I sudditi di Absurdistan

 

Proprio non vogliono smetterla, non adesso che hanno capito come la paura non si stanca mai e possono usarla a tempo indeterminato, magari accompagnando l’ingegneria sociale che si sta costruendo grazie alla sottomissione con qualche affaruccio dozzinale: che significato avrebbe l’uso della mascherina all’aperto, ora imposto anche in Lazio, quando negli ambienti chiusi la distanza di sicurezza è di un metro? Ovviamente nessuno dal punto di vista sanitario, ma molto concreto dal punto di vista del business e dello spaccio di museruole. Ed è la stessa cosa per l’app Immuni dei figli di Berlusconi che infatti sono positivi tanto è utile, ma significa soldi per via delle schedature commerciali assolutamente inevitabili: il suo scarso successo ha indotto persino Conte a scendere in campo e a dire che “scaricarla è un obbligo morale”. Per la verità sarebbe un obbligo morale per il Paese scaricare Conte, che nessuno ha mai eletto, che è rimasto premier con due governi contrapposti e che lo rimane con un Parlamento ormai privo di senso, la cui assoluta mediocrità si annuncia come un faro nella notte buia. Ma è la paura degli italiani lo tiene incollato allo scranno.

La cosa notevole è che se la stragrande maggioranza della popolazione non ha gli strumenti per strappare il velo di Maia alla narrazione pandemica, riconducendola alla sua realtà di sindrome influenzale gonfiata a dismisura, non si capisce però come si possa davvero dare credito alle “misure” che vengono prese il cui unico scopo è quello di non far dimenticare la pandemia, ma che da un punto di vista sanitario ed epidemiologico sono totalmente prive di senso. Che significato può avere, ad esempio, costringere i bambini a tenere la mascherina durante le lezioni, con tutte le possibili patologie correlate a questa pratica antigienica e soffocante, per poi toglierla in mensa? E a cosa possono servire in un ambiente chiuso i banchi a rotelle se non ad arricchire qualcuno? Si potrebbero fare decine di esempi di misure strampalate che nella loro assurdità dovrebbero far capire ai cittadini che piegarsi a questi diktat nella speranza che essendo ligi ed ubbidienti tutto finirà prima è una pia illusione: la pandemia esiste proprio perché niente torni come prima e più si obbedisce, più il potere aumenterà la propria posta visto che tutto viene accettato. Bisognerebbe resistere, essere disobbedienti o per esempio mandare all’aria gli affarucci di lor signori: per esempio la scrittrice e attivista Marinella Correggia propone di non comprare le mascherine, ma di usare fazzoletti grandi da poter ripiegare una o più volte così da essere multistrato e soddisfare i criteri stabiliti. Sarebbe una forma di protesta non solo simbolica, ma anche concreta.

Di certo le misure bislacche e sconclusionate suggerite da esperti o sedicenti o stupidi o corrotti ( e perché no, magari  tutte le tre cose assieme) denunciano un fatto epocale: la fine della scienza come metodo e la sua trasformazione in badante degli interessi economici e dunque anche in una sorta di para religione. In realtà questo legame con l’economia  c’è sempre stato, ma un  livello più alto, come correlazione tra l’evoluzione della conoscenza scientifica e il tessuto sociale circostante, ovvero i modi di produzione. Per esempio si potrebbero vedere connessioni tra la serie di Fourier e lo sviluppo delle macchine o tra gli studi sui moti browniani ( il campo per cui Einstein fu insignito del Nobel)  con la stocastica per l’analisi finanziaria e di mercato. Ma oggi abbiamo un degrado che giunge fino alla semplice dipendenza della scienza dagli interessi immediati dei potentati economici in grado di determinare per mille rivoli la direzione della ricerca, gli orientamenti, le carriere, i premi o le punizioni dai livelli più alti sino ad arrivare al medico di famiglia e alle crociere con la segretaria. Così abbiamo un organismo corrotto dai soldi di Gates e di Big Pharma come l’Oms che inventa pandemie come ha già fatto tre volte in questo secolo e via via una serie di istituzioni sanitarie e soggetti che traggono vantaggio dall’elefantiasi del Covid e finiscono poi per inventarsi misure balorde. E più balorde sono più incontrano il favore dei cittadini, anzi dai sudditi dell’Absurdistan.

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2 responses to “I sudditi di Absurdistan

  • Tom

    Non e’ solo paura: a tanti l’absurdistan piace, vuoi perche’ lo smart working o il nonlavoro retribuito o la cassa integrazione per ora fanno comodo, vuoi perche’ tra i 20 milioni di pensionati ce ne sono tanti a cui l’absurdistan non costa nulla, anzi si sentono sicuri-sicuri senza dover rinunciare a nulla di quanto facevano prima (nulla), e rovinare la vita ai + giovani costretti al nulla come loro gli potrebbe dare una soddisfazione in +.

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    • Anonimo

      “vuoi perche’ tra i 20 milioni di pensionati ce ne sono tanti a cui l’absurdistan non costa nulla, anzi si sentono sicuri-sicuri senza dover rinunciare a nulla di quanto facevano prima (nulla), e rovinare la vita ai + giovani costretti al nulla come loro gli potrebbe dare una soddisfazione in +.”

      Vero !

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