Ci sono fatti inequivocabili che smentiscono totalmente la ridicola tesi dell’epidemia dei non vaccinati, che di per sé suona offensiva dell’intelligenza, ma che a quanto pare non servono ad aprire gli occhi di chi ha deciso di tenerli chiusi perché in questo modo pensa che i problemi finiranno per scomparire. scompaiano. Gibilterra è il caso di scuola perché è il luogo più vaccinato al mondo, visto che il 118 per cento della popolazione ha fatto due dosi e il  33 per cento ha fatto anche la terza dose ( il numero di 118%  è dovuto agli spagnoli che lavorano sotto la Rocca e che appunto si sono dovuti vaccinare) , ma si registrano aumenti di contagi così diffusi che la il governo locale ha deciso di cancellare quasi manifestazione, incontro, festa pubblica o privata per Natale nella vana speranza di fermare i contagi, sebbene poi questi non rappresentino un vero problema per la stragrande maggioranza della popolazione. “Il forte aumento del numero di persone che sono risultate positive al test covid  negli ultimi giorni è un forte promemoria che il virus è ancora diffuso nella nostra società e che siamo tutti responsabili di prendere tutte le precauzioni ragionevoli per agire per proteggiamo noi stessi e i nostri cari”, ha affermato il ministro della Salute Samantha Sacramento, mentre l’8 aprile scorso  il primo ministro Fabian Picardo ha dichiarato: “La popolazione di Gibilterra è finalmente libera dal Covid!” Ma questi idioti non si chiedono se per caso l’aver vaccinato tutti sia servito a qualcosa oltre che agli azionisti delle aziende farmaceutiche?

La Rocca aveva chiuso anche per le festività natalizie del 2020 e questo è il risultato,  a dimostrazione che le segregazioni sono inutili e i vaccini non funzionano per nulla, anzi aggravano la situazione. La tesi ufficiale, peraltro fondata su un clamorosa menzogna dice che l’elevata incidenza dei contagi è dovuta ai bassi tassi di vaccinazione, ma al contrario il fenomeno di riscontra proprio nei Paesi ad alto tasso di vaccinazione, come l’Irlanda( 77%) , Israele (78%), Singapore (94%). Dunque non soltanto si spaccia per peste un disturbo assimilabile a una debole influenza, ma si cerca di confondere le acque e la testa delle persone, nascondendo ciò che non rientra nella tesi ufficiale. D’altra parte, il fatto già di per sé inquietante per la reputazione della scienza e dei ricercatori, che fin dall’inizio non si sia stabilito nessun modello per vedere di dare un senso ai numeri che vengono dati come fossero quelli del lotto, è testimonianza della mistificazione: per esempio non si è ancora stabilito ciò che si doveva fare sin dal primo minuti ovvero un criterio unico per il numero di cicli a cui sottoporre il materiale organico raccolto dai tamponi: senza di questo il caos è totale. Visto che il tampone è  stato creato e approvato appena 48 ore dopo la presentazione del genoma virale da parte degli scienziati cinesi ( e questa già la dice lunga sul fatto che la pandemia sia stata organizzata)  la creazione di uno standard per l’uso del test pcr non avrebbe creato problemi e avrebbe dovuto essere stabilito in quel momento, ma sono passati quasi due anni ed ancora non si è fatta chiarezza semplicemente perché la confusione permette di dividere e imperare o rende possibili ai governi di creare o far sparire emergenze al seconda della convenienza e del momento.

I casi come quelli di Gibilterra parlano con molta chiarezza, eppure sembra che facciano parte di un punto cieco: una maggioranza di persone si rifiuta di pensare di essere stata presa in giro e di continuare ad essere strumentalizzata per scopi che nulla hanno a che vedere con la salute e che anzi la mettono fortemente in pericolo, così come eliminano le libertà fondamentali. Riconoscere questo è come riconoscere la propria totale ” assenza” politica e di aver vissuto dentro una sorta di inautenticità, dentro una matrice appositamente creata. Riconoscere l’inganno a cui si è sottoposti significa riconoscere l’inganno al quale noi stessi ci siamo sottoposti per lunghi anni pensando di vivere una realtà immutabile. Abbiamo svenduto ogni progettualità sociale ai cosiddetti “sogni” puramente soggettivi e oggi non riusciamo a svegliarci.