“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.” Così recita l’articolo 2 della Costituzione e magari non è che sia stato sempre concretizzato. Ma il rifiuto esplicito di un parlamentare o di un ministro o di un primo ministro a dare attuazione a uno degli articoli fondamentali della Carta sulla quale ha giurato, come si potrebbe configurare?

Non sono un giurista, ma penso che se in un caso evidente, circoscritto, sul quale è difficile menare il can per l’aia, viene esplicitamente meno la solidarietà e dunque la fedeltà costituzionale  e per giunta in circostanze nelle quali si può intravedere un delitto contro l’incolumità pubblica, bè credo che gli spergiuri dovrebbero immediatamente decadere dalle loro cariche.

Ora il rifiuto di Bossi e dei deputati leghisti di mettere mano alla situazione di  Napoli dove ormai  è evocato il pericolo di epidemie, non può che essere visto sotto questa luce e forse sotto quella dell’articolo 422 del codice penale. E del resto se Caldoro è indagato per non aver aperto le discariche della  Campania non si vede perché non dovrebbe esserlo anche chi nega l’apertura delle medesime strutture anche in altre regioni.  Non c’è alcuna differenza essenziale anche se il no della Lega non è direttamente amministrativo, ma si riverbera su questo livello. Credo che quando finalmente morirà questa legislatura non si potrà dimenticare tutto questo, come se niente fosse.

Ma credo che esista un altro codice, non scritto, un codice di civiltà che qualcuno ci ha fatto smarrire e che avrebbe dovuto impedire a una suburra politica come quella leghista, di diventare decisiva per le sorti di un qualsiasi governo. Invece la corruttela e la nullità politica del berlusconismo ha fatto di un pugno di cialtroni avidi e arrivisti, border line sui diritti e rifugio del fascismo strapaesano, il perno ideologico e politico dell’Italia per una decina di anni. Con i risultati che vediamo, con l’inedita situazione di un partito che attenta persino alla salute pubblica.

Sono così idioti da non riuscire nemmeno a pensare che un’eventuale infezione possa diffondersi dovunque. O forse non ne hanno paura: sono già loro il colera del Paese.