Le “finestre” dello spot non hanno limiti

347irzpStamattina accendo il pc e mi trovo con la sorpresa di un mega upgrade di Win 10 che mi lascia in panne per più di un’ora in attesa del montaggio: in realtà, come ho scoperto dopo, più che di un aggiornamento si tratta di un nuovo sistema operativo, di un Win 11 che sta andando in distribuzione in queste settimane e che farebbe pensare a una diversa strategia di Microsoft diretta a una sostanziale gratuità del sistema operativo compensata dal fatto che sarà necessario cambiare più spesso il Pc per poter accedere alle nuove versioni che via via saranno proposte. Ma non è di questo che voglio parlare  quanto degli orrori consumistici che ci vengono inferti in barba ad ogni correttezza.

Alla fine dell’operazione di montaggio del sistema compare una schermata per settare alcune caratteristiche e nell’ultima voce dell’elenco compare ciò che sembra la salvifica possibilità di sottrarsi alla valanga pubblicitaria. Il testo in un italiano faticoso e sgrammaticato che farebbe pensare a importanti risparmi sulle figure ingaggiate per localizzare Windows recita: “Consenti alle App di utilizzare l’ID annunci per rendere gli annunci pubblicitari a te più interessanti in base al tuo uso delle app”. No che non voglio e quindi sposto il cursore per deselezionare tale scelta, ma immediatamente esce fuori un’ altra scritta in giallo in cui si fa sapere che “il numero di annunci pubblicitari visualizzati non cambierà tuttavia potranno essere meno pertinenti per te”. Ora lo sappiamo bene che basta andare a vedere qualsiasi cosa in rete per essere tormentati ovunque nella navigazione e nella mail, ma Windows ci promette che saremo tormentati egualmente, però con altre cose e non so nemmeno se sia rimasta la possibilità

Insomma ci prendono in giro facendoci credere di avere qualche scelta: chi ha un account di posta su google ha una cartella spam dove arrivano valanghe di pubblicità per la gran parte truffaldina o inzeppata di “vermi”, poi ha un area dedicata dove arrivano le “promozioni”, considerate degne di fede, decine di messaggi al giorno di ogni e qualsiasi tipo dall’allungamento del pene, all’ultimo modello di auto, dalla tizia che arde dalla voglia di conoscerti, al prestito sicuro. Logica che vorrebbe che si fosse  al riparo da queste cose nella sezione principale della posta e invece anche lì una metà delle mail è ormai pura promozione. Insomma un’orgia con la quale ci rimbambiscono, che diventa via via più martellante ed ossessiva man mano che diminuiscono i soldi per comprare, un partouze consumistico che probabilmente va anche al di là dell’ effettivo risultato economico, perché sul piano generale costituisce un continuo allenamento ad essere solo desideranti e non pensanti. E’ come quegli apparecchi che ti promettono di farti venire la tartaruga con la stimolazione elettrica, senza la fatica dell’esercizio: anche se potete comprare poco il sistema nel suo complesso si avvantaggia di tenervi sempre allenati a desiderare qualcosa, sempre così affamati da accettare salari da fame, lavori ingrati e temporanei al limite dello schiavismo pur di poter soddisfare in qualche modo qualche brama e scaricare l’eccitazione.

Naturalmente non è che ci sia un coordinamento, un qualche grande o piccolo vecchio dietro tutto questo: è il sistema neo liberista che prende la forma più efficace, così come la goccia d’acqua che cade ha sempre una forma sferica ed in questo baillamme, in questo mondo di sussurri e grida senza senso che trova la sua deteriore geometria, si può radicare la pazzesca idea della fake news e sperare che possano essere in qualche modo credibili quei censori che sono i primi creatori di notizie false o costruite. La novità di Microsoft e che l’uso in sé di un sistema operativo e delle sue app si configura ormai come un affitto che per ora deve essere retribuito con la pubblicità, ossia con la forma originaria della comunicazione adulterata quando non fraudolenta o semplicemente futile. Un grande passo in avanti.

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10 responses to “Le “finestre” dello spot non hanno limiti

  • tonino

    Sì, volevo anch’io suggerire a Simplicissimus di usare un sistema Linux invece della merda microsoft o delle inutili sofisticatezze del club esclusivo della Mela Morsicata, ma mi hanno preceduto… Aggiungo che quando si contesta un sistema è bene una certa coerenza anche individuale. Dopo un breve apprendistato Linux funziona enormemente meglio di Windows e non ti costringe nella gabbia dorata di Apple. Io ho tutto quello che mi serve per lavorare, tranne un paio di software che mantengo in un virtualbox per le rare occasioni in cui ne ho bisogno. Provare per credere!

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  • Anonimo

    Si ma, da più di un mese il Semplicissimus ci racconta che Putin ha il missile più grosso, il carro armato più grosso, la bomba più piccola ma più potente…e si scopre che, zitto zitto, usa Windows 10! E se la prende pure con il sistema neo-liberista per l’aggiornamento gratuito! Che dire…

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    • jorge

      Scrive il Simplicissimus : arrivano le “promozioni”, considerate degne di fede, decine di messaggi al giorno di ogni e qualsiasi tipo, dall’ ALLUNGAMENTO DEL PENE , all’ultimo modello di auto, dalla tizia che arde dalla voglia di conoscerti…

      Una volta toccato l’argomento, facilmente il Simplicissimus avrà considerato che Putin abbia pure il pene più lungo….

      Comunque un sistema operativo russo ci dovrebbe essere,
      Kolibrì-ON, o qualcosa di simile, e pare che sia anche meglio di quelli americani. Ma quello davvero importante la Russia lo produrra nei prossimi anni, già da un po ha stanziato cifre enormi a questo scopo..

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  • Anonimo

    Ma perchè non installi un sistema operativo russo?

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    • Anonimo

      Beh, non so se i russi abbiano elaborato una qualche distro di linux, ma con linux, nelle versioni più user friendly e leggere ( potrei pensare a lubuntu, xubuntu, o ai corrispondenti fedora…), e configurando le applicazioni di posta elettronica con buona privacy ew sicurezza, si riescono a evitare le cialtroneria web e software a cui accenna il simplicissimus…

      mi meraviglio un po’ che lo stesso simlicissimss non ci abbia pensato.

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      • Giulio Mario Palenzona

        In realtà i più (io ad es.) scelgono windows non per il sistema in sé, ma perché siamo utenti già “imparati” di un certo numero di programmi che tipicamente girano sotto di esso in modo nativo. Diciamo che rottamare in blocco decenni di esperienza nell’usare una certa parte di software per ricominciare quasi da zero senza essere produttivi per parecchio tempo, è un deterrente molto valido.
        Anche l’hardware atipico (tavolette, dischi esterni a profusione, stampanti non di default, etc) e la difficoltà a reperire o configurare drivers a volte ostacolano la transizione, perché il parco driver di Linux è meno vasto e accomodante. Probabilmente uno specialista riesce a trovare patches adatte, ma quando uno cambia casa, non è ancora specialista della nuova casa.

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    • Giulio Mario Palenzona

      Russo ? Non bastano le centinaia di varianti di Linux ?
      Che tra l’laltro non rendono obsolescenti le macchine …

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    • Anonimo

      i browser poi vanno configurati, al pari delle applicazioni di gestione della posta elettronica , per non accettare coockies di terze parti e per cancellare i coockies allo chiusura del browser stesso.
      Poi ci sono varie altre configurazioni di sicurezza della “navigazione”, in senso lato, tipo firewall software/hware … su linux è pressoché tutto gratuito ( chi vuole può fare delle donazioni agli sviluppatori dei vari sofware linux…), alla faccia del consumismo.

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  • Tommaso Miraglia

    La prima cosa che faccio quando compro un nuovo computer è togliere Windows, la seconda installare Ubuntu (o sistema operativo affine con ampie basi opensource), la terza Chromium e Firefox con un’estensione che blocchi la pubblicità (tipicamente Adguard Adblocker). Con questo non pretendo certo d’esser salvo, diciamo che mi contento d’imbarcare meno schifezze, ben sapendo che il controllo resta comunque a monte.

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