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Progetto Orango

090618084304-largeE’ stata una domenica memorabile, di quelle che nemmeno Alcatraz deve aver vissuto: l’affannosa ricerca di capri espiatori, di teste da tagliare tra i funzionari di polizia per coprire le responsabilità di Alfano, Letta e Bonino nell’espulsione di Alma Shalabayeva e di sua figlia; la straordinaria uscita di Calderoli sulla Kynege – Orango che – a dimostrazione del livello culturale dell’uomo – prende a paragone l’unica specie di primati non africana e per di più col pelo rosso – biondo; infine l’uscita del cameriere ai piani della maison Riva, il commissario Bondi con licenza di cazzeggiare, che attribuisce alle sigarette e non all’Ilva gli incredibili di livelli di tumori a Taranto.

Anche in quest’ultimo caso siamo di fronte alla sfrontatezza  condita di ignoranza perché gli argomenti grotteschi con i quali Bondi discolpa l’Ilva, si potrebbero pari pari applicare anche al fumo di tabacco creando un delizioso cortocircuito per uscire dal quale occorrerebbe avere un po’ di avvertenze epistemologiche, ma soprattutto un minimo di onestà. Ciò che voglio dire è che i tre episodi, così diversi tra loro, sono legati tra loro non solo dalla miseria morale, ma anche dalla cialtroneria intellettuale di cui si fa vanto la nostra classe dirigente. Del resto la coda di pavone si apre grazie ai muscoli del culo e con rispetto parlando è proprio il paragone giusto.

Peraltro questo vagolare tra frasi fatte, immagini stereotipe,  luoghi comuni, concetti fideistici, ossessioni pavloviane, appartiene anche ai cittadini e denuncia una decadenza intellettuale inarrestabile: fa parte dello zeitgeist italiano, ma anche di buona parte dell’occidente. Così viene spontaneamente da chiedersi se questa  precipitazione delle idee in cristalli amorfi si sia prodotta in maniera del tutto casuale nella trasformazione delle persone da cittadini a consumatori, oppure sia stata in qualche modo favorita e coltivata da chi ha interesse alla schizofrenia del pensiero e alla paranoia  emotiva. I vantaggi sono del tutto evidenti: la paranoia è desiderante, la schizofrenia disorientante e tendente all’oblio dello stato precedente. In una parola sono stati che convengono al mercato: perché devi desiderare sempre cose nuove e dimenticare ciò che ti ha fatto comprare quelle vecchie. In più questi stati di distrazione di massa, la calcificazione intellettuale dentro celle separate, rende molto difficile seguire il filo che collega i nostri bisogni ai nostri interessi: basta qualche parola e qualche slogan per depistarci. Così molti sono affratellati dalla lotta contro il loro stesso interesse.

Potremmo chiamarlo Progetto Orango per la particolare deiezione morale e mentale che implicano le sublimi parole di Calderoli. E vedete, quando mi accorgo che Bankitalia fa uscire uno studio allarmato sull’aumento dei furtarelli nei supermercati e scopre l’acqua calda notando come questa crescita, l’unica reale, sia collegata alla crisi economica, mi viene un sospetto. Ma guarda questi che non hanno mai saputo nulla di Mps e di moltissime altre operazioni che probabilmente ancora non sappiamo, come sono invece attenti al furto della saponetta, alle reazioni di fronte all’impoverimento causato dalla finanza e dall’esplosione del profitto. Ecco gli ambienti dove un Progetto Orango è plausibile.

E adesso scusaste, ma devo andarmi a spulciare.

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3 responses to “Progetto Orango

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