Purtroppo per me sono costretto a fare due post: uno sulle prospettive che si aprono dopo la vittoria del no in Grecia e un secondo, questo appunto, sulle reazioni sgangherate, ignoranti, servili senza scampo della politica e dei media italiani di fronte all’evento. Non mi sogno di fare polemica, ormai sono stanco e poi quando camminando si pesta una qualche deiezione è inutile battibeccare con la sostanza marroncina attaccata alla suola delle scarpe. Tuttavia la reazione è talmente ottusa, piccola, twittara, sgradevole anche oltre l’adesione supina ai padroni che ferisce e mostra tutta la pochezza della classe dirigente. La quale giustamente viene totalmente ignorata proprio da quell’Europa che ha contribuito a creala e accreditarla per imbrigliare e imbrogliare gli italiani.
Il premier per una volta può autorevolmente farsi primus inter pares di questa ottusità di fondo perché di fronte a un evento storico non ha altro da dire che questo: «Volete la Grecia? Prendetevela! Se volete proporre ai cittadini code ai bancomat per venti euro al giorno, se questo volete proporre agli italiani, accomodatevi pure. Io preferisco fare le riforme e tenere fuori l’Italia da questi scenari drammatici». Siccome sono state proprio le famose riforme a far colare a picco la Grecia,come sostiene lo stesso Fmi, ci si sarebbe potuti aspettare un’evoluzione rispetto al disco rotto e invece la rabbia impotente del servitorello è esplosa lanciando brandelli di modestia intellettuale da tutte le parti.
E dire che la Merkel e soprattutto Hollande non sono dei giganti, ma certo non possono fare vertici con uno così e all’Eliseo non hanno bisogno di qualcuno che serva il the, ammesso che Renzi sia capace di svolgere una funzione tanto complessa. D’altronde avere attorno un barboncino con lo smartphone è davvero irritante. La realtà è che un oceano di stampa supina ed eterodiretta sta raccontando giorno per giorno meraviglie di un personaggio al di sotto di qualsiasi aspettativa. Infatti lui per approfondire la vicenda greca, escluso da qualsiasi luogo o occasione che conta nelle decisioni, ha deciso di fare il suo vertice con Padoan che vede tutti i giorni anche perché è l’unico referente vero di Bruxelles visto che Renzi ormai suscita compassionevoli e imbarazzati sorrisi.
E’ ancora tollerabile questa farsa? Ora che le acque si fanno ancora più agitate è possibile permettere a questo personaggio e a una corte dei miracoli di incompetenti e grassatori di reggere le vicende italiane? La domanda è retorica,ma se lo permetteremo vorrà dire che davvero il Paese è finito.


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“Non poteva durare a lungo questa truffaldina commedia degli equivoci , e per farlo c’è stato bisogni di attori veri che hanno recitato per passione infondendo nel cuore degli spettatori, passione, amore, desiderio di riscatto.”
Sante parole, finalmente qualcuno che mi dà ragione: Tsipras e Varoufakis sono “attori veri che hanno recitato per passione” (veramente non l’hanno fatto solo per passione, hanno anche preso lauti compensi per farlo!). E, come succede per gli attori, una volta esaurita la propria parte, escono di scena: ecco perché Varoufakis oggi si è dimesso da ministro lavandosi le mani dei futuri eventuali prelievi forzosi dai conti bancari dei cittadini greci. Quanto a Tsipras, che ha fatto di tutto per far vincere i sì, ma non c’è riuscito, e che se avessero vinto i sì aveva già detto che si sarebbe dimesso, avrà altre occasioni per secondare la sua naturale propensione alle dimissioni.
Intanto linko a questa immagine che fa vedere l’eroico Tsipras in furioso combattimento con uno dei “ricattatori” della Troika, Jean Claude Juncker, presidente della Commissione Europea: http://www.lavenir.net/cnt/dmf20150623_00668266
Vince la democrazia. La voglia di libertà è stata così forte da scuotere le fondamenta della dittatura e farle scricchiolare. Un popolo non si può umiliare, non lo si può tiranneggiare, prima o poi lo scatto d’orgoglio lo porta a ribellarsi ed alzare la testa. I greci stremati da una politica di sacrifici assurdi, grazie ad un leader, che incarna lo spirito di Pericle è tornato a sperare ed il suo grido di libertà è stato così forte da diffondersi come un canto a qualsiasi latitudine e longitudine del pianeta. Per la prima volta ,nel discorso di Tsipras sono riecheggiate chiare le parole di popolo e patria. Non si possono affossare gli Stati per interessi di pochi ricchi che stanno giocando da troppo tempo con le nostre vite. Inevitabile che il gioco si invertisse e sulla scena politica facessero ingresso altre parole che non fossero “fiscal compact,” bilanci, mercati, austerità. E’ venuta fuori grazie a Tsipras la bolla speculativa, che si è attuata sulla democrazia e finalmente è emerso quanto la Merkel e la Germania stanno esercitando da tempo; un potere da sacro impero nel cuore dell’Europa. Non poteva durare a lungo questa truffaldina commedia degli equivoci , e per farlo c’è stato bisogni di attori veri che hanno recitato per passione infondendo nel cuore degli spettatori, passione, amore, desiderio di riscatto. Ci voleva uno stato alle propaggini del mediterraneo per farci capire la follia di un’Europa, che si è intromessa invadentemente nella vita delle Nazioni per determinarne orientamenti e tendenze, senza tener conto di una variabile indipedente da qualsiasi legge di mercato.:il popolo, i suoi bisogni, la necessità di avere giustizia. Questi fattori per nulla considerati ,sono stati affossati, grazie ad uomini fantoccio direttamente nominati dall’impero centrale, che tutto hanno fatto, tranne che difendere l’identità di una Nazione. Quanto pensavano che queste menzogne, provvedimenti iniqui sarebbero durati. E’ per questo che si odia così tanto Tsipras da volerlo scalzare, dopo essere stato legittimamente eletto dalla maggioranza dei greci?. Dunque l’unione europea è una dittatura, un’occupazione di stati divenuti colonie, che devono ubbidire ai diktat della Germania. Sembra di assistere ad una pagina di storia già scritta, quando all’indomani dell’armistizio firmato dall’Italia a Cassibile, la furia dei tedeschi si abbattè sugli italiani e vennero perpetrate eccidi e stragi. Oggi come ieri, la Germania vuole mettere sotto assedio la Grecia per aver gridato: popolo e democrazia. Riunioni dei signori delle banche e della finanza che si stanno svolgendo ad opera della Germania e della Francia vogliono che la Grecia capitoli insieme al suo liberatore. Ma attenti, qualcosa scuote il Mediterraneo, è il vento della libertà che sta diffondendo ovunque il canto di Libertà. Il vento non lo vedi, ma ne percepisci la sua intima essenza. Non lo puoi fermare ,e questo dovrebbe far riflettere i signori delle banche, i distruttori della democrazia. Prima o poi la sofferenza, scava ed un piccolo rigagnolo diventa fiume, mare, onda che tutto travolge.Ancora una volta i costruttori della democrazia sono GRECI.