Annunci

Batteri killer del cervello

Batterio-killer-sintomiIl concerto grosso per menzogna, illusioni e isteria si arricchisce di un nuovo pezzo o meglio di una variazione sul tema batterio killer, probabilmente una  sorta d’improvvisazione per tromboni mediatici che questa volta su un banale caso di resistenza agli antibiotici riesce addirittura a tirar fuori lo spettro del terrorismo. Essendo un  caso americano, dunque speciale ed eccezionale, si potrebbe anche ricamare sulla possibilità che si tratti di un esperimento militare sfuggito di mano, tanto più che l’escherichia coli, la colpevole della vicenda, è notoriamente uno dei microrganismi più utilizzati per mettere a punto le armi batteriologiche. Ma si sa che non sarebbe politicamente corretto attribuire i guai alle distrazioni del padrone, perché sono sempre gli “altri” i nemici e i componenti della servitù ad essere colpevoli .

Nella foga di costruire una saga mediatica sul batterio killer ci si è dimenticati di ricordare che casi analoghi dovuti ad escherichia coli resistente o ad altri batteri come Klepsiella non sono rari, ma all’ordine del giorno in Europa. Anzi se le facoltà mnemoniche fossero coltivate e non distrutte dalla droga televisiva ci si ricorderebbe della strage che proprio Escherichia coli provocò  nel Nord della Germania a causa di germogli ad uso vegano contaminati: una quarantina di morti e migliaia di ricoverati. Cinque anni fa, non al tempo di Matilde di Canossa. Per non parlare dei 700 mila morti all’anno dovuti essenzialmente alle resistenze batteriche, ma che si verificano principalmente fuori dai territori dell’impero e di quelli coloniali, dunque non contano.

Naturalmente non mancano ai piccoli schermi e ai piccoli sprofondi etici personali i soliti esperti che attribuiscono tutto questo all’uso scorretto e massiccio degli antibiotici, come se un loro uso più mirato potesse cancellare il fenomeno assolutamente naturale della mutazione batterica e dunque dello sviluppo di resistenze. Una buona pratica medica senza assurde concessioni al consumismo, senza cadere negli eccessi del naturalismo nailf che alimenta un mercato parallelo altrettanto florido e non meno pericoloso, potrebbe al massimo ritardarle perché il vero problema sta altrove, ossia ancora una volta nell’avidità di profitto che ha spinto le grandi multinazionali farmaceutiche  – per loro stessa ammissione – a non investire in antibiotici nuovi perché il loro costo produttivo non li rendeva sufficientemente remunerativi per gli avidi azionisti, né particolarmente appetibili per le borse: dunque meno di un milione di morti l’anno ufficialmente riconosciuti, anche se la cifra reale è probabilmente tre volte più grande, erano un giusto prezzo che l’umanità poteva pagare per l’arricchimento stratosferico di qualche migliaio di persone e per la maggior gloria dell’economia. Ma adesso che le conseguenze di tutto questo si fanno sentire anche in Europa e in Usa, che gli effetti della resistenza batterica si vanno allargando, le cose sono cambiate e  l’allarme lastrica la strada di nuovi immensi guadagni: la ricerca dell’antibiotico salvavita promette di poter strappare prezzi molto alti per farmaci non più prodotti a partire da funghi e batteri, processo lungo e complicato, ma con i costi molto più ridotti della sintesi: si sta facendo rapidamente strada una nuova tecnica di costruzione degli antibiotici a partire da anelli macrolidici (quelli delle eritromicine)  a cui si aggiungono molecole opportune e sempre diverse che sono molto più facili anche da sperimentare. Questa tecnica (ideata con l’apporto determinante della ricerca pubblica e di base) ha già prodotto antibiotici sperimentali molto efficaci contro streptococchi ed enterocchi resistenti e soprattutto promette di essere una sorta di “lego” con cui mettere a punto con relativa facilità sostanze in grado di adeguarsi entro certi limiti all’evoluzione inevitabile dei microorganismi. Ma si è andati con i piedi di piombo, in attesa che le resistenze batteriche aumentassero per alzare il prezzo.

Dunque ben venga il batterio killer se genera un’inquietudine che da una parte può persino essere usata per pennellate geopolitiche, da un altra strappare benefici pubblici e da un’altra ancora essere il viatico per produrre tutta una serie di nuovi antibiotici di costo produttivo inferiore, ma di prezzo molto superiore a quelli attuali. Quindi sono certo che in tutta questa vicenda c’entri il terrorismo: è su chi siano i terroristi che non sono d’accordo.

Annunci

Informazioni su ilsimplicissimus

Chi ha un perché per vivere, può sopportare tutti i come. Vedi tutti gli articoli di ilsimplicissimus

One response to “Batteri killer del cervello

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: