Dire che la situazione è complessa, ma allo stesso tempo semplice, potrà sembrare un espediente retorico di fronte all’assoluta incertezza. E tuttavia questo ossimoro geopolitico rappresenta quanto di più vicino alla realtà si possa esprimere. Trump la cui follia è, come dire, non un caso, ma intrinseca a un sistema di governance ha davanti a se tre sostanziali opzioni:
- lanciare una nuova campagna di bombardamenti contro l’Iran, che non si vede a cosa possa servire se non ad esaurire gli arsenali
- dichiarare vittoria e abbandonare il Golfo, lasciando che il sistema mediatico metta in piedi una narrazione comunque vittoriosa e trionfale
- continuare il blocco dell’Iran per quanto sia inefficace, ma che, di conseguenza, prolunghi il blocco di Hormuz e dunque porti alla semi paralisi dell’economia mondiale.
Tutte e tre le opzioni sono sul tavolo, ma a quanto sembra di capire, almeno dal Wall Street Journal ,“il presidente Trump ha incaricato i suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dell’Iran, prendendo di mira le casse del regime in un tentativo ad alto rischio di costringere Teheran a una capitolazione che da tempo rifiuta. In recenti incontri, tra cui una discussione tenutasi lunedì nella Situation Room, Trump ha optato per continuare a comprimere l’economia e le esportazioni di petrolio dell’Iran bloccando le spedizioni da e verso i suoi porti. Secondo quanto riferito da alcuni funzionari, ha valutato che le altre opzioni – riprendere i bombardamenti o ritirarsi dal conflitto – comportassero rischi maggiori rispetto al mantenimento del blocco.”
Si tratta però di una speranza palesemente errata, prima di tutto perché il cosiddetto blocco del golfo di Oman è più teorico che pratico, visto che comunque i dati gps indichino il passaggio dalle 6 alle 21 navi al giorno, senza contare il problema della possibilità di falsificazione dei dati di geolocalizzazione e poi perché l‘Iran è stato sottoposto a blocco almeno due volte negli ultimi 20 anni. Durante la campagna di “massima pressione” del 2018-2021 non ha potuto esportare petrolio, ma ha ripreso la produzione non appena l’embargo è stato revocato. Tuttavia continuare il blocco statunitense contro l’Iran non farà altro che perpetuare il blocco dello stretto di Hormuz che non è narrativo, ma reale e, di conseguenza, prolungare la recessione dell’economia globale. Diventa così sempre più convincente l’ipotesi, espressa da alcuni attenti osservatori con i quali mi trovo in sintonia, che il vero scopo di questa aggressione, la quale, peraltro, avrebbe portato con certezza all’interruzione del fiume di petrolio dal Golfo, sia proprio quello di provocare un raffreddamento economico e con esso anche la possibilità di ingegneria sociale e di ulteriore trasferimento di ricchezza dai ceti popolari a quello 0,1 per cento, da qualche tempo denominato banda Epstein. In questo senso l’imprevedibilità di Trump – come osserva Lorenzo Maria Pacini, docente di Geopolitica e consulente in analisi strategica, servizi di intelligence, relazioni internazionali – non fa che favorire questo trasferimento di ricchezza perché in esso vi si può scorgere uno schema che viene sfruttato dagli speculatori in grado di disporre di maggiori mezzi e che comunque sono pronti a sfruttare ogni dichiarazione o follia nel breve lasso dei millisecondi che ormai comportano le operazioni sui mercati.
Insomma, nell’era del capitalismo finanziario la guerra ha assunto anche questo aspetto di volatilità e trasferimento di ricchezza che nella vicenda iraniana sembra essere lo scopo principale. E il fatto che i poteri europei si ostinino ad esecrare il petrolio russo in nome di una guerra ucraina che essi hanno già perso e che anzi, ormai ammettono pure di avere perso, fa pensare che si voglia scientemente prolungare una situazione di carenza che alla fine non farà che portare a uno sfascio sociale e alla perdita di ciò che ancora rimane della democrazia. In questo senso possiamo dire che la guerra all’Iran è anche una guerra contro la democrazia, cosa che a prima vista potrebbe parere un teorema piuttosto improbabile, ma che purtroppo emerge dai fatti e che si situa nella logica degli eventi che vediamo svolgersi dal 2020 in poi, dopo una preparazione decennale. L’unica difesa che abbiamo è cercare di comprendere la trama della realtà oltre le sue apparenze e di giocare nel mercato del futuro avendo le idee chiare.


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Sarebbe interessante sapere come viene spiegato questo “trasferimento automatico di ricchezza dai ceri poveri all’1% degli epsteiniani” in caslo di crisi energetica…
Senza inventarsi improbabili salti logici, è evidente che il blocco di Hormuz stia colpendo soprattutto il sistema economico globalista, a partire dalla sua ultima roccaforte UE che sarà la prima a cadere… non si tratta di una mossa a favore dell’oligarchia globalista, o club epstein se vogliamo chiamarli così, ma si tratta dell’esatto contrario, il blocco prolungato manderà in crisi gli assetti sovranazionali costruiti dalla grande finanza usuraia del governo unico mindiale per aprire il terreno ai nuovi equilibri multipolari che ruoteranno intorno alle 3 grandi potenze USA, Russia, Cina.
leggete attentamente e lentamente questo articolo fino in fondo e poi a seguire nei commenti in fondo e nelle tavole illustrative per avere un informazione che io ritengo molto interessante sui prossimi 5 -10 anni .
Molti politici dovrebbero leggerlo e farne tesoro .
https://chinarbitrageur.substack.com/p/islamabad-the-first-draft-of-a-new
NE UNO NE L ALTRO !!!!!!
nel 2018 lessi un articolo , poi sparito nel nulla assieme all autore che spiegava bene cosa sarebbe successo nei 10 anni seguenti .
L articolo spiegava con dovizia di particolare cosa avevano in mente di fare i padroni del mondo x recuperare i soldi persi con le loro speculazioni andate a puttane sui contratti Futures.
Questi furboni su un economia mondiale di 60000 miliardi di dollari sono riusciti a perdere oltre 30000 miliardi in quanto i contratti futures o derivati erano superiori di 10 volte il pil mondiale .
L articolo spiegava il perche ma non il metodo di attuazione del piano
ma poi , prima il falso virus covid e il lookdown , la guerra in ukraina, oggi l iran e tante altre piccole cosi come il riscaldamento globale trasormato in cambiamenti climatici , e la decarbonificazioni e altre cagate , hanno reso chiaro e lampante il metodo .
Ora su un altro articolo ho letto che sembra che in anticipo abbiano gia quasi rubato ai popoli questi 30000 miliardi .
La domanda spontanea e : si fermeranno una volta raggiunte queste cisfre , oppure affamati come porci continueranno ?
Perche sembra che il mondo ormai diviso in due li stia isolando e quindi se continueranno potranno farlo solo con noi del miliardo d oro di persone , ovvero l occidente +giappone, australia e poco altro .
E se continueranno allora si che sara un vero disastro per noi su tutto !
In alternativa ad opzioni si prospettano… merenda sinòira con canasta postprandiale… risiko gigante con primo premio testata nucleare tattica… una settimana “bianca” all inclusive in famigerato isolotto Epstein!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Oppure inviare le sturmTRUMPpen……
La storiella del pistolero texano, nota in logica e statistica come la fallacia del cecchino texano (Texas sharpshooter fallacy), una sorta di genius loci americano, racconta di un tiratore che spara a casaccio contro la parete di un fienile. Solo in un secondo momento, si avvicina al muro, osserva dove si è concentrato il maggior numero di fori di proiettile e disegna un cerchio perfetto (il bersaglio) proprio attorno a quel gruppo. In questo modo, l’uomo si proclama un tiratore infallibile.
Ma il pistolero non agisce nel vuoto: la sua performance richiede un pubblico che convalidi l’illusione.
Lo spettatore osserva il risultato finale, ignora il processo (lo sparo disordinato) e vede solo il bersaglio centrato. È complice involontario dell’inganno perché ha bisogno di credere che esista un ordine, una guida, un disegno superiore.
Un errore per l’osservatore, ma un risultato voluto per l’ingannatore, perché
sotto le vesti del pistolero si trova il cialtrone nella sua classica definizione “buona nulla, capace di tutto”; una volta rimesse le vesti del pistolero non è un errore di sistema, ma la sua logica conclusione.
Oggi, la giornata dei defunti: i lavoratori.
Meloni è riuscita quasi a fermare l’intero paese. Come un auto che sfreccia a tutta birra sui tornanti di montagna. A rotta di collo, con la marcia ingranata, senza freni. La REtromarcia…
Supponi che la Libia decida di sbarcare in Sicilia con navi cisterna per un commercio diretto, di petrolio popolare senza il pizzo delle sette sorelle. Le motovedette italiane darebbero loro la caccia, sapendo che aiutano il popolo italiano sottomesso ad una rigida dittatura? Un po’ come la Russia che aiuta Cuba..
Imagina se ai distributori offrissero carburante ad un euro, poichè non ci sarebbero le accise per regalare armi a Zelensky. Avremmo una democrazia diretta.
Penso che si debbano chiudere i conti bancari e creare un’economia diretta, sommersa ai governi. Non sanno cosa ne fate e a chi li date. Potrebbe fiorire il contrabbando e sarebbe un pugno in faccia ai delinquenti che governano.
Il mondo, viaggia al contrario di come appare.