Anna Lombroso per il Simplicissimus
Or la vita degl’italiani è appunto tale, senza prospettiva di miglior sorte futura, senza occupazione, senza scopo, e ristretta al solo presente ….Nasce da quelle disposizioni la indifferenza profonda, radicata ed efficacissima verso se stessi e verso gli altri, che è la maggior peste de’ costumi, de’ caratteri, e della morale …. Le classi superiori d’Italia sono le più ciniche di tutte le loro pari nelle altre nazioni. (Giacomo Leopardi,1824, “Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani”).
Si, Leopardi, che non è il nickname di un blogger del Fatto. E oggi questo post riceverebbe un grandissimo ecumenico consenso come d’altra parte ne sta raccogliendo l’invettiva adirata del Simplicissimus che si chiede dove siano finiti tutti quelli che avevo riscoperto il gusto dell’ opposizione, della partecipazione, del dissenso, della militanza sia pure occasionale, del trovarsi insieme in piazza intorno al totem che raffigurava il nemico, la causa di tutte le magagne, l’origine di corruzione, caduta dei principi morali, degenerazione della politica.
Era così rassicurante quella comoda raffigurazione manichea: il potere malvagio e rio, lercio e debosciato, disonesto e cinico da una parte e dall’altra la “società civile” virtuosa, integra e laboriosa. Era sufficiente stare dalla parte giusta, contro la degenerazione della politica, i suoi vizi“privati”, malaffare, consumo di soldi e donne, che sembrava che l’affrancamento, la salvezza potesse venire dalle condanne del pregiudicate, in quella conversione della questione democratica in questione morale per ridurla, infine, a una questione giudiziaria.
E poi c’era la crisi, la povertà abbatteva gli ultimi baluardi della dignità personale e collettiva, il ricatto della necessità abbassava le difese e il realismo cinico e ignorante degli aspiranti dittatorelli, quelli che erano cresciuti nel berlusconismo, dentro, proprio dentro, alle sue fortune e alle sue tv, prendeva il posto di utopie, visioni del futuro, nella convinzione indotta che non c’è alternativa, che è inevitabile l’accettazione di questa imitazione di civiltà, di progresso, di uno sviluppo che stava divorando se stesso, ma mai abbastanza, insieme a noi, all’ambiente, alla bellezza, ai beni comuni, alla cultura, e ai diritti e alla libertà.
Oggi qualcuno lamentava che lo storico incontro per parlare di leggi con un fuorilegge non avesse suscitato lo scandalo prevedibile, nemmeno in rete, diventata ormai l’unica piazza nella quale si scende con o senza i forconi. E d’altra parte ieri alla simulazione di un processo interamente amministrato dal giulivo reo confesso, erano presenti in tutto un’ottantina di spettatori, compresi gli 11 letargici accusatori, con la valigia pronta, non la sua, la loro in partenza per il fine settimana.
È che l’esercizio della delega, a chi sta più su, ai tecnici, ai nominati sia pure tenuti in dispregio, cui affidare destini come se fosse meglio andare alla rovina con gli occhi bendati, si è talmente esteso che probabilmente ormai si demanda anche la collera, si sottoscrive l’ira e lo sdegno con un clic, si condivide la riprovazione col “mi piace”, con la plausibile speranza che la partecipazione possa essere limitata a questo, all’espressione virtuale della disillusione, e che la politica diventi invisibile, si occupi di tirarci fuori dai flutti verso un lido desolato ma almeno asciutto, e noi a occuparci dei nostri affari, delle nostre vite nude, che sono l’unico bene che ci resta.
Eravamo uno Stato giovane, certo, ma avremmo dovuto essere usciti dallo stato di minorità, guadagnandoci l’età della ragione, l’età dell’autonomia, morale e civile.
Invece, appunto, sembriamo essere “senza prospettive di sorte migliore”, storditi da una soffocante mancanza di prospettive, in un dispersivo consumo di vita giorno per giorno senza “sostanza di cose sperate”. Il disincanto, il “disprezzo e l’intimo sentimento della vanità della vita”ci ha convinto ad essere “ragionevoli”, a scegliere sia pure temporaneamente il meno peggio, inconsapevoli che stiamo sottoscrivendo l’ennesimo patto con il diavolo, che ci toglierà le forze, l’anima, il coraggio di ribellarci e di ritrovare noi stessi, anche se sarà firmato nel sottosuolo, nelle fogne della politica dove sorci famelici si sono spartiti quel che restava della democrazia e della sovranità.
Ci resta solo la speranza sempre più fievole che qualcuno quel patto non lo firmi, che sappia almeno ridere di quella riunione di famiglia con il vecchio padrino, il picciotto, lo zio, naturale del premier e putativo dell’aspirante, di quelle ridicole parodie del diavolo, e scaraventarle nell’inferno vero.


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… e lo sapevo, e per questo non avevo attivato le notifiche per essere aggiornata sulle risposte che prevedevo e a cui approdo per caso.
Amen
Solo una brevissima considerazione: la cosiddetta chiamata al martirio che mi si attribuisce con tanta generosità non mi affascina certo al punto di voler leggere altro. Martire no, ma masochista ancor meno.
la moralità e la solidarietà fatta con il c..lo delle classi subalterne è stata praticata fin troppo a lungo, tanto da portarci all’attuale depressione per quel che so io … poi può esserci meschinità anche nei ceti popolari, ed è che comprensibile direi, ma lo è meno trovare meschinità anche pesante nelle classi dominanti/ dirigenti… non ci vengano a raccontare taluni intellettuali che le cassi politiche ad esempio con le pessime leggi maggioritarie sono espressione della maggioranza degli italiani quindi anche delle sempre più fiacche, e quindi manipolabili classi subalterne… non lo è stato negli ultimi 20 anni…
E’ indiscutibilmente la casse dirigente che da la direzione al Paese, e qui siamo arrivati con cotanta classe dirigente, ciò e inconfutabile direi…
Cerchino di restituire taluni intellettuali la solidarietà ed il benessere che i loro connazionali hanno offerto loro, altro che restituire prediche moralistiche, per quelle in italia non manca i preti ad esempio, ci sono sempre stati…
Stranamente la pessima classe dirigente italiana quando le cose vanno bene è sempre pronta ad attribuirsene i meriti pressoché esclusivi, pretendendone i relativi premi… quando le cose vanno male, sono pronti a dispensare prediche moralistiche a tutto il popolo…
Gli Italiani hanno una classe dirigente “alla Schettino” si può dire… ed io personalmente l’ho potuta vedere abbastanza bene detta classe dirigente e politicante… ed ho un termine di paragone di un’altra nazione europea che conosco abbastanza come forma mentis, differente da quella italiana, sicuramente.
Ho già espresso in altri commenti verso una classe dirigente e politicante in senso lato , italiana del tutto fallimentare, che ora , ci viene magari a proporre dopo aver portato il Paese egoisticamente e meschinamente allo sfascio , ci propone pure delle prediche raffazzonate che sanno di moralismo… la moralità ci vuole certo, ci vuole in primis nella classe dirigente e politica del Paese… ma proprio lì sembra non essercene traccia , quando si intravvede da tempo quanto meno una cialtroneria,meschinità e superficialità neppure più allarmanti, ma piuttosto deprimenti !
E’ la depressione economica, una patologia sociale che parte dai vertici del sistema sociale, come spesso accade…e per curare detta patologia ho idea che non possa essere più di tanto utile il palliativo della moralità, men che meno quella moralità fatta con il c..lo delle classi subalterne!
di che tipo di solidarietà parla l’art. 2 della Costituzione se non quella fra connazionali ??
Ed in senso , la solidarietà non è quella di chi sta meglio verso chi sta peggio, non implica cioè uno spirito di correttezza e di “benevolenza” e di confronti della comunità nazionale in primis ??
Quindi benevolenza di offre solidarietà e correttezza di chi la riceve, che non deve approffittarsene… esistono queste cose in Italia ad esempio ?
Sono mai esistite per davvero dal fine della guerra mondiale ??
Cosa può pensare un’appartenente alla casse sociale subalterna quando dopo pessimi esempi delle comoda classe dirigente e politicante in senso lato ( si anche i comodi laureati bamboccioni…), che hanno portato il Paese allo sfascio ora si sentono sempre i medesimi appartenenti alla classe politicante e dirigente in senso lato a fare prediche moraliste ??
Chi ha introdotto le nefaste leggi maggioritarie e ne ha fatto ampia propaganda nel 1991-92 pressoché incontrastato da dal resto della casse politicante dirigente del Paese ??
Chi ??
Chi non è riuscito a dire per tempo (!!!) che l’ingresso nell’area Euro era l’ennesima riprova della meschinità della nostra classe politicante e dirigente che a chiacchere voleva farci diventare tutti più europei, essendo detta classe politicante dirigente italiana, in senso lato la più cialtrona e meschina d’Europa ??
A chi toccava denunciare la mistificazione politicante, che recitava : entrare nell’ area euro significa diventare più europei ??
Chi ha voluto fare credere alle classi subalterne una simile e comoda quanto meschina panzana ???
Chi è rimasto comodamente passivo a guardare perfettamente conscio della pesante falsità di simili affermazioni , se non taluni pseudo intellettuali della pessima classe dirigente italiana ??
Che servizio hanno reso a nostro paese questi intellettuali cialtroni, che magari ora vengono pure a fare i moralisti ??
Ma qual’è la morale degli intellettuali o pseudo tali , italioti se non la ipocrita doppia morale ??
Che tipo di (genuina ?) solidarietà hanno dimostrato detti intellettuali verso i propri connazionali che gli hanno garantito anche con la fiscalità generale detrazioni di tasse universitarie o borse di studio, aldilà di tardive e dire meschine ciance moralistiche ??
Ma che tipo di statura morale può avere un siffatto predicatore moralista ??
Dove pensa che vivano gli italiani…un siffatto moralista, poco coerente con se stesso, magari, a Dineyland ?
mah… dico io, e cosa dovrebbe fare un lavoratore anche pubblico, trovandosi davanti costantemente la miseria di una classe dirigente e politicante di livello infimo , abituata quest’ultima a rapportarsi alla società prevalentemente in termini clientelari o familisti e predatori e per nulla patriottici per difendersi, se non adottare laddove gli si possibile le stesse armi che vengono usate contro di lui ??
Francamente l’invito a martirio della sig.ra Serena Peterlin lo trovo ridicolo ed un po’ ipocrita all’armiamoci e partite…
Beato è quel Paese che non ha bisogno di eroi…evidentemente l’Italia non è un Paese beato…
Da considerare poi … l’Italia è l’unico Paese nel quale una questione meridionale è stata così mal gestita e pessimamente e mediocremente oltre che familisticamente strumentalizzata spesso a detrimento del Paese-Nazione… l’Italia è l’unico Paese dove gran parte degli imprenditori organizzano la propria azienda in termini familistici, tendono a sfruttare i lavoratori, dichiarano redditi di azienda inferiori a redditi da lavoro dei propri dipendenti gestiscono aziende sotto capitalizzate, dimostrando con ciò dia non credere o impegnarsi troppo nella propria attività di impresa ??
Per non oarlare del femminismo ciatrone che dialga in italia , nei mass media differetemente dal resto d’Europa da quel che mi risulta, e che è andato a sostituire l’a volte, l’ipocrita chiagnisteo meridionale …
Alla luce di ciò non suona un po’ ridicola la chiamata al martirio della sig.ra Peterlin ?
Chi da la direzione al Paese se non la sua classe dirigente ??
Perché mai le classi subalterne dovrebbero avere spirito di sacrificio nei confronti di una delle peggiori classi dirigenti e politicanti d’Europa del Paese da esse gestito nel odo più meschino e predatorio… che dovrebbe essere un lavoratore così squilibrato ??
Si , i primi a non avere genuinamente senso della Patria-Nazione sono quelli delle classi dirigenti e politicanti , da sempre come dice Leoprardi…
eppoi ?
la questione meridionale che artificiosamente si è protratta fino ai giorni nostri per creare clientelismi ed uno Stato-Repubblica burocratico e Leviatano un po’ alla banalità del male , fatto anche se non soprattutto da persone meschine ed iper individuliste senza il minimo senso della Patri-Nazione a cominciare si potrebbe dire dai suoi vertici caratterizzati anche essi da una matrice predatoria o mechinamente burocratica , nella ogica del mantenimento della poltrona del potere prima di tutto si potrebbe dire…
E se la logica dello Stato-Repubblica è prevalentemente quella o lo è sempre stata…chi ci può salvare ??
Che senso ha fare appelli al senso di cittadinanza, se non si ha alcuna concezione di Patria-Nazione, differentemente da altri stati europei, ad esempio ??
Che senso ha, se in Italia la Patria-Nazione se in effetti esiste solo unna classe dirigente e politicante di pessima fattura e di istinto predatorio finanche nello Stato, direi ?
Qual’è lo Stato che abbiamo ereditato, nel dopo guerra, se non quello della burocrazia fascista ??
E’ impossibile sfuggire all’amarezza del confronto con Leopardi che, ben prima dell’unità scriveva sorretto dal un’idea di Italia e di patria in cui oggi non potremmo riconoscerci nemmeno, forse vorremmo.
Nazione, nazionalismo, orgoglio nazionale, nazionalità: oggi potremmo tranquillamente archiviare parole e categorie probabilmente superate dal punto di vista storico. Il problema, probabilmente, è che quelle parole e categorie sono sempre state usate anche (non solo) come grimaldelli attraverso cui ottenere certamente consensi, adesioni, obbedienza, ma anche (più raramente) voglia di costruzione, di crescita e di riscatto.
Decadute, o accantonate, quelle cosa vi è stato sostituito? Abbiamo comunque un vuoto che nel male di molti e nel profitto di pochi ci riempie di sgomento, di insicurezza e, ancora una volta, di voglia di sottomissione accomodante.
Chi protesta è spesso solo o quasi, chi argomenta dissenso disturba il sonno della ragione, chi si oppone è considerato velleitario.
Non per fare il solito discorso, ma l’ipnosi indotta dal diffuso pensiero unico (ma lo chiamerei non-pensiero ipnotico) ha profondamente modificato quasi tutti e radicalmente mutato i giovani.
Che fare? I grandi e il loro grande pensiero ci trasmettono luce, ma sappiamo quanto poco fossero, a loro volta, ascoltati.
Orgogliosi, dunque, di abitare un nido d’aquila? No, non è possibile. Siamo nelle cose, ci lasciamo impolverare e imbrattare, resistiamo. Scarpe rotte, diceva la canzone, eppure andiamo.
Il tuo impegno, l’impegno del Blog è una passione di cui non possiamo fare a meno, che speriamo diventi contagioso.
Certo cliccare il solito mi piace è davvero troppo poco a fronte del vostro lavoro; ma è un segnale. Grazie.
L’incontro tra i due : una discesa verso il basso, ma forse la storia, questa volta, si scrive da sola.
Probabilmente il sindaco ci risponderebbe “io lavoro con chi ci sta, gli altri non hanno fatto nulla, io invece faccio, risolvo, programmo cose e scadenze: che male c’è? mi hanno votato apposta in due milioni”
Beh in una società come la nostra in cui perfino cgil e fiom si scontrano non so quanto senso abbia immaginare una opposizione al pregiudicato-codannato-affidato ecc ecc.
Ma se le scarpe sono rotte noi dobbiamo andare ugualmente; anche se fossimo in pochi non possiamo, anche noi, immaginare di rinnegare parole come quelle scritte sui muri di via Tasso e il tanto soffrire e penare subiti da donne e uomini per questa repubblica tradita e traditrice. Andiamo allora.
Se l’Italia non ha uno spirito nazionale, allora ci sarà qualche altra nazione auto consapevole dei suoi punti di forza, che indicherà qual’è il comportamento da tenere allo Stato di burocrati italiani.
E così è dalla fine della guerra mondiale più o meno , sicuramente lo è dal 1992…
E poi dai sinistrati….abbasso la Nazione… nevvero ?
“Eravamo uno Stato giovane, certo, ma avremmo dovuto essere usciti dallo stato di minorità, guadagnandoci l’età della ragione, l’età dell’autonomia, morale e civile.
Invece, appunto, sembriamo essere “senza prospettive di sorte migliore”, storditi da una soffocante mancanza di prospettive, in un dispersivo consumo di vita giorno per giorno senza “sostanza di cose sperate”. Il disincanto, il “disprezzo e l’intimo sentimento della vanità della vita”ci ha convinto ad essere “ragionevoli”, a scegliere sia pure temporaneamente il meno peggio, inconsapevoli che stiamo sottoscrivendo l’ennesimo patto con il diavolo, che ci toglierà le forze, l’anima, il coraggio di ribellarci e di ritrovare noi stessi, anche se sarà firmato nel sottosuolo, nelle fogne della politica dove sorci famelici si sono spartiti quel che restava della democrazia e della sovranità.”
Si, si, l’Italia è uno Stato, magari Leviatano e burocratico…mah… l’Italia non è mai stata una Nazione…forse era Cavour che diceva ” abbiamo fatto l’Italia ( come Stato…) , ed ora dobbiamo fare gli Italiani ( come Nazione…) l’Italia non è mai stata una nazione differentemente da Francia, Germania e Giappone ad esempio… non c’è il senso della Nazione, e a distruggere qualsiasi forma di nazionalismo-patriottismo ha contribuito una sinistra fra le più cialtrone d’Europa, che ha fatto politiche contro il Popolo e la Nazione anche dei loro elettori .. è così, tanta chicchera sinistrata ha portato all’assoluto nichlismo che ha favorito l’ascesa del governo dei più forti…contro i più deboli generalmente.
Mah….questa è l’Italia degli ultimi 30 anni almeno.
E questo e l’indirizzo dato all’Italia dalla sua pessima classe dirigente e politica, come dice anche Leopardi nella citazione qui sopra !!