Io intanto vado a votare

In questi giorni ne ho sentite di tutte a partire dall’idea che votare no al referendum per il taglio dei parlamentari possa indebolire Conte e i Cinque Stelle favorendo l’ascesa di Draghi, giù giù fino al primitivismo di chi dice che il popolo vota “si “e le elite “no”  da parte di gente che ha proprio capito tutto, che è rimasta ai bei tempi dei vaffanculo alla casta e non si è accorta che ne frattempo è proprio la casta, anzi la supercasta, senza più distinzioni politiche, che vuole tagliarsi per essere meno rappresentativa e più impositiva per liberarsi  dall’incubo che prima o poi si formi una vera opposizione cosa molto più difficile con un ridotto numero di parlamentari e infine per poter massacrare la Costituzione come vuole essendo diminuiti i quorum.  In questi giorni ho capito che pochi percepiscono questo taglio, presentato come garanzia di maggiore qualità ed efficienza del Parlamento – sulla base peraltro di pseudo argomenti così infantili che anche un bambino sarebbe capace di smontare – come molto pericoloso per un’ulteriore caduta della democrazia , dei diritti di cittadinanza e delle libertà. Dire no- finalmente un no al rullo compressore del potere – non è affatto un voto contro i Cinque Stelle, ma dovrebbe invece essere la vendetta di un elettorato  preso in giro e tradito da gente che ha carpito la loro fiducia e se l’è subito andata a vendere al mercato della razza padrona e dell’Europa dell’oligarchia.

Ma votare no non significa affatto aiutare Salvini o propiziare l’arrivo di Draghi che arriverà comunque, anzi con maggiore celerità qualora gli italiani dimostrino di essere facile preda delle suggestioni più primitive, significa in primo luogo salvare la dignità di cittadini ed esprimere la volontà di preservare da attacchi pretestuosi, quelle istituzioni, ma anche quella voglia di democrazia che poi li dovrebbe spingere a far fallire il progetto di imporre  ancora una volta una specie di “dittatore” mai eletto da nessuno: è dal tempo di Monti che a parte brevi parentesi ci ritroviamo al governo gente scelta dal palazzo e che mai ha partecipato a una competizione elettorale nazionale. Adesso si dice che per allontanare Draghi dovremmo vendere un’ altra  libbra di democrazia: ma non funziona così, è proprio l’ubbidienza ai voleri della casta politico – economica, la sottomissione alle tifoserie politicanti, la facilità ad essere persuasi da argomenti risibili,  che permettono ai Palazzi di fare ciò che vogliono e di imporre qualsiasi personaggio che oggi, sdoganata la governabilità a colpi di decreti illegittimi, sono di fatto piccoli autocrati di casta. Bene ora vado a votare.

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