nemmeno a sottrarsi all’ennesimo disegno di isolare la Russia. Una menzione particolare merita la lungimiranza del governo della Merkel che dopo essersi fatto coinvolgere e compromettere mani e piedi nella naziamericanizzazione di fatto dell’ Ucraina si è visto mettere i bastoni fra le ruote sul gasdotto Nordstream facendo impantanare la Germania e l’Europa nella palude di Kiev e delle sue deliranti logiche.

Adesso vedremo cosa diranno i burocrati europei quando avranno terminato il loro week end e finito di compiacersi o dispiacersi, alla luce della loro grande perspicacia, per i risultati del 4 marcio italiano. Ma è evidente che ormai tutto si va sgretolando.


Iene ridens

$_3Avrei avuto voglia di scriverne giorni fa, ma poi sono stato depistato da altre cose. Sta di fatto che l’ignobile servizio cucito dalle Iene sul Venezuela e il suo presunto “regime sanguinario”, sulfureo connnubio di stupidità, malafede e totale assenza di cultura politica e cultura tout court,  tema di un’ approfondita analisi da parte de L’Antidiplomatico (qui il pezzo). Chi vuole o chi ha avuto la malasorte di intrattenesi con questi giullari a gettone che del resto fa informazione consona al livello dei suoi fan e del conglomerato a cui appartiene, informazione futile nel migliore dei casi, cioè politicamente castrata, volgare quasi sempre, può leggere il link; a me preme sottolineare che il fattaccio è in realtà un episodio di scuola di una delle più affermate tattiche informative sviluppate dal neo liberismo o meglio affinate dal punto di vista mediatico della millenaria disinformazione interna

Esso rassomiglia molto alla strategia dell’assassino che si ferisce in parti non vitali o inscena un attentato contro se stesso o anche un tentato suicidio, per distogliere da sé ogni sospetto: allo stesso modo vengono allevati, fatti crescere, sovvenzionati nei più diversi modi, palesi o nascosti, gruppi, pagine web, giornali, notisti, ensemble di diverso genere, trasmissioni, siti, influencer, che in apparenza appaiono critici nei confronti del potere e acquisiscono grazie a questo una certa credibilità come cani da guardia, ma al momento buono, quando la posta si fa grossa, rompono il salvadanaio e sfruttano il loro gruzzolo antisistema per sostenere ciò che è vitale per il sistema stesso.

Così abbiamo temute giornaliste d’inchiesta che a un mese dalle elezioni sputtanano il leader di qualche movimento che rischia di far perdere voti al partito di riferimento della rete, ovvero detto in soldoni, a chi paga lo stipendio, o il politico che dopo aver vaffanculato in ogni piazza scopre che gli va bene tutto o quasi del menù di potere o il sito che in un giorno cambia posizione o viene acquistato o intraprende una lenta e quasi insensibile traslazione di spazio politico. La maggior parte di queste quinte colonne viene comunque chiamata in causa episodicamente per evitare di diventare inutile. Ma ci sono ovviamente delle cartine di tornasole, dei temi sensibili che di solito indicano la presenza di questo problema perché anche facendo l’ovvia tara delle libere opinioni, vengono a galla considerazioni troppo distanti sia ideologicamente che psicologicamente da ciò che il sito, il personaggio, il gruppo esprime solitamente.

Queste spie sono quasi sempre costituite dalle situazioni internazionali, sia perché sono lontane dall’esperienza diretta delle persone e dunque permettono di giocare  su una vasta area grigia di incertezza o di certezze imposte, sia perché esprimono alla fine le volontà di lunghe catene di potere e toccano gli interessi dei capolinea degli stessi.  Venezuela, Siria e Ucraina e Russia sono stati negli ultimi anni il termometro di questi giochi senza frontiere perché francamente tutto si può dire su Maduro (o Chavez che si trovò ad affrontare la stessa opposizione di natura golpista) , salvo che in Venezuela manchi la democrazia, né che Ucraina non sia stato rovesciato un governo perfettamente legittimo ed eletto con tutte le benedizioni degli “osservatori internazionali”, né che la Russia abbia mostrato spirito aggressivo, avendo al contrario subito le ingiuste conseguenze di quello altrui, nè che in Siria ci fossero le condizioni per una lotta armata.

Questo al netto delle evidenti prove degli accaparramenti alimentari a Caracas, o del nazismo rinascente a Kiev o della raccolta in Siria di un esercito terrorista mercenario in parte agente sotto l’egida di Al Qaeda, in altra parte dedicatosi alla creazione del Califfato e messo in piedi con le medesime intenzioni con le quali la borghesia parassitaria sudamericana si crea un popolo fittizio in favore di telecamera, o  movimenti popolari vengono simulati da sanguinari gruppi paramilitari come in Ucraina (vedi strage di Odessa e di piazza Maidan)  o ancora la messa in scena una guerra civile come in Siria: lo scopo è quello di imporre regimi autoritari e coloniali amici che non sarebbe possibile instaurare attraverso i meccanismi della democrazia rappresentativa ancorché puramente formale. Quando ci si accorge che questi argomenti vengono aggirati per ancorarsi al mainstream più bigotto bisogna cominciare a considerare questa possibilità. Ovviamente un indizio non fa una prova, ma molti indizi e soprattutto i molti silenzi che seguono quando gli arcana imperii vengono svelati sono significativi. Eviteremo così di dar troppo credito a fedeli barboncini del padrone vestiti da iene.


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