All’ultimo momento Berlusconi e Tremonti hannoo deciso di convocare una conferenza stampa per rassicurare dopo un’altra giornata di passione soprattutto per i titoli pubblici. All’ultimissimo momento l’hanno spostata di mezz’ora perché evidentemente non erano poi del tutto d’accordo su cosa dire.

La borsa è un orologio rotto, andiamo meglio degli altri e altre amenità del genere, oppure magari l’annuncio di un anticipo della manovra già a quest’anno, anche se ormai quei 48 miliardi hanno preso il volo per i maggiori interessi che si dovranno pagare per sostenere il debito pubblico.

Qualunque cosa diranno, sensata o meno, risibile o meno è la prosecuzione di un errore: perché se Berlusconi dice cose diverse da quelle dell’altro giorno in Parlamento, ammette  di non aver capito nulla della crisi o di aver fatto finta di non aver capito e di essere un leader inaffidabile e logorato a capo di un governo di servi sconclusionati, guadagnati grazie alla corruttela che imperversa nel Paese.  Se invece dice più o meno le stesse cose e la conferenza stampa si tiene solo per ribadire l’esistenza di un governo che non c’è, l’impressione sarà identica: quella di un leader logorato e inaffidabile, attento solo alla presenza mediatica.

Se infine cercheranno di Parla di Europa e di appoggiarsi ad essa ammetteranno implicitamente che il Paese da solo e mal accompagnato da loro non ce la può fare.

I cosiddetti mercati non si fanno prendere per il naso come milioni di italiani: la situazione del Paese è drammatica, chi parlerà stasera lo ha negato e nascosto per tre anni, chi tenterà di discolparsi ha ideato una manovra a scoppio ritardato a soli fini elettorali. Due bugiardi non fanno una verità e proprio quei due sono ormai un danno permanente all’economia oltre che alla dignità.