Non solo dobbiamo sopportare tutte le lugubri fesserie covid che i giornali e gli “esperti” costruiscono come un lego demenziale, ma ci tocca anche anche il totale senso di irrealtà sul degrado della  situazione generale con lo scopo di glorificare Draghi che porta avanti per conto della cupola oligarchica l’esperimento di dissoluzione di un Paese svenduto ai potentati economici. Per evitare che qualcuno guardi dentro l’abisso e si accorda che Draghi non è un taumaturgo, ma un necroforo che comanda una squadra di becchini, da parecchi mesi e mesi a questa parte si racconta la favola di una magica crescita dell’economia italiana, facendo credere che l’anno prossimo il Pil avrà recuperato tutto ciò che ha perso con il Covid, anzi con le assurde misure e discriminazioni messe in piedi per fingere di combattere una pandemia mentre in realtà si combatte la democrazia. Così non si perde  occasione di fare sfoggio di un cieco ottimismo della sragione secondo il quale l’Italia crescerà più della media europea, ridurrà la disoccupazione e il rapporto debito Pil, grazie alle pesanti catene del Recovery fund o delle sue successive e fantasiose denominazioni. Insomma sembrerebbe una nuova età dell’oro se con ci fosse la finta preoccupazione del cambiamento climatico che peraltro è all’origine dell’aumento dei prodotti energetici a causa delle “quote” di Co2 che hanno provocato un aumento del 24 per cento. Forse la terra si riscalderà come dice la nota leggenda, ma potete star certi che voi avrete più freddo.

Peccato che si tratti solo di un libro di fiabe o meglio di titoli che vengono smentiti dagli articoli secondo una logica che pervade tutta l’informazione. Ad esempio il Sole 24 ore pubblica un pezzo nel quale annuncia: “Ue ottimista sull’Italia, crescita in rialzo al 6,2 per cento e debito in calo”.  Senza dubbio siamo in un periodo nel quale si riesce a spacciare qualsiasi balla, ma basta poi leggere l’articolo per accorgersi che si tratta di una cavolata o poco più: ciò che dice l’Ue è “segnato da elevatissime incertezze” e minacciato da  ” crescenti venti contrari” che il vice-presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis individua  nel rischio di strozzature nelle catene di approvvigionamento e di aumento dei prezzi dell’energia, che “colpirà molte famiglie e aziende”.

Rischio? Altro che rischio questa è già da tempo una realtà che poi si manifesta nell’inflazione arrivata al 6,2 per cento in Usa, al 4,6 in Germania e ancora al 2,9 per cento in Italia, sebbene misurata dall’Istat che ha al suo attivo meravigliose e sfacciate sottovalutazioni in questo campo:  basti pensare ai due anni successivi all’introduzione dell’euro dove a un raddoppio dei prezzi al consumo corrispose una misurazione complessiva dell’ inflazione del 4,8 %. Ad ogni modo  questo aumento dell’inflazione a stipendi e salari fermi o in diminuzione viene considerata “temporanea” dalla Ue e dai suoi ottusi gestori e se invece dovesse continuare sarà colpa del cambiamento climatico, il nuovo totem dietro il quale si nasconde il progetto autoritario delle elite. A sorpresa l’Ue stima che questa inflazione rimarrà più contenuta in Italia rispetto alla media europea il che confligge in maniera stridente con la previsione di una crescita economica maggiore, ma anche con la natura essenzialmente esogena dell’inflazione, ovvero dovuta a fattori esterni: è evidente da tali contraddizioni che questi documenti hanno una natura politico propagandista e in base ad essa i numeri vengono aggiustati senza timore che un’informazione di servizio possa contestarle. Inoltre in  presenza di aumento dei prezzi e di stagnazione dell’occupazione e delle retribuzioni non si si può che aspettarsi che un crollo dei consumi  e dunque anche una diminuzione del Pil, che innescherà una stagione di tagli selvaggi alla spesa pubblica. Insomma un inferno la cui via è lastricata dagli stupidi osanna di stupidi fogliacci a Draghi  L’obiettivo politico è quello di rendere possibile la beatificazione giornalistica del presidente del consiglio che acquista sempre più potere e prestigio mentre il Paese affonda. Ci troviamo perciò stretti tra due narrazioni complementari e tuttavia contrarie: da una parte una pressione terroristica del tutto grottesca per un malattia assai debole e dall’altra la negazione di un disastro economico che ci sta visibilmente venendo addosso.

La speranza del milieu politico è che la diffusione di un assurdo ottimismo e di aspettative inconsistenti  possa evitare il saldarsi del crescente malcontento per una pandemia infinita e le sue misure sempre più inutili con la caduta del livello di reddito e di vita per ampi ampi ceti popolari e medi Anzi il piano è di sfruttare le restrizioni covid che vengono aumentate ogni momento in maniera ingiustificata e grottesca per evitare che il malcontento per le condizioni economiche dilaghi e trascini via Draghi e le sue scorie.