impunità22Nel Pdl dei predellini la decisione della Cassazione di stabilire la prima udienza sul processo Mediaset il 30 luglio, suscita un’indignata reazione: ” questa fretta è sospetta”, “colpo di stato”, “azioni di massa” (ma dipende dai romeni presenti in estate),  “dimettiamoci tutti”. Insomma il solito patetico ciarpame del personale di servizio. Sì perché con una prima udienza in autunno, grazie allo sfascio bizantino e surreale della giustizia, propiziato dal cavaliere medesimo, metà della pena potrebbe essere prescritta e assieme ad essa anche l’interdizione dai pubblici uffici.

Reazioni così scontate da essere ormai noiose, se non ci fosse un particolare divertente: gli indignati di oggi erano gli stessi che nel 2009 chiedevano a gran voce il processo breve, perché l’iter  della vicenda  Mediaset era durato troppo a lungo e diventava persecuzione. Il ddl Gasparri (in realtà scritto da Ghedini)  che fu usato come arma contundente nel tentativo di sottrarre Berlusconi alla giustizia, aveva come titolo “Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi” e prevedeva anche misure di risarcimento per i processi troppo lunghi. Adesso che invece la Cassazione si mostra sollecita, scatta l’indignazione esattamente contraria.

Il fatto è che questi del funzionamento dei tribunali e degli italiani se ne fregano altamente, a loro interessa l’impunità di fatto per un solo italiano: il “processo breve” non era nient’altro che una prescrizione breve ad uso del padrone e poco importava se per ottenere lo scopo si sarebbe sacrificato ciò che rimaneva della giustizia in Italia. Dovrebbero essere chiamati a risarcirci per la durata interminabile della loro permanenza : non è un’ attenuante aver agito sotto padrone.