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Boschi, il genio della fesseria

maria-elena-boschi-721508_tnIeri mi sono crogiolato nell’idea di creare qui sul blog un appuntamento quotidiano intitolato L’angolo della cretina che di sicuro non mancherebbe di materiale abbondante e divertente. Certo l’idiozia non ha sesso, ma alcune ministre uniscono questa virtù teologale dell’era contemporanea a un’impareggiabile mix di tracotanza, figlismo di papà, nepotismo non verticale e di bellafighismo patafisico da rappresentare al meglio l’ottusità sazia di sé. Peccato che la commedia dell’arte sia morta da tempo altrimenti oltre a Colombina e Rosaura avremmo anche la Boschi che fa coppia con Meo Patacca e sarebbe impegnata ogni estate nel teatro dei burattini, ma non si può avere tutto a questo mondo e al divertimento bastano le sue dichiarazioni, i suoi spassosi canovacci.

Alcuni migliori di altri come quello di ieri quando, telecomandata come un drone giocattolo dal Patacca, si è lanciata a vantare un risparmio di 500 milioni l’anno grazie al nuovo senato ridotto e utile solo come refugium peccatorum, area di impunità per i pubblici malversatori. Naturalmente non è così, come si evince dai conti fatti già da molto tempo dalla ragioneria di Stato la quale calcola che il nuovo senato destinato in realtà a complicare l’iter legislativo invece di snellirlo, comporterà una spesa inferiore appena del 9% rispetto a quella attuale. Certo questa non è la verità con la quale si può chiedere il sì al referendum costituzionale e così la Boschi con la ferrea logica che la contraddistingue, con il senso etico che ha dimostrato nell’affaire Banca Etruria, con la sottigliezza di pensiero che le è propria, ha pensato di decuplicare la cifra. Hosì honvinciamo i hoglioni che ci votano. Certo ci vuole un bel pelo sullo stomaco, di quello che non si tira via con la ceretta, per sparare una cazzata su cifre già calcolate e risapute, ma questo non può che riempirmi di gioia: se arrivano a dire bugie così plateali e facilmente accertabili, significa che cominciano ad avere paura, paura di non farcela ad essere gli autori della definitiva svolta oligarchica e plutocratica del Paese. E quindi di non incassare la mancia e il benservito.

Naturalmente parliamo della Madonnina delle corbellerie, della Fatima dei briganti con tutti i suoi segreti e quindi la cazzata può anche uscire spontanea, immotivata, inarrestabile come un colpo di tosse. Però si dice che in certi momenti non si tossica e qui siamo nel bel mezzo di  una  copula politica il cui oggetto sono gli italiani: certe gaffes sono strane. Ma sta accadendo che  si è ammosciata quel po’ di ripresa che si sperava di poter sfoggiare grazie al viagra dei media complici per convincere meglio al Sì. E allora si parte per la tangente, si straparla nella speranza di colpire qualcuno nel mucchio, specie quando si possiede il genio per le fesserie.

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One response to “Boschi, il genio della fesseria

  • stanco

    La “boschi” dovrebbe nascondersi in un bosco e vergognarsi del 101% di quello che non fa ma dice. A casa!!!!!!!!

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