C’è una cosa che non finirà mai di stupire: è l’intelligenza, la competenza e il rigore dei nostri ministri. E tra gli altri della biondina spilungona, proto miss del berlusconismo che risponde al nome di Prestigiacomo, la quale per sconfiggere le ecomafie dei rifiuti ha fatto loro un regalo coi fiocchi.

E’ l’ennesima storia italiana di inettitudine e di opacità che colpisce al cuore quel programma di modernizzazione della pubblica amministrazione tanto citata quanto inattuata e che lascia spazi quanto mai vasti agli operatori disonesti. E a noi, a quelli che assistono a queste cose viene lasciato un vasto dubbio se certe cialtronerie siano spontanee, frutto di quelle cose fatte in “famiglia” con relative incompetenze o se siano volute per rendere i controlli meno stringenti.

Comunque sia nel 2009 la biondina presenta il Sistema Informatico di Tracciabilità dei Rifiuti, Sistri per gli amici, un sistema informatico per tracciare i rifiuti speciali e/o pericolosi. Si sa che lo smaltimento clandestino di questi scampoli industriali e sanitari, è un grosso affare per le ecomafie che dal nord le portano al sud dove controllano il territorio e relative discariche. Dunque la tracciabilità è essenziale per combattere l’infame commercio.

Così, senza che se ne sia saputo nulla al di fuori degli operatori del settore, viene messo in piedi un sistema che funziona attraverso chiavette usb, normali computer e scatole nere collegate con sim telefoniche  sui mezzi di trasporto per controllare tutta la filiera dalla fonte, ovvero le aziende fino alla destinazione. Un sistema probabilmente poco sicuro di per sé e comunque tecnicamente banale.

Ma dal dicembre 2009 quando il tutto è stato lanciato gli intoppi si sono susseguiti a ritmo impressionante, fino ad arrivare al flop dell’ 11 maggio scorso: avrebbe dovuto essere la prova generale del sistema Sistri, ma il  30% dei collegamenti non è andato a buon fine. E questo a fronte di spese notevoli da parte delle aziende di smaltimento per accedere al sistema e anche a multe salate, comminabili anche in caso di malfunzionamento. La via crucis è stata seguita passo passo dalla sociologa ambientale Anna Simone, sulla sua pagina Ecospiragli.

Di fronte a questo disastro che tuttavia la Prestigiacomo ha definito, con sprezzo supremo della realtà,  un successo e di fronte anche alle proteste che sono arrivate da tutte le parti, si è deciso di rimandare tutto al 1° settembre, cominciando dapprima con le aziende più grandi e scendendo gradualmente verso le più piccole.

Il problema però è come sia possibile che un sistema così semplice e tecnicamente scontato sia ancora in alto mare dopo un anno e mezzo. Ed è un problema cruciale, perché anche una piccola percentuale di malfunzionamenti sarebbe come un portone aperto per le ecomafie: tutti i sistemi di tracciabilità inefficienti favoriscono le operazioni scorrette o clandestine che paradossalmente vengono “protette” da un falso senso di sicurezza.

Così ancora una volta si deve essere contenti di trovarsi di fronte “solo” a superficialità e incompetenza.