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Londra, Nizza, Fermo, Ankara: una bugia tira l’altra

1445970056-pinocchioStamattina mi sento del tutto impotente come uno sciatore nella valanga, solo che non si tratta di neve, ma di una tale massa informe di menzogne e stupidità che per ritrovarmi dovranno usare un San Bernardo, meglio se con la botticella di cordiale. Impossibile ormai tenere il conto, mentre stare dietro a un argomento o all’altro significa prosciugare il mare col secchiello. Quindi mi limiterò a fare un piccolo e sintetico elenco di nefandezze di giornata tanto per non restare indietro.

Brexit, gli scherzi del Fondo monetario

Prima del referendum sull’Europa il Fondo monetario internazionale aveva severamente avvertito che l’economia inglese avrebbe subito una perdita di 4 punti di pil affinché gli elettori fossero ben consci di quello che stavano facendo. Ma passata la buriana e constatato che la maggioranza degli inglesi non è caduta nel tranello della paura, il medesimo istituto si rimangia tutto e poco ci manca che dica abbiamo scherzato: infatti a nemmeno un mese di distanza dalle sue fosche profezie prevede ora una crescita inglese del 1,7% nel 2016 e dell’1,3% nel 2017 per la Gran Bretagna, previsione che pone l’economia del Regno Unito come la seconda migliore fra le nazioni industrializzate del G7. Naturalmente le cifre del Pil non vanno prese troppo sul serio, si tratta di una misura economica non più all’altezza dei tempi, specie per quei Paesi come Gran Bretagna e Usa dove il grosso dell’attività è concentrata sui servizi ed è oltretutto troppo manipolabile: per questo le oligarchie di comando la usano prevalentemente a scopi politici interni e esterni o nell’ambito di tentativi auto avveranti. Ma anche così ci vorrebbe un pochino di dignità: non si può far vedere che si sono sparate cavolate senza senso per far prevalere una parte. O meglio non si potrebbe se i cittadini fossero adeguatamente informati.

Mamma li Turchi quando fa comodo

Da quando la grande stampa è divenuta complottista asseverando un inesistente autogolpe di Erdogan per coprire i veri ispiratori del tentato colpo di Stato, l’Europa minaccia Ankara di non accoglierla nel suo seno se per caso fosse ripristinata la pena di morte. Una giusta e sdegnata petizione di principio che purtroppo viene svalutata da due circostanze: la prima è che fino a ieri quando il sultano non si era ancora ribellato al padrone transatlantico, qualsiasi cosa facesse Erdogan andava bene e la seconda è che la stragrande maggioranza dei Paesi della Ue ha abolito la pena di morte molto dopo l’entrata nella comunità europea e in qualche caso come per esempio quello della Francia e della Gran Bretagna le effettive esecuzioni sono avvenute molti anni dopo l’adesione. A questo proposito c’è da notare che la Germania Est, quella del muro, aveva abolito la pena di morte parecchi anni prima di molti Paesi membri della Ue. Ma meglio non dirlo in giro.

Anarchici per forza

Chi ha messo le bombe davanti alle chiese di Fermo e ha messo nel mirino Don Vinicio Albanesi per la sua opera di accoglienza di rifugiati e migranti? Due ultras anarchici dice in coro l’informazione italiota imbeccata dagli investigatori, un ensemble che a forza di usare le parole vuote, quelle dal vocabolario del padrone o suggerite dalla propria ignoranza non si fa venire nessun dubbio sul fatto che la cultura anarchica non c’entra proprio nulla con questi episodi. Né si fa distogliere dal proprio sonnambulismo dal fatto che entrambi i fermati appartengono allo stesso ambiente dell’assassino del profugo nigeriano, noto fan di Casapound, mentre uno dei due sulla propria pagina di Facebook non fa altro che inneggiare al razzismo e a Salvini. Lo stesso sostituto procuratore che si occupa del caso prima dice che sono anarchici e poi sostiene che non si è in presenza di soggetti che hanno cultura politica, una sintesi meno completa di quella del procuratore capo il quale parla di cultura anarchica perché i due sarebbero insofferenti alle istituzioni e dunque anche della Chiesa. Forse è anche vescovo, ma non c’è dubbio: si direbbe che ci troviamo di fronte a soggetti del tutto privi di cultura politica. E sono in buona compagnia, quella di Republica la quale così scrive: “Secondo le prime indiscrezioni, sarebbero in qualche modo legati ad Amedeo Mancini, in carcere per l’omicidio del profugo nigeriano. Uno dei due sarebbe una sorta di ideologo, convertito dai valori ultrà di destra a quelli anarchici. In casa dell’uomo i carabinieri hanno trovato e sequestrato alcuni libri che testimonierebbero questo passaggio e gli orientamenti ideologici dell’indagato. In questo contesto avrebbe maturato la decisione di colpire l’ordine costituito, scegliendo in particolare le chiese”. Mi piacerebbe davvero sapere quali siano questi libri e in che senso la loro presenza testimonierebbe di un passaggio ideologico in persone che non hanno cultura politica. Allora i lettori del Giornale che hanno preso il Mein Kampf cosa sono? Una bella sagra di bugie che semplicemente tenta di alleggerire le responsabilità della destra eversiva, al pari dei testimoni sull’assassinio del profugo che spuntano come funghi e dare la colpa ai soliti anarco – insurrezionalisti come fossimo a fine ottocento. Sordidi mezzucci da disfacimento renziano.

Nizza, buio a mezzogiorno

Improvvisamente è luce, anzi no è buio perché ci troviamo di fronte a un fatto assolutamente inedito e inquietante: la magistratura inquirente ha ordinato al Comune di Nizza di cancellare tutte le immagini riprese prima e dopo l’attentato del 14 luglio dalle 140 telecamere poste intorno ai luoghi della strage. Ufficialmente per evitare la diffusione di immagini che possono ledere la dignità delle vittime,  una banalità da Pinocchio, in realtà per difendere un potere che ha fatto la figura che si merita. Chissà dove finiranno quei filmati visto che con lo stato d’urgenza viene meno – come dice lo stesso Hollande – lo stato di diritto. Non ci si rende nemmeno conto che un provvedimento del genere fa immediatamente nascere sospetti e avvalorare i dubbi espressi da un’inchiesta di Liberation (qui) sputtanando sia il premier Valls che il ministro degli interni Cazeneuve. Si vogliono solo far sparire le prove della superficialità delle famose misure di sicurezza? O c’è ben altro in ballo, magari qualche complicità? Rassegniamoci perché non lo sapremo mai a meno che qualche anima pia faccia delle copie prima di distruggere i filmati.

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5 responses to “Londra, Nizza, Fermo, Ankara: una bugia tira l’altra

  • learco

    Come si organizza un attentato falsa bandiera come quello di Nizza? La risposta più plausibile è il ricorso alla tecnica adottata a Piazza Fontana nel dicembre del 1969: ad un primo livello, quello delle pedine inconsapevoli dell’attentato in preparazione, è sovrapposto un secondo livello, quello dei servizi segreti che scelgono l’obiettivo e organizzano l’operazione, nascosti dietro le quinte. Mohamed Lahouaiej Bouhlel, il tunisino “violento”, “instabile”, “donnaiolo”, “bisessuale”, svolge nella strage della Promenade des Anglais lo stesso ruolo dell’anarchico e ballerino d’avanspettacolo, Pietro Valpreda, nell’attentato di Piazza Fontana: un semplice capro espiatorio. Anzi, addirittura migliore di Valpreda perché, qualsiasi sia stata la vera dinamica della carneficina, il tunisino è irrimediabilmente morto.

    http://federicodezzani.altervista.org/strage-alla-nizzarda-terrorista-gigolo-le-armi-finte-cambio-frigo-blindato/

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    • Anonimo

      Ecco, mancavano Piazza Fontana e Valpreda. Caro Learco, viene il momento in cui i nostri strumenti intellettuali, ideologici e culturali non hanno più nulla a che fare con la realtà che ci circonda. Mi sembra che lei questo momento l’abbia anche superato. Oddio, qui è in buona compagnia…

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  • carlomoriggi

    Il metodo è sempre lo stesso, quello delle stime … come sulle bollette energetiche; oculate e sempre a favore del “distribuitore” (niente di più occasionale).
    Una sana “autolettura”… è più che d’obbligo, se non ci si vuole ritrovare a concertare sul bel “paese dei balocchi”!

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  • Pietro Barnabe'

    L’ha ribloggato su Arte&Culturae ha commentato:
    Una voce fuori dal coro, affidabile e condivisibile.

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