Chiama Conte 3131

Anna Lombroso per il Simplicissimus

E poi non dite che gli italiani non sono brava gente, quando c’è un evento tragico, un terremoto, una catastrofe eccoli che mettono mano al cellulare e via con gli sms, generosi e indifferenti alla destinazione che prenderà il loro caritatevole contributo.

E difatti abbiamo saggiato ancora una volta la potenza della mobilitazione popolare in caso di disastro proprio  quando in contemporanea con la conferenza stampa di Matteo Renzi e poi dopo, il centralino di Palazzo Chigi è stato “intasato”, riportano i media e i social, dalle telefonate di centinaia di cittadini che volevano trasmettere i loro messaggi di sostegno e incoraggiamento a Conte. Tra queste la più toccante, secondo AdnKronos, è quella di “una signora di Palermo che ha chiamato in lacrime pregando il centralinista di riferire al premier di  non mollare, di non abbandonare gli italiani“.

Peccato che non sia stato istituito un numero verde con numero di CC presso una delle banche amiche per destinare i sia pur modesti contributi alla “ricostruzione” dell’esecutivo e in sostanza della democrazia, secondo nuove regole che modernizzino gli usi della partecipazione e li adeguino al desiderato inizio dell’era digitale.

Altro che piattaforma Casaleggio, altro che preferenza online come all’Isola dei famosi: il futuro anche grazie alla spinta del Covid e all’opportunità di realizzare un distanziamento sociale e pure elettorale che renda ancora più remota la cerchia dei decisori dalla marmaglia accettabile solo quando esprime consenso, dovrà essere così, plebiscitario con un clic, accessibile comodamente e con un’app anche dal divano di casa.  

Ovviamente l’operazione piace molto ai naufraghi del partito maggioritario al Governo, che su Fb si scambiano infervorati aggiornamenti sulla splendida disponibilità dei centralinisti, intenti a far dimenticare le frustranti attese che ogni cittadino subisce a suon di 4 stagioni di Vivaldi, quando cerca di accedere a servizi e call center di aziende di interesse collettivo, all’Inps, a ospedali e numeri verdi istituiti in occasione della pandemia.  

E come è esaltante interagire con una voce umana invece dei burberi risponditori automatici, che rassicura l’interlocutore che il massaggio sarà recapitato. E come è entusiasmante scambiarsi le cifre di qual “movimento spontaneo” che, da “boom delle prime ore”, è diventato uno “tsunami”, come recita qualche testata online.

E dire che il povero Conte aveva dovuto sospendere provvisoriamente lo stato di eccezione per un referendum che doveva avere lo stesso effetto, diventare con un certo investimento e con qualche perplessità sull’efficacia, una specie di plebiscito in favore del suo governo. In quel caso il simpatico zerbinotto non è stato aiutato dal maldestro bulletto, ha dovuto promettere insieme a una coalizione sparpagliata e  poco convinta, grandi riforme istituzionale, che, a virus in ripresa, sono state rimesse nel solito cassetto. Invece in questo caso, probabilmente su suggerimento del suo consulente più addestrato dall’esperienza, ha coronato il sogno di ogni piccolo aspirante golpista a cominciare dal suo competitor, ottenere un consenso ecumenico e unanime fuori dalle  polverose urne, dalle aule grigie e sorde, dalle scuole che toccherebbe riaprire per l’occasione, con un piccolo esiguo costo alla chiamata.

E d’altra parte che cosa meglio di questo potrebbe materializzare l’utopia dell’e-democracy, completare quel processo iniziato mettendo i like alla comunicazione istituzionale trasferita su Twitter e Facebook, alla misurazione dell’efficacia e della popolarità dei leader grazie ai commenti in margine a profili giudiziosamente tenuti da personale mercenario a caro prezzo, in modo che la democrazia diretta si perfezioni tanto da moltiplicare i profitti delle major,  Tim, Vodafone & soci, da sottomettere ogni azione alle regole e al controllo dei signori della app, Colao e Arcuri in testa.

Adesso non ci resta che lavorare intorno ad accorgimenti  capaci di stimolare i comuni cittadini a interessarsi delle questioni monotone e arcaiche di cui è fatta gran parte della politica in modo che il rito  dell’e-voting  diventi elettrizzante: selfie che immortala la celebrazione da condividere, scontrino in diretta della chiamata se pagata con carta di credito e il diritto a premi e cotillon, interazione di app in modo che alla certificazione di avvenuta votazione si aggiunga quella di vaccinazione.

È che a questa cricca di governo e opposizione mancano le buone letture, Non avevano capito che i riferimenti al Grande Fratello riguardavano un libro profetico su una tremenda distopia realizzata e hanno creduto si trattasse del reality.

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