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Incendiari di governo

Anna Lombroso per il Simplicissimus

C’è stato un  tempo, non poi tanti anni fa, nel quale si pensava che uno dei caratteri fondanti della nostra nazione fosse la mitezza, qualità generosa e ragionante che aveva nutrito di contenuti ideali e morali le epoche del nostro riscatto. Oggi invece, vergognosi che potesse essere malintesa quella dote della nostra autobiografia,  restii a essere tacciati di buonismo o peggio ancora della poco virile umanità, determinati nel dimostrare che i cattivi sono quelli del passato con l’orbace, l’olio di ricino e il moschetto per distogliere lo sguardo da quelli in abito buono dietro alle scrivanie delle banche o dei desk da dove con un clic si sganciano bombe su bersagli remoti convertiti in inevitabili effetti collaterali , i nostri governanti hanno portato alla luce istinti da “riformati”, come si diceva una volta, da bassa forza debole e frustrata dall’esercizio dell’ubbidienza,  che vogliono mettersi su spalline, galloni, stivali e  pennacchi. Non bastava la Pinotti, evangelizzatrice del comandamento secondo il quale per conquistare la pace bisogna scendere in armi, non bastava Minniti che oltre al questore vuol fare anche l’ammiraglio, adesso perfino il ministro dell’Ambiente veste panni mimetici e lancia l’ultimatum ai piromani- che continuano a essere impropriamente chiamati così come se a piacergli fosse la fiamma come a D’Annunzio e non i profitti che ne derivano: schiererà l’esercito per difendere il Vesuvio, la Calabria , la Sicilia infuocate dai falò accesi, così ci rivela inaspettatamente, dalla manina nera dello criminalità organizzata. D’altra parte anche in questo caso la prevista soluzione finale, quella di una auspicata militarizzazione che spenga incendi veri o virtuali, disordini interni o portati da chissà chi, si colloca ben bene nel contesto della ideologia dell’emergenza cui si ispirano da anni i governi che si avvicendano, con l’intento esplicito di soffiare su crisi e problemi in modo che si gonfino fino a scoppiare imponendo l’instaurarsi di regimi eccezionali, la rassicurante presenza intimidatoria degli eserciti, l’innalzamento di muri e lo svilupparsi di provvidenziali recinzioni, l’affidamento a uomini della provvidenza di incarichi straordinari e il ricorso a leggi speciali.

In verità di leggi specialissime che hanno favorito che l’emergenza degli incendi si possa ripresentare ogni anno con prevedibilissima puntualità ce ne sono state e ce ne sono: sono quelle che con sfrontata protervia hanno attribuito pari dignità a territorio, risorse e beni pubblici e alle rendite fondiarie e alla proprietà privata, sono quelle che  hanno promesso benefici per tutti dalla svendita del patrimonio collettivo, sono quelle che hanno scelto di indirizzare formidabili investimento nella realizzazione di grandi opere invece di provvedere alla continua attività di manutenzione di suolo, terreni, corsi d’acqua, paesaggio. E sono anche quelle che hanno smantellato la molesta rete degli organismi di sorveglianza, paragonati ai vecchi tromboni costituzionalisti, ai fastidiosi parrucconi, agli odiatissimi sovrintendenti, la categoria più odiata dal bullo tuttofare  che malgrado sia un morto che parla pretende di essere ascoltato. E non è una novità che la corruzione ha avuto una così libera e straordinaria circolazione come un gas a un tempo esilarante per chi se ne giova e velenoso per la paga, da contagiare tutto leggi comprese, che come nel caso di alcune propagandate riforme in tema di programmazione urbanistica, lavoro, scuola, hanno avuto l’effetto proprio di autorizzare speculazione, illegalità, arbitrarietà, discrezionalità, iniquità, l’opaco intrecciarsi di interessi illeciti tra amministratori e imprese che hanno favorito la cessione di beni comuni e il loro esproprio, il culto della menzogna in merito alle magnifiche sorti del contributo dei privati con il project financing collaudato in leggendarie tratte autostradali, l’abiura del concetto di proprietà inalienabile generale anche dopo pronunciamenti referendari presto traditi.

Ma non basta, c’è da aggiungere il laissez faire, le burocrazie tirate in mezzo, sbandierate o criminalizzate all’occorrenza se sappiamo bene che le pendici del Vesuvio sono terra di nessuno di speculazione, malavita, commercio selvaggio di autorizzazioni farlocche, se non è casuale che le terre dei fuochi si chiamino così, se da Torino a Brescia, da Messina a Grosseto la mappa dell’Italba dal mese di aprile è punteggiata di roghi appiccati a depositi di rifiuti che fanno sospettare che dietro a fenomeni di autocombustione o alle dissennate azioni di piromani ci siano spregiudicati operatori del settore che trovano più conveniente incamerare il contributo erogato dai consorzi obbligatori e  disfarsi così del materiale accumulato senza sostenere i costi che la sua lavorazione o smaltimento legale comporterebbero.  Per non parlare dei dubbi tante volte sollevati  e denunciati dal presidente del Parco dei Nebrodi che le mani che appiccano il fuoco siano quelle dei pastori o delle guardie con contratti precari, incaricate delle mafie locali interessate a repentini cambiamenti d’uso dei terreni a fini speculativi o per la pastorizia, magari aiutata dai finanziamenti comunitari. E per non mettere nel conto  gli effetti perversi e sospetti della Legge Madia grazie alla quale è stato smembrato il Corpo F0restale con la conseguenza che dei 32 elicotteri in dotazione solo 4 si alzano in volo per fronteggiare l’emergenza.

Oggi i media fanno la voce grossa:  sarebbero 600 i piromani in azione, tra malati di mente, vandali, guardie a contratto, lupi solitari, malavitosi alcuni die quali colti in flagrante ma presto in libertà. Adesso arrivano i soldati a stanarli, tuona il  governo senza paura. E ci credo, mica se la prendono con chi fornisce i fiammiferi.

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10 responses to “Incendiari di governo

  • jorge

    Il fascismo è l’autobiografia degli italiani, anche per la tendenza al familismo pre-morale, ed allo spirito clanico pre-politico. Tendenze piagnucolose, che invocano un duce come si invoca il babbo, pensando che anche il duce è uno di noi ma solo con gli attributi un pò più grandi. Egli comprenderà i nostri piccoli e grandi opportunismi, tanto la mamma e la madonna ci vogliono bene, quindi possiamo rubare la caramella, il denaro pubblico, appiccare incendi. Se poi qualcosa andasse male, possiamo sempre prendercela con gli extracomunitari…..

    ….. che le mani che appiccano il fuoco siano quelle dei pastori o delle guardie con contratti precari…. Il contratto precario dei pastori, un qualcosa sicuramente da approfondire…

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    • dani2005dani

      Purtroppo è vero. Pastori e precari anche dei vigili del fuoco.
      L’ignoranza impera, unico modo per rendere “desiderabile” il fascismo. Ha ragione, è nel DNA, sembra sempre la migliore soluzione, ordine e pulizia, nel caos di questa squallida finta democrazia.

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      • Anonimo

        il fascismo non è ordine e pulizia, ma è violenza, cialtronerie e pesante malafede … l’ordine e la pulizia si ottengo con una cultura di ordine pulizia, NELLE ISTITUZIONI IN PRIMIS, DOVE SPESSO SCARSEGGIA, come scareseggiano correttezza , onestà, serietà, impegno reale, spirito democratico ecc…

        i risultati , sono il degrado generalizzato al quale accenna la Lombroso.

        In quanto a degrado abbiamo delle istituzioni che “danno il buon esempio”.

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      • Anonimo

        “In quanto a degrado abbiamo delle istituzioni che “danno il buon esempio”.”

        e perciò il fascismo ci vorrebbe per contrastare le istituzioni… ma normalmente i fascismo deriva dalle istituzioni, quando la loro profonda corruzione e cinismo iniziano ad essere chiare al popolo.

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      • Anonimo

        il fascismo è una forma di nefasta reazione “popolare” teleguidata dalle istituzioni stesse , che nasce contro l’inettitudine e la cialtroneria sostanziale delle istituzioni.

        il fascismo nasce dalla mancanza di rispetto per il sentimento nazionale, e FINGE di tutelare la collettività nazionale.

        il fascismo in ultima analisi è la rivelazione della disfatta gravemente fraudolenta o colposa ( per molti componenti delle istituzioni stesse…) delle istituzioni … le istituzioni a vario livello hanno danneggiato ed imbruttito il popolo, le classi subalterne , e magari poi versano pure lacrime di coccodrillo a riguardo dello stato di degrado ( come minimo da loro cialtronescamente indotto…) ed invocano fascistica tolleranza zero contro il popolo… contro la loro evidente inettitudine lautamente stipendiata, sono molto, ma molto più indulgenti.

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      • dani2005dani

        Gentile Anonimo Viola, come non concordare con il suo ultimo intervento. Lei ha ben descritto la manipolazione popolare basata sulle parole “ordine e pulizia”.
        Come si arriva al fascismo? È storicamente documentato, passa dall’INERZIA. E non si tratta di inerzia se si evita di rompere le scatole al concessionario chioggiotto filo Mussolini. No. Quello è stato un modo di distrarre la pubblica opinione per fini elettorali, come lo fu il “piccolo Alfredino” (anche Pertini cominciò a usare il metodo e io ho una grande stima di Pertini), le peripatetiche di Don Silvio (che permisero a Monti di modificare la Costituzione inserendo il pareggio di bilancio e con Fornero la revisione pensionistica per le “classi subalterne” di cui mi pregio di far parte), fino alla idiozia tutta piddina e guappesca di parlare giorni su giorni SOLO di diritti individuali, quali il matrimonio tra gay, il problema del gender in asilo, per non dire delle mancette che sono state scambiate con il far diventare il giardino d’Europa lo sfogatoio degli schiavisti africani e non. Poi c’è stato il “problema” del bimbo inglese Charlie, quello dei vaccini e adesso, con incendi che divampano in tutto il nostro meridione, i problemi burocratici che non fanno alzare in volo gli aerei antincendio.
        Come vede la strada è la stessa. Comunismo e amor di patria sono sempre esistiti. Il rispetto per gli altri è il riconoscimento dell’esistenza degli altri, non la loro omologazione.
        Ma di questo comunismo o socialismo non l’abbiamo visto applicato. Qualche sprazzo negli anni settanta in Italia dove il nuovo diritto di famiglia, lavoro, aborto e divorzio, scuola e sanità per tutti, dove Keynes sembrava ancora guidare le scelte economiche, insomma dove tutto questo si intravide e dove Gladio arrivò in soccorso ai neocon.
        Pensi che a Berlino gira uno vestito da Hitler con cui tutti i turisti si fanno fotografare, anche con tanto di manina nazista. Merkel non l’ha ancora usato per distrarre la pubblica opinione. Da noi un ignoto gestore di spiagge è diventato un fenomeno.

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  • Incendiari di governo – Onda Lucana

    […] via Incendiari di governo — Il simplicissimus […]

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  • dani2005dani

    Ogni estate il problema dei “piromani”.
    Da quando esisto, il copione non cambia.
    Le ipocrite acrobazie governative sono le stesse. La legge sull’uso del suolo post incendio di AREE BOSCATE (quindi anche pascoli), legge quadro 353/2000 cerca di prevenire incendi di origine naturale (percentuale bassissima) e impone sanzioni amministrative e divieti dopo l’incendio specie doloso. Tipo per 15 anni non si modificano le destinazioni d’uso del suolo preesistenti (se non per le mirabilanti opere pubbliche). Tale legge doveva essere calata nella legislazione regionale essendo questo un compito delle Regioni e tutte avrebbero dovuto fare un piano regionale antiincendi segnalando le zone a rischio e quelle dove l’incendio è purtroppo avvenuto. Le Regioni del nord questo piano ce l’hanno ma non tutte le Regioni del sud. La Puglia si.
    L’Italia non rispetta il suo ambiente naturale e la sua preziosa fauna, fondamentale per la biodiversità. In Lombardia vogliono sterminare le volpi, in Veneto e in Toscana vogliono sterminare i lupi, in Trentino Alto Adige gli orsi. Eliminati questi dalla catena trofica i boschi e i fiumi e le falde di acqua dolce si indeboliranno. L’Italia da aprile è costretta a ricorrere a risorse naturali altrui per mantenere uno stilendi vita sprecone. Inoltre l’Italia è sovrappopolata. Il tutto detto con oggettività scientifica.

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  • Evaporata

    L’argomento coinvolge tutti noi italiani e anche gli abitanti del pianeta, volendo ampliare il concetto. Ma continuiamo a fingere di non sapere, come se la terra non fosse la nostra casa.

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