L’Iran è passato all’offensiva, ma non contro le navi americane che peraltro si sono ritirate a grande distanza sulla direttrice della base di Diego Garcia, lo hanno fatto attraverso un nuovo attacco degli Houti che hanno investito l’autostrada di Hayjat al-Abd. Questa è la principale arteria di collegamento tra Taiz e Aden, formalmente la capitale dello Yemen, ma sede del governo fantoccio saudita che peraltro è quello riconosciuto ufficialmente benché controlli una piccola parte del territorio e a mala pena il 20 per cento della popolazione. Si tratta di un obiettivo altamente simbolico che comincia ad essere a portata di mano. Ormai bisogna prendere atto che Iran e Yemen hanno sincronizzato le loro battaglie che del resto sono contro lo stesso nemico, ovvero Usrael, l’Arabia Saudita e gli Emirati: mentre gli Houti hanno distrutto in più riprese l’oleodotto Est – Ovest che permetteva a Riad di bypassare gli stretti di Hormuz e di Bab el Mandeb , gli iraniani hanno colpito il giacimento di Bu Hasa a sud-ovest di Abu Dhabi: si tratta di uno dei più grandi giacimenti di gas e petrolio degli Emirati oltre che l’unico posto di questo Paese, al di fuori delle strettoie di Hormuz. L’attacco concentrico priva il mercato di 13 milioni di barili standard al giorno, ma al contempo prefigura un completo cambiamento di paradigma in questa ennesima guerra del Golfo. .
L’Arabia Saudita si trova in gravi difficoltà, sebbene cerchi di imitare le tattiche americane bombardando qui e là (una scuola femminile è stata colpita, a imitazione di quanto accaduto in Iran il 28 febbraio), ma in realtà non riesce a fare granché sul piano militare, nonostante sia stata proprio lei a violare la tregua che proseguiva da due anni. E la casa Saud che la governa comincia a tremare: Bin Salman, il fac totum del Regno, è ormai contestato dall’interno della stessa famiglia, mentre il centinaio di tribù che formano il puzzle saudita stanno scalpitando e molte di esse rivendicano orgogliosamente un’origine yemenita, prendendo le distanze da tutto ciò la casa reale ha simboleggiati nei lunghi decenni del petrodollaro. Gli amricani potrebbero intervenire, ma non fanno per non dare fondo al loro arsenale missilistico. Insomma tutto il Medio Oriente prima britannico e oggi americano si va disaggregando. Ma è un discorso che si può ampliare: anche in Ucraina dopo il cambiamento della strategia russa che oggi colpisce senza pietà le infrastrutture che sorreggono la guerra e comincia a circondare le residue forze di Zelensky, si assiste a una divaricazione fra la posizione americana e quella europea, quest’ultima ancora vittima di illusioni suprematiste che cozzano come le corna di un caprone contro la realtà
Purtroppo l’irresponsabilità dei milieu politici europei sta raggiungendo il diapason, arrivando a minacciare una specie di blocco dell’enclave di Kalinigrad a cui la Russia – parole di Putin – si troverà costretta a reagire con tutte le proprie forze e i propri mezzi, il che è un riferimento esplicito alle bombe nucleari. Ora, sebbene gli americani stiano vendendo agli europei le armi che poi essi passano all’Ucraina, Washington sembra rendersi conto che a questo punto ci sono solo due strade da percorrere, a parte l’opzione atomica: o colloqui di pace su una base realistica che cerchino di salvare il salvabile, oppure andare incontro a una cocente sconfitta e sempre più cocente, man mano che le cose vanno avanti. Ma gli europei o meglio i milieu politici continentali molti dei quali sono già morti che camminano, non potrebbero resistere a una pace che sembra una sconfitta: dopo aver mandato a remengo l’industria e l’economia per sostenere un regime filonazista, non resisterebbero un giorno sulle loro poltrone e men che meno resisterebbe l’Ue che è la vera regista del bellicismo europeo. Quindi devono continuare a sperare nella guerra e in una impossibile soluzione che si presti ad essere spacciata come vittoriosa.
In ogni caso è evidente che i vari campi di battaglia si stanno unendo e non è una buona notizia per l’Occidente che vede man mano perdere di efficacia il divide et impera. E paradossalmente ciò mette i germi della divisione nel proprio stesso campo.


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TRUMP SI VANTA DI “ANDARE D’ACCORDO” CON KIM JONG-UN PERCHÉ LA COREA DEL NORD HA ARMI NUCLEARI.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha contrapposto l’approccio americano nei confronti della RPDC e dell’Iran, indicando l’arsenale nucleare di Kim Jong-un come motivo per mantenere buoni rapporti.
? “Quando un Paese ha 112 missili nucleari, è bello andare d’accordo”, ha detto Trump, una vera e propria pubblicità per la deterrenza nucleare.
? “Ma ecco la differenza. L’Iran non avrà mai un missile nucleare”, ha aggiunto Trump.
https://t.me/SputnikInt/110982
Mi dispiace tanto…
Il testo è molto lungo e non riesco a trascriverlo correttamente sul blog…
Giusto per ricordarvelo… all’epoca ero molto arrabbiato con gli Hutu…
Comunque…, anche se non c’entra nulla, qualcuno troverà sempre un modo per criticare Putin…
Questi sono gli anni che ricordo… CRONOLOGIA DELLA STORIA DELLO YEMEN…
Anni ’60 Anni ’60 – A Taiz viene inaugurato il primo impianto di trattamento delle acque dello Yemen. 1960 1961 1961 – Specialisti sovietici costruiscono le infrastrutture portuali a Hodeida (porto di Ahmadi). La costruzione era iniziata nel 1958. 1961 – La Repubblica Araba Unita cessa di esistere. 1962 1962 – La capitale viene trasferita nuovamente a Sana’a. 24 giugno – L’ambasciata dell’URSS viene stabilita a Sana’a, nell’ex residenza del principe Qasim (trasferitosi da Taiz). 18 settembre – L’Imam Ahmed, re del Regno Mutawakkil dello Yemen, muore a Taiz. Il principe Muhammad al-Badr viene proclamato re con il nome di Muhammad [12] 26 settembre – L’esercito yemenita, supportato da carri armati, assalta il palazzo reale Dar al-Bashair a Sana’a. Durante il colpo di stato (la rivoluzione yemenita del 1962), la monarchia fu rovesciata e il paese proclamò la Repubblica Araba dello Yemen [13]. Il comando rivoluzionario rovesciò il nuovo imam, Muhammad al-Badr, salito al potere una settimana prima (dopo la morte del padre). 28 settembre – Il Consiglio del Comando Rivoluzionario, guidato da Abdullah al-Sallal, fu istituito nella Repubblica Araba dello Yemen. Lo stesso giorno, le prime truppe egiziane [14][15] arrivarono a Sana’a e Taiz. 29 settembre – L’URSS riconobbe la Repubblica Araba dello Yemen. 10 ottobre 1962 – Iniziò la guerra civile nello Yemen del Nord con la conquista della città di Saad, vicino al confine con l’Arabia Saudita, da parte dei monarchici [16]. 30 ottobre – Fu proclamata la Dichiarazione Costituzionale della Repubblica Araba dello Yemen, che divenne la costituzione provvisoria per un periodo di 5 anni [14]. 8 novembre – Tra Egitto e Repubblica Araba dello Yemen fu firmato un accordo di mutua difesa che legalizzava la presenza del Corpo di Spedizione Egiziano nello Yemen. Poco dopo, Anwar Sadat fu nominato rappresentante del Presidente Nasser nello Yemen [16]. 12 dicembre – Abdullah al-Sallal, capo del Consiglio del Comando Rivoluzionario dello Yemen del Nord, presentò un programma per la modernizzazione del paese. Lo stesso giorno, fu promosso al grado di maresciallo [14]. 19 dicembre – L’Egitto dichiarò di essere pronto a ritirare il Corpo di Spedizione Egiziano dallo Yemen del Nord se l’Arabia Saudita avesse cessato di sostenere i distaccamenti armati dei monarchici yemeniti [17]. 1963 18 gennaio – Il Protettorato dell’Arabia Meridionale fu formato dalle aree del Protettorato di Aden non incluse nella Federazione dell’Arabia Meridionale. Il Protettorato dell’Arabia Meridionale comprendeva le province di Qatiri, Mahra, Quaiti e Wahidi Bir Ali, situate nello storico territorio dell’Hadhramaut, e il Sultanato dell’Alta Giaffa, che faceva parte del Protettorato di Aden Occidentale. 13 aprile – Fu adottata la costituzione provvisoria della Repubblica Araba dello Yemen [18]. 26 aprile – Con decreto presidenziale, fu istituito il Consiglio Centrale per gli Affari Tribali della Repubblica Araba dello Yemen; i diritti di autogoverno locale e di riscossione delle tasse furono trasferiti agli sceicchi tribali e furono definiti gli stipendi statali per i membri dei consigli provinciali [18]. 30 aprile – Egitto e Arabia Saudita firmarono un accordo sulla separazione delle forze e la cessazione delle ostilità nello Yemen del Nord [19]. 20 maggio – Il presidente egiziano Gamal Abdel Nasser pronunciò un discorso in cui dichiarò l’unità del movimento rivoluzionario nel mondo arabo e proclamò che il corpo di spedizione egiziano nello Yemen del Nord difendeva la rivoluzione yemenita e il diritto dello Yemen all’autodeterminazione [20]. 26 maggio – Il maresciallo Abdullah al-Sallal, presidente della Repubblica Araba dello Yemen, ha firmato un decreto che gli conferiva il diritto di dichiarare lo stato di emergenza nel paese [21]. 1° giugno – Nella Repubblica Araba dello Yemen è stato dichiarato lo stato di emergenza [22]. 2 settembre – Ad Amran si è tenuta una conferenza a cui hanno partecipato 500 sceicchi delle tribù del nord dello Yemen, teologi musulmani e rappresentanti della Repubblica Araba dello Yemen, per discutere del futuro del paese. La conferenza si è espressa a favore del mantenimento del regime repubblicano [23]. 16 settembre – Nella Repubblica Araba dello Yemen è stato emanato un decreto, in conformità con le decisioni della Conferenza di Amran, riguardante la creazione di una milizia tribale [24]. 26 settembre – Inaugurazione dell’aeroporto internazionale di Sana’a “Ar-Rakhaba” (“Ospitalità”), costruito da specialisti sovietici. 1963 – Fondazione del Fronte Nazionale per la Liberazione dello Yemen del Sud Occupato (FNLYY).
14 ottobre – Lo sceicco Rajih bin Ghaleb Labuza guidò una rivolta antibritannica delle tribù yemenite sui monti Radfana (Federazione Araba del Sud). La rivolta fu sostenuta dal neonato Fronte Nazionale nello Yemen del Sud occupato [25], e lo scoppio della guerra per la liberazione dello Yemen del Sud dal dominio britannico fu in seguito chiamato “Rivoluzione del 14 ottobre” [26]. 11 dicembre – L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, su iniziativa dell’URSS e di diversi altri paesi, adottò la Risoluzione 1949 riguardante Aden e il protettorato britannico, riconoscendo il diritto del popolo dello Yemen del Sud alla libertà e all’indipendenza e condannando l’oppressione delle autorità britanniche ad Aden nei confronti degli arabi [27]. 1964 4 gennaio – Il presidente della Repubblica Araba dello Yemen, Abdullah al-Sallal, fece ritorno a Sana’a dal Cairo accompagnato dai leader egiziani, il maresciallo Abdul Hakim Amer e Anwar Sadat [28]. 8 gennaio – Il presidente della Repubblica Araba dello Yemen, il maresciallo Abdullah al-Sallal, emanò un decreto “Sull’organizzazione del potere nella YAR” che funse da costituzione provvisoria [28]. 13 gennaio – Arabia Saudita
Il re Saud ibn Abdulaziz Al Saud dell’Arabia Saudita arrivò al Cairo per una riunione dei capi di Stato arabi, nonostante i conflitti con i regimi repubblicani in Egitto e nello Yemen del Nord. [20] 16 gennaio – La Giordania riconobbe il regime repubblicano nello Yemen del Nord in seguito a un incontro tra il presidente della Repubblica Araba dello Yemen, Abdullah al-Sallal, e il re Hussein di Giordania al Cairo. [20] 10 febbraio – Hassan al-Amri fu nominato Primo Ministro della Repubblica Araba dello Yemen, in sostituzione di Abdul Rahman al-Aryani. 21 marzo – Fu firmato un Trattato di Amicizia tra l’URSS e la Repubblica Araba dello Yemen. [29] 1964 – Una rivolta anti-britannica guidata dal Fronte di Liberazione Nazionale (FLN) scoppiò sui monti Radfan. 24 aprile – Il presidente egiziano Gamal Abdel Nasser, che si trovava in Yemen, dichiarò per la prima volta che avrebbe sostenuto in ogni modo il movimento anti-britannico di Aden. [30] 27 aprile – Viene adottata la costituzione permanente della Repubblica Araba dello Yemen. [30] 29 aprile – L’ambasciatore della Repubblica Araba Unita, Hamoud al-Jayfi, viene nominato Primo Ministro della Repubblica Araba dello Yemen. [31] [32] 5 giugno – Presso la sede della Lega Araba al Cairo si tiene una riunione delle organizzazioni di opposizione dello Yemen del Sud per discutere dell’unità organizzativa delle forze anti-britanniche. [33] 30 giugno – Le organizzazioni di opposizione dello Yemen del Sud rilasciano una dichiarazione congiunta in cui confermano la loro intenzione di unire gli sforzi nella lotta contro le autorità britanniche. [33] 1° ottobre – Viene istituita l’Organizzazione per la Liberazione dello Yemen del Sud Occupato. [34] 7 novembre – Il presidente Abdullah al-Sallal della Repubblica Araba dello Yemen annuncia la cessazione delle ostilità contro i monarchici nella notte dell’8 novembre, in conformità con gli accordi di Erquit. Tuttavia, la guerra civile non si fermò. [22] 2 dicembre – I vice primi ministri della Repubblica Araba dello Yemen, Mohammed Mahmoud al-Zubairi e Abd al-Rahman al-Aryani, e il presidente del Consiglio consultivo della YAR, Ahmed Mohammed Nawman, si dimisero, accusando il presidente Abdullah al-Sallal di abuso di potere. Nel paese iniziò una crisi di governo. [35]
1965
11 marzo 1965 – Presso la sede della Lega degli Stati Arabi al Cairo si tenne una riunione delle organizzazioni politiche dello Yemen del Sud, ma non si raggiunse alcun accordo sull’unità d’azione [34]. 1° aprile – Il poeta e politico yemenita del Nord Muhammad Mahmoud al-Zubairi, che cercava di porre fine alla guerra civile tra repubblicani e monarchici unendo la nazione sulla base del nazionalismo, fu ucciso durante una visita alle tribù nella regione del Barat [36]. 21 aprile – Il giorno dopo le dimissioni del governo della Repubblica Araba dello Yemen, guidato da Hassan al-Amri, sostenitore di M. M. al-Zubairi, ucciso il 1° aprile, Ahmed Muhammad Nauman formò un nuovo gabinetto e presentò un programma di governo [36].
2 maggio – A Hamer (Repubblica Araba dello Yemen) si aprì una conferenza nazionale con la partecipazione di rappresentanti del regime repubblicano e dell’opposizione monarchica. La conferenza di Hamer espresse fiducia nel nuovo governo del paese, sostenendo la creazione di un esercito nazionale, il ritiro delle truppe egiziane e l’introduzione di una costituzione conservatrice da parte di Mohammed Mahmoud al-Zubairi [36].
1965 – L’Organizzazione per la Liberazione del Sud Occupato (OLOS) e il Fronte Nazionale (NFOYU) formarono il Fronte di Liberazione dello Yemen del Sud Occupato (FLOSI). 22 giugno – Il primo Congresso del Fronte Nazionale di Liberazione dello Yemen del Sud Occupato ebbe inizio a Jibla (Repubblica Araba dello Yemen). Durante i suoi tre giorni di lavori, il congresso adottò la Carta Nazionale, dichiarando il rifiuto del percorso di sviluppo capitalista dello Yemen del Sud [37]. 13 luglio – Fu proclamata la Carta Nazionale della Repubblica Araba dello Yemen, che confermava l’inviolabilità del sistema repubblicano e l’alleanza con l’Egitto [38]. 20 luglio – Nella Repubblica Araba dello Yemen si formò un governo guidato da Hassan al-Amri [38]. 10 agosto – A Taif (Arabia Saudita), politici e monarchici dello Yemen del Nord firmarono un accordo che sanciva la creazione dello “Stato Islamico dello Yemen”. L’accordo prevedeva un plebiscito sulla futura struttura statale del paese dopo il ritiro delle truppe egiziane e la fine della guerra civile [39]. 24 agosto – Il presidente egiziano Gamal Abdel Nasser e il re saudita Faisal bin Abdulaziz al-Saud firmarono a Gedda un accordo sulla questione dello Yemen. L’accordo stabiliva che un plebiscito sul futuro sistema statale della Repubblica Araba dello Yemen e sul ritiro delle truppe egiziane dallo Yemen del Nord si sarebbe tenuto entro il 23 novembre 1966 [39]. 25 settembre – L’Alto Commissariato britannico abolì la costituzione della colonia di Aden e rimosse il governo locale guidato da Abdel Kawi Makawi [40].
2 ottobre – Scioperi e manifestazioni si sono svolti ad Aden, Lahaj e in altre città dello Yemen meridionale, indetti dal Fronte di Liberazione Nazionale [41].
18 ottobre – Qahtan al-Shaabi, leader del Fronte di Liberazione Nazionale nello Yemen meridionale occupato, si è rivolto alla Quarta Commissione delle Nazioni Unite chiedendo l’immediato ritiro delle truppe britanniche dallo Yemen meridionale [42].
2 novembre – La Seconda Conferenza dei Capi di Stato e di Governo dei paesi asiatici e africani, soprannominata la “seconda Bandung”, è stata rinviata a tempo indeterminato ad Algeri. Il
5 novembre, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la Risoluzione 2023 sullo Yemen meridionale, riconoscendo l’unità dei Protettorati di Aden, orientale e occidentale e chiedendo il ritiro delle truppe britanniche da tutto il territorio dello Yemen meridionale [42]. 23 novembre – È iniziata l’evacuazione del Corpo di Spedizione Egiziano dallo Yemen settentrionale [39]. Lo stesso giorno, si aprì la Conferenza di Harad sulla riconciliazione nazionale, che, dopo un mese di lavori, non portò ad alcuna decisione [43].
1966
13 gennaio 1966 – A Taiz (Repubblica Araba dello Yemen) fu firmato un accordo per l’unificazione del Fronte Nazionale per la Liberazione dello Yemen del Sud Occupato (NLOYYY) e dell’Organizzazione per la Liberazione dello Yemen del Sud (FLOSI) sotto il Fronte Israeliano, guidato da Abdel Kawi Makawi [44]. Il giorno seguente, il segretario generale del Fronte di Liberazione Popolare di Jemaah (PLFJ), Qahtan al-Shaabi, dichiarò nullo e invalido l’accordo, affermando che le azioni di Ali Salami, che lo aveva firmato, erano illegittime [45]. 7 luglio – Il secondo Congresso del Fronte Nazionale per la Liberazione dello Yemen del Sud si aprì a Jibla (Repubblica Araba dello Yemen) e dichiarò il PLFJ l’unica organizzazione politica rappresentante gli interessi del popolo dello Yemen del Sud [46].
12 agosto – Dimissioni del governo della Repubblica Araba dello Yemen guidato da Hassan al-Amri [38]. 18 settembre – Il presidente della Repubblica Araba dello Yemen, il maresciallo Abdullah al-Sallal, ha assunto personalmente la guida del governo in seguito alle dimissioni del gabinetto di Hassan al-Amri in agosto, rafforzando la posizione dei repubblicani radicali e riducendo la rappresentanza degli aristocratici tribali [47]. 26 settembre – Nella Repubblica Araba dello Yemen scoppia uno scontro armato tra le truppe del Corpo di Spedizione Egiziano e i nazionalisti locali. In seguito a questo scontro, la YAR chiede “la completa indipendenza”, il ritiro delle truppe egiziane e la rimozione di Anwar Sadat dalla sua posizione di rappresentante personale di Nasser nello Yemen del Nord [48]. 14 ottobre – Il Fronte di Liberazione Nazionale nello Yemen meridionale occupato
In seguito al suo appello, ad Aden si sono svolte manifestazioni di massa anti-britanniche [49].
29 novembre – Il Terzo Congresso del Fronte di Liberazione Nazionale per lo Yemen del Sud Occupato si è aperto nel villaggio di Hamr (Repubblica Araba dello Yemen) e ha dichiarato il rifiuto dell’alleanza con il Fronte per la Liberazione dello Yemen del Sud Occupato (FLOSI) e la continuazione di una lotta armata indipendente contro la protezione britannica [50].
12 dicembre – Il Fronte Nazionale per la Liberazione dello Yemen del Sud Occupato ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dal Fronte per la Liberazione dello Yemen del Sud Occupato (FLOSI) [50]. L’NFOYU si è ritirato dal FLOSI per ottenere l’indipendenza.
14 dicembre – Il Presidente della Repubblica Araba dello Yemen, il Maresciallo Abdullah al-Sallal, ha annunciato la formazione dell’Unione Rivoluzionaria Popolare, un partito di governo, durante un comizio a Sana’a [51].
1967
2 aprile 1967 – Una missione speciale delle Nazioni Unite arrivò ad Aden per monitorare l’attuazione della risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 12 gennaio 1966. La missione fallì perché il Fronte Nazionale si rifiutò di negoziare e continuò la lotta armata [52]. 20 maggio – Il nuovo Alto Commissario britannico, Humphrey Trevelyan, arrivò ad Aden, con il compito di preparare il ritiro pacifico delle truppe britanniche dallo Yemen del Sud e il trasferimento del potere al movimento di liberazione arabo [52]. 19 giugno – Il Ministro degli Esteri britannico annunciò che lo Yemen del Sud sarebbe diventato indipendente il 9 gennaio 1968. 20 giugno – I ribelli arabi di Aden conquistarono il Cratere, uno dei distretti di Aden, uccidendo 22 soldati britannici [54]. 22 giugno – I guerriglieri del Fronte Nazionale nello Yemen del Sud conquistarono il distretto di Ad-Dali e arrestarono l’emiro locale [55]. 23 giugno — Il primo incontro sul Medio Oriente tra il presidente degli Stati Uniti Lyndon Johnson e il presidente del Consiglio dei ministri dell’URSS, A. N. Kosygin, si è svolto a Glasboro, negli Stati Uniti. Un secondo incontro si è tenuto nella stessa località il 25 giugno. 25 giugno — I guerriglieri del Fronte Nazionale nello Yemen del Sud hanno conquistato la regione di Shueib e arrestato uno sceicco locale insieme alla sua famiglia [55]. 10 agosto — La missione delle Nazioni Unite proveniente da Aden è arrivata a Ginevra e ha avviato negoziati con alcuni sultani e sceicchi dello Yemen del Sud. Il Fronte di Liberazione Nazionale per lo Yemen del Sud Occupato e altre organizzazioni dello Yemen del Sud hanno condannato le azioni della missione [54]. 12 agosto — I guerriglieri del Fronte Nazionale nello Yemen del Sud hanno conquistato la regione di Maflyakha e arrestato uno sceicco locale [55]
13 agosto — I guerriglieri del Fronte Nazionale nello Yemen del Sud hanno conquistato le regioni di Lahj e Datin; i governanti locali sono fuggiti [55]. 27 agosto – I guerriglieri del Fronte Nazionale conquistarono la regione di Awadil, nello Yemen del Sud [55]. 28 agosto – I guerriglieri del Fronte Nazionale conquistarono le regioni di Zanzibar e del Basso Yafai, nello Yemen del Sud [55]. 31 agosto – In un incontro a Khartoum tra il presidente egiziano Nasser e il re saudita Faisal, fu raggiunto un accordo sul ritiro dell’esercito egiziano dallo Yemen del Nord in cambio della cessazione degli aiuti ai monarchici yemeniti [56]. 2 settembre – I guerriglieri del Fronte Nazionale conquistarono le regioni dell’Alto Yafai, di Al-Qasiri e di Al-Akrabi, nello Yemen del Sud. Il comitato esecutivo del Fronte Nazionale si dichiarò unico pretendente al potere [55]. 9 settembre – I guerriglieri del Fronte Nazionale conquistarono la regione del Basso Awadil, nello Yemen del Sud, e uccisero il governatore locale [55]. 14 settembre – I guerriglieri del Fronte Nazionale nello Yemen del Sud occuparono il Sultanato di Al-Mahra e arrestarono il Sultano [55]. 16 settembre – I guerriglieri del Fronte Nazionale nello Yemen del Sud occuparono il Sultanato di Al-Quaiti e il Sultano abdicò [55]. 2 ottobre – Iniziarono proteste di massa a Hodeidah, assediata dai monarchici, con l’arrivo di molti leader della Repubblica Araba dello Yemen da Sana’a [57]. 27 ottobre – I sostenitori del Fronte Nazionale entrarono nello Sceicco dell’Alto Awalik, nello Yemen del Sud [55]. 2 novembre – L’Alto Commissario britannico Humphrey Trevelyan ad Aden annunciò che l’indipendenza dello Yemen del Sud era stata rinviata alla fine di novembre 1967 [58]. 5 novembre – Il Maresciallo Abdullah al-Sallal, Presidente della Repubblica Araba dello Yemen, fu rovesciato durante una visita in Iraq. Fu annunciato che era stato rimosso da tutti i suoi incarichi e privato di tutti i suoi gradi. L’Assemblea Repubblicana, guidata da Abdurrahman al-Aryani, salì al potere [59]. 14 novembre – Il Ministro degli Esteri britannico George Brown annunciò che lo Yemen del Sud avrebbe ottenuto l’indipendenza il 30 novembre [60]. 22 novembre – Iniziarono a Ginevra i negoziati tra il Segretario Coloniale britannico Lord Shackleton e il leader del Fronte Nazionale Qahtan al-Shaabi per la concessione dell’indipendenza allo Yemen del Sud [60]. Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su una soluzione politica in Medio Oriente [61].
26 novembre – Fu proclamata la Repubblica Popolare dello Yemen del Sud. 29 novembre – Le forze del Fronte Nazionale, salite al potere nello Yemen del Sud, presero il controllo dell’Alto Awalik, l’ultimo sultanato continentale. Il giorno seguente sbarcarono sull’isola di Socotra [55]. L’ultimo soldato britannico lasciò Aden [62].
1967 – Gli inglesi cedettero l’indipendenza della “Repubblica Democratica Popolare dello Yemen” al Fronte Nazionale (NF). 30 novembre – Il Protettorato dell’Arabia Meridionale crollò il 30 novembre 1967, seguito dalla caduta delle monarchie negli stati costituenti. Il protettorato entrò a far parte della neonata Repubblica Popolare dello Yemen del Sud. Il primo presidente della Repubblica Popolare dello Yemen del Sud fu Qahtan al-Shaabi, segretario generale del Fronte Nazionale, che guidò anche il governo. La Direzione Generale del Fronte pubblicò un manifesto programmatico che annunciava ampie trasformazioni sociali [63]. 1967-75 – Chiusura del Canale di Suez. 6 dicembre – Nello Yemen del Nord, le forze monarchiche interruppero le strade che collegavano Sana’a a Hodeidah e Taiz e iniziarono a bombardare l’aeroporto di Rahba e le zone più vicine alla capitale. Le autorità repubblicane iniziarono ad armare i volontari [64].
La grande guerra per lo Yemen, e Aden è il luogo in cui i sionisti anglosassoni diedero il primo morso agli Ottomani…
Bab-ul-Mendenb e Aden sono i più antichi passaggi umani della storia.
Il Mar Rosso non era ancora completo.
La penisola arabica si sta separando dalla terraferma africana a una velocità di 2,5 cm/anno.
Si può quindi calcolare come fosse 150.000 anni fa. Forse, addirittura, la separazione non era ancora iniziata.
La separazione e l’approfondimento del Mar Rosso procedono parallelamente.
Quindi, è possibile che il profeta Mosè abbia attraversato il Mar Rosso durante un fenomeno di marea in acque poco profonde.
Si tratta del primo passaggio di esseri umani, o ominidi, fuori dall’Africa.
Pertanto, i più antichi scambi commerciali e guerre potrebbero essersi svolti in quest’area.
Nelle mie opere, ho una cronologia della storia delle terre yemenite.
Molto prima di Cristo, il popolo yemenita adottò la religione ebraica.
Ora, nella fase finale, gli Houthi hanno espulso gli ebrei in Israele e in altri paesi. Hanno semplicemente proibito loro di vivere nello Yemen.
Ci sono molti migranti yemeniti in Estremo Oriente. Lì hanno sviluppato grandi banche e organizzazioni finanziarie.
Nelle Filippine sono particolarmente influenti.
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BAB-ÜL MENDENB and ADEN, are oldest
the oldest passages of humans in history..
The red sea vas not completed yet.
Arabian Penisulla ? is seperating froDEPEN of m Africa mainland at speed of 2,5cm/year.
Thus you can calculate how it was150.000 years before. Maybe even, seperation not begun.
Seperation and deepen of Red sea goes paralel..
So Moses the Prophet possibly had been passed Red Sea during tidal phenomenon among shallow water..
İt is first passage of humans, or humanoids
OUT OF AFRİCA..
So The oldest trade and wars may be happen at this area..
İn my works,I have a Time-Table of HİSTORY of the Yemeni Lands..
Once long before Christ, Yemeni People adopted to Jews.
Now at last position HOUTİ’s expelled Jews to İsrael and other countries. Simply Prohibited them to live in Yemen.
There is a lot of Yemeni Migrants at FAR EAST. They developed there a big Financial Banks and Organisations.
İn Philiphines they arae specially in force..