Grazie alla centralità di Roma nel mondo antico, alla sua forma stato e all’enorme quantità di documentazione di ogni tipo di cui possiamo disporre, abbiamo la possibilità di inferire con una certa precisione il tipo di clima che ha dominato sull’area euro mediterranea dal 500 avanti Cristo al 600 dell’era cosiddetta volgare, recentemente diventata volgarissima. In una serie di ricerche le condizioni climatiche sono state decodificate con sempre maggiore precisione e così sappiamo che il “clima ottimale romano” era di diversi gradi più caldo delle temperature attuali.
Uno dei più recenti lavori di questo tipo è quello di Margaritelli et al. intitolato “Acque superficiali calde e persistenti del Mediterraneo durante il periodo romano” in cui gli autori mostrano che “il periodo romano è stato il periodo più caldo degli ultimi 2.000 anni e di 2°C più caldo rispetto alle medie della fine del secolo per la Sicilia e le regioni del Mediterraneo occidentale “. E dire che oggi l’aumento di due gradi viene ridicolmente presentato come la fine del mondo, mentre secondo i ricercatori che hanno firmato questo lavoro proprio questo tipo di clima può essere connesso all’espansione dell’impero romano e il successivo raffreddamento al suo declino. Il team di scienziati ha ricostruito le temperature superficiali del mare (SST) analizzando un nucleo di sedimenti del Canale di Sicilia. Questo nuovo record di temperatura è stato anche confrontato con una ricostruzione della temperatura dell’emisfero settentrionale e con altre della regione del Mediterraneo. Il gruppo di ricerca ha riscontrato una “presenza regionale prolungata di una intensa fase calda durante il periodo romano ” su gran parte dell’emisfero settentrionale come si può vedere nella tabella qui sotto.
Una nuova ricerca di Karin AF Zonneveld et al., uscita a gennaio di quest’anno ha studiato il periodo dal 200 a.C. al 600 d.C. dettagliando lo sviluppo delle temperature medie in una griglia di 3 anni. Sono particolarmente interessanti le analisi sulle connessioni tra temperatura e condizioni di salute. Lo studio di Karin AF Zonneveld et al. è intitolato “Cambiamenti climatici, società e malattie pandemiche nell’Italia romana tra il 200 a.C. e il 600 d.C.” Viene presentata una ricostruzione ad alta risoluzione della temperatura e delle precipitazioni da un archivio di sedimenti marini dell’Italia meridionale, che va dal cosiddetto clima ottimale romano alla tarda piccola era glaciale. Fasi di instabilità e raffreddamento sono descritte a partire dal 100 d.C. circa, ma soprattutto dopo il 130 d.C. Sulla base dei dati marini, gli autori documentano quattro fasi principali nella storia della temperatura e delle precipitazioni dell’antica Italia romana. La prima fase, dal 200 a.C. al 100 d.C. circa, è caratterizzata da temperature persistentemente più elevate e relativamente stabili nell’Italia meridionale rispetto ai periodi successivi. Durante questo periodo si sono verificate solo fluttuazioni di temperatura relativamente piccole.
Nella seconda fase tra il 100 d.C. Fino al 215 d.C. circa si verificò una tendenza decrescente della temperatura e delle precipitazioni, con periodi più freddi che durarono dai 15 ai 20 anni.
Questo periodo è seguito da una terza fase (dal ~215 al ~515 d.C.), durante la quale le temperature nell’Italia meridionale subirono notevoli oscillazioni. Dopo un breve periodo leggermente più caldo dal 215 al 245 d.C. le temperature scesero bruscamente e raggiunsero brevemente un minimo intorno al 265 d.C., che durò fino al 275 d.C. circa e fu raggiunto nuovamente solo a partire dal 518 d.C. Durante questa terza fase, le precipitazioni, misurate in termini di portate dei principali sistemi fluviali, hanno continuato a diminuire, raggiungendo i livelli più bassi dell’intero periodo di studio nella seconda metà del terzo secolo, seguito da una modesta tendenza verso tassi leggermente più alti fino anni. al 390 d.C. e dal 410 al 490 d.C. Queste condizioni cambiarono all’inizio del VI secolo, quando l’Italia meridionale sperimentò un forte e improvviso calo delle temperature autunnali, con minime intorno al 537 e al 590 d.C. Chi conosce bene la storia romana sa che queste date non sono sorde gli eventi sociali e politici: per esempio la fase di forte raffreddamento dopo il 245 della nostra era coincide con la crisi del terzo secolo (dal 250 al 275 circa), un periodo di straordinaria agitazione politica segnata da crisi monetarie, crisi imperiali, frammentazione e pestilenza (la peste cipriota) e spopolamento dell’Italia meridionale dove l’agricoltura non soffre solo le temperature basse, ma anche la siccità che spesso sono collegate ad esse.
Questi dati, così come quelli di una serie di altri studi mostrano una significativa variabilità della temperatura. Per circa tre secoli ha fatto significativamente più caldo rispetto ai primi due decenni del 21° secolo, seguito da una piccola era glaciale nella tarda antichità. Ciò rende chiaro che, indipendentemente dalla CO2 “prodotta dall’uomo”, le fluttuazioni di temperatura sono possibili in misura maggiore di quanto affermato dalle Nazioni Unite e dal suo IPCC.
I ricercatori notano che esiste “ un legame tra periodi di cambiamento climatico ed episodi di crisi sanitarie acute ” . Su questo concordano Onu, Oms e Ue. Ma ci sono differenze cruciali perché ad essere un fattore critico per la salute è soprattutto il freddo e non il caldo: le alte temperature consentono un approvvigionamento alimentare migliore rispetto al freddo e le persone ben nutrite sono più resistenti alle malattie rispetto quelle che hanno carenze alimentari o che muoiono di fame. Ma chissà forse è proprio questo che si vuole indirettamene e forse inconsciamente demonizzare facendo una tragedia per due gradi in più.



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Noi geologi – a parte qualche sottospecie da avanspettacolo pagata per dire cazzate martelletto alla mano – sono cose che ben sappiamo; tant’è che professori geologi sono ovunque (in italia Prestininzi) in prima fila nello sbugiardare la narrativa mainstream.
Purtroppo il nodo centrale è sempre lo stesso: l'”informazione” è in mano a chi ha interesse a raccontarci panzane per i propri interessi economici: infatti dietro anche a questa storia della modificazione antropogenica del clima ci sono gli stessi poteri che hanno spacciato il cosiddetto “vaccino” mangiavita, che alimentano la guerra NATO contro la Russia, che armano Israele per sterminare i legittimi proprietari della Palestina, ecc ecc.
Quindi grazie per essere ancora una volta andato controcorrente.
Un posto sempre piu’ insignificante, avviato alla fame ed al nulla del sottosviluppo,mentre gli affari si fanno in russia e cina. Bravi mafiosi che tracciano la via in mafialand…sanità e previdenza smantellate, edilizia ai minimi storici, industrie smantellate, turismo sotto livello della turkia. La fine.disastro totale
Parola d’ordine,salvarre il soldto toti,altrimentindiamotuttialgabbio, dal pd afi e fdi.
Alziamo il ttassodi delinquenza ad un livello legale… Paese di gente shifosa.
La salis puo’ ringraziare orban ch’è filorusso e meno estremista di biden e nethanyau. In usa sarebbe alla sedia elettrica ed israele in una tomba. Stare a casa a far la calzetta, no?
Non occorre essere scienziati. basta sbarcare a roma e sai di essere in afrika…
Ok. GIUSY
volete i condizionatori o la guerra ? nell’indecisione li avrete tutte e due
Già!… ora invece immersi in questo insensato brodo scientista… corriamo installare demoniaco condizionatore a primo annuncio di possibile aumento mezzo grado temperature!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/