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Roma Pd rom

cmo Anna Lombroso per il Simplicissimus

Intorno agli anni ’70 due gruppi famigliari  di sinti stanziali originari dell’Abruzzo e del Molise arrivano a Roma.   E cominciano l’occupazione militare delle zone poste alla periferia sud- est della Capitale: Romanina, Anagnina, Porta Furba, Tuscolano, Spinaceto, spingendosi fino a Frascati e Monte Compatri. Via via la loro azione si espande come il numero degli affiliati (probabilmente almeno un migliaio). E cresce il volume di affarii: secondo la Dia la struttura criminale più strutturata e potente del Lazio possiederebbe un patrimonio stimato di oltre 90 milioni di euro. Seguendo i flussi finanziari della holding criminale, la Dia è arrivata fino al Principato di Monaco dove avrebbe individuato la “cassaforte”  dei quattrini frutto del  narcotraffico e dell’usura. Ma i brand sono tanti: edilizia, settore immobiliare, ristorazione, ricettazione. La loro managerialità  è all’insegna del dinamismo e imparano presto a diversificare i settori di capitalizzazione con la presenza  nel CdA di società di investimento come nel racket, nel riciclaggio come nello sfruttamento della prostituzione.

Nella loro vasta zona di influenza, qualcuno in questi giorni ha calcolato che l’area sarebbe più o meno quella della città di Firenze, ci sono capannoni, fabbriche, uffici e le loro abitazioni, veri e propri showroom della più mostruosa  paccottiglia che farebbe impazzire gli scenografi di Dinasty, gli arredatori di Trump e pure Berlusconi, la wunderkammer di un ammiratore di Ludwig con tanto di pelli di tigre davanti al caminetto istoriato, cessi d’oro, tavoli di lapislazzulo, da far inorridire i residenti di ben altri quartieri posseduti dal minimalismo acchiappacitrulli di Philip Stark o dal post manierismo di Mendini.

Della loro esistenza tutti sapevano anche perché appunto l’esibizionismo è una loro cifra, come dimostrato dal leggendario funerale di un capostipite nel 2015, in tempo di reggenza di Gabrielli ora capo della Polizia, un addio tra sfarzo e lacrime di familiari e amici, macchine di lusso e cavalli neri, petali di rosa lanciati da cielo ed elicotteri.

Tutti sapevano tanto che pare fosse una simpatica abitudine domenicale in voga tra i romani andare da loro a rifornirsi di auto di occasione, pezzi di ricambio, elettrodomestici custoditi in hangar da acquisire senza  molesti adempimenti. Si, tutti sapevano ma in sostanza tutti hanno finto di non sapere. Come davanti a un incidente della storia o a un evento meteo incontrastabile per anni un susseguirsi di autorità locali, istituzioni e amministrazioni hanno dato avvio a misure per colpire al cuore la dinastia nelle dimore principesche, senza portarle a termine, non si sa se per la loro potenza intimidatrice, oppure, voglio essere maligna, perché c’è rom e rom, zingaro e zingaro e è più facile fare qualche energico repulisti negli accampamenti degli straccioni rubagalline che nelle ville sibaritiche del clan.

Certo, già nel 2009  le ville entrano a far parte dei beni da porre sotto sequestro,   nel 2013 alcune vengono sgomberate,  Sabella assessore di Marino cerca di dare una accelerazione, ma viene fermato dalle difficoltà di applicare le misure interdittive, infine nel gennaio 2018 la Regione Lazio in collaborazione con l’Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC), procede con una delibera per l’abbattimento e la riqualificazione delle ville. Ma nel frattempo gli esuberanti esponenti del clan continuano a far parlare di sé picchiando i vigili urbani per evitare l’abbattimento di ville abusive al rione Osteria del Curato, ma anche partecipando a gare e appalti,  comparendo a kermesse elettorali a fianco di candidati eccellenti pronubo l’immancabile Buzzi con i quali hanno stretto una costruttiva collaborazione. E se qualcuno per caso non sapeva, avrebbe dovuto pensarci la Dda di Roma che in varie occasioni ha arrestato autorevoli componenti dell’organizzazione o la procura di Viterbo che da anni raccoglie prove sulla loro attività criminale.

Comunque solo qualche giorno fa il Comune di Roma ordina e fa eseguire lo sgombero nelle case di 8 famiglie eccellenti cui seguirà in pompa magna l’abbattimento. E apriti cielo è tutto un criticare il gesto prodotto di quella spettacolarizzazione della politica che pare rappresenti un fatto nuovo quanto indecente. Apriti cielo, ed è tutto un rivendicare la laboriosa e zelate attività precedente che ha portato all’atteso coronamento, per sottolineare prima di tutto il contributo essenziale del tenace e costruttivo presidente della Regione casualmente candidato segretario del partito agonizzante, così indaffarato a ristabilire la legalità oltraggiata dalla cupola romana da non avere tempo per produrre un piano dei rifiuti di sua competenza dopo l’eclissi delle province.

Ma è ancora poco, proprio ieri circolava in rete insieme a una “cronaca in città” del Messaggero sulla somatica dei vigili  impegnati nell’operazione, un articolo molto dettagliato su quanto lo scandaloso spettacolino ad uso della sindaca ora necessariamente sotto scorta, è costato ai cittadini.

E’ che non se ne può più di un confronto politico retrocesso a guerriglia virtuale tra tifoserie squallide nelle quali pare sia obbligatorio l’arruolamento forzato, di una opposizione capace solo di rimpiangere le illusioni perdute spacciate come garanzie, beni, sicurezza, appartenenza a  intoccabili categorie del privilegio. In attesa di puntuali conteggi sul costo dell’antimafia, dell’abbattimento degli ecomostri, insomma delle spese insostenibili che richiederebbe il rispetto delle leggi, tanto da far ritenere  profittevole tollerare, condonare, dire sì a ogni oltraggio per non pagare il prezzo dei no, come pare sia ormai uso di ambo i fronti, non sarebbe meglio compiacersi di quello che c’è di buono?  Personalmente, io lo sarei se il sindaco Sala, cui tra l’altro rimprovero di essere stato così poco accorto da commissario dell’Expo da non accorgersi delle pratiche corruttive e  delle infiltrazioni mafiose che pare abbiano avuto il merito di promuoverlo a primo cittadino della capitale morale, impedisse definitivamente i festival nazi, le commemorazioni di assassini al  Cimitero Maggiore e altri tipi di apologia.

Può anche darsi che la Raggi abbia  mostrato tanta solerzia per preparare il terreo o per far digerire altri sgomberi, dello stabile concesso a Casa Pound da un sindaco, o nel caso di falansteri occupati da senzatetto eseguiti con dispiego militare muscolare. Ma chi preferisce stare dalla parte della ragione, e non da una o dall’altra degli opposti cretinismi allora continuerà a denunciare e protestare, come fa da anni, da quando, per dirne una,  è in corso lo sgombero in grande stile di intere fasce di popolazione dai centri storici regalati alla speculazione, per il trasferimento forzato anche se meno appariscente ai margini delle città, ai margini dei Casamonica, fuori dall’ordine, dalla giustizia, dai diritti.

 

 

 

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2 responses to “Roma Pd rom

  • Anna Lombroso

    caro Jorge sono da tempo una sia pur cauta ammiratrice della rete. Che non sostituisce le sale da convegno, le aule universitarie e nemmeno le cellule e le sezioni di partito, ma sta riuscendo a smascherare i vizi di una informazione consegnata a un pensiero unico. E ne riconosco dunque questa virtù, ma anche molti limiti. Uno di questi è quella specie di obbligo ade essere icastici sbrigativi semplicistici, come infatti insegna il social più frequentato che riduce il dialogo a 140 battute o poco più e che finge anche da strumento per la comunicazione istituzionale favorendo la infantilizzazione del paese . Quindi faccio ammenda di qualche incomprensione, Anche dicendole che sono così nauseata dall’altro tremendi vizio della rete, che poi è un vizio capitale della società dello spettacolo, e cioè la personalizzazione in due sensi, tramite attacco diretto o trasversale a chi la pensa in maniera differente, o quell’indole vittimista alla confessione, quel riferimento al proprio curriculum da spendere come credenziale per difendere l’indifendibile. E’ questo che mi fa essere una fan di una riservatezza che rompo in pochissime occasioni, e che mi fa avere poca simpatia per le critiche quando si indirizzano non al tema trattato ma al come lo tratta l’interlocutore, e con tanto di matita rossa e blu. Quindi mi fa piacere che ci siamo esposti con gentili e prudenti scuse più che ritrattazioni, come si fa tra gentiluomini. E aggiungo che mi dispiace non sapere di più di lei, come lei dimostra di dolersi di non sapere di più di me.. Come di diceva alla fine di Casablanca, intorno al totalitarismo e al declino della superpotenza potrebbe nascere una grande amicizia.. maschile o no

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  • jorge

    Gentile Lombroso, non sarebbe questa la sede di una risposta, cerco quindi di essere breve,

    Io non attribuisco nessun esagerato potere di condizionamento a lei, tantomeno in quanto proiezione di un mio ego detto abnorme. In fondo, ho troppa stima di lei, tra l’altro non da ora espressa, per farmi prendere davvero da queste parole ,

    Può sicuramente capire che io interloquendo con lei difendo delle posizioni politiche, in questo caso l’esigenza di non occludere l’apertura di possibilità che la storia comunque rappresenta, essa difesa non dipende dal grado di influenza che possono avere i suoi scritti ( o di chiunque altroi), molto o poca che sia

    Ci sarà stata sicuramente una mia tendenza a personalizzare lo scontro di idee con lei, come mi ha fatto notare, voglio però osservare che ciò non è nel mio costume. Credo neanche nel suo, è per questo che sono stato incredulo quando lei ha usato spocchia ed alterigia ai miei lontani e primi riferimenti all’imperialismo italiano, o per le mie critiche alla ideologia detta sovranismo, per queste tematiche da me richiamate lei mi ha addirittura acccusato di essere orfano del totalitarismo sovietico

    Ma cosa ne può sapere lei dei problemi che mi sono procurato criticando lo stalinismo, che per me non significa solo il gulag ma la tendenza ad allearsi con ogni borghesia, invece che cercare sponda nei movimenti di classe che periodicamente erompono mondo intero ? Da questo punto di vista lo stalinismo è violenza borghese ed io ( chiunque) non mi devo inibire parlando di superamento dei rapporti capitalistici che ci riducono ad un meccanismo sociale automatico il cui medium è la valorizzazione del valore

    La sua rispettabile risposta sull’imperialismo, fosse venuta prima, al posto dell’accusa di rincorrere tutti gli ismi totalitaristici, laddove lei con la arendt sarebbe stata attenta alle persone in carne ed ossa, avrebbe forse fortificato il mio ego per niente smisurato

    Secondo me l’imperialismo italiano è subalterno e straccione, quindi opportunista e traditore delle alleanza, prima con l’asse franco tedesco poi rompe il fronte contrario all’intervento in iraq per avere i pozzi di nassiria che sono forse i piu importanti dell’iraq, ( lì l l’Eni e quasi uno stato), Dalla guerra in iraq comincia la fase imperialistica americana che ha portato ad Obama, l’isis ,e tante cose che conosciamo

    Quel terzo degli italiani che hanno avocato a se tutta la ricchezza prodotta in italia da fine anni 80 ad oggi godono di enormi rendite finanziarie grazie all’ Eni e non solo, Attraverso i fondi speculativi anche traggono ricchezza dalle aziende italiane svendute ai capitali esterii, Siamo noi a pagare nella fattura piu soldi per le accise e tassazioni varie che per la “materia energia”

    La ringrazio comunque per la rispettabile risposta sull’imperialismo italiano, era da tantissimo tempo che la aspettavo, Forse talune personalità asociali pregne di istinto di morte sono piu pervasive dell’ incionscio di Tutti gli altri di quanto a prima vista possa sembrare. Buona serata

    PS Questo post e bello e condivisibile

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