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La post verità nei libri di scuola

cura_delle_creature_magicheSe uno vuole toccare con mano il pericolo che corre la democrazia basta pensare a quanto sta succedendo in California dove un parlamentare, Marc Levine ha invitato il ministero dell’istruzione dello Stato a inserire immediatamente nei programmi scolastici di storia la “verità” del complotto putiniano per far eleggere Trump che addirittura sarebbe un agente russo in sonno. Il tutto per giunta senza sulla base del fatto che 17 agenzie di intelligence avrebbero confermato le interferenze russe nello svelare i trucchetti della Clinton contro Sanders, disgraziatamente senza avere la minima prova da portare al mulino di questa tesi.

Si tratta ovviamente della sciocchezza di uno sciocco per essere un poi’ lapalissiani, ma non per questo si può sottovalutare il fatto che anche questo sia un segnale di disgregazione di un mondo, di uno strappo nella matrice narrativa del potere e un chiaro endorsement verso concenzioni  neo autoritarie e neo oligarchiche che vengono proprio dalla parte di un social progressismo globalista  falso e bugiardo per fortuna appena sconfitto in California proprio da Sanders.

Ora è già difficile che un Paese dove esistono la bellezza di 17 diverse agenzie di intelligence abbia qualcosa a che vedere con la democrazia reale che – lo ricordo – non è solo una ritualità o un assetto formale, ma si regge sul presupposto dell’eguaglianza, sulla possibilità della partecipazione e sulla libertà di espressione. Che poi siano le accolite di spioni che svolgono un ambiguo ruolo di eminenze grigie ad essere elette notai della verità non solo della cronaca mediatica, ma della storia fa davvero rabbrividire e mostra fino a che punto sia il declino. Visto che la popolazione californiana è ormai a maggioranza latina e che molti di loro fanno riferimento al Messico, non solo i clandestini, non solo quelli con la green card, ma anche quelli che hanno ottenuto la cittadinanza e non rinunciano al doppio passaporto se proprio si vuole mettere mano ai libri di storia per la scuola, che peraltro in Usa sono di una grossolanità imbarazzante, varrebbe la pena correggere tutte le  verità da zio Sam sui rapporti di dominio con il Messico e magari inserire tutte le cose taciute in merito alle relative guerre.  Per esempio l’impiccagione senza processo di tutti i patricios catturati nella guerra 1846 – 1948 ( vedi nota) .

Il fatto è che tutto questo sta trasformando l’ occidente in una vaso di coccio rendendolo debole rispetto alle nuove realtà  che magari non sono formalmente così evolute, ma nella sostanza permettono una mobilità sociale molto più ampia di quella che dalle due parti dell’atlantico si va paurosamente restringendo dopo due secoli di lotte: le parole degli idioti con le loro verità di fazione sono solo l’epifenomeno di questo processo.

Nota Nel  1846 allo scoppio della guerra tra Stati Uniti e Messico provocatato dal solito falso incidente tipico della storia Usa e alimentata da molte ragioni compresa l’abolizione della schiavitù da parte del governo messicano che non andava bene ai texani e agli stati contingui, migliaia di irlandesi appena sbarcati nella East Coast vennero convinti ad arruolarsi nell’esercito americano con la promessa di una paga sostanziosa e molti vantaggi alla fine della ferma . Una volta ritrovatisi all’altra estremitá del Paese trovarono ben altro, ossia una ossessiva discriminazione contro i cattolici e condizioni di vita a dir poco miserevoli. In molti perciò disertarono assieme a tanti immigrati di altra origine, ma un gruppo di uomini guidati dal capitano John Riley si unirono nel battaglione di San Patrizio formato anche da tedeschi, italiani, inglesi e francesi e si misero al servizio della repubblica messicana combattendo fino alla fine contro l’invasione statunitense e passando alla storia come eroi nazionali messicani. Furono chiamati patricios e furono tutti impiccati dopo la cattura, mentre i semplici disertori erano fucilati se venivano catturati. Tutte cose di cui gli scolari americani hanno un’idea molto vaga.

 

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