Mentre sua eccellenza la brigantessa di Bruxelles che corrisponde al nome di von der Leyen, anzi non risponde affatto a meno che non la chiamiate sul cellulare per affari, dice che l’Ucraina sta vincendo come se considerassi gli europei un’accolita di scemi, un’altra mazzata si abbatte sul nostro continente amministrato da mentecatti: la Casa Bianca infatti sta minacciando gli Stati europei di chiudere l’export di diesel se essi non daranno fondo alle proprie scorte di emergenza. Giovedì scorso Trump davanti ai giornalisti è stato chiarissimo e ha chiesto agli europei di rilasciare immediatamente le loro scorte. Le motivazioni sono evidenti perché, nonostante The Donald sostenga che Hormuz non è mai stato così aperto come ora, la carenza di petrolio si fa sentire, ma soprattutto quella del diesel distillato direttamente in Medio Oriente che oggi non riesce a uscire dallo stretto o peggio ancora non può essere prodotto a causa della distruzione delle raffinerie. Se dovesse esportare gasolio in Europa, con le raffinerie americane che lavorano al limite, i prezzi di alzerebbero troppo mettendo a ulteriore rischio le lezioni di medio termine. Dunque un altro diktat dell’imperatore, ormai nudo, ma tuttavia privo di vergogna.
Ieri ho assistito alle prime scene di mancanza di diesel a un distributore, pompe del gasolio chiuse e automobilisti disorientati che cominciano a rendersi conto di come la situazione stia degradando rapidamente e che forse non bisogna dare troppo retta a giornaloni e telegiornaloni e le loro sciocchezze che tuttavia non possono essere utilizzate come carburante. La domanda di gasolio in Europa si aggira in genere intorno ai 5 milioni di barili al giorno. Questo carburante alimenta non solo le auto, ma soprattutto i camion che trasportano le merci, i trattori e le macchine agricole che seminano, le caldaie che riscaldano milioni di case. Le raffinerie europee non riescono a coprire l’intera domanda. A pieno regime, le raffinerie dell’Ue potrebbero produrre circa 4,5 milioni di barili al giorno di gasolio e il divario viene colmato dalle importazioni, che normalmente coprono il 10-15% della domanda, ma determinano il prezzo per l’intero mercato, secondo l’utilità marginale.
Le importazioni provenivano in passato dalla Russia e solo in parte dai Paesi del Golfo, ma adesso la Russia non c’è più perché l’Europa ha imposto un embargo sul diesel russo nel 2023 e adesso anche dal Golfo arrivano dei rivoli, così la metà del diesel necessario a compensare le carenze di raffinazione sono sate coperte dagli Usa, ovviamente a prezzi alti: perciò la minaccia trumpiana funziona alla grande. Impone all’Europa di utilizzare le proprie riserve così può esportare meno diesel nel periodo di elezioni e e tentare di contenere i prezzi che sono comunque alti, viste le quotazioni dell’oro nero. Chissà cosa sarà capace di dirci la von der Leyen che in definitiva è la vera responsabile di tutto questo, ma sarò anche interessante sapere cosa ne pensa (parole grosse) la Meloni che è un’amica politicamente intima.


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“ma sarò anche interessante sapere cosa ne pensa (parole grosse) la Meloni che è un’amica politicamente intima.”
Essendo culo e camicia. La melona si affiderà al suo mentore vespa