Grillo e i ventriloqui del potere

Nencini e RenziI giornali sono pieni di considerazioni sulla ricomparsa in rai di Grillo e la sua performance davanti a Vespa, vestale del potere mediatico politico. E’ il fatto del giorno di cui si dibatte e si chiacchiera, cercandone di trarne presagi per le elezioni, ma anche qui si tratta di una chiara strategia di distrazione di massa. Le dichiarazioni clamorose non sono quelle del capo del M5S, peraltro già note e semmai esposte a quel pubblico inerte, adagiato sulle sponde del renzusconismo, ma quelle rese tre giorni fa, in un altro teatrino, dal senatore socialpiddino Nencini.

Il viceministro, come se nulla fosse ha affermato che l’Italicum è stato è stato progettato per far fuori il movimento 5 stelle (e naturalmente qualsiasi altra eventuale forza politica) e far governare in splendida solitudine Forza Italia e Pd, le uniche con la licenza europea di massacro sociale certificato. Se poi il M5S dovesse arrivare secondo allora la riforma della legge elettorale salterebbe proprio perché non sarebbe più funzionale a questo disegno. ““L’Italicum nasce per mettere fuorigioco il terzo partito e impostare un bipolarismo europeo. Se Grillo diventa il secondo partito alle Europee  l’Italicum cade”. E’ una cosa enorme di cui però i grandi giornali e le televisioni non parlano affatto, quasi che ormai sia data per scontata la svendita della democrazia perché lo vuole l’Europa e la classe dirigente nostrana.

Così mentre confusi novantenni pescano dal passato le loro dichiarazioni di voto e salutano in Schulz il nuovo gauleiter, il sottosegretario Nencini (condannato – e te pareva – a restituire  456 mila euro al Parlamento europeo per rimborsi spese irregolari) spiega come funzionano le cose in realtà e come il “nuovo” serva solo a conservare il vecchio, uomini e prassi di un Paese marcito, al riparo dagli instabili e inaffidabili cittadini. Si, perché sarebbe da ingenui pensare che la dichiarazione sia casualmente scappata, era un chiaro segnale all’oligarchia degli affari, mentre le pappagalline di Renzi si incaricano di fare le beghine della democrazia e recitare il rosario delle castronerie. 

Ci siamo talmente abituati che persino Grillo non ha citato questo clamoroso autodafè del potere: ormai preferiamo non sapere piuttosto che affrontare la realtà e fare come i novantenni arroncigliati alle loro scrivanie, essere confortati dal pensiero che in fondo non è ancora il momento di impegnarsi per tirar fuori il Paese dallo sprofondo in cui è calato, le cui dimensioni si fanno di giorno in giorno più visibili. Basta che qualcuno faccia bù con lo spread, come sta accadendo e si ritorna all’ovile a sognare i vecchi sogni. Proprio l’atteggiamento che ha creato Grillo come ultima spiaggia.  

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7 responses to “Grillo e i ventriloqui del potere

  • Roberto Casiraghi

    errata corrige: e intanto preparare altrove il vero arrosto.

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  • Roberto Casiraghi

    @ Mauro Poggi

    In linea di massima dubito che l’Italicum fosse un progetto. Se fosse stato realmente un progetto, qualcosa che si vuole realmente implementare, c’erano i numeri per poterlo fare e sarebbe già diventato legge del paese. Dato che non se ne parla quasi più, credo che si tratti dell’ennesima trovata per far divertire le masse, occupandole in infiniti battibecchi, mentre il potere va avanti imperturbabile per le sue strade senza che nessuno si accorga di quali siano. È diventato il principale strumento del potere in democrazia: distrarre la gente con il fumo, e intanto prepare altrove il vero arrosto.

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  • Ettore

    Certe riflessioni, lo ammetto, sono al di la delle mie capacità di comprensione. Troppo contorte o forbite al punto da creare una sorta di soggezione. Ma poi la vita spicciola ci aiuta; si, dico la vita di tutti i giorni, quella esperienza cresciuta con noi ed in noi. Ed allora, uno si chiede: ma non è che ultravalutiamo le capacità di soggetti, uomini od organizzazioni (vere o presunte tali)? I disastri che enumeriamo di giorno in giorno, stanno a dimostrare che certo, in questa pazza girandola incontrollabile della globalizzazione, che è il Far West d’oggi dì (dove le novelle pistole dettano legge) può capitare che qualcuno ci guadagni tanto e che, al contempo ed ahimé sicuramente, tantissimi perdano molto. Ma è tutto frutto di un disegno calcolato? Il banco, alla fine, difficilmene perde e facilemente vince; ma la domanda è, chi siede al banco? E poi: dov’è la “vera” realtà apparente e dove, invece, quella rivelata e, poi ancora, quella che si intendeva rivelare … Un gioco di specchi nel quale anche il giocoliere (od i giocolieri) corrono il rischio di conforndersi; specie quei tantissimi illusionisti da quattro soldi che affollano il nostro circo di periferia della finanza, della politica, della informazione . . .

    p.s. Ma Nencini non è anche l’autore di “Corrotti e corruttori nel tempo antico” e de “Il trionfo del trasformismo”?

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  • Mauro Poggi

    @ Roberto Casiraghi: “Se fosse vero che l’Italicum era un progetto anti-Grillo perché non è già stato implementato?”.
    Sarà che come progetto anti-Grillo si sono accorti che rischiava di produrre il contrario di quanto progettato?

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  • Roberto Casiraghi

    Il giro di confessioni che stanno trapelando un po’ da tutte le parti su quanto accaduto negli ultimi tre anni, diciamo dal golpe anti-Berlusconi e anti-Papandreu in poi, è utile per confermarci quello che già pensavamo ma è anche indizio che se certe cose si possono ormai dire e scrivere è perché si è passati ad una nuova fase di cui nessuno ci darà la chiave di lettura se non quando, tra alcuni anni, sarà troppo tardi per influire su quello che pensiamo, e su come votiamo, oggi. Ovviamente non manca il sospetto che qualunque cosa venga confermata in libri e dichiarazioni “rivelatorie” possa essere in realtà un ulteriore strato di manipolazione finalizzato a darci ulteriori false certezze, diverse da quelle precedenti, ma pur sempre lontanissime dalla verità.
    Ormai, però, dobbiamo abituarci a vivere così, sapendo che ci sarà sempre uno sfasamento di alcuni anni tra la realtà apparente e la realtà rivelata, e che la stessa realtà rivelata potrebbe essere non altro che una nuova finzione.
    Forse è per questo che bisognerebbe, saggiamente, distanziarsi dall’ufficialità, che anche quando arriva a scoppio ritardato, può rappresentare più un centellinamento della verità che tutta la verità. Ragioniamo. Se fosse vero che l’Italicum era un progetto anti-Grillo perché non è stato già implementato? I voti ci sarebbero stati tutti.
    Dunque c’è qualcuno che protegge Grillo, che non vuole che Grillo sia messo alla porta, almeno per ora, perché adesso gli serve. E questo qualcuno ha potere anche sugli altri due grandi partiti che non sono liberi di fare quanto converrebbe loro. Mi asterrò dal dire l’ovvio, ossia chi è questo grande potere, visto che è l’unico grande potere esistente al mondo.
    Quanto all’asserzione “Se Grillo diventa il secondo partito alle Europee l’Italicum cade” è solo una frase ad effetto perché l’Italicum è già caduto o, per meglio dire, il suo cadere o meno non dipende né dalla volontà di Grillo, né da quella di Renzi, né da quella del nostro Presidente. Se il destino fosse nelle nostre mani, potrebbe dipendere da tutti questi nomi. Ma non lo è, e quindi mettiamoci l’anima in pace. Forse scopriremo che, con l’anima in pace, si riesce anche a ragionare meglio.

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