16pol1f01-renzi-oggi-segreteria-pd-EIDON_1013358-Il guaio peggiore di essere un Paese in costante ritardo non è quello di arrivare semplicemente dopo, il che in alcuni casi potrebbe essere un vantaggio, quanto di arrivare fuori tempo in posti sbagliati. Così l’uomo sola al comando, con la complicità di un ceto politico indecente, arriva ad imporre una legge elettorale oligarchica, border line tra libertà residuali e regime autoritario, servendosi delle modalità e dei feticci del maggioritario, accreditato di essere il non plus ultra della governabilità. La cosa comica è che a questo si è arrivati a pochi giorni dalle elezioni inglesi che stanno per sancire proprio il tramonto del sistema maggioritario e smascherare la sua inadeguatezza non solo rispetto alla rappresentanza dei cittadini, ma anche all’obiettivo della governabilità in termini più generali  rispetto ai seggi parlamentari. Ciò che uscirà dalle urne britanniche è un pasticcio nel quale è probabile che uscirà vincitore chi ha perso rendendo ancor più aggrovigliata  una crisi che si acuisce nonostante i segnali ingannevoli del Pil. Il passaggio dei sistemi maggioritari o simil tali  da garanzia di governabilità a strumento di controllo oligarchico nei momenti di crisi o di passaggio è ormai conclamato. Così sapere subito chi governa come dal bar sport Italia chiacchiera Renzi, assume un significato ambiguo e alla fine che spaccia una legge truffaldina e anticostituzionale come panacea contro ogni male e soprattutto contro il male assoluto, la possibilità dei cittadini di dire la loro e di ostacolare la macchina dei profitti senza limite. In cambio avranno la certezza di essere governati male fin dal giorno successivo a quello delle urne. Ormai anche negli Usa il sistema fa acqua: il sistema nato originariamente per garantire l’equilibrio fra l’unione e gli stati, passato poi a garantire l’espansione imperiale e infine il dominio militar – finanziario, sembra ancora funzionare, ma in realtà da luogo a governi ombra, lotta sottobanco di poteri, strategie parallele e contrapposte, subalternità della politica. Tutte cose che poi hanno la loro espressione più visibile nell’affermazione di dinastie  che si alternano alla Casa Bianca in qualità di fidati gestori del potere reale. Così con molto ritardo siamo arrivati nel posto sbagliato, almeno dal punto di vista della democrazia, anche se è quello vivamente consigliato dalle troike. Con l’aggravante che mentre altrove, vedi Gran Bretagna, la crisi di sistema sta facendo nascere nuove forze e nuove alleanze visto il declino dei due pariti tradizionali e anche nuovi orizzonti di intervento con grande allarme dei centri finanziari concretatosi in un documento ottusamente ricattatorio di Goldman Sachs , da noi il tutto è collegato alla sopravvivenza dei vecchi assetti di potere, anche se per farlo è stato necessario far fuori alcuni dei vecchi gestori, come il Partito democratico: legge truffa di premier sola, vecchio spacciato per nuovo mezzo secolo dopo. In tutto questo tempo nessuno sembra essersi accorto che i sistemi legati più alla governabilità che all’espressione dei cittadini, stavano diventando funzionali a un’idea della politica come semplice gestore degli interessi dei potentati economici e finanziari dentro un pensiero unico che proclamava il profitto come unico motore del mondo e il mercato come suo regolatore. Via il welfare, via gli stati, via il pubblico, via sindacati e diritti, via le conquiste di un secolo, ma soprattutto via la possibilità di immaginare un futuro. I maggioritari, i bipartitismi evitano con più efficacia sbandamenti  e , esaurito  o deformato il compito e la cornice storica nel quale erano nati, sono venuti buoni per supportare il ruolo ancillare della politica. Se poi si incontra qualche difficoltà o complessità, si può sempre rendere la politica impotente attraverso una moneta che non possa essere gestita dai parlamenti e che si situa su un piano superiore e diverso rispetto a quello per cui si va alle elezioni. Il fallimento di Syriza che si concreterà nei prossimi giorni, deriva in gran parte proprio da non aver compreso questo. Ma in Italia è anche troppo tardi per tentare l’esperimento. Adesso, semmai si andrà a votare davvero, il giorno dopo sapremo finalmente chi ci governa. Ovvero sarà chiaro che si tratta di Bce, Fmi, multinazionali nel caso di firma del trattato transatlantico, banche, gruppi finanziari, commissione europea. Cioè sapremo ciò che sappiamo anche adesso, addirittura prima delle elezioni. Ed è anche per questo che l’Italicum è una truffa.