Da bambini siamo stati tormentati dai problemi del rubinetto e dello scarico per calcolare in quanto tempo la vasca di riempisse o si svuotasse. Eppure quei piccoli enigmi aritmetici servivano, eccome, ad affrontare i calcoli più semplici e i ragionamenti più lineari, cosa tutt’altro che scontata nel nostro universo concentrazionario. Non so cosa si studi oggi alle elementari, ma sta di fatto che sembra impossibile porre un semplice problema e accorgersi delle assolute cazzate che ci vengono dette a mezzo stampa, televisione o social per dimostrare questa o quella tesi, senza per accorgerci che i numeri stessi forniti in questo paradiso di bugie che è diventato l’Occidente e l’Europa in particolare, dicono il contrario di ciò che si vuole sostenere. Prendiamo il Net Zero e facciamo un esempio pratico. In Gran Bretagna, uno dei Paesi più ossessionati da questa impossibilità, si stanno progettando due giganteschi parchi solari quello di Botley West nell’Oxfordshire che costerà 800 milioni di sterline e si estenderò su una superficie di circa 1000 ettari e quello di East Pike che costerà un miliardo e avrà una superficie di 1100 ettari.
Già da subito si nota un’insensatezza perché il parco più piccolo dovrebbe dare corrente a 330 mila famiglie e quello più grande e costoso a 115 mila case, molto meno della metà. Tuttavia prendiamo per buona questa cifra data dai soliti esperti e ci troviamo immediatamente di fronte a parecchi problemi insormontabili e dunque a un evidente tentativo di subornazione. Facendo la somma questi due parchi solari che sottrarrebbero più di 20 chilometri quadrati di terreno agricolo arriviamo a dare energia a 445 mila famiglie. Anche qui parliamo di energia di picco, vale a dire nelle ore più illuminate dell’estate perché di notte la cifra scende a zero e nel resto delle stagioni l’energia prodotta è molto meno, diciamo che mediamente può essere fornito il 20 per cento dell’energia necessaria a un’abitazione, 500W invece dei 2,5 Kw assolutamente necessari. Ma anche superando questo impasse che ci dice come dare energia a una casa sia di per sé un’espressione ingannevole, si deve dire che le famiglie nel Regno Unito sono 29 milioni e dunque per dare energia solare a tutte ci vorrebbero 65 impianti del genere che prenderebbero un’area di 1300 chilometri quadrati solo di pannelli, ma con le strutture necessarie alla distribuzione dell’energia si arriva tranquillamente a 1500 e passa. Pazienza si tratta della superficie totale di una provincia e per giunta piccola, quindi a qualcosa di fattibile. Se non fosse che il consumo di energia delle abitazioni corrisponde a circa il 7% del consumo totale. Quindi i chilometri quadrati sarebbero 21 mila: per trasporre questo esempio in Italia e rendere le cose più facili, si tratta dell’estensione grosso modo di una grande regione, tipo l’Emilia Romagna o la Toscana. Vabbè facciamo questo sacrificio.
Ma un momento: questi impianti possono rendere decentemente solo se posti in pianura perché ovviamente nelle zone montane o collinari o sono impossibili da realizzare oppure avrebbero rendimenti di gran lunga inferiori. E sapete: la superficie montana e collinare dell’Italia corrisponde a quasi il 77 per cento del territorio. Dunque dovremmo sacrificare la metà delle nostre pianure, sulle quali peraltro insiste una notevolissima densità antropica, per produrre l’energia elettrica necessaria oggi, ma il cui consumo è destinato nel giro di un decennio ad aumentare del 60%, almeno secondo i calcoli più accreditati. Quindi dovremmo cancellare tutto, la pianura Padana, la Capitanata, la Terra di lavoro: come si vede stiamo parlando del puro nulla, se non fosse che miliardi vengono dirottati su queste favole.
Qui non si tratta dell’energia solare in sé che va benissimo, ma del suo utilizzo: se frazionata tra una miriade di utilizzatori casalinghi porterebbe a notevoli risparmi, ma concentrata in enormi territori, sottrae terreno agricolo, crea problemi ambientali di ogni tipo e oltretutto implica dispersioni molto più alte rispetto ai piccoli impianti. Ma poiché Net Zero è un’ invenzione dei grandi speculatori alla ricerca di rendimenti per i loro soldi e di potere (quello del possesso dell’energia è indiscutibile), ecco che si è scelta una via insensata.
Ma per capirlo bisogna saper fare di conto, bisogna conoscere l’aritmetica di base per non essere frastornati da cifre buttate senza criterio. Saper calcolare i tempi di riempimento di una vasca ha più a che fare con il nostro futuro che con il nostro passato anteriore.


RSS - Articoli


L’energia si misura in Kwh e non in Kw! Ma la sostanza non cambia.
Saluti
Massimo Sartirana