Nizza, ed è subito riemergenza

 

606x340_338675Certo non si può dire che i terroristi, i pazzi solitari o circondati da suggeritori, non abbiano una loro logica perversa e perfettamente sincronizzata. Nella mattinata del 14 luglio durante i festeggiamenti ufficiali della festa della Repubblica Hollande ha detto che non avrebbe esteso oltre la data del 26 luglio lo stato di emergenza dichiarato in seguito agli attacchi di Parigi del novembre 2015: “Non possiamo estendere indefinitamente lo stato di urgenza, non avrebbe senso. Vorrebbe dire che non siamo più una repubblica che applica lo stato di diritto”. Perfetto, ma appena spentisi i fuochi e diffusasi la notizia dell’attentato a Nizza, l’Eliseo ha deciso di prorogare l’assenza di uno stato di diritto per altri tre mesi.

Forse questo soddisfa un’opinione pubblica attonita e disorientata, alla quale i media non sanno offrire che la confusione di Stato e un costante depistaggio umano, forse viene come cacio sui macaronì per il governo nella dura battaglia dei lavoratori contro la loi travaille, ma basterebbe raccogliere quel po’ di logica rimasta nei neuroni degli eredi della clartè cartesiana per rendersi conto che l’estensione dello stato di emergenza è uno specchietto per le allodole, un inganno, un arrampicarsi sugli specchi e soprattutto un andare indietro rispetto al 14 luglio del i789: l’attentato di Nizza non solo dimostra che 9 mesi di emergenza non sono serviti a nulla salvo che a condizionare la libertà di  movimento e di espressione, a ridurre i diritti di cittadinanza, ma che tutti i giganteschi e pomposi apparati di sicurezza, gli ossessivi controlli, servono a ben poco visto che un attentato si può fare come e quando si vuole, con qualsiasi mezzo e in qualsiasi momento, anche a prescindere dai luoghi e dalle circostanze topiche: basta un camion nel quale come sempre in queste vicende francesi sono stati rinvenuti in bella vista i documenti del folle al volante, basta dell’esplosivo fatto in casa, basta anche una macchina e pistola. E dire che a Nizza ci si era preparati alla possibilità di un attentato: in occasione del Carnevale che attira molta genete, era arrivato lo stesso ministro dell’ Interno Bernard Cazeneuve a coordinare un complesso sistema di sicurezza che poi è stato tenuto in piedi per fronteggiare e per il campionato europeo di calcio, tanto che l8 marzo scorso c’era stata una esercitazione in tutta la regione comprendente anche lo smistamento di eventuali feriti tra gli ospedali della Costa Azzurra fino a Tolone. Rimangono a inquieto ricordo le migliaia di telecamete montate nell’occasione.

L’unico vero modo di proteggere i cittadini è quello di cambiare radicalmente politica, di smetterla con le avventure coloniali  in proprio o in nome e per conto di Washington : la Francia ha fatto un macello di in Libia e in Siria, addestrando, organizzando, supportando un’armata terrorista contro Assad che poi si è trasformata in Isis, è stata complice di centinaia di migliaia di morti al solo scopo di mangiarsi una fetta del Paese e ora ne paga le conseguenze. In termini morali, in termini politici, in termini di vite. Ma questo è evidentemente troppo difficile da capire fino in fondo, troppo avvilente da confessare ai cittadini, troppo comodo per delle elites che stanno perdendo la loro lettimità di rappresentanza e ne cercano una nelle emergenze: infatti Hollande non solo ha inutilmente prorogato lo “stato di urgenza” , ma anche sostenuto di voler rinforzare le azioni di guerra in Siria e in Irak. E’ come dire vi togliamo a tempo indeterminato lo stato di diritto per la vostra sicurezza, ma facciamo in modo di aggravare le spinte e le pulsioni che portano agli attentati così da prorogare e aggravare questa situazione all’infinito in maniera da poter sfruttare l’occasione per i massacri sociali che il liberismo impone. Tanto varrebbe dire che tutti sono arruolati al fronte e che le vittime degli attentati non sono che vittime collaterali nelle salmerie di una guerra che nessuno voleva e di cui nessuno era informato in termini corretti e realistici: non si possono fare guerre coloniali nel mondo globalizzato senza subirne conseguenze e men che meno ce lo si può permettere ostinandosi ad essere a propria volta colonia. Chissà che non sia il caso di riprendere la Bastiglia, giusto per salvarsi dal cinismo di un oligarchia imbecille.

 

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