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Pensioni: le pecore dei cattivi pastori

Inps: Boeri, non a tutti 'busta arancione' entro 2015

Se vi dicessero, al bar sport o nella redazione di un grande e paludato giornale, due ambienti ormai paralleli, che  gli anziani, notoriamente più bisognosi di cure, “rubano” la  sanità alle generazioni più giovani pensereste a uno scherzo o di trovarvi in un covo di minus habens. Però se lo stesso ragionamento, si fa per dire, viene applicato alle pensioni dove le dinamiche sono più complicate  e meno immediate allora diventa vendibile e spendibile a una platea di persone che non ha nessuna voglia di pensare:  gli anziani, i milioni di anziani che hanno pagato per decenni i loro contributi pensionistici rubano la pensione alle nuove generazioni che per colpa loro non l’avranno e oltretutto a causa di questo e non della loro mancanza di senso sociale, di palle e di fegato, guadagnano poco.  E se qualche esagerazione c’è stata nel concedere pensioni troppo presto ciò riguarda il livello di governo del Paese che ha tenuto bassi gli anni di contribuzione delle categorie di sostegno a cominciare dagli stessi deputati per passare agli strapagati funzionari  della Banca d’Italia per finire con i dipendenti pubblici quale compenso di retribuzioni ampiamente inferiori alla media europea.

Se ne parla da vent’anni e passa ma io non ho mai sentito qualcuno come nella fiaba dell’imperatore nudo chiedere perché. Infatti sarebbe interessante sapere perché gli attuali giovani pagando gli stessi contributi non dovrebbero avere il trattamento di quiescenza (forse perché la produttività non cresce visto il livello infimo della classe dirigente e i dettami della globalizzazione?), perché le pensioni sociali che sono un intervento assistenziale, una specie di reddito di cittadinanza che parte al declino della vita sono stati messi nel calderone dell’Inps per trascinarne volutamente i conti al rosso interno quando invece quelli che riguardano contribuzioni ed erogazioni sono in attivo,  perché  se vi sono difficoltà legate all’aumento della vita media non si alzano semplicemente i contributi dei lavoratori e delle aziende invece di salassare i cittadini con aumenti della fiscalità generale che servono soltanto a mantenere il conto del sistema politico affaristico prima  ancora di aderire ai demenziali diktat europei. E poi perché il meccanismo dovrebbe funzionare nel sistema privato delle pensioni integrative che agisce sul medesimo mercato, con i medesimi criteri, ma che deve fare anche molto profitto per garantire ricchi premi agli azionisti, stipendi stellari a nugoli di cosiddetti manager oltre che percentuali all’esercito di venditori, mentre tutto questo, senza nemmeno il carico del profitto senza limiti non dovrebbe funzionare nel sistema pubblico?

No queste domande non si fanno sia perché la maggior parte di chi dovrebbe informare non è in grado di farle nemmeno a se stesso e soprattutto non farà carriera se per caso dovette mettere in imbarazzo i soliti esperti, quei tronisti della chiacchiera e del servilismo giornalistico, politico o accademico che sono entrati nella compagnia di giro. Facendole si potrebbe decostruire e mandare nel bugliolo che merita sia  la presunta guerra generazionale, sia le altre favole per bambini che vengono ossessivamente raccontate. Come sapevano i filosofi greci niente è più efficace per la conoscenza che fare la domanda giusta. Del resto in generale dire che non ci sono i soldi quando le banche centrali stampano tonnellate di carta moneta al giorno per sostenere esclusivamente un sistema finanziario marcio e bacato meriterebbe la fucilazione senza nemmeno l’ultima sigaretta.

In ogni caso tutto questo è il preambolo, lo spirito, la palude in cui possono nascere i vari progetti  di diminuire il “salario da pensione” che non è stato possibile attuare con la precarietà imposta ai giovani, l’ultimo dei quali è la demenziale flessibilità proposta dallo scaduto Boeri, uno. spacciato per freschissimo che come tutto l’ottuso bocconismo sembra concretizzare la favola dei pirati decapitati che tuttavia continuavano a camminare per un po’ dopo la decollazione. Con la differenza che lui senza testa continua a fare il boia. Che idea meravigliosa: siccome aumentando sempre di più l’età della quiescenza si assumono meno giovani ecco l’idea del prepensionamento per cui il pensionando dovrebbe chiedere un prestito alla banca ( a cui il denaro costa zero) da restituire con gli interessi una volta arrivato l’assegno previdenziale. Insomma una vera presa in giro, come se i neo assunti dovessero pagarsi lo stipendio tramite un prestito bancario. E’ la quadratura del cerchio per una classe dirigente e accademica di straordinaria modestia che ha fatto carriera dietro le gonne della politica politicante. La quadratura del coglione, se non fosse che i veri coglioni sono quelli che credono a questo fantastico universo di non sensi e non pongono che siano i monti, i Renzi, i Boeri e le Fornero  ad andarsene finalmente in pensione.

E molti purtroppo  rischiano  di credere a questi deliri: per fortuna anche i giovani invecchiano e prima o poi si accorgeranno di essere caduti in una trappola mentre si masturbavano col cellulare.

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9 responses to “Pensioni: le pecore dei cattivi pastori

  • Anonimo

    “per fortuna anche i giovani invecchiano e prima o poi si accorgeranno di essere caduti in una trappola mentre si masturbavano col cellulare.”

    mi permetto di dire, che tra il farsi seghe con i cellulare ( da almeno 20 anni ??), ed il farsi seghe nel web, non c’è molta differenza…

    Solo due doamande:

    DOVE È FINITO, IL SINDACATO NEGLI ULTIMI 20 ANNI, AD ESEMPIO ?

    Che fine hanno fatto i 3 principi fondamentali della costituzione democratica della Nazione italiana:

    Libertà, Uguaglianza e Solidarietà ??

    Si sono forse ridotti ad un solo principio: ognuno per se e dio per tutti ?

    Non so da quando abbiano iniziato a dilagare meschini interessi corporativi assieme al menefreghismo o indifferenza generalizzati per il bene comune, dei lavoratori, la massa dei lavoratori , ad esempio … l’incuria per il bene comune è stata particolarmente promossa negli anni del “berlusconismo”, dello yuppismo, della forma mentis arrivista, avida o vassallatica con l’ampia tolleranza (!!) dei cosidetti partiti di sinistra o comunisti … e quello che si vede ne è il risultato…

    qualcuno pensava, magari consapevolemente che potesse finire diversamente ??

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    • Anonimo

      Chi in itaGlia non è disonesto, non è ruffiano, non è arrivista-avido, non è figlio di… ne compare-vassallo-clietes di … è sostanzialmente indifeso e considerato un coglione, un donchisciotte.

      Se così è, cosa si può sperare più di quello che si è già visto e di quello che si sta cupamente intravvedendo [ amerikanizzazione-regressione ( turbo-capitalista) della società, e regressione-involuzione-corruzione dello stato in senso oligarchico] ??

      Per quanto mi riguarda già altre volte commentando i post di questo blog, ho già detto che la mia fase di combattimento contro i mulini a vento l’ho già passata e soprattutto sofferta ampiamente …

      vedo tante masturbazioni con cellulari,con blog del web, con ipocriti palchi sindacal-politicanti, con altrettanti simposi-briefing-conferenze spiccatamente ciarliere .. vedo l’itaGGlia, fuori e dentro il web.

      Che dire?

      Musica ( così per dire…):

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    • Anonimo

      La società non esiste, diceva la turbo capitalista Tatcher…

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    • Anonimo

      si potrebbe dire, particolarmente che in itaGGlia non esiste uno stato Nazione sovrano , cioè non esiste una società nazionale, dei valori nazionali… per cui… ognun per se e dio per tutti…

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    • Anonimo

      chi impera ?

      beh …oiligarchie crematistico politicanti, USA, UE, Vaticano, mafie di vario tipo, demagoghi di indole sostazialmente parassitaria, discriminatoria o predatoria, etc…

      ci si dovrebbe fare gli auguri qui in itaGlia,
      giacché a tutto questo si aggiungono masse di profughi casualmente provenienti dalla Libia, bombardata en passant dalla NATO … che bello, vero ?

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  • Anonimo

    Prima incominciarono a precarizzare e a rendere ricattabili i lavoratori giovani (legge Biagi,sostanziale abrogazione dell’art. 18, jobs act….) , ma i vecchi pensionati ( anche quelli baby), i pesionandi e quelli della media età non dissero nulla perché loro, giovani non erano…

    poi iniziarono a precarizzare i pensionadi ( legge fornero…) ma quelli di media età ed i vecchi pensionati non dissero nulla perché loro non erano pensionandi…

    ora stanno per ridurre le retribuzioni pensionistiche future, ma da quel checapisco i pensionati ( anche chi ha i privilegio di essere un baby pensionato!) non dicono nulla, poiché la macelleria sociale non riguarda loro, in questo frangente…

    mi sembra di averla già sentita questo tipo di progressione logica…

    “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.”

    B.Brecht

    buona fortuna al modo del lavoro che sembra , in buona parte ( quella dei non compari o dei non figli di papà) sempre più il modo dello schiavismo o del sottoproletariato…

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  • Giuseppe Tarallo

    Sono d’accordo sull’articolo ma non sulla storia che l’età media si è allungata. E’ una favola. In realtà non si è allungata e addirittura l’aspettativa di vita sana è calata. Coloro che lo dicono, forse, fanno riferimento all’età dei ricchi e super ricchi. Dove effettivamente in quella classe sociale l’età media si è alzata di quasi dieci anni!

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