TV: CROZZA SUPERSTAR, E' L'UOMO DA 6 MLN DI SPETTATORINon c’ è materiale più resistente e malleabile delle menzogne: anche quando sono smascherate, anche quando sono insostenibili, lasciano sempre un sedimento sufficiente a tenerle in vita e a farle rispuntare quando meno ce lo si aspetta. Così persino l’unico coagulo di opposizione  extraparlamentare rimasto in Italia, vale a dire Crozza e il suo Paese delle meraviglie, si è lasciato invischiare dalle balle della prima ora su Nemcov, continuando ad indicare la pista di Putin che si sarebbe liberato “del suo maggior oppositore”. Che queste cose le possano dire commentatori a gettone o giornaliste con gli occhietti soffocati da tonnellate di silicone, passi, ma non mi aspettavo che una simile tesi potesse essere condivisa da chi possiede un QI quanto meno normale.

Maggior oppositore? Eppure dopo il primo tentativo di sfruttare il fattaccio persino gli irriducibili devono ammettere che Nemcov era un personaggio screditato e inconcludente, alla testa di un magmatico movimento ormai sotto l’1% i cui militanti lo avevano persino picchiato e trascinato giù dal palco durante un comizio alcolico. Insomma non contava nulla ed era persino odiato in Russia dai pochi che ancora ne conoscevano il nome, per il ruolo avuto sotto Eltsin: era davvero l’ultimo degli oppositori di cui aver timore, anzi era persino prezioso per mostrare il livello degli avversari di osservanza Usa, quasi un manifesto della compromissione con gli oligarchi ucraini e le Ong di Soros. Per di più il personaggio era stato nel ’93 l’uomo che assalì il parlamento russo, facendo strage di deputati che si opponevano al golpe di Eltsin, dimostrando una sincera tempra democratica.

Putin aveva tutto l’interesse a conservarselo, soprattutto se si favoleggia come tuttora si fa, con sprezzo dell’intelligenza, che avrebbe avuto in mente di denunciare un presunto intervento russo in Ucraina nel momento in cui  i russi rimproverano al leader del Cremlino di non essere intervenuto abbastanza. Diciamolo, è una cosa che avrebbe avuto una qualche eco in occidente solo a Nemcov morto: da vivo sarebbe stata solo la dimostrazione della sua guida a trazione Nato, carburata ad alcol. Ovvero la sua definitiva fine politica e una fin troppo scoperta dimostrazione del telecomando a distanza cui rispondono molti oppositori di comodo .

Eppure la risibile menzogna delle prime ore, successivamente accreditata dall’atono codazzo di omaggi automatici dei leader, compreso il patetico pinocchietto di Rignano, è rimasta a ristagnare e a gracidare nelle menti, nonostante la sua palese inverosimiglianza. Anzi è divenuta una verità sulla quale fare satira mettendo in luce che in questo Paese, satira e conformismo possono andare a braccetto, anzi essere l’uno lo specchio dell’altra. E che prendere per i fondelli i troppi Razzi italiani va benissimo, ma quando si deve parlare del vero potere i frizzi si orientano nel verso della corrente. E il giunco si china.