Finalmente abbiamo il governo di emergenza che l’opposizione predicava da un anno. Si, le facce apparentemente sono le stesse, ma in realtà sono delle maschere: Silvio Berlusconi è Jean Claude Trichet, mentre Giulio Tremonti è Angela Merkel, forse con grande rammarico dell’onorevole Milanese.

L’Italia sarà aiutata a non soffocare nel suo debito e nella corrotta inettitudine nella quale si è fatta trascinare solo se farà le riforme. Riforme costituzionali all’insegna del monetarismo neoliberista che in mancanza di un reale nuovo patto sociale, in mancanza di politica si tradurranno in una macelleria teleguidata. Per questo mi correggo : il premier e il ministro, assieme a buona parte dei parlamentari non sono maschere, perché sarebbe davvero troppo onore, vista la simbologia profonda del nascondimento, sono semplicemente dei bravi destinati a non toccare né capitali, né rendite, né evasione, né corruzione, ma a caricare sui ceti deboli il carico enorme dei sacrifici che verranno richiesti.

Non è la sconfitta annunciata di Berlusconi, del suo governo ad personam, ad aziendam e ad banditos, è anche la sconfitta di un’intero Paese che ha creduto  nel più becero illusionismo, che ha avuto paura di cambiare fidandosi di una politica immobile e fondata sugli espedienti. E’ anche la sconfitta delle opposizioni che non hanno saputo prospettare un’ Italia diversa, ma si sono limitati a scrivere delle note a margine. E anche la sconfitta di chi non ha saputo tradurre la propria rabbia in collera vera e in azione e ideazione politica.

Adesso siamo diventato uno di quei Paesi comandati e spesso rovinati dall’Fmi e dalle sue formule monetarie, in preda alle agenzie di rating e dai vlasti locali che speculano e si arricchiscono sul cosiddetto risanamento. Come del resto si evince dall’accenno del “bravo” Tremonti su una ben strana riforma costituzionale: che tutto ciò che non è esplicitamente vietato è permesso. Un’ovvietà talmente palese che soltanto enunciarla prelude a una moria di espliciti divieti. Saranno invece sempre più vietati scioperi, vita sindacale, diritti del lavoro: se no come si risana?

Le opposizioni collaboreranno, altrimenti non sarebbero abbastanza brave pure loro: hanno il governo di emergenza e nemmeno si debbono sputtanare in proprio, possono dedicarsi a smacchiare giaguari. E l’Europa che lo vuole, di fatto commissariata dagli Usa che pure lo vogliono. E del resto lo vogliono le banche, lo esige il denaro fasullo che circola a tonnellate.  Mica possiamo essere dignitosi come l’Islanda che si è opposta alle rapine internazionali: siamo troppo grandi per fallire e troppo “piccoli” per dire di no. Non ci resta che sperare in una sonora sconfitta del centro destra alle prossime elezioni. Quelle tedesche ovviamente.