Il colpo di stato in Ucraina ha avuto come pretesto le prospettive di ingresso del Paese in Europa e infatti la Ue appoggia il nuovo governo, nato grazie alle formazioni paramilitari nazifasciste. E già questo è un po’ repellente, ma il primo atto del nuovo esecutivo è stato quello di cancellare i diritti acquisiti di tutte le minoranze linguistiche da quella russa che arriva al 30% ed è maggioranza in molte aree del Paese, per arrivare a quelle minori, rumena, ungherese, polacca, moldava, greca e, ça va sans dire, ebraica.
Insomma appena arrivato al potere grazie alle manovre sottobanco degli Usa, con il sentito appoggio della Ue, il governo ufficialmente filo europeo dell’Ucraina fa l’esatto contrario di ciò che dovrebbe essere alla base dell’idea europea. Senza che nessuno si disturbi a far notare lo stridente contrasto o si soffermi a capire chi , con quale mandato, con quale autorizzazione con quale potere abbia cacciato l’Unione in questa avventura. Nemmeno quella strana sinistra di fantasia che si raccoglie attorno alla lista Tsipras e il cui house organ, Micromega pare aver cancellato, per sicurezza, tutte le parole che cominciano con la U maiuscola mentre si dedica alle stravaganti elucubrazioni metafisiche del metateologo da salotto Mancuso.
Così il vero problema è questo: c’è davvero un contrasto tra questa Europa e gli sviluppi della vicenda Ucraina? Oppure la Ue non è niente più che un fascio di interessi nazionali e finanziari tenuti insieme dai legacci della burocrazia e di istituzioni elettive inconsistenti, un ensemble a cui della democrazia sostanziale, delle persone, dei diritti e dei popoli non frega un accidente? Non è che quando parliamo dell’Europa evitiamo di guardarla in faccia e preferiamo riferirci alla fotografia ingiallita di molti anni fa, quando era ancora un promessa e non si era manifestata la cancrena che la sta trasformando in una filiale bancaria dedita alla lotta di classe al contrario?
Non voglio rispondere direttamente a questa domanda, ma – sono costretto a ripetermi come un mendicante con la fisarmonica – la vicenda ucraina dimostra come il processo di mutazione sia andato troppo avanti per sperare di salvare il paziente con l’aspirina delle buone intenzioni e i beveroni dell’altra Europa. Occorre il bisturi per eliminare le parti colpite e veicolo di infezione tra cui, in primis, la moneta unica. Senza questo intervento chirurgico, di massacro in massacro, si perderà il paziente per paura di fare un passo indietro. Ma nessuno ha il coraggio di firmare l’autorizzazione a un intervento che di giorno diventa più urgente e inevitabile. Ma si, come si vede in Ucraina, dopotutto, un’altra Europa è possibile.


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I FONDAMENTI NAZISTI DELLA UNIONE EUROPEA
Il nazista Walter Hallstein, “padre” della Unione Europea
infatti l’UE è di matrice neo-nazista a cominciare proprio dai suoi primi padri fondatori: Walter Hallstein fu il giurista nazista che definì le leggi per sottomettere le nazioni europee conquistate da Hitler.
Lo stesso Walter Hallstein fu poi tra i padri fondatori della Unione Europea, ne fu il primo presidente e fu presidente della commissione europea per nove anni, dal 1958 al 1967.
Walter Hallstein per nove anni, dal 1958 al 1967 fu l’architetto in capo della costruzione dell’Unione Europea, comandando un’armata di migliaia di burocrati al di fuori di ogni controllo democratico.
L’Unione Europea di Bruxelles non è una democrazia ma una dittatura perché il popolo non può eleggere la Commissione Europea che non può nemmeno essere destituita.
Dopo che entrambi i tentativi militari di soggiogare l’ ”Europa erano falliti, il Cartello investì in un terzo tentativo: la conquista politica ed economica della Europa, per mezzo della “EU di Bruxelles”. Gli autori provano, con documenti alla mano, che gli architetti della EU venivano reclutati tra quei tecnocrati che avevano già pianificato una Europa post bellica, sotto la coalizione del cartello nazista.
Il più noto fu Walter Hallstein, il primo Presidente della cosiddetta Commissione Europea . Nel regime nazista questi era un importante avvocato, coinvolto nella programmazione amministrativa e legale della Europa post-bellica sotto il controllo della elite nazista e della IG Farben. Hallstein si era laureato al “Kaizer Wilhelm Institute” di Berlino, finanziato dalla IG Farben. Era stato membro dei Rechswahrer (una associazione nazista di protettori della legge) .
Nel 1938, Hallstein rappresentò il governo nazista, in negoziati con i fascisti in Italia, in merito alla cornice legislativa riguardante una più estesa dittatura in Europa. Da queste negoziazioni basti solo questa citazione:
” L’ordine legale dello stato dittatoriale (il Fuhrerstaat – lo Stato del Fuhrer o la Grande Germania) ha il compito di proteggere la integrità, la salute e la salute razziale delle sue genti .(…) La razza suprema deve essere particolarmente protetta dalla razza ebrea, eliminandola dalla società una volta per tutte”.
I negoziati ebbero luogo a Roma dove egli ritornò successivamente come “padre” di una Europa “democratica”.
La Commissione Europea, secondo il modello del Fuhrerstaat (Lo Stato del Fuhrer)
W. Hallstein
Immediatamente dopo questa conferenza italo – germanica, il Kaizer Wilhelm Institute, il cui Presidente, Carl Bosch,era un direttore della IG Farben, annunciò la scoperta della fissione nucleare e la possibilità di costruire un’ “arma suprema” che avrebbe aiutato ad installare il nuovo ordine europeo, quello desiderato dai Nazisti e dalla IG Farben.
Il 25 Marzo 1957, già “pulito”, Hallstein fu nominato uno dei 12 padri fondatori del “Trattato di Roma”, il fondamento della EU e nel 1958 fu nominato presidente della Commissione Europea, dichiarando:
“La Commissione europea ha pieni poteri e illimitati per tutte le decisioni che riguardano l’architettura di questa comunità europea”. In un discorso di propaganda nazista, tenuto nel 1939, Hallstein proclamava le stesse cose ma con parole diverse:
“La creazione della Nuova Legge [dei Nazisti] è compito SOLO dei legislatori”. Vera democrazia!
Dalla posizione che gli fu assegnata, Hallstein diede forma alla struttura Europea secondo i piani iniziali di una Europa nazista post bellica, sotto il giogo della IG Farben. Tutte le interconnessioni tra i Nazisti, la IG Farben e i “padri” della EU sono descritte nel dettaglio nel libro “The Nazi Roots of the Brussels EU”.
http://www.relay-of-life.org/it/chapter.html
http://www.parrocchie.it/correggio/ascensione/radici_naziste_2013.htm
http://www.relay-of-life.org/it/chapter.html
@ Roberto Casiraghi
«il concetto del “seguimi” e del “mi piace”, che è l’ingranaggio virale che muove tutto internet, e di cui sono tanto entusiasti i teorici della rete, è anche il primo motore della manipolazione politica di massa che tanto perseguono agli ame ricani, e che perseguono perché, obiettivamente, in assenza di persone con un minimo di spirito critico, funziona veramente al di là di ogni più funerea aspettativa»
Anch’io ho la stessa convinzione.
Possiamo misurare la distanza che separa l’avventura parallela dell’Iraq e dell’Afganistan, in cui almeno una parte dei media e dell’opinione pubblica aveva l’esatta percezione di chi aggrediva e di chi eraaggre dito, e, invece, il vergognoso p utsch di Kiev, che, poco più di un decennio dopo, rivela una stampa europea talmente asservita da non aver più né il coraggio né la volontà di riflettere e giudicare.
Cosa è successo? E’ successo che in questi dieci anni è proseguita la silenziosa opera di infiltrazione da parte degli Stati Uniti la cui strepitosa efficacia si misura non solo sulla base del fatto che, ormai, il 100% dei politici europei batte bandiera stellostrisciata ma anche sulla base del fatto, molto più grave, che sono gli europei stessi ad essere ormai delle persone non più interessate a pensare ed approfondire, paghe di seguire, anzi “follow”, qualsiasi cosa i media mettano in evidenza. Seguono senza spirito critico, senza volontà di rapportare i fatti ai propri ideali dichiarati ma con l’unico obbligo “morale” di scegliere non quello che è giusto, ma ciò che piace di più fra le varie alternative accampate dai media. D’altronde il concetto del “seguimi” e del “mi piace”, che è l’ingranaggio virale che muove tutto internet, e di cui sono tanto entusiasti i teorici della rete, è anche il primo motore della manipolazione politica di massa che tanto perseguono agli ame ricani, e che perseguono perché, obiettivamente, in assenza di persone con un minimo di spirito critico, funziona veramente al di là di ogni più funerea aspettativa.
Ecco perché le speranze di Mr. Simplicissimus (che sono anche le mie) di poter veder nascere un nuovo partito politico capace di chiedere ciò che è solo logico chiedere nella situazione data, ossia, come minimo, l’uscita dalla trappola europea, si frantumano davanti alla considerazione che non solo i politici, non solo le élites, non solo i media sono pesantemente infiltrati ma anche i cittadini normali che, ormai, ritengono che “pensare” significhi solo esprimere il proprio gradimento sul tema del giorno, sul sondaggio del giorno, sulla proposta del giorno, sul titolone del giorno, figli di una cultura basata sul “mi piace” e sul “seguimi”, in cui si impara ad avere un ruolo apparentemente attivo ma sostanzialmente passivo ad un livello che non si era mai visto nella storia dell’umanità. Al punto che neppure il vedere la propria rovina, la rovina della propria famiglia, la rovina della propria cultura e quella del proprio paese, li spinge a porsi degli interrogativi, a mettere in dubbio quello che leggono sui giornali, a distinguere l’effetto annuncio dalle intenzioni reali e a percorrere quella strada che porta ad un’effettiva indipendenza intellettuale e alla capacità di sottrarsi alle manipolazioni mediatiche.
In tutti i casi, se nuovo partito deve essere, spero che il promotore si renda finalmente conto che senza creare strumenti di pensiero coerenti, quello che un tempo si chiamava ideologia, non si arriverà da nessuna parte. Quando destra e sinistra erano una cosa seria, avevano i loro bravi reciproci catechismi. Chi aderiva, aderiva a quel catechismo e quel catechismo era fondato in valori aderibili da parte di tutti, che si fosse intellettuale, professionista, commerciante, operaio o qualsiasi altra cosa. L’ideologia insegnava soprattutto a comportarsi con coerenza rispetto ai propri valori, a riconoscere negli eventi e nelle persone ciò che non era conforme a quei valori per evitarlo o per contrastarlo. La morte delle ideologie venne decretata dal neoliberismo, ideologia totalitaria che per sostituire alla molteplicità dei valori un unico valore, quello del denaro, ha dovuto combattere una lunga e astuta battaglia che ha condotto gradualmente allo svuotamento di tutte le ideologie.
Ossia le varie ideologie del passato, da quelle religiose a quelle laiche, apparentemente esistono ancora. I cristiani pensano di essere cristiani, la gente di sinistra pensa di essere di sinistra, la gente di destra pensa di essere di destra. Ma il punto è che nessuno avverte più la sempre più acuta dissonanza fra le convinzioni dichiarate e i propri o altrui comportamenti, nessuno fa più lo sforzo di mettere in relazione ciò che accade nella sua valenza di coerenza o incoerenza rispetto ai valori che egli stesso dichiara di professare. E il risultato è davanti agli occhi: persone che oggi si esprimono in un modo, domani nel modo opposto e dopodomani in un altro modo ancora, a seconda di quale stimolo, in senso pavloviano, hanno ricevuto.
Ottimo articolo, come sempre.
Aggiungerei solo che, a mio modo di vedere, alla locuzione “la Ue non è niente più che un fascio di interessi nazionali e finanziari tenuti insieme dai legacci della burocrazia e di istituzioni elettive inconsistenti, un ensemble a cui della democrazia sostanziale, delle persone, dei diritti e dei popoli non frega un accidente”, si può senz’altro togliere il punto interrogativo.
Ecco chi comanda in Europa : http://miccolismauro.wordpress.com/2014/02/14/the-brussels-business-documentary/