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Migrazioni elettorali

migranti29-claudia.jpg_997313609Con l’arrivo dell’Aquarius a Valencia si è concluso l’ultimo atto della sordida commedia delle claques accorse a recitare l’umanesimo dei Soros e delle ong con navi dalla matricola cancellata che fanno alla fine più morti che salvati (vedi qui) , mentre contemporaneamente, dietro queste fragili quinte, si è messa in moto la realtà delle cose, ovvero il respingimento da parte dello stato spagnolo di chi “non ha le carte in regola”, la separazione dei bambini dalle madri e dagli altri mandati in qualche Cie sconosciuto in attesa del loro destino. Insomma tutto il meccanismo di un Paese guidato in sostanza con metodi franchisti, che si finge umanitario per recitare la sua parte europeista, ma che finora ha effettuato più respingimenti a fronte di un flusso di migranti 12 volte inferiore a quello dell’Italia o della Grecia.

Questa campagna europea e globale per evitare che l’Italia cessi di essere la discarica principale delle guerre occidentali e dello sfruttamento delle multinazionali, ci conduce però ad altre considerazioni, visto che la chiusura dei porti italiani all’Aquarius può anche essere vista come la prima riaffermazione di sovranità dopo la lontana crisi di Sigonella. E questo ci porta per mano alle ragioni della crisi e della scomparsa della sinistra in questo Paese, ragioni che si possono far risalire in radice all’incapacità di pensare alla sovranità come qualcosa che riguarda i cittadini e la loro capacità di decisione e rappresentanza, ma soltanto sotto il segno del concetto “borghese” di nazione, peraltro sospettato speciale nelle più semplicistiche vulgate marxiste. Qui si può vedere in atto tutta la potenza dell’egemonia culturale che riesce a incanalare idee appartenenti a un modo di pensare antagonista rispetto alle teorizzazioni capitaliste, per usarle a proprio favore. Naturalmente tutto questo è possibile solo all’ombra di un progressivo degrado ideologico che tende a conservare linguaggi, etichette, forme, movenze e totem mentre la sostanza viene meno senza che i soggetti si accorgano pienamente della mutazione. Fino a che qualcosa si spezza.

E in effetti il filo si è spezzato dopo vent’anni di resa senza condizioni alle oligarchie dell’ Europa neoliberista, di scelte e di concessioni del tutto contrarie agli interessi del Paese oltre che ai diritti del lavoro e di cittadinanza, giustificate negli ultimi anni solo in nome di un superamento della nazione come se questa fosse la sentina di tutti i mali, una sorta di grande tabù. Sembra che non ci si sia minimamente accorti che questo apriva uno spazio infinito al governo delle elites del denaro, all’infeudamento aziendalistico, alla scomparsa dello stesso concetto di pubblico e di democrazia. Non è però che la scomparsa della sinistra e la sconfitta delle formazioni che abusivamente vi si riferiscono, abbia aperto le porte a una nuova progettualità politica, ma ha avuto solo diversi esiti elettorali in sostanza legati a un ritorno alla sovranità come collante tra quello che potremmo chiamare classe lavoratrice e la piccola borghesia in via di proletarizzazione. E’ inutile sottolineare che tutti i contenuti con accenti assolutamenti diversi , taluni di nuovo conio, altri recuperati da vecchie esperienze di xenofobia identitaria, come per la Lega, girano attorno a questo perno, che per quanto, vago, ambiguo e confuso funziona, anzi in un certo senso funziona proprio perché  è così indeterminato da permettere la confluenza elettorale di interessi e idee diversissime che per ora esprimono una sola tendenza, ovvero quella tesa al recupero di un margine si sovranità e dunque anche di cittadinanza che certo non può essere espressa da Bruxelles, interprete solo della grande borghesia del denaro.

In questo senso la guerriglia senza sosta che viene portata avanti dall’informazione mainstream e dal cosmopolitismo dei ricchi non solo non ha alcuna possibilità di fare qualche breccia, ma anzi rappresenta uno dei motivi di forza sia dei Cinque Stelle che della Lega, non fosse altro perché il chiasso attorno ad ogni minima gaffe o per qualsiasi pagliuzza scoperta da chi ha intere travi da nascondere, finisce per nascondere errori, divisioni, incertezze e contraddizioni importanti. A sinistra, parlo di quella quanto meno onesta, ci si dovrebbe guardare bene dal partecipare a questa inutile canea dei poteri forti che nella globalizzazione vedono l’occasione per disarticolare gli strumenti della democrazia e dello stato, ma invece si dovrebbe fare uno sforzo per aggiornare gli strumenti interpretativi e mandare in pensione gli schematismi, sia i propri che sono costati il licenziamento in tronco da parte dell’elettorato, sia quelli degli altri che in gran parte vivono ancora l’attesa fideistica in un ritorno alle condizioni del passato che non ci potrà comunque essere.

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19 responses to “Migrazioni elettorali

  • Anonimo

    riducendo i gettito fiscale con la mancetta clietelar-assitenzialista della flat tax, si procederà rapidamente alla riduzione e privatizzazione dei servizi pubblici… AUGURI itaGGlia:

    https://comedonchisciotte.org/lideologia-di-mercato-come-disastro-ferroviario/

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  • jorge

    le quote rosa sono uno strumeno di competizione borghese per posti e carriere apicali,come tanti strumenti simili, ideologia dei diritti civili

    il femminismo è altra cosa come ti ho spiegato, ma sarai forse uno di quegli uomini beta che devono sfogarsi continuamente, poverini ? ti auguro di essere qualcosa di meglio

    non occupare tutto lo spazio con sempre la stessa frase, esistono anche altri commentatori

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    • Anonimo

      certo Non sono un uomo alfa-fanatico femminista, che magari vorrebbe aizzare delle femmine beta, bramose di poltronette rosa,contro di me.

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      • jorge

        ecco, se un uomo beta, e mica e colpa tua. Disfogati pure quanto vuoi, nessuno ti è ostile, e tu hai bisogno piiuttosto di tanta accoglienza..

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      • Anonimo

        pure tu sfoga le tue pulsioni da uomo alfa-fanatico femminista, magari camuffale pure da socialismo, se ti piace.

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  • Anonimo

    Che scostumata , va infrangere ogni buon principio femminista legato alla promozione delle poltronette Rosa,e manco se ne vergogna, PER DINDIRINDINA:

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    • Anonimo

      Questa Non deve proprio essere una femmina itaGliana promotrice di poltronette Rosa, anche se la cantante ha un leggero accento alto atesino…

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  • jorge

    prendiamo i migranti, Salvini, Di maio, i migranti li vogliono perchè sono politici servi del capitale, che lucra sui migranti spoliando i loro paesi d’origine, e poi usandoli come forza lavori a basso costo quando vengono in occidente o in italia (la lega finge, poi nelle commissioni parlamentari chiede sempre maggiori quote di immigrati per i padroncini del nord est, i respingimenti sono una manfrina)

    Ma i migranti non sono esercito di riserva, i settori in cui lavorano chiuderebbero se ci fossero paghe decenti perchè sono settori residuali che i processi di centralizzazione capitalistica spazzerebbero via ove mancasse il contributo dell immigrato sottopagato, l’italiano proletario non ci guadagna niente se i migranti andassero via, a meno che non accettasse le stesse paghe indecenti

    il punto vero allora, e che i migranti hanno diritto a restare a casa loro, la migrazione forzata non è un progresso, e crea disagi agli autoctoni italiani o di qualunque nazione

    Ma chi può fermare questi processi di spoliazione ed emigrazione (emigrano tantissimi giovani italiani) ? Non certo la politica borghese, sovranista o mondialista che sia, è sempre la parte della popolazione italiana che si e arricchita col neoliberismo a guidare entrambi i fronti e quindi tutto resta uguale. Il capitalismo può funzionare solo con gli anzidetti processi, la globalizazione è la risposta del capitalismo alla crisi delle economie nazionali avvenuta negli anni 70

    Serve quindi una ripresa di una politica di classe, il passaggio ad una economia maggiormente socializzata, solo così puo finire la spirale di spoliazione di paesi interi, migrazioni , delocalizzazioni, distruzione della natura, guerre impoverimento generalizzato (in una parola scontro imperialistico). Non si tratta di fare la rivoluzione, ma di ripartire dalla fine degli anni 70, quando di fronte alla stagflazione vinse il neoliberismo in luogo di una economia maggiormente programmata

    plaudire al respingimento di salvini è solo consentire a questi di creare un polverone atto a nascondere la flat tax solo alle imprese, i dipendenti pagano aliquote maggiori che i proprietari, sempre le solite manfrine, ci intruppano in fronti fintamente alternativi che fanno sempre gli interessi del capitale

    ,

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  • Anonimo

    A tutti i fan(atici…) delle poltronette Rosa, e disprezzatori della Nazione:

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  • Anonimo

    “contemporaneamente, dietro queste fragili quinte, si è messa in moto la realtà delle cose, ovvero il respingimento da parte dello stato spagnolo di chi “non ha le carte in regola”, la separazione dei bambini dalle madri e dagli altri mandati in qualche Cie sconosciuto in attesa del loro destino. Insomma tutto il meccanismo di un Paese guidato in sostanza con metodi franchisti, che si finge umanitario per recitare la sua parte europeista, ma che finora ha effettuato più respingimenti a fronte di un flusso di migranti 12 volte inferiore a quello dell’Italia o della Grecia.”

    L’INSISTENZA PRO IMMIGRAZIONISMO SREGOLATO IN ITALIA È PURA IPOCRISIA CLERICO-SINISTRATA.

    Non riesco a fare alcuna politica socialista da 30 anni a sta parte,ed allora si buttano su abberrazioni del tipo fanatismo pro immigrazionista o femminista-pro poltronetta rosa, semplicemente squallido quanto violento.

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  • jorge

    Quella di Salvini non è la prima rivendicazione di sovranità nazionale dai tempi di Sigonella

    Ci aveva gia pensato Napolitano, inaugurando nel 1997 i respingimenti, ovvero facendo affondare dalla Marina Militare italiana la Kater i Rades carica di immigranti albanesi (ben altra ferocia e morti)

    Forse lo ricordano in pochi, ma allora Napolitano venne esaltato come difensore degli interessi italiani, come oggi viene fatto con Salvini e le sue manfrine. Scopriremo che Salvini tutela le masse popolari italiane come già fece Napolitano

    Dietro il polverone dei respingimenti, la lega sta pian piano tentando di istituire la flat tax solo per le imprese, i dipendenti della proprietà pagheranno aliquote maggiori dei loro stessi datori di lavoro.

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  • jorge

    vent’anni di resa senza condizioni alle oligarchie dell’ Europa neoliberista, di scelte e di concessioni del tutto contrarie agli interessi del Paese oltre che ai diritti del lavoro e di cittadinanza, giustificate negli ultimi anni solo in nome di un superamento della nazione come se questa fosse la sentina di tutti i mali

    A richiedere una diminuzione dei diritti del lavoro (meno costo del lavoro, lavoro flessibile), è stata sopra ogni altri la italianissima Confindustria, per almeno gli ultimi 30 anni, ma non ha mai addotto a motivazione di tale richiesta il “superamento della nazione”. Le motivazioni addotte da Confindustria sono sempre state:

    la necessità di “recuperare competitività sui mercati internazionali”,

    la necessità di “adeguarsi alle trasformazioni della struttura produttiva non più fordista”

    “togliere qualche garanzia di troppo ai vecchi lavoratori per favorire l’occupazione dei giovani”

    più indietro nel tempo “rompere la spirale aumenti salariali inflazione” (anni 80)

    Se il Simplicissimus non è del tutto accecato, può andare in una emeroteca, e leggersi gli ultimi decenni del sole 24 ore, vedrà che la litania è stata continua

    Quello che è mancato, riguardo a queste faccende, è stata la capacità delle masse popolari di farsi valere come classe. Ma a che gioco gioca sto simplicissimus ?

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    • jorge

      anche la diminuzione della spesa pubblica è stata ed è la continua litania della confindustria, tutte queste cose antipopolari sono il “Programma Politico della Borghesia”, di tutta la borghesia mondiale

      collaborare con quel terzo degli italiani che ha beneficiato del neoliberismo, l’interesse nazionale sovranista porta a tale collaborazione, significa marciare con il nemico alla testa,

      l’alternativa al sovranismo borghese non è ricadere nuovamente nel mondialismo neoliberista cosmopolitico e magari anche frocio, come ci vuole terrorizzare il simplicissimus.

      esiste una alternativa a queste due opzioni borghesi, ed è far valere il punto di vista di classe

      la nazione è bella ed è da tutelare per altri rispetti, in economia è solo un inganno

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  • Giuliano Bernardi

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