Napolitano “monita” di non isolare la Russia dimostrando in questo tutti i suoi anni. Renzi si mimetizza in forma di tappetino di benvenuto. Obama crede di poter isolare la Russia, dimostrando la senilità di una visione ferma alla baia dei porci. Chiamiamolo pure kennedismo se vogliamo, ma in ritardo di 50 anni dentro un mondo che da bipolare è divenuto unipolare e poi multipolare. Il fatto è che Obama può illudersi e soprattutto vuol far credere di poter colpire Mosca cacciandola dal G8, ovvero dal concerto costituito dagli Usa e dalle sue colonie, ma in realtà non sta che producendo materiale di propaganda buono per il Reader’s Digest.
Se andate a guardare il filmato che testimonia il gelo che ha accolto le sue parole all’Aja (qui) di fronte ai ministri degli esteri dei Brics riuniti a margine del vertice sulla sicurezza nucleare, si capisce bene che è proprio lui che rischia di essere isolato e con lui la stessa Ue che stoltamente gli ha tenuto bordone nella squallida avventura ucraina. I nuovi giganti dell’economia reale al termine della riunione hanno rilasciato una dichiarazione che non lascia dubbi contro “l’escalation di linguaggio ostile, sanzioni, contro-sanzioni che non contribuisce a una soluzione durevole e pacifica secondo il diritto internazionale, compresi i principi e le finalità della Carta delle Nazioni Unite”.
Gli stessi rappresentanti delle economie emergenti, alcune delle quali per la verità così emerse da sommergere, pochi giorni prima hanno risposto picche al ministro degli esteri australiano, in funzione di cameriere onorario della Casa Bianca, quando ha proposto di escludere la Russia dalla riunione di novembre del G 20: “L’adesione al G20 appartiene a tutti gli Stati membri ugualmente e nessuno Stato membro può determinare unilateralmente la sua natura e il carattere”. Come dire non siamo agli ordini degli Usa. Ed è la prima volta che ufficialmente e senza equivoci viene respinto il tentativo di tutela americana su organismi di questo tipo e affermate le ragioni, anzi i diritti della multipolarità.
Così la vicenda Ucraina, portata avanti senza alcuno scrupolo e senza nemmeno una decente conoscenza del campo, trascinando nell’avventura anche l’Europa del silenzio dei cittadini e delle camarille di vertice, si è rivelata come l’occasione per mettere in crisi l’unipolarità a cui ancora aspira Washington e che crede di poter sostenere con strumenti eminentemente militari a servizio del pensiero unico. L’ascesa di qualche fascistello a Kiev, necessario a poter installare missili in terra ucraina, è costata agli Usa la prima grande sconfitta del nuovo secolo. Sono andati convinti di poter isolare ogni resistenza alle loro mire e si sono trovati isolati. Qualcuno lo spieghi a Napolitano.


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PS È mai stato fatto uno studio scientifico sulle possibilità per una nazione (piccola, media, grande) di vivere con i propri mezzi senza bisogno del contributo degli altri paesi? O non è mai stato fatto perché minerebbe alle radici l’idea che non vi siano alternative al capitalismo?
Non credo che il problema principale del mondo sia l’unipolarità contrapposta alla multipolarità. Se i poli sono tutti neoliberisti (e al momento lo sono) stiamo solo parlando di varie padelle e di varie braci. Anch’io preferirei la brace russa, al momento, perché abbiamo visto quanto male ci stia facendo la padella americana mentre, fino ad ora, la Russia non ci ha mai fatto alcun male. Però stare dalla parte dei russi è ulteriormente schierarsi con un potere di cui finiremmo per essere vassalli, e quindi, in fondo, barattare la dipendenza attuale con un’altra dipendenza (sicuramente migliore, secondo me, ma sempre dipendenza). Perché allora non scegliere la possibilità di essere completamente indipendenti e diventare noi, casomai, una delle nuove polarità del mondo multipolare? E magari una polarità non basata sul neoliberismo!
Certo, ci vorrebbe un po’ di studio preliminare, ma si può partire già da un’idea molto semplice. Se non esistessero gli altri paesi, se al mondo esistesse solo l’Italia senza altri territori attorno, i 60 milioni di italiani sarebbero condannati a morire di fame o ce la farebbero ugualmente? Se la risposta è che ce la faremmo ugualmente, ossia che saremmo in grado di raccogliere dal nostro territorio con il nostro lavoro i frutti agricoli ma anche industriali sufficienti a mantenere il nostro stile di vita attuale, ci troveremmo già mentalmente fuori dal neoliberismo che è una dottrina basata sul fatto di concepire ogni paese come non indipendente dagli altri, bisognoso degli altri, e dunque soggetto a una molteplicità di ricatti che, poi, di fatto, vengono esercitati a partire dalla più potente delle varie polarità esistenti, che al momento è rappresentata dagli Stati Uniti e domani, chissà, dalla Russia, dalla Cina o da qualche altro paese da cui il neoliberismo si dovesse sentire più garantito. Stiamo parlando di autarchia? E se l’autarchia fosse l’unico modo per sfuggire ai ricatti del capitalismo impazzito, cosa ci sarebbe di male? Per i più sensibili potremmo anche cambiarle il nome e denominarla “indipendenza economica”. Non mi sembra poi un così brutto nome…
Da Nobel per la pace a Snobba la pace.
Come sempre, disinformazione a tutto campo. Ad esempio, il filmato. Si tratta di una conferenza stampa, non di un discorso “davanti ai ministri degli esteri”. Nell’ultima parte Obama risponde, per diversi minuti, ad una domanda di un giornalista sullo scandalo delle intercettazioni della NSA, non sulla crisi ucraina. Che c’entrano gli applausi? Non siamo mica in corea del nord davanti al Caro Leader. Consiglio di guardare tutto il filmato, non il pezzettino tagliato dalla Stasi. Si vedra’ una realta’ ben diversa da quella spacciata qui.
Martedì scorso Van Rompuy ha “twittato” – e già questo è un segno dei risibili tempi che viviamo – che “la prossima riunione del G7, senza la Russia, si terrà a Bruxelles in giugno”.
Per nulla intimorito, il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, dall’Aja ha commentato che «la Russia non è abbarbicata al format del G8 e la sua espulsione non rappresenterebbe “una grande tragedia”».
A differenza di Van Rompuy, che con la faccia che si ritrova può dire quello che vuole tanto nessuno lo prende sul serio, Lavrov non è uno che parla se non ha qualcosa da dire che non può non essere compreso.
E siccome i russi non hanno alcuna soggezione dell’occidente, «il ministero degli esteri di Mosca ha pubblicato la lista dei politici e funzionari americani, ai quali è stato ufficialmente vietato l’ingresso in Russia. La lista comprende gli assistenti del presidente Obama e alcuni membri del Congresso e del Senato USA noti per le loro posizioni antirusse. In tutto si tratta di 9 persone. I nomi piu’ noti sono quelli dello speaker della Camera dei Rappresentanti John Boehner e del senatore repubblicano John McCain».
Intanto l’orizzonte dei neonazisti di Kiev si rabbuia. Nella notte di lunedì uno dei leader del movimento radicale nazionalista “Settore destro”, Alexander Muzychko, è stato ucciso nella città ucraina di Rivne in circostanze non ancora del tutto chiarite.
Ai primi di marzo, il Comitato investigativo russo aveva aperto un procedimento penale contro Alexander Muzychko, che è sospettato di terrorismo contro le truppe russe durante gli eventi in Cecenia.
Fossi nei leader neonazisti di Kiev non dormirei tranquillo.
Come quasi sempre, analisi ineceppibile.