Stamattina sono stato trafitto da un’idea che francamente non mi aveva sfiorato nei giorni scorsi. Può darsi anche che sia un delirio, una cazzata, un ingenuità, ma mi sento di comunicarla lo stesso. Non è che l’assenza di nomi ufficiali, semiufficiali o sussurrati per il Quirinale da parte dei “nazareni” nasconda il fatto che anche il nome del presidente deve trovare l’accordo di Bruxelles e di Berlino?
Non può essere che i poteri europei aspettino il risultato delle elezioni greche per decidere se conviene un vecchio Amato, uno sconosciuto amico di Renzi o magari invece Mario Draghi? In caso di vittoria di Tsipras potrebbe essere una buona tattica mettere a presidio dell’Italia, assai più importante di Atene, il cane da guardia degli interessi finanziari nel tentativo di evitare un effetto domino. Tanto più che questa mossa rafforzerebbe la linea tedesca alla Bce e lascerebbe meno spazio di trattativa ( o illusione di spazio contrattuale) a Tsipras.
Del resto ormai Draghi non potrebbe fare molto di più di ciò che ha fatto con il quantitative easing di qualche giorno fa, il quale suona quasi come una sorta di testamento. E allora ecco che dopo la settima o ottava votazione inconcludente, il nome del governatore Bce potrebbe cominciare ad affacciarsi per poi bruciare le tappe verso la meta. Renzi e Berlusconi a quel punto la presenterebbero come una candidatura non preordinata oppure accuratamente protetta per non bruciarla, ma quanto mai opportuna e autorevole per l’Italia nel mondo; un bel po’ di italiani ci crederebbero specie dopo che per anni si è narrato di Draghi come l’anti Merkel e persino i dissidenti del Pd, per come sono fatti, non potrebbero non accettarlo. Quanti saranno quelli che ricorderanno le distrazioni di Draghi verso Mps o il fatto che vent’anni fa il prode banchiere svendette a Goldman Sachs il patrimonio immobiliare dell’Eni per un quarto del valore di mercato, ottenendo in premio una vicepresidenza della potente banca d’affari? O semplicemente che sia stato il grande sponsor di Monti?
Di certo Draghi è troppo ingombrante per Renzi e forse pure per Berlusconi, non è una loro candidatura spontanea, ma sicuramente non sono in grado di fare orecchie da mercante agli augusti suggerimenti che vengono dalla sacra e poco romana imperatrice, dal camerlengo Juncker e dal coro della finanza che troverebbero nel governatore della Bce una robusta diga contro le tentazioni di riscatto sociale e un fervente amico della finanza, del banchismo e del monetarismo. Il che alla fine si tradurrebbe in un vantaggio per il progetto neo democristiano e oligarchico del nazareno, anche se non per tutti i protagonisti dello stesso.


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Fantapolitica? 🙂
Non sono la Sibilla Cumana, ne’ tantomeno l’Oracolo di Delfo. Ma, per schizzo o ghiribizzo, prevedo che con la prospettatissima vittoria di Syriza in Grecia e del corifeo Tsipras, non cambierà assolutamente niente.
Dopo le visite ecumeniche a Washington, Berlino etc. leggo che Tsipras ha fatto anche lui le solite nebbiose dichiarazioni che dicono niente per dire tutto, e tutto per dire niente, “Un governo Syriza rispetterà l’obbligo della Grecia, in quanto membro della zona euro, per mantenere un bilancio in pareggio, e si impegnerà a obiettivi quantitativi.” E nel Financial Times si legge, “Il mio partito, Syriza, garantisce un nuovo contratto sociale per la stabilità politica e la sicurezza economica. Questo è l’unico modo per rafforzare la zona euro e rendere il progetto europeo attraente per i cittadini di tutto il continente.” Va anche da se che la NATO non si tocca.
Vista la morte della sinistra, ritengo per assurdo che qualunque cambiamento socialmente positivo possa verificarsi con i fascistoni al governo (non importa quale paese, meno l’Ukraina dove del resto ci sono gia’). Perchè solo di fronte alla realtà non edulcorata, alla Tsipra & C., forse, magari, chissà, qualcosa si può muovere. Ci scapperà qualche morto ma, purtroppo, è il prezzo da pagare per non finire con la fogna alla bocca nella fogna del neo-liberismo.
dailyshakespeare.com
..vabbè, è attualità e bisogna in qualche modo parlarne; ma io sono convinto che le aspettative del Paese, su chi possa essere investito della
candidatura di Presidente… siano pari a quelle di chi potrebbe presentare “Sanremo” il prossimo anno. Sono invece d’accordo sul chi
potrebbe essere più o meno adeguato, per la troika, semmai il risultato del voto greco.. nella suggestione di quello che potrebbe significare nella ripartizione dei suoi numeri, si rivelasse una sconcertante certificazione di rinnovata volontà nazionale.
In qualche modo si porrebbe un problema anche per l’Italia… certamente, ma solo di facciata. Ovvero per la sola esponenzialità di una vulnerabilità che comunque è conclamata (..ritardata nel suo aspetto peggiore ma già conclamata), nonostante le inerti spinte supine mediatiche.
Altra cosa poi… a cosa e a chi dovrà “servire”, in futuro, questo nuovo candidabile?!
Anche se sono ancora ben lontane, credo che le presidenziali americane questa volta ci regaleranno, per la “gioia” di tutti i popoli del mondo, un repubblicano; si dirà che non c’è più grossa differenza ma secondo me questa volta saranno proprio cavoli amari per tutti… inoltre la ripresa, secondo “l’anitra zoppa” più nobel del mondo, è in atto… e quindi sia che sia vera, o ancora “miraggio”, l’intenzione è quella che.. da qualche parte debba tornare,con le buone o con le cattive, a fare capolino (Lontano dall’Europa.. oserei immaginare anche già da dove!).
Cit. “…anche il nome del presidente deve trovare l’accordo di Bruxelles e di Berlino?”
E di Washington ci siamo dimenticati? Proprio lì bivaccano più forti elettori di Draghi.
E se invece il Mario presidente fosse un altro?
Uno di cui non si parla da mesi e che, guarda un po’, ha abbandonato da tempo il partito che ha lui stesso fondato?
Una lucidissima canaglia in loden che va a messa tutte le domeniche e… ricarica la sua pessima coscienza dal lunedì al sabato?
Credo che questa sia la carta della troika, tutto il resto sono ammuine tra un vecchio sporcaccione e un giovane cialtrone segaiolo.
Intendevo proprio Quell’altro 😉
Ma perché no “Super-Mario” a questo punto? Ha tutti i requisiti: fa parte da sempre della squadra vincente; ha mostrato di sapere applicare alla grande i “precetti” della Troika; e non gli manca certo quel narcisismo, coltivato durante il suo breve regno, che serve per essere un presidente “pesante”, che sappia “tenere la barra dritta”.