Archivi tag: vaccini

Non firmate quel consenso

Mettiamo che siate in spasmodica attesa di essere benedetti col vaccino Pfizer o Moderna o prossimamente Curevac nonostante la valanga di gravi reazioni avverse e di morti che arrivano da tutte le parti nonostante la rigida censura ( vedi qui) , bene quando andate fieri a firmare il consenso informato vi stanno già disinformando totalmente, non solo perché le pubbliche autorità sanitarie dispongono solo di ciò che dicono le aziende produttrici, dunque sono disinformate anch’esse, ma anche perché il titolo stesso del modulo è un inganno: c’è scritto infatti “Vaccinazione  antiCovid 19” , ma in realtà quello che state ricevendo non è affatto una vaccinazione. I vaccini sono infatti un termine ben definito sia in termini medici che legali: essi devono stimolare il sistema immunitario della persona e interrompere la diffusione del virus o del batterio  a seconda dei casi. Con questi cosiddetti vaccini ad mRna tutto questo non accade anzi si stimolano le cellule a riprodurre parti virali e non interrompono la trasmissione, anzi la creano.

Insomma non si introduce un virus depotenziato per far sì che il sistema immunitario sviluppi difese specifiche, ma si introducono istruzioni genetiche, un vero e proprio programma, per far sì che le cellule stesse creino parti di virus nella speranza che il sistema il sistema immunitario le riconosca e in seguito aggredisca il virus intero qualora venga a contatto con esso. In termini concreti sono l’esatto contrario dei vaccini perché creano in un certo senso parti di un organismo patogeno. A parte le possibili conseguenze a lungo termine, non si sa quanto e per quanto tempo questa strategia possa funzionare anche se a giudicare dalle valanghe di persone persone risultate positive dopo il vaccino, dunque ufficialmente ammalate,  si direbbe davvero poco, ma ad ogni modo non si dovrebbe parlare di vaccino quanto, più correttamente di trattamento medico.  Tuttavia questo non lo si può fare perché in questo caso tali farmaci perderebbero l’aura magica di cui sono circonfusi i vaccini in generale e la valenza salvifica che viene attribuita a quelli contro il covid. Se si parlasse di trattamento medico allora tutti sarebbero portati a chiedersi quali altri trattamenti ci sono e magari sceglierne altri. Inoltre sarebbe ben difficile rendere di fatto obbligatorio un trattamento medico, mentre con i vaccini questa strada è già stata spalancata. E inoltre dovrebbero indicare nel consenso anche le alternative e questo farebbe esplodere il vaso di Pandora.

Collegata a questa bugia di fondo c’è poi la segretezza assoluta sui contratti per i vaccini per cui non si sa quanto verranno pagati, se e quando saranno disponibili e chi pagherà per gli effetti collaterali gravi e per le morti che a quanto pare sono assai più numerose di quanto atteso:  l’eurodeputata francese dei Verdi/Ale Michéle Rivasi ha detto nei giorni scorsi: “Sono mesi che chiediamo accesso ai contratti siglati dalla Commissione europea con i produttori di vaccini e che l’esecutivo continua a mantenere segreti, limitandosi a fornire un accesso parziale, unicamente in una reading room allestita  in piena pandemia, a condizione che non si fotografi e che non si prendano appunti, al contratto siglato con Curevac e per giunta con omissis nei punti cruciali, come quelli relativi alla responsabilità. Il 12 gennaio scorso la capo negoziatrice Ue sui vaccini Sandra Gallina aveva annunciato la divulgazione ( chiamandola disclosure perché i popoli della Ue nessuno dei quali è di lingua inglese, capiscano il meno possibile) dei termini contrattuali, ma sempre la Rivasi dice che si è trattato si una presa in giro: “Sulle cifre accordate ai produttori non c’è nulla; sui luoghi di produzione, non c’è nulla; sui prezzi, non c’è nulla. Allora non è possibile, non si possono dare così tanti soldi pubblici senza contropartita”.

Adesso capite che se firmate il consenso informato state firmano la liberatoria per le case produttrici e per lo stato che vi induce manu militari  a questo trattamento medico da qualsiasi responsabilità, senza però essere informati realmente di nulla. Ancora una volta vi avranno raggirato.


Razzismo vaccinale

Anna Lombroso per il Simplicissimus

Non so se ve ne siete accorti, ma anche la verità è disuguale, e dunque possono dirla in regime di monopolio solo i ricchi e potenti, che non temono ripercussioni, censure, ostracismo.

In questo caso poi il soggetto che si è espresso con icastica e incisiva brutalità possiede tutte le caratteristiche per essere protetto e intangibile da critiche che possano ledere il suo stato e ostacolare la sua azione, per nascita, privilegi ereditati, incrementati e arricchiti grazie a vincoli matrimoniali, amicizie e ambizione personale che le ha permesso di intraprendere carriere inarrestabili e insediarsi da inamovibile in vertici impervi per nuovi arrivati. Sono accessori questi che permettono all’élite di proferire frasi e minacce tremende che altri, più in basso, non direbbero mai per non passare da cinici sprezzanti, mentre è certo che le metterebbero, e le mettono, in pratica, saltando agevolmente le parole per passare ai fatti.

Qualcuno ipotizza che l’assessora lombarda tornerà sui suoi passi, che adesso come un Berlusconi, un Renzi, un Conte qualunque dirà di essere stata fraintesa, che quello che ha detto è stato estrapolato e manomesso.

Macchè con l’innocenza dei boia che rivendicano di fare con efficienza il loro mestiere, con quel piglio da praticona sbrigativa, che combina certe specificità attribuite alle donne con i modi spicci e spregiudicati dei maneggioni che ti appioppano fondi, assicurazioni, mutui capestro, la Moratti ha confermato che proseguirà con piglio imprenditoriale e tenacia amministrativa  sulla strada aperta da anni, quella dell’applicazione ad ogni contesto e settore delle leggi inderogabili del mercato, come hanno fatto e fanno altre signore prima di lei, Thatcher, Fornero, Lagarde, von der Leyen, che spesso hanno affogato gli stessi crimini in una palude ipocrita di lacrime e pentimento.

E infatti che cosa ha detto fuori dai denti?   Che i Vaccini anti-Covid devono essere somministrati “più in fretta” nelle regioni con maggior densità abitativa, più mobilità, fortemente colpite dall’epidemia e che contribuiscono in modo significativo al Pil, chiedendo di prendere in considerazione non solo fattori demografici e sanitari, ma anche economici, preponderanti nei territori che costituiscono il “motore del Paese”.  

Qualcosa cioè che ogni dirigente di rito ambrosiano, ogni notabile meneghino, ogni leader padano pensa e cerca di fare, a cominciare dal parlamentare europeo leghista Ciocca che ha affermato che “se si ammala un lombardo vale di più che se si ammala una persona di un’altra parte d’Italia”, del sindaco della Capitale morale in campagna elettorale che se la piglia su Instagram con l’assessora:  «Ci sono mattine in cui ti possono cadere le braccia. il tuo Paese in preda a una crisi politica difficile da decifrare e nel momento sbagliato, la tua Regione che chiede l’assegnazione dei vaccini in base al Pil», ma segue scrupolosamente le orme della ex sindaca mettendo al sacco Milano, svendendola a prezzi da outlet a multinazionali immobiliari, emirati compresi.

E qualcosa, vale ricordarlo, che sognano di fare con più energia e pervicacia anche presidenti “diversamente leghisti”, come Bonaccini che pretende, in accordo totale con la Coraggiosa, una maggiore autonomia della sua regione in materie strategiche, scuola, università e appunto sanità, in barba algi scandali delle spese pazze e alle prestazioni fornite in fase pandemica, grazie al moltiplicarsi delle spinte verso una estensione delle prerogative regionali, peraltro prevista dalla riforma costituzionale del 2001, voluta da un Centrosinistra succube del secessionismo bossiano e favorita dall’introduzione del federalismo fiscale, poi disciplinato da una legge del 2009 che porta il nome di Roberto Calderoli e che vige in grazia di Dio, del Pd, dei 5stelle, di Conte 1 e 2 e del popolo italiano che non perde occasioni per rimuovere l’opportunità di farsi giustizia con l’ultimo strumento democratico rimasto e ultimamente “abusato” da un ceto che non vuole riformarsi.

E dunque perché scandalizzarsi per la rivendicazione di essere autorizzata a fare quello che leggi e usi prevedono ampiamente, a realizzare quello già intrapreso, comprese le nefandezze degli immediati predecessori, dimissionari ma non commissariati, intervento di forza che rientra nelle competenze degli esecutivi ma esercitato solo nei confronti di regioni del Sud. A dimostrazione della dichiarata mediocrità politica e civile del Governo, interessato invece a non intervenire per mantenere una ripartizione dei poteri che permetta lo scaricabarile o la manutenzione di rapporti affaristici con interlocutori privilegiati.

Si sa che le competenze regionali in materia sanitaria sono talmente estese da costituire la parte assolutamente preponderante della loro azione, esattamente come i relativi costi rappresentano la principale componente dei loro bilanci incidendo per oltre l’80% della spesa corrente. A questo equilibrio squilibrato si deve la demolizione del sistema assistenziale e di cura pubblico, che ha origine nei tagli decisi in obbedienza ai diktat europeo, eseguiti con la correità delle Regioni nell’organizzazione e nel contrasto ai fenomeni come il virus:  dunque dipende da loro se si è scelto di privilegiare le strutture ospedaliere a scapito della medicina territoriale  di base, così come la penalizzazione del “pubblico” e il sostegno ai “privati”, tanto che i decantati modelli lombardo e anche emiliano si fondano nel primo caso sull’equiparazione meccanica dei soggetti, nel secondo anzi sulla competizione  e la concorrenza grazie alla spietata aziendalizzazione, che trova conferma esemplare nel ruolo dato al cosiddetto ”welfare aziendale” dei dipendenti regionali in materia di prestazioni sanitarie.

D’altra parte non deve stupire che un governo che sta rivelando la sua indole autoritaria, seppure coi guantini di velluto dello zerbinotto, non abbia preso di petto la questione, lasciando campo libero ai caudillos periferici, contribuendo così a alimentare la leggenda che una tragica pandemia si può contrastare solo riducendola a crisi sanitaria e a questione di ordine pubblico, arrivando a sdoganare  le performance del nemico giallo e attribuendo i successi del contenimento della malattia  all’intrinseca antidemocraticità del regime.

Si tratta della assegnazione politica e morale di un ruolo “guida”, che è stata rivelata il 9 marzo quando è stato esteso a tutto il territorio nazionale il lockdown stabilito la sera del 7   per la Lombardia, con un atto drastico e incomprensibile perfino ai tecnici che aveva suggerito una chiusura controllata delle zone a più alta incidenza epidemica. Cui fa da riscontro l’altra scelta, quella grazie alla quale i lavoratori delle aeree più colpite comunque hanno continuato  a viaggiare e esporsi nelle fabbriche, negli uffici, nei supermercati delle catene di distribuzione, senza che venissero adottate strategia di gestione dell’emergenza e piani di sicurezza, a dimostrazione che si voleva salvaguardare l’economia del “motore” del Paese dall’indebita concorrenza di aree più svantaggiate. 

C’è poco da scandalizzarsi per le sconcezze della madre badessa, sta semplicemente celebrando le liturgie della religione di Stato e di Governo, quella del dio profitto.


La barbarie dal volto pandemico

Chissà come attraverso le complesse maglie delle censure, autocensure, paure e ignoranze caprine è riuscita a trapelare una voce, anzi un urlo: quello del direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli: “Sono fuori di me, perché vaccinare chi è guarito dal Covid? (…) Cominciamo ad avere delle reazioni avverse. Dove? Non tra vaccinati che non hanno mai visto prima il virus, ma in quelli che il virus lo hanno già visto; come, in fondo ci si poteva anche aspettare. (…) Se non ci poniamo il problema di capire chi si sta vaccinando, se è già stato infettato oppure no, facciamo disastri.” La dichiarazione di cui dà conto l’Antidiplomatico suggerisce che vi siano molti più problemi non previsti da affrontare con i vaccini a mRna di quanti non sia sia detto , anche se le notizie sulle morti sospette o sulle gravi reazioni avverse o ancora sull’inutilità del vaccino vengono di fatto nascoste oppure negate dai miserabili travet delle fake news prima di essere smentiti da qualche onorabile testata   perché la vaccinazione deve a tutti i costi continuare. Ma io mi chiedo una cosa: anche a fronte all’assurdità delle misure che si sono succedute in quest’anno per arginare una sindrome influenzale  non è mai apparso chiaro a questi illustri clinici che la gestione della pandemia non è mai stata di tipo sanitario, ma politico e che adesso si devono a tutti i costi fare le vaccinazioni di massa, senza criterio e senza necessità per soddisfare i giganti farmaceutici che da più di un decennio giocano con i coronavirus per scopi di vario genere?

Il vaccino è la salvezza di chi ha messo in pedi e partecipato a questo dramma planetario prima che escano fuori i dati veri riguardo alla letalità e alle morti attribuite al Covid sulla scorta di tamponi del tutto inaffidabili e di nuovi protocolli allestiti appositamente per poter attribuire al nuovo virus qualunque decesso dovuto alle vecchie malattie virali, influenza e polmoniti comprese che sono di fatto scomparse come patologie. Pian piano l’allarme verrà modulato verso il basso dimostrando che il vaccino funziona, ma fino a un certo punto in maniera da mantenere comunque attive le restrizioni alle libertà costituzionali e soprattutto mettere un ostacolo in più allo svolgimento della vita politica e persino delle elezioni. Mentre adesso un canale Youtube  come Byoblu viene sospeso semplicemente perché ha riportato un articolo di un degli editor di punta del British Medical Journal, secondo cui il vaccino Pfizer ha un efficacia intono al 19 per cento, tra qualche mese questo dato sarà invece fatto passare per dire che non si può allentare la guardia. Lo vediamo proprio in questi giorni in cui per la crisi aperta da Renzi il ricorso anticipato alle urne è vietato con il pretesto della pandemia. A questo punto è inutile invocare il ritorno a strategie mediche e sanitarie per gestire meglio i vaccini: esse non hanno mai contato nulla nel controllo della narrazione pandemica  come del resto dimostra il fatto che si stiano utilizzando vaccini di tipo del tutto nuovo senza alcuna sperimentazione. e senza nemmeno le minime precauzioni che pure dovrebbero arrivare dal milieu medico. Il fatto è che  avendo rinunciato di fatto  al diritto di intervento e di parola nella vicenda pandemica la classe medica non può seriamente aspettarsi di poterlo  riacquistare una volta placatasi la tempesta: adesso sono agli ordini del potere politico, magari localmente del potere politico più orrendamente cialtrone, becero e corrotto. Devono chiedere al segretario cosa dire..

Del resto chi voleva accorgersi che l’Oms era tutt’altro che un organo tecnico scientifico, ma di fatto una espressione della politica sanitaria vista in funzione della geopolitica nel migliore dei casi, ma più spesso uno strumento in mano a Big Pharma o a miliardari pazzi,  poteva semplicemente riflettere su come gli allarmi degli ultimi 15 anni, in particolare per la suina e per l’aviaria si siano risolti in nulla salvo che nella vendita di miliardi di dosi di vaccini poi buttati al macero alla chetichella. Chiedere ora, dopo quasi un anno di assurdità  assolute cui si è tenuto bordone che si agisca in maniera sanitariamente corretta è come chiedere ai barbari di comportarsi educatamente dopo aver loro aperto le porte.  Troppo tardi.


Non avrai altro vaccino all’infuori di me

Purtroppo non posso fare a meno di annoiarvi ancora una vota sui vaccini, perché trovo che nel discorso pubblico, già demenziale e costantemente orientato alla bugia, ci siano due enormi vuoti, due voragini di diversa natura una dovuta alla più sfacciata menzogna scientifica in vista degli affari e un’altra alla mancanza per così dire di focus civile su una questione questione che va anche al di là della obbligatorietà o meno dei vaccini. E comincio da quest’ultima :  anche dando per buono ( ma fino a un anno fa chi l’avesse detta avrebbe ricevuto le orecchie d’asino) che sia necessario vaccinare tutti per vincere il terribile mordo che tanto somiglia a un’influenza, perché deve essere lo Stato a decidere con quale dei tanti vaccini bisogna farlo? Non mi si venga a dire che la decisione abbia un qualche fondamento scientifico sanitario: nessuno di questi farmaci miracolosi è stato sperimentato per il tempo necessario, per ognuno di essi la documentazione fornita  è esclusivamente quella dei  produttori senza che gli organi sanitari dei vari Paesi abbiano fatto la minima indagine in proprio, né avrebbero avuto il tempo vista la fretta dannata di vaccinare tutti prima che la vicenda  finisca per perdere il mordente vivo della paura o peggio ancora possa essere sgamata. Dunque la decisione deriva esclusivamente da questioni geopolitiche con l’esclusione dei vaccini russi, cinesi o anche cubani e per quanto concerne i vaccini occidentali dalle pressioni dei Paesi dove hanno sede i produttori ( Usa e Germania per la Pfizer) e/o dalle opportune e generose dazioni alle autorità politico sanitarie.

Tuttavia esiste una bella differenza entro questi vaccini: quelli Pfizer e Moderna adottano una strategia del tutto sperimentale quella a mRna di cui sono del tutto sconosciute le possibili conseguenze a lungo termine, la durata e l’entità della eventuale protezione, mentre gli altri vaccini adottano le tecniche tradizionali e anche se non è possibile conoscerne la reale efficacia, almeno non sono del tutto un salto nel buio: dunque ai cittadini o meglio ai sudditi sanitari dovrebbe essere quanto meno lasciata la libertà di scegliere tra i vari vaccini e non essere punzecchiati in serie come pecore. Si tratta di una cosa assolutamente ovvia, ma per ragioni attinenti alla geopolitica e o alle altre opache pratiche che sono la quotidianità nel campo dei famaci alla libera offerta. Non vedo perché non possiamo rifiutare la vaccinazione di stato e scegliere noi che cosa adottare, questa anzi dovrebbe essere la normalità delle cose, ma non vedo il minimo accenno alla questione che pure è grande come una casa.

Anzi no, grande come una balla aerostatica che sale come in cielo perché in realtà non c’è alcun bisogno della vaccinazione totale per eliminare la diffusione di un virus tipo  Sars cov 2 come del resto insegnava l’epidemiologia fino a qualche mese fa, basta una percentuale attorno al 40 per cento esattamente come avviene per l’influenza che ha più o meno la medesima contagiosità e le medesime vie di attacco. Mas non appena si tocca questo argomento ecco che i talebani della pandemia replicano come fa Bill Gates che bisogna eradicare il virus. Purtroppo però questo è possibile solo quando il virus in questione circola solo nelle popolazioni umane, esattamente come è accaduto per il vaiolo, ma quando esso, come i virus dell’influenza, sono diffusi anche tra gli animali questo non è possibile perché comunque rimangono ampi serbatoi che reimmettono in circolo il patogeno. Ora ci hanno spiegato che questo corona virus deriva dai pipistrelli (come tanti altri virus sperimentati negli ultimi vent’anni per diversi scopi) ed è probabilmente diffuso in vaste popolazioni mammifere dunque l’eradicazione totale è impossibile. A meno che qualcuno non sappia che si tratta di un virus “allevato” in laboratorio: solo in quel caso infatti avrebbe senso la vaccinazione universale. Ma come si può chiaramente osservare in questa terribile vicenda una menzogna sembra tirare l’altra, ma consiglierei le autorità sanitarie a non tirare troppo la corda, potrebbe attorcigliarsi anche attorno a loro.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: