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Giustizieri in pigiama

legittima difesa Anna Lombroso per il Simplicissimus

Con qualche tocco di involontaria comicità (ad esempio la speranza di una auspicabile eclissi che tuteli  la liceità del “bang” dei giustizieri del giorno), la legge sulla  difesa faidate approvata dal Senato riconosce “sempre”  la sussistenza della proporzionalità tra offesa e difesa «se taluno legittimamente presente nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi», «usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere la propria o la altrui incolumità, i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione».

Affinché scatti la legittima difesa non è necessario che il ladro abbia un’arma in mano, bensì è sufficiente la sola minaccia di utilizzare un’arma e non è neppure tassativo che la minaccia sia espressamente rivolta alla persona.  Modifica l’articolo 55 del codice penale che disciplina «l’eccesso colposo», escludendo la punibilità di chi si è difeso in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto. Inasprisce  le pene per violazione di domicilio e furto in appartamento, innalzando tra l’altro a quattro anni la pena massima di carcere per la violazione di domicilio e a sei e sette anni per il furto in abitazione e scippo, si arriva fino a un massimo di sei e sette anni di carcere. Esclude la responsabilità civile per chi si è difeso, facendo sì che il gravemente turbato che ha sparato, se assolto in sede penale, non debba essere obbligato a risarcire il danno derivante dal medesimo fatto in sede civile.  E se non lo aiuta già Forza Nuova o la Lega, può godere del gratuito patrocinio.

Ho voluto fare questa premessa alquanto noiosa perché una volta di più provvedimenti normativi che, secondo la la letteratura in materia  vengono forgiati in risposta a sentimenti, emozioni e pressioni popolari, aiutano l’artata confusione tra legalità e legittimità, di modo che atti che si collocano all’interno di una costruzione di regole e disposizioni possano assumere immediatamente la qualità di liceità anche se contrastano con gli imperativi morali della giustizia e dell’equità. E non potrebbe essere diversamente perché si tratta di disposizioni che si allineano sull’ideologia di maggioranze silenziose o elettorali, tali per potere di censo, fidelizzazione a ceti padronali, élite autonominatesi tali.

Troppo facile dire, secondo la narrazione dell’antifascismo di nuova generazione, ben interpretato dal Pd, e dai suoi nostalgici, che per l’appunto ha detto sì all’articolo 2 della legge, che la licenza a sparare alla cieca è il frutto del peccato originale, preso entusiasticamente a morsi di chi ha infilato la felpa sull’orbace, come se il fascismo oggi altro non sia che un processo inteso a imprimere alla struttura istituzionale una sequenza di torsioni autoritarie volte a svuotare la democrazia pur mantenendone parzialmente intatto l’impianto formale e rituale, per far posto a un regime di dittatorelli e gerarchi forti del sostegno di una plebe scontenta, ignorante quanto indolente. Mentre invece è la declinazione “politica” del sistema economico che occupa interamente e governa le nostre esistenze.

E difatti la legge che esalta la proprietà ancor prima della vita, è la semplice elementare trasposizione su scala di uno slogan caro al susseguirsi dei governi (ricordo l’enfasi con cui la pronunciò tal senatore Esposito): salvare vite è un lusso che non possiamo permetterci. Dichiara la resa definitiva dello Stato incapace di gestire gli esodi che ha contribuito a provocare, per difendere gli italiani e il loro lavoro prima degli altri,  così come è impotente a tutelarli a casa e per strada, tanto da autorizzarli a farsi giustizia da sé. Così, per non lasciare sguarnita un’altra trincea, toglie autorevolezza e alimenta la sfiducia nelle forze dell’ordine ricattare e intimorite, quanto inadeguate a rispondere alle istanze di libertà e equità, ridotte a braccio armato in difesa dei palazzi, e ancora di più alla magistratura che, secondo la legenda contemporanea ben favorita dalla stampa, “i malfattori, tutti stranieri, li arresta e poi li lascia andare”.

I presupposti sono gli stessi. Si portano alla fame popolazioni e ceti, quelli che non l’avevano conosciuta adesso la provano insieme alla perdita di beni e privilegi, in modo che perdano dignità di persone e maturino al loro interno e liberino istinti ferini da indirizzare secondo comando, in modo da dividere per meglio imperare.

Anche in questa forma si stabilisce il primato del privato. La pistola facile per difendere casa, diventa una concessione a quelli che non abitano nei ghetti di lusso, nelle enclave difese da muri, fortini, vigilantes, telecamere, allarmi sofisticati e cagnoni ringhianti  e le cui fuoriserie si muovono su percorsi che inghiottono al loro passaggio chiodi acuminati, pronti a perforare pneumatici plebei (i ballard, così si chiamano, sono uno dei ritrovati più graditi a Miami come a Rio).

Sono quelli dei quali e non da ora è stata sdoganata la paura, svincolato il sospetto a norma di legge ma anche sotto forma di autorizzazione etica, se pensiamo al cappello ideologico che si è dato con recinti, muri, panchine dedicate, interdizioni alla sosta nei giardinetti, ai provvedimenti per la tutela dell’ordine pubblico contro chi è “destinato” inevitabilmente alla trasgressione e all’offesa al decoro, già condannato a priori in qualità di povero ancor prima che colorato.

Non è da ora che è diventato legale difendere il proprio spazio e i propri beni sempre più esauriti, come cercarne altri depredando terre lontane da sempre condannate a essere derubate e impoverite al nostro servizio, non è da ora che ci è permesso anzi raccomandato imporre la nostra civiltà, i nostri bisogni e le nostre leggi compresa quella delle armi e soprattutto quella della nostra sopravvivenza in cambio di quella di chi siamo liberi di annoverare tra inferiori e immeritevoli, quindi inesorabilmente minacciosi, pericolosi e contagiosi.

Forse ora, superata la banalità del male, ci siamo fatti imporre la necessità del male.

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16 responses to “Giustizieri in pigiama

  • Luigi

    Qui pro quo, anonimo. Anche perché i suoi commenti non li ho letti io (convalescente) ma una buona persona che però, in tutta evidenza, lo ha fatto un poco frettolosamente. Io lo ho fatto poco fa, ed effettivamente tra commenti uno dietro l’altro e virgolettato di questo e di quello e niente indicazione del destinatario e il correttore che va e viene…
    Il suo ultimo commento è invece molto chiaro.
    Le chiedo scusa.

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  • Lorenzo

    Una bellissima e tonitruante superpippa di una particolarmente ispirata Anna, abbondantemente innaffiata di nessunotocchicainismo di marca, pardon, di cru Roederer radical chic.
    Di corrispondente spirito (circa 12%) la stampella “logica” del lettore Luigi: per far dimenticare i morsi della crisi, lasciano sfogare i morsicati sparacchiando al (povero) delinquente che gli entra in casa passando dalla finestra.
    Salvare vite è un lusso che non possiamo permetterci? Mica tanto, con meno di 80 centesimi possiamo salvare… la nostra, il costo di una cartuccia cal. 9×21. Però mi raccomando: mirare bene!
    Come forma di autotutela mi pare piuttosto proletaria e alla portata di tutti. Costa parecchio meno dei sofisticatissimi allarmi che possono permettersi gli altoborghesi fan di Fico e della Boldrini.
    E se proprio si vuol dimostrare di non essere razzista, non è necessario ingolfare le nostre città di colorati nullafacenti. Si può farlo smettendola di perorare la causa indecente dell’unico Stato di fatto razzista, autentico persecutore di minoranze etniche autoctone su base razziale esistente sul pianeta.
    Quale? Ah saperlo…

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    • Anonimo

      “Affinché scatti la legittima difesa non è necessario che il ladro abbia un’arma in mano, bensì è sufficiente la sola minaccia di utilizzare un’arma e non è neppure tassativo che la minaccia sia espressamente rivolta alla persona. Modifica l’articolo 55 del codice penale che disciplina «l’eccesso colposo», escludendo la punibilità di chi si è difeso in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto. ”

      Si auguri di non incontrare nessun vicino, possessore di arma da fuoco sedicente Gravemente turbato dai suoi comportamenti, per qualsiasi potenziale pericolo allora…

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    • Luigi

      Buon pomeriggio,
      si può dissentire con educazione. Se poi il dissenso fosse supportato anche da argomenti…
      E invece lei ancora con questa “superpippa” dei radical- chic e comunisti col Rolex e altre ossessioni copiate dagli articoli di Tommaso Merlo… Qui non ci sono radical-chic: schiene dritte, sì.
      “Salvare le nostre vite, mirando bene con cartuccia 9×21”, ecco: la invito a riflettere su questo passaggio del suo scritto. A me è molto chiaro. A lei?
      E cosa c’entra Fico con Boldrini? Ah, saperlo…

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      • Anonimo

        “E invece lei ancora con questa “superpippa” dei radical- chic e comunisti col Rolex e altre ossessioni copiate dagli articoli di Tommaso Merlo… Qui non ci sono radical-chic: schiene dritte, sì.”

        Sembrano le ciance di Brunetta e di Emilio Fede…

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      • Anonimo

        Lei da per “panglossianmente” scontato CHE OGNI POSSESSORE DI ARMA DA FUOCO SIA UN PERSONA SOSTANZIALMENTE EQUILIBRATA E CON BUONI RIFLESSI… se uno agisce in eccesso di legittima difesa, Non lo è.

        Beata ingenuità o malafede, altro che ciance radical chic

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      • Anonimo

        “Salvare le nostre vite, mirando bene con cartuccia 9×21”

        il percettore della cartuccia 9×21, potrebbe avere parenti o amici più armati di Lei,o abili guidatori, ci ha mai pensato ?

        Sa da cosa è nata la legge ed il diritto statale ?

        Magari per evitare faide ed ammazzamenti vari, fra clan privati ?

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      • Anonimo

        Ci sono in Italia immigrati provenienti dalla guerra Jugoslava per esempio, o dall’Ucraina,
        cosa vuole che se ne facciano della sua calibro 9, se hanno intenzione di vendicarsi, per un suo possibile eccesso di legittima difesa, con morte del ladro di turno?

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    • Anonimo

      Io sono de parere che qualunque Caino , anche in eccesso di legittima difesa faccia prevaricazioni , aggressioni o minacce armate sia da toccare ma più specificamente da incarcerare….con l’abrogazione sostanziale dell’eccesso di legittima difesa, questo in parte Non si può più fare…
      bisognerà subirsi pure taluni Caini paranoici armati attaccatissimi ai propri poderi, senza poterli “toccare”.

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      • Luigi

        Anonimo,
        ho replicato al sig Lorenzo, non certo a lei. Ma forse è proprio per questo che mi insulta. In ogni caso è lui che ha parlato di radical-chic, non certo io. Così il paragone con Brunetta e fede non è solo inconsistente: è stupido. Lei infatti mi associa ai due, lamentando il ricorso ai loro luoghi comuni, usati invece dal sig Lorenzo e da me solo ripresi per stigmatizzarli. Mi urla che “dico ciance da radical- chic” e allo stesso tempo che parlo come Brunetta e quell’altro. Si decida.
        Anche oggi ha intasato, ed è contento…
        Non si curi di rispondermi, perché comunque non leggerò più i suoi insulti. E neanche la sua prosopopea.

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      • Luigi

        “Hanno abrogato i diritti sociali e del lavoro, stanno introducendo il privilegio-diritto di sparare-ammazzare…colonia itaglia sta diventando la caricatura dell’amerika”
        Me l’hanno appena segnalato: sarà un altro anonimo?

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      • Anonimo

        Volevo replicare a Lorenzo che ha cianciato di radical chic, un po’ come farebbe un Brunetta qualsiasi,però ho fatto confusione a postare, mi scuso;

        peraltro Non ho insultato nessuno, cianciare Non è un insulto, è una constatazione, ma Non mi riferivo a Lei, che ha commentato Lorenzo in modo a mio avviso di primo acchito Non intellegibile, ed inoltre nei commenti precedenti Non ho letto bene il suo nome.

        Chi fa propaganda per un uso più libero delle armi è a mio avviso uno sconsiderato, anche pericoloso.

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    • Anna Lombroso

      grazie a @lorenzo, era tanto che mi cullavo nell’illusione che fosse finito il tempo delle accuse di radicalismo chic (come se a chi critica non fosse permesso nemmeno essere elegante come bertinotti), quello dei disincantati col guanto penzolone e lo scetticismo blu. perchè viviamo tempi bui e il citrullismo ben condito di banalità dovrebbe essere interdetto almeno quanto il libero uso delle armi. Invece il suo commento mi ha fatto tornareindietro quando stavamo meglio tanto che potevamo perdere tempo con quegli sciocchezzai

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  • Luigi

    Eppure l’orecchio ascolta con piacere. Perché il destinatario di questa ennesima malvagità è l’immigrato, cioè colui che agli occhi di (quasi) tutti è IL colpevole. Perché ogni crimine, perfino quello più odioso, lo stupro, “è più grave se lo commette un profugo” (sua altezza Serracchiani).
    Questa porcheria non è un deterrente, non ridurrà la percentuale dei crimini. Così come non l’hanno intaccata la vicenda Diciotti e il sistematico massacro di profughi. Aumenteranno i voti al segregazionista, questo sì.

    P. S. Nel m5s solo i parlamentari di area Fico hanno proposto emendamenti , e tanti anche. Il segregazionista è molto arrabbiato.

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  • Anonimo

    Hanno abrogato i diritti sociali e del lavoro, stanno introducendo il privilegio-diritto di sparare-ammazzare … colonia-itaGlia sta diventando la caricatura dell’ amerika

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