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I Competenti: la corte del Re Taumaturgo

Anna Lombroso per il Simplicissimus

Muoiono solo i vecchi. Macchè, colpisce in maniera più virulenta i giovani. Non chiudiamo le scuole. Le scuole vanno chiuse. I mezzi di trasporto pubblici sono i peggiori focolai. Si può viaggiare tranquillamente, basta osservare il distanziamento. Prevenire i contagi è possibile, con la mascherina. Le mascherine non solo non servono, fanno male. Il virus ha origine animale. No, è evaso da un laboratorio dove i cinesi si attrezzano per diventare padroni del mondo. Non crederete mica che i cinesi abbiano battuto il Covid, è gente che mangia i topi vivi.  Col vaccino siete salvi. Il vaccino non immunizza. Il vaccino non è un vaccino. Gente che ha fatto il vaccino è risultata positiva. Già appena fatto il vaccino mi sentivo più forte.

Non poteva non accadere che in questa età della paura  e dell’incertezza dal cilindro dei grandi prestigiatori non saltasse fuori la granitica e incrollabile determinazione di un Competente cui dare fiducia cieca.

Ma non bastava più un semplice tecnico, un rigoroso amministratore di condominio,  uno scrupoloso ragioniere e curatore fallimentare, ormai serviva un Re Taumaturgo.

Ed eccolo servito, con un certo anticipo sulle previsioni, segno che i tempi per piegare definitivamente il popolo alle esigenze della post democrazia erano stretti, anche se i gestori della baracca si erano assoggettati, in cambio di una mancia condizionata da restituire maggiorata  degli interessi del racket, ai voleri dell’entità sovranazionale, alle imposizioni del padronato, agli appetiti delle multinazionali impegnate a distruggere definitivamente la concorrenza leale di imprese locali che potrebbero sottrarsi alle desiderabili concentrazioni.

Adesso urgeva ricorre ai servizi di qualcuno che esercita un forte ascendente e manifesta esplicitamente una volontà di dominio, costruita sapientemente a tavolino dai  suoi mandanti in modo da attribuirgli una inviolabile autorità e potenza di fuoco.

Tanto è vero che la sua azione negoziale nel corso delle trattative lo colloca in uno  di quei quadri che ritraggono l’imperatore enigmatico e sfingeo, assiso sul trono che accoglie nemmeno troppo benevolmente principi, feudatari e vassalli con i loro doni a dimostrazione di obbedienza, senza aver bisogno di metterli a parte dei suoi  propositi dei guerre e crociate che ha in animo di dichiarare.

E infatti a che servirebbe esibire lo scacchiere della sua strategia,  srotolare la cartina della sua tattica, quando ha già parlato e agito per anni in preparazione delle sue campagne e quando piegarsi a rivelare i suoi propositi alla plebe costituirebbe una prova di debolezza.

L’esigenza dell’alto profilo esige quindi non un praticone, meno che mai un intenditore o un esperto o un tecnico, abile, preparato, provetto, come consiglierebbe il dizionario dei sinonimi, ma un Competente che tiri i fili e i cordoni della borsa di una cerchia di specializzati, che ne so un bancario alle Finanze, un insegnante alla Scuola, un medico alla Salute, un costruttore allo Sviluppo, un tranviere ai trasporti e un ortolano all’Ambiente, dichiaratamente estranei alle modalità e alle istanze della politica che ha mostrato i suoi limiti e la sua inadeguatezza.

Si è esasperata la tendenza già presente in un modo popolato da rischi, la tentazione cioè di concedere una delega in bianco a una minoranza che si è già riservata la detenzione esclusiva dei mezzi di possesso e produzione cognitiva e informativa: manager, economisti, scienziati, magistrati.

E poco importa che abbiano contribuito a determinare certi rischi, da quelli climatici a quelli sociali, a quelli finanziari, che siamo tutti  obbligati a contribuire per ripararli, che sia stato dimostrato che c’è una grande differenza tra quello che sono chiamati a fare e quello che vogliono e sanno fare, adesso vengono incaricati di prodigarsi con la capacità e la competenza delle quali hanno creato ad arte il Bisogno, riproducendosi e autolegittimandosi come indispensabili e insostituibili alla soluzione dei problemi che hanno collaborato a produrre, siano effetti di una epidemia resa incontrastabile dalla demolizione del sistema sanitario, di una ricerca impotente a curare per essersi venduta a interessi speculativi, di una perdita di competenze e poteri di uno Stato retrocesso a ente assistenziale die ricchi e esattore die poveracci, di una democrazia ridotta a quinta teatrale per la commedia della sopraffazione e dello sfruttamento.

Non è un fenomeno nuovo, tanto per fare un esempio calzante, Illich e Maccacaro e Chomsky hanno da anni e anni denunciato la possibilità che si producano patologie e contagi per rispondere a “bisogni” medici/speculativi  artificiali e che vengano nutrite malattie causate da medicinali e cure, in modo da moltiplicare i profitti dei farmaci prodotti per contrastarle.

Così mentre si richiama di continuo l’obbligo di dare fiducia agli esperti della scienza, siamo invitati con una ferma persuasione “morale” a affidarci ai responsabili di scelte economiche e sociali rovinose, così da consegnarci a chi le ha decise in nome della sua impareggiabile “conoscenza” dei problemi, della ormai proverbiale mancanza di valide alternative e della accertata indole naturale a dare il colpo di grazia a soggetti fragili e improduttivi.

Pare che così si sia superata anche quella fase storica contrassegnata dalla crisi di legittimazione, quel fenomeno che si manifestava quando una società diventa così complessa e quindi così vulnerabile che il potere politico sociale e economico non è più in gradi di assicurare a se stesso la sopravvivenza, il consenso e l’obbedienza dei cittadini.

Adesso il susseguirsi di emergenze non richiede il voto, l’espressione della partecipazione, l’appoggio delle rappresentanze, preferendo la scorciatoia incarnata da autorità eccezionali e da figure commissariali. E la perentorietà di questo bisogno di dominio e della sua fatalità fa strage della ricerca delle cause, dell’analisi della realtà confinate negli spazi del complottismo di pochi fanatici avanzi della teoria della cospirazione, come se si potessero chiamare in altro modo i crimini scientemente commessi ai danni della Grecia,   la coazione all’acquisto di titoli e fondi tossici da parte di enti e comuni italiani, la svendita di industrie e dei beni comuni di nazioni condannate alla rovina per aver sperperato.

Dopo anni nei quali ci hanno convinti di vivere nel migliore dei mondi possibili, garantito dai fasti del progresso, adesso che ci viene rivelato che le conquiste della medicina sono annullate dalla condizione degli ospedali, qui come nei paesi depredati dal colonialismo, che i nostri investimenti in finanza creativa che doveva assicurarci la realizzazione di ogni consumo e desiderio ci ha ridotti a marionette spezzate come il Giocatore di Dostoevskij, che alla potenza virtuale dell’accesso alle informazioni e alla tecnologia fa riscontro l’impotenza concreta dell’emarginazione dal processo decisionale, ricorriamo agli autori della grande menzogna per essere riportati alla cruda verità. (continua)


Fauci ammette di mentire, mentre si apre il balletto delle varianti

Dio com’è noioso e prevedibile questo sistema di governance: non si fa a tempo a presagire una cosa che essa puntualmente si realizza. In questo post di tre giorni fa avevo ipotizzato  che dopo la variante inglese del coronavirus ne sarebbero saltate fuori altre perché tanto i vaccini sono stati comunque già venduti e verranno in qualche modo imposti alle popolazioni, ma la proliferazione dei virus permette di tenere in piedi la narrazione pandemica fino a che non si saranno raggiunti i risultati di ingegneria sociale e politica immaginati nel grande reset. E infatti ecco la variante sudafricana, ma io non sono un indovino è che la logica di questi eventi è talmente scoperta che basta solo togliersi la benda dagli occhi per vedere chiaro e capire che maggiore è la capacità di ottenere obbedienza e sottomissione grazie alla paura, più forti si faranno gli attacchi alle libertà costituzionali compresa quella di cura e di intervento obbligatorio. Ora del resto abbiamo la prova che le tesi “scientifiche” espresse dagli sciamani della pandemia cambiano a seconda della disponibilità delle opinioni pubbliche ad accettare tutto questo. Sul New York Times il gran sacerdote del covid, Anthony Fauci  ha sostanzialmente ammesso di aver mentito sull’immunità di gregge per spingere più persone a prendere il vaccino . All’inizio della pandemia, Fauci ha ripetutamente affermato che era necessario vaccinare il  ” 60-70% ” delle persone per ottenere l’immunità di gregge. A partire da circa un mese fa, tuttavia, la stima di Fauci è aumentata al “70, 75 percento” e più recentemente, a Cnbc ( una rete di notizie economiche)  al “75, 80 per cento e oltre” sulla sola scorta dei sondaggi.

In un’intervista telefonica il giorno successivo all’articolo, Fauci ha riconosciuto che settimane fa aveva esitato ad aumentare la sia stima perché molti americani sembravano titubanti sui vaccini: “Quando i sondaggi dicevano che solo circa la metà di tutti gli americani avrebbe preso un vaccino, stavo dicendo che l’immunità di gregge avrebbe richiesto il 70-75 percento. Poi, quando i sondaggi più recenti hanno detto che il 60 percento o più l’avrebbe preso, ho pensato, “Posso spingerlo un po ‘in alto,” quindi sono andato a 80, 85.” Ora lascio a voi giudicare che cavolo di scienza sia questa che viene immessa in un cortocircuito dove cambia i suoi pareri a seconda dei sondaggi che a loro volta dipendono dalle campagne mediatiche sostenute dai pochi centri di potere che detengono il quasi monopolio dell’informazione, secondo un tipico circolo vizioso. Sta di fatto che – come ognuno può leggere sui manuali universitari –  fino a ieri si riteneva che per ottenere l’immunità di gregge per malattie di tipo influenzale , comunque molto contagiose, era sufficiente una vaccinazione  del 40% della popolazione. Adesso si è cambiato idea, vaccinazione fino al 90 per cento ( forse perché si dà per scontata la scarsissima efficacia di questi vaccini) e poi rivaccinazione perché disgraziatamente il virus è mutato e poi ancora segregazioni e via andare perché in tutto questo non c’un grammo di scienza e di gestione sanitaria, ma solo una direzione politico economica nelle quali si sono buttate le potenti lobby del sistema neo liberista per salvare se stesse.

Ancora alcuni anni fa la confessione di Fauci di aver adattato le sue tesi ai sondaggi  a loro volta determinati dalla pressione dei media avrebbe fatto scandalo, ma adesso è passata sotto silenzio, come se tutto questo fosse normale, come se dire bugie facendole passare per scienza fosse qualcosa di accettabile. Anche perché non è possibile sapere quando mentono questi signori scienziati dei miei stivali, attaccati alle mamelle di Gates e di Big Pharma; mentivano prima o mentono ora? O hanno sempre sfacciatamente mentito? La risposta a questa domanda la lascio a Fauci stesso che alla fine dell’ intervista telefonica ha concluso: “Dobbiamo avere un po ‘di umiltà qui, non sappiamo davvero quale sia il numero reale” intendendo la percentuale di vaccinati che serve per ottener l’immunità di gregge. Ma forse questi signori, grazie al potere che hanno dentro le strutture sanitarie e dentro lo stesso Oms, hanno interamente manipolato il virus imponendo persino un diverso protocollo per le dichiarazione di morte al fine di poter ottenere un numero di decessi per Covid assolutamente fuori da ogni correttezza sanitario – scientifica. Così mentre un sempre maggior numero di ricercatori invita alla prudenza sui vaccini questi avanzi di laboratorio fanno impunemente i loro affari.


Il golpe liquido

unnamed (1)Tutti sono d’accordo nell’avvertire gli enormi cambiamenti intervenuti negli ultimi decenni nella vita delle persone, nella politica, nelle istituzioni, nell’informazione, nella stessa vita di relazione, eppure questa consapevolezza sembra rimanere in una sorta di stadio larvale nel quale si fa molta fatica a riconoscere che le dinamiche tipiche degli eventi possono essere molto diverse da quelle storiche. E che un golpe non ha più alcun bisogno di truppe e di carri armati, né di pronunciamenti o di forestali, né di colonnelli e nemmeno di dittatori in pectore o di partiti di massa, può essere liquido come lo sono  del resto lo sono le nuove forme di fascismo: un golpe ha bisogno di giornali, di televisioni, di influencer e di tecnocrati e intellettuali disposti a stare al gioco e ha necessità di trovare un ambiente passivo sia dal punto di vista cognitivo che emozionale. Oggi un colpo di stato può anche non essere visibile e passare inosservato: di fatto noi stiamo vivendo una specie di golpe sanitario, nato nel cuore dell’impero per questioni che riguardano elite di comando contrapposte, ma subito trasferitosi in periferia, dove peraltro le dinamiche politiche sono in qualche modo comparabili, anche se su mappe sociali diverse. Una sindrome influenzale è stata mediaticamente trasformata in peste da alcune centrali di potere e ha reso possibile una  sorta di stato di eccezione permanente dove non più possibile la vita di relazione, la libertà sindacale e quella di associazione politica: da oggi in poi qualsiasi malanno stagionale di cui in passato non si teneva alcun conto può essere pretesto per fermare tutto e spazzare le sacche di resistenza che vengono da milioni di piccole attività e piccole imprese che sono il nerbo dell’economia, ma che verranno sostituite dai grandi gruppi globalisti. E in effetti l’intenzione di prolungare l’emergenza fino al 31 dicembre di quest’anno con addirittura  una clausola che permette di estenderlo addirittura a tutto il 2021,  è chiaramente  un passo su questa strada.

In questi mesi si è mentito per la gola attribuendo qualsiasi decesso al Covid, ultimamente persino la scomparsa del campione italiano di poker deceduto per leucemia, un sigillo vergognoso per un’ informazione che utilizza le tragedie personali per questi sciacallaggi pandemici, per non parlare dei medici che per evitare grane o per partecipare al grande banchetto epidemico di soldi e carriere, avallano queste manipolazioni. E tuttavia non è la gravità fasulla ( non vendibile per sempre)  a costituire il potenziale golpista che si carica attorno al virus, anzi paradossalmente è proprio la scarsa letalità del Covid, assimilabile a una delle tante infezioni opportunistiche che di solito determinano il collasso di organismi gravemente malati o indeboliti, ad essere la chiave di volta della questione: permette infatti di poter riproporre a volontà, segregazioni, chiusure, interruzione delle scuole di ogni ordine e grado, divieto di riunione e di azione politica a fronte di qualsiasi evento sanitario,  anche circoscritto o stagionale compresa l’influenza che del resto nel 2015 ha fatto quasi il doppio dei morti di Covid e i due terzi se teniamo conto dell’abnorme ascrizione al coronavirus di decessi se non imminenti ormai attesi, come dice un documento del ministero della sanità tedesca tenuto segreto, ma venuto alla luce grazie a un funzionario che lo ha diffuso.

In termini politicanti la mossa di Conte e del suo ensemble ha il chiaro significato, non solo di portare irresistibilmente al Mes e quindi alla grecizzazione dell’Italia, ma anche di prolungare la propria sopravvivenza grazie allo stato emergenziale – il Covid per lui è vita – ma a un prezzo altissimo per il Paese: rimanere ancora nell’incertezza che il coprifuoco possa tornare in qualsiasi momento senza alcuna ragione, magari attraverso il banditismo acefalo di governatori con le mani in pasta negli affari sanitari,  significa buttare all’inferno milioni di piccole attività che non possono più reggere a questa incertezza per il futuro. E allora altro che il 13 per cento di pil in meno. Ecco perché l’intenzione di prolungare un’emergenza sanitaria che non esiste e con le terapie intensive vuote (anche se adesso sappiamo che non avrebbero mai dovuto riempirsi) risponde più a criteri di definitivo sfascio istituzionale che a necessità reali. E’ il Paese la vera vittima del Covid.


Condannati alla menzogna

7b093155caab301d46221d7b25bf402bMi piacerebbe dire come Pasolini “io so”, io so in nomi dei responsabili  di quella che viene chiamata pandemia, io so i nomi dei vertici che l’hanno manovrata e che l’hanno utilizzata  come golpe sanitario a protezione del potere. E tuttavia non posso portare le prove e nemmeno sono Pasolini, ma ugualmente so: è scritto là nelle cifre che nessuno vuole vedere come se fossero l’incubo della cattiva coscienza, è scritto nel tentativo di trasformare il denaro in scienza e la scienza in denaro, è scritta nei visi dei farabutti che ci stanno rapinando “per il nostro bene”,  risuona nelle parole imbarazzate dei chierici che devono tenere in piedi un gioco che sta distruggendo il Paese. Ma si intuisce anche che la tentazione della verità fa capolino anche tra i peggiori affaristi delle mascherine e dei vaccini obbligatori, ma essa non può essere più pronunciata perché è troppo compromettente e farebbe saltare tutto il meccanismo per cui è stata messa in piedi che  nello specifico italiano è indurre un suicidio alla greca, attraverso una crisi economica senza precedenti e soldi a prestito attraverso il Mes. Dai retroscena dell’Europa, mai messi in luce così tanta chiarezza  escono questi personaggi che negano qualunque forma di solidarietà persino formale e dicono come Mark Rutte che l’Italia  non può ricevere aiuti ma solo prestiti da rimborsare. Se lo dice il rappresentante di un Paese che vive di fumo, funghetti magici e campa di differenziale fiscale, allora dobbiamo proprio crederci, perché Mark Rutte è un uomo d’onore.

Così nonostante il virus ormai sia debolissimo da debole che è sempre stato, facendosi forte solo degli errori sanitari compiuti,  ci ritroviamo con uscieri da discoteca come Zaia,  cui dare della capra sarebbe un complimento visto che nemmeno fa il latte, il quale infierisce sul futuro degli ingenui che l’hanno votato ribadendo le misure e anzi inasprendole così come fanno i  bugiardi quando le loro balle non trovano più un saldo appoggio, basandosi su dati senza alcuna credibilità o coerenza, tamponi straparlando di positività e di altre amene cose che egli tratta come si si trattasse di invitare una qualche starlette del grande fratello in un  locale. Anche se non ci credete più dovete ubbidire, altrimenti sarete trattati come pazzi, subirete il Tso, una roba che davvero meriterebbe il manicomio e comunque  l’immediata destituzione dalla carica per evidente per attentato alla Costituzione. Ma visto che chi dovrebbe prendere in mano la situazione è altrettanto inadeguato, può dire e fare ciò che vuole. Del resto la posta è alta: se invece di attivare meccanismi di auto finanziamento si ricorre  ai prestiti il milieu politico con i suoi comitati di affari  si troverà con un Paese distrutto, ma con il denaro per operazioni clientelari che garantiranno loro la rielezione.  Ed è per questo che si procede persino alla riabilitazione dei vecchi bugiardi, ormai nuovi complici.

Dunque siamo condannati alla menzogna del Covid e dell’influenza trasformata allegoricamente in peste, nessuno verrà a strappare il sipario e a mostrare l’allestimento mediatico e i deus ex machina pronti a entrare in scena per confondere e proporre soluzioni sempre diverse che lascino nello sconcerto e nella confusione:  siamo noi che dobbiamo curare la verità e sollevarla dal letto di dolore in cui è caduta e non da ora, ma progressivamente, prima prostrata da disturbi temporanei, poi sempre più debilitata dalla guerre e dalle sanzioni, dalle varie fobie a cui ci ha portato la dipendenza dall’egemonia neoliberista che va in groppa alla subcultura americana delle sciocchezze, della violenza e della stupidità omologata. Certo se da oltre trent’anni viviamo di illusioni infantili e di rosari mediatici, mai intaccati da un barlume di intelligenza e di consapevolezza, sarà difficile strappare il velo che abbiamo sugli occhi piuttosto che sulla bocca. Non esiste più come al tempo di Pasolini un Paese pulito dentro un Paese sporco,  e se anche esistesse, se fosse sopravvissuto, esso è completamente impotente, senza rappresentanza, senza potere perché quello che può acquisire si trasforma  immediatamente nel potere degli inganni. Come abbiamo visto ormai infinite volte e come facciamo finta di non sapere.


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