Come al solito gli Usa nel loro autismo incline alla violenza, se ne fregano delle cose che accadono altrove, ma quando tali cose li sfiorano in qualche modo, allora diventano centro di spasmodica attenzione. Probabilmente Macron non ha fatto caso a queste dinamiche e ha commesso l’errore di querelare per diffamazione Candace Owens, una giornalista americana che da molto tempo sostiene la tesi secondo cui la première dame de France non sia chi dice di essere, bensì il fratello di Brigitte, Jean-Michel Trogneux, che avrebbe assunto da decenni un’identità femminile. E apriti cielo, una valanga di merda è franata sul palazzo dell’Eliseo. La questione è complicata e non mi metto nel dedalo di ipotesi che vengono fatte, tuttavia c’è da segnalare che il giornalista francese Xavier Poussard che ha lanciato e sostenuto questa tesi, scrivendoci persino un libro, Devenir Brigitte, è stato condannato per diffamazione in prima istanza, assieme alla collega Natacha Rey, ma poi è stato assolto dalla corte di appello di Caen.

Qualcosa di strano c’è. C’è soprattutto il fatto che il presidente non abbia stoppato fin da subito le mormorazioni presentando documenti inequivocabili: avrebbe zittito per sempre queste chiacchiere. In più c’è da dire che non esistono foto giovanili di Brigitte, le ex scuole si rifiutano di rilasciare immagini e i municipi sono riluttanti a condividere i certificati di nascita. Inoltre non esistono immagini della première dame al tempo del suo primo matrimonio, foto di lei con i suoi presunti figli, insomma tutto ciò che di solito si conserva gelosamente. Non sembra esistere un vita di Brigitte precedente alle seconde nozze con l’impiegatuccio dei Rothschild.

Porto all’attenzione questa vicenda perché essa, vera o falsa che sia, si collega direttamente al crollo dell’etica occidentale e si salda in un tutt’uno con l’insabbiamento dei file Epstein, con la estrema difficoltò di fare chiarezza sull’uccisione di Kennedy, ma anche con la complicità nei massacri di Gaza, con i venti di guerra e la russofobia vergognosa che spirano in Europa. Insomma con tutto il cuore di tenebra e la doppiezza della contemporaneità. Soprattutto con la corrività con cui queste cose vengono sdoganate quando riguardano il potere, il che dimostra una passività spaventosa. Per esempio la relazione sessuale tra Emmanuel Macron, alunno di 15 anni e la sua insegnante di 39, che si identificava come donna, viene accettata senza problemi. Se questo accadesse in una normale scuola, l’insegnante sarebbe immediatamente cacciata, ma siccome riguarda chi conta si trasforma in una storia romantica. E anche il matrimonio “politico” di Macron con una donna di 25 anni più grande che lo aveva abusato da adolescente, invece di suscitare perplessità in merito alla condizione psicologica del presidente, si è ben presto trasformata in una storia da rivista per sciampiste disperate.

Per carità, ognuno ha la sua storia e ha tutto il diritto di viverla come vuole, ma la cosa assume un carattere diverso quando si hanno responsabilità pubbliche, anche se gli ipocriti e gli indifferenti voltano pagina e si accontentano di dire che si tratta semplicemente di odio: mentono solo a se stessi come sono costretti a fare da decenni. Del resto dello stesso Macron si sa pochissimo: chi è davvero questo personaggio di cui si conosce soltanto la presenza nella Banca Rothschild e null’altro? Per quanto ne sappiamo è una pura creazione di laboratorio mediatico, un prodotto senza storia e soprattutto senza alcuna storia politica, incartato e venduto al pubblico, come accade per la maggior parte del milieu politico occidentale. Al di là del fatto che la première dame potrebbe essere una persona diversa da chi dice di essere, con tutto ciò che implica per la presidenza della Repubblica, se c’è davvero uno scandalo è che non si sappia chi sia il presidente, quali legami reali abbia, a chi debba rispondere, chi abbia preparato in fretta e furia la sua candidatura. Quando si accetta questo meccanismo, quando si accetta di non sapere, si devono accettare anche le conseguenze e le vediamo in giro per il mondo.