“Quasi 10.000 persone in più del solito sono morte negli ultimi quattro mesi per ragioni non legate al Covid, poiché gli esperti hanno chiesto un’indagine urgente del governo per stabilire se le morti fossero prevenibili…Gli ultimi dati dell’Office for National Statistics hanno mostrato che l’ Inghilterra e il Galles hanno registrato 20.823 morti in più rispetto alla media quinquennale nelle ultime 18 settimane. Solo 11.531 decessi hanno coinvolto il Covid. Questo scrive il The Telegraph  di fronte al nuovo dramma dell’era vaccinale che lascia apparentemente sconcertata la “scienza” interamente pagata da Big Pharma a cui dobbiamo quanto meno una caduta verticale nell’assistenza sanitaria generale che di morti ne ha certamente fatti più della neo malattia. Ma il quotidiano prosegue dando un quadro della situazione ancora più inquietante: “I dati dell’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito mostrano che dall’estate ci sono state migliaia di morti in più rispetto alla media quinquennale per insufficienza cardiaca, malattie cardiache, condizioni circolatorie e diabete. E anche il numero di decessi nelle case private è del 40,9% superiore alla media quinquennale, con 964 decessi in eccesso registrati nella settimana più recente, che va fino al 5 novembre”. 

Perché tutto questo accade? Non è possibile dare una risposta certa, ma certamente i disturbi che hanno provocato il surplus di decessi sono proprio quelli che si attendono da un preparato genico che stimola  le cellule a produrre una proteina virale, di per sé tossica, che non rimane confinata nell’area dell’iniezione, ma si sparge nel corpo, provoca danni all’apparato circolatorio e può provocare una violenta reazione del sistema immunitario che attacca il rivestimento interno dei vasi sanguigni . E sono anche i disturbi più frequenti che si notano nelle reazioni avverse.  Quindi se non si possono ufficialmente accusare i vaccini di questa strage nemmeno li si può assolvere per mancanza di indizi. Che anzi sono molti e ormai anche circostanziati: recentemente sulla rivista dell’American Heart Association è stato pubblicato uno studio del cardiochirurgo Dr. Steven R. Gundry che stabilisce una connessione tra i vaccini mRNA contro il covid  e i marcatori di infiammazione endoteliale, nonché il rischio di Sindrome cardiaca acuta: così nella ricerca su 566 persone è stato possibile stabilire che uno di questi marcatori chiamato IL-16 aumenta in maniera drammatica dopo l’iniezione di vaccini e di conseguenza il punteggio dii rischio cardiaco aumenta fino al 25 per cento. Tale aumento nella presenza del marcatore persiste anche dopo due mesi e mezzo dalla seconda dose e ora si deve vedere se esso  continui anche oltre.

A questo punto non sorprende che la mortalità per tutte le cause sia maggiore tra i vaccinati rispetto ai non vaccinati, il che, ancora una volta, rende più facile risalire alla radice del problema. Un problema che fosse solo per le persone anziane e già malate potrebbe rimanere nascosto, ma che invece è evidente tra i giovani dove le reazioni avverse di di tipo cardiovascolare  dilagano  anche se la complicità aberrante di medici che non segnalano le reazioni avverse, cerca di contenere e nascondere il fenomeno. Tuttavia esistono spie di questa realtà che non possono essere trascurate: secondo Israel Real-Time News, c’è stato un “aumento del 500% delle morti di atleti nel 2021… Da dicembre dell’anno scorso, 183 atleti e allenatori professionisti hanno avuto improvvise e inspiegabili crisi, mentre 108 di loro sono morti”. In effetti non so se sia più drammatico ciò che accade o il fatto che non lo si voglia riconoscere e che la verità, semplice essenziale si disperda in mille rivoli come per esempio nella inutile canea tra falsi esperti e luminari della minchia.

Poi c’è tutto il problema del danno che i vaccini provocano al sistema immunitario favorendo una diminuzione dei linfociti T il che espone maggiormente le persone a tutte le infezioni e persino ai tumori: non si tratta più di pure ipotesi, ma di cose dette anche in via ufficiale. Per esempio nel suo “Rapporto  sulla sorveglianza del vaccino COVID-19″ della settimana 42, la “UK Health Security Agency” britannica ammette a pagina 23 che “i livelli di anticorpi N nelle persone che si infettano dopo due dosi di vaccino sembrano essere inferiori” e aggiunge anche che questa diminuzione degli anticorpi è sostanzialmente permanente. Dunque l’aumento di mortalità non può certo stupire, anzi è persino contenuto rispetto a quanto ci si potrebbe attendere e presumibilmente a ciò che accadrà di qui in avanti con le dosi ad oltranza.